16 DICEMBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

Aria irrespirabile. Polveri sempre elevate
Tir, Chisso convoca il gruppo di lavoro.
«Call center, vanno rispettati i residenti»
Internet e pratiche Il Comune si apre al software libero
Fanno la spesa ma non pagano

In via Milano 130 microgrammi per metro cubo
Aria “irrespirabile” Polveri sempre elevate

Sole, aria tersa e basse temperature sono il clima ideale perché il pm 10 superi la soglia di attenzione. Le concentrazioni in questi ultimi giorni, infatti, sono particolarmente elevate. Basti pensare che ieri hanno toccato i 130 microgrammi per metro cubo, il valore più elevato dall’inizio del mese, soprattutto se confrontato con il valore limite per la protezione della salute umana fissato a 55 microgrammi sempre per metro cubo. E proprio sulla scorta di quest’ultimo dato c’è da dire che dall’inizio del mese praticamente l’aria è stata “respirabile” un solo giorno: precisamente domenica 5 dicembre quanto le concentrazioni di polveri si sono fermate a quota 55. Per il resto è stato un crescendo rossiniano dovuto, come si diceva all’inizio, alle particolari condizioni meteorologiche. Senza contare che questo è un particolare periodo dell’anno: negozi sempre aperti, traffico intenso e pochissima pioggia. Le festività natalizie, infatti, hanno sempre fatto segnare un picco in negativo per le polveri in quasi tutte le centraline dell’ufficio ecologia per cui in via Spalato, nel quartiere Italia e in particolare in quella di viale Milano dove i valori da lunedì 6 sono sempre stati in crescita fino a raggiungere i 130 microgrammi di ieri. Siamo decisamente lontani dalla soglia che era stata prevista per quest’anno: l’obiettivo infatti di qualità per il Pm10 era di 41,6 microgrammi per metro cubo. L’Amministrazione, nel frattempo, ha iniziato a studiare la prospettiva inserita nell’accordo fra i capoluoghi veneti, di organizzare almeno due domeniche ecologiche fra gennaio e marzo 2005, quando scadrà anche la seconda versione della cosiddetta Carta di Padova, che regola i provvedimenti anti-smog. L’assessore all’ecologia Valerio Sorrentino ha ipotizzato ieri due date per ora assolutamente indicative per il blocco totale: 20 febbraio e 6 marzo. La decisione vera e propria sarà presa soltanto dopo aver verificato che non vi sia la concomitanza con manifestazioni o eventi sportivi.


Strada Pasubio. In zona 6 affollata assemblea con l’assessore regionale, cui i comitati chiedono di finanziare la deviazione in autostrada dei mezzi pesanti
Tir, Chisso convoca il gruppo di lavoro
L’annuncio: «Prima di Natale verrà inviata una lettera a tutti i soggetti coinvolti»

di Gian Marco Mancassola

È stata una giornata da film, per quelli dell’Albera, quelli dei cinque comitati che si sentono morire per vibrazioni, rumore e smog, e che invocano da anni la deviazione del traffico pesante dalla strada Pasubio all’autostrada. La scena madre è stato lo strofinaccio grigio e nero, imbevuto di polveri sottili, che al mattino era servito per pulire la vetrina dell’edicola di Villaggio del Sole e che alla sera è stato esibito come un sudario davanti agli occhi dell’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, venuto ad ascoltare i cittadini. Accolto e salutato da applausi, il tanto invocato Chisso ha ammesso di essere rimasto fortemente impressionato da quello straccio annerito e ha consegnato un paio di promesse, anzi: di impegni. Chisso, dopo le dure parole dei portavoce dei comitati, l’ha detto chiaro e tondo: «Comprendo la pesantezza e la gravità del problema. Davanti a noi abbiamo una soluzione strutturale: la bretella da Vicenza a Isola, per la quale deve partire una verifica che ci porti a fissare con chiarezza quando si parte e quando si arriva. E c’è poi una soluzione strutturale, per intervenire nell’emergenza finché la bretella non verrà realizzata». Davanti all’assessore, ospitato a Villa Lattes, sede della circoscrizione 6, c’erano un centinaio di residenti, dall’Albera a Motta di Costabissara, che da 20 anni chiedono una svolta, che finora non c’è stata. «Non ho la bacchetta magica - ha premesso Chisso -. Faremo quanto è possibile per valutare un intervento coinvolgendo tutti i soggetti, dal Comune alla Provincia alle categorie economiche all’autostrada». Poi l’annuncio: parte il tavolo di concertazione, quel tavolo promesso a gennaio in consiglio regionale e poi mai più organizzato. «Prima di Natale invierò la lettera per incontrarsi. Fra Natale e Capodanno si può cominciare a lavorare. Questo è un impegno di lavoro». Di più l’assessore non dice, né garantisce. Ma è quanto basta perché scatti l’applauso dell’assemblea, annunciata due settimane fa quando una delegazione dei comitati, capitanata dai consiglieri comunali Giovanni Rolando e Sandro Guaiti, aveva fatto visita a Venezia ai consiglieri regionali eletti nel Vicentino. A fare da garanti per l’appuntamento di ieri sono stati soprattutto il diessino Claudio Rizzato e l’ex sindaco Achille Variati della Margherita, che hanno suggerito di finanziare una legge già approvata nel 1993 su proposta di Lia Sartori, oggi eurodeputata di Forza Italia. La soluzione, provvisoria fin tanto che non vedrà la luce la bretella, è di pagare il pedaggio dell’autostrada agli autotrasportatori che per raggiungere l’Alto Vicentino eviteranno di infilarsi nell’imbuto di viale del Sole e strada Pasubio. In base alle stime si parla di circa 2 milioni di euro all’anno. Ora tocca al tavolo di concertazione, proprio mentre si profila una dura campagna elettorale per le regionali. E tuttavia, ieri sera, non si sono fatte questioni di parte, almeno a parole. Tutti hanno scelto di pigiare sul tasto dell’unità d’intenti, fuori dagli schieramenti politici. Eppure, a proposito di schieramenti, la giornata era stata a dir poco rocambolesca, come ha osservato Rizzato, raccogliendo un sorriso da Chisso. Annunciata dai consiglieri regionali, fino all’ultimo l’assemblea ha ballato fra palazzo Trissino, dove il Comune ha tentato di portarla per far combaciare diversi impegni del sindaco Enrico Hüllweck, e Villa Lattes, dove era stata fissata e dove si erano dati appuntamento i cittadini. Un’ora prima di iniziare i cellulari bollivano a forza di chiamate trasversali. Da una parte chi puntava a spiazzare tutti e riportare la visita di Chisso in ambito strettamente istituzionale, dall’altro c’era chi puntava al massimo coinvolgimento popolare. Alla fine è prevalsa la linea del bagno di folla, con tutti i rischi annessi e connessi, a cominciare dal pericolo di ritrovarsi con una parte degli interlocutori in municipio e l’altra in circoscrizione. Scongiurata la prospettiva di avviare la chiacchierata per strada, il faccia a faccia con l’assessore Chisso è andato in scena nella sala consiliare della zona 6, con il presidente Matteo Tosetto a far da padrone di casa e con la partecipazione, oltre ai capigruppo circoscrizionali, degli assessori alla viabilità di Comune e Provincia, Claudio Cicero e Roberto Ciambetti, oltre a Rizzato e Variati. E visto che manca una manciata di giorni a Natale, qualcuno (il diessino Rolando) ha pensato bene di regalare all’assessore Chisso uno dei simboli della battaglia contro i Tir, la maschera anti-gas, con una promessa: «Se non vedremo il tavolo, torneremo a Venezia».


Una nuova sentenza conferma gli orari
«Call center, vanno rispettati i residenti»

Ennesima puntata della telenovela dei call center. La celeberrima ordinanza che regolava gli orari dei punti di telefonia, utilizzati soprattutto da immigrati nella zona di viale Milano e via Napoli, dopo un controverso passaggio al Tar è arrivata fino al Consiglio di Stato. Nel giugno scorso il Tar aveva salvato mezza ordinanza: da un lato riconosceva al Comune la possibilità di fissare orari in mancanza di una normativa nazionale, dall’altro stabiliva che il Comune non può imporre la separazione fisica dal bazar. Ora da Roma arriva una nuova sentenza, che non fa che confermare le linee generali della precedente. «L’invocata protezione dell’interesse degli utenti del call center - si legge nella sentenza - ad avvalersi dei servizi telefonici offerti, compatibilmente con la differenza di fuso orario esistente nei lontani Paesi raggiunti con le chiamate, appare adeguatamente tutelata dalla previsione di un’ampia fascia temporale dell’orario giornaliero di apertura stabilito dal Comune (dalle 7 alle 22), opportunamente modulabile dai gestori in ragione delle specifiche esigenze manifestate dalle rispettive clientele». Soddisfatto l’assessore alla pubblica sicurezza Valerio Sorrentino, che sottolinea un altro passaggio: «In ogni caso, l’interesse degli utenti deve essere contemperato con quello, di eguale dignità e rango, dei residenti a godere di un periodo di quiete e di tranquillità durante le ore notturne».


Il passaggio sarà graduale
Internet e pratiche Il Comune si apre al software libero

( l. v. ) Software libero e pubblica amministrazione, un binomio che comincia a prendere sempre più piede nel mondo. L'argomento riguarda anche l'Amministrazione comunale scledense: nel documento contenente le linee programmatiche del mandato del sindaco Dalla Via si afferma di «tenere in particolare attenzione, anche come modello, la Comunità del software libero (open source, free software)». L'affermazione è stata ripresa anche nella mozione di Alberto Bressan dibattuta, e respinta, durante la recente seduta consiliare: il consigliere di An chiedeva, sostanzialmente, che l'Amministrazione si affrancasse dal monopolio delle grandi corporation private e che avviasse «uno studio di fattibilità e pianificazione sull'introduzione progressiva del software libero nel Comune di Schio».
«A parte che la convenienza al cambiamento va dimostrata sul singolo pacchetto software - ha commentato Giorgio Pizzolato, assessore alla promozione dell'innovazione tecnologica -, un piano di fattibilità mi sembra inutile e riduttivo: mi pare che le nostre intenzioni siano state dimostrate nel programma di mandato. Il Comune si sta già muovendo, con la massima apertura a quelle soluzioni che favoriscono la Comunità del Software libero e la sua diffusione nel mondo anche della scuola, delle associazioni e delle imprese. Certo non possiamo pretendere cambiamenti rapidi: nel campo della pubblica amministrazione alcuni software solo adesso sono diventati stabili al punto da essere adottati, quando appena un anno fa ciò non era possibile».
«Per quanto riguarda i programmi a sorgente aperta - ha proseguito Pizzolato -, buona parte di quelli che l'Amministrazione utilizza lo sono già: la società fornitrice Pasubio Servizi, ogniqualvolta sia possibile, vi ricorre in fase di acquisto. Anche a livello di sistemi operativi di server utilizziamo già molte soluzioni di piattaforma Linux, mentre per i programmi di produttività, sostanzialmente le consolle d'ufficio, stiamo progettando un percorso che prevede che la documentazione interna sia certificata digitalmente, con conseguente riduzione dell'uso della carta e dei programmi di tipo Office. Conseguentemente ci sarà un graduale passaggio a programmi a sorgente aperta tipo Open Office, e Mozilla riguardo ai browser. L'unico settore non sufficientemente sviluppato e dove per il momento non è possibile fare un passo indietro, invece, è quello relativo alla sicurezza informatica».


Dopo un colpo a vuoto in un negozio di elettrodomestici hanno preso di mira la boutique Unlimited a Cusinati di Rosà
Fanno la spesa ma non pagano
Quattro extracomunitari rubano jeans e camicie e si dileguano

(m. b.) Un furto sventato, grazie alla collaborazione dei clienti, un secondo che va in porto, con la commessa spaventata a cui non resta che aprire la porta del negozio. Gli episodi si sono verificati, verso le 16 di ieri, in via Amabilia, nel quartiere Pilotto, a Cusinati di Rosà. In un primo tempo, quattro persone di colore sono entrate nel negozio “Ambroso Elettrodomestici”, attiguo alla farmacia. Uno dei tre aveva la giacca sulle spalle e questo ha insospettito la titolare dell’esercizio pubblico che ha chiuso la cassa e ha chiesto ai clienti di darle una mano. Temeva una rapina o un furto, visto il comportamento del gruppetto, che si è messo a curiosare in ogni angolo. Clienti, in guardia, distribuiti nei vari punti ed i quattro se ne sono andati. Hanno però trovato terreno più facile nel vicino negozio di abbigliamento “Unlimited”, dove non c’erano clienti, ma solo una commessa. I tre hanno cominciato a controllare gli scaffali. Uno ha cercato di distrarre la commessa che, come prima precauzione, ha chiuso la cassa e preso le chiavi. I clienti controllavano la merce e facevano la spola all’esterno per mettersi al volante di una vecchia Peugeot, lasciata con le porte aperte. Avevano un’aria distinta, con tanto di giacca e fazzolettino nel taschino, ma alla fine se ne sono andati senza pagare, lasciando la commessa, terrorizzata e sola. Il gruppetto è sparito con alcuni capi di jeans e delle camicie, ovviamente senza passare per la cassa. Prima di andarsene, gli sconosciuti hanno affermato di essere cingalesi. Un furto in pieno giorno, che ha creato parecchio allarme nella zona