12 SETTEMBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

"Centinaia di finti trasferimenti"
Volantinaggio contro la zona 3 e il silenzio dopo la nube tossica.
Anche gli islamici alla fiaccolata

Gli immigrati che vivono in altre province cambiano residenza: a Vicenza il rinnovo del permesso è più veloce
«Centinaia di finti trasferimenti»
Perplesse tutte le categorie economiche «Non so se finanzieremo ancora i Poli»

di Diego Neri

In questura a Vicenza sta per esplodere un nuovo caso. Ma questa volta non si tratta di mala organizzazione, vera o presunta, né di carenza di personale e mezzi. Anzi. I dati forniti dalle categorie economiche portano a ritenere giusto il contrario. Cioè che gli uffici di viale Mazzini siano così veloci rispetto al resto del Veneto da non meritare più finanziamenti. La vicenda riguarda i rinnovi dei permessi di soggiorno e i Poli-sportelli per l’immigrazione. «A Vicenza i tempi per avere l’appuntamento sono di due/tre mesi - precisa il presidente dell’Associazione Artigiani Giuseppe Sbalchiero -. Da quello che sappiamo, altrove le attese sono molto più lunghe: a Treviso dieci mesi, a Venezia più di un anno. E così molti stranieri fingono di trasferirsi nel Vicentino per avere subito il rinnovo».
Per comprendere il paradosso bisogna fare un passo indietro. La legge Bossi-Fini prevede che ogni anno gli extracomunitari debbano rinnovare il permesso di soggiorno: da verificare c’è in primo luogo che lavorino ancora. In caso contrario devono lasciare il paese. Questo controllo, con buste paga e contratti, ha provocato un enorme aggravio di lavoro per gli uffici delle questure. Di fatto, oltre ai nuovi ingressi, ogni anno ci sono da verificare quelli vecchi. Nel Vicentino gli stranieri interessati sono circa 52 mila. Impossibile pensare a tempi brevi per avere il rinnovo, ma in questo modo l’immigrato resta per mesi nel limbo: è regolare o no? Nella stessa situazione i datori di lavoro. Per ovviare al problema, nei mesi scorsi si decise di far nascere sei Poli, cioè delle sedi dove gli stranieri potevano consegnare la documentazione a impiegati civili. Ogni busta viene poi inviata lo stesso in questura, ma una parte del lavoro viene diffusa e le attese si accorciano. In provincia nacquero sei Poli: a Vicenza, Arzignano, Chiampo, Schio, Bassano e Tezze sul Brenta. L’amministrazione - con prefettura e questura - chiese un aiuto alle categorie economiche attraverso la Camera di commercio. Artigiani, Industriali, Api e Ascom hanno finora versato, in 6 mesi, 60 mila euro per pagare gli stipendi ad alcuni impiegati da affiancare a quelli dei Poli. Un ulteriore modo per velocizzare i tempi della burocrazia.
«Il nostro contributo partì in marzo per tre mesi - spiega Sbalchiero -, e a giugno lo prorogammo. Adesso scade il 15 settembre e in una riunione in prefettura ci hanno chiesto di continuare fino a dicembre. Temo che il processo vada avanti all’infinito. Siamo perplessi se dare ancora il nostro contributo. In settimana deciderà la giunta camerale». I dubbi di Sbalchiero, che col prefetto si è fatto portavoce del pensiero delle categorie economiche, sono di due generi. Il primo riguarda il fenomeno degli stranieri che “emigrano” da Treviso e Venezia nel Vicentino. In questura, l’ufficio guidato dal commissario Cuozzo se n’è accorto da qualche settimana: gli immigrati che abitano nelle altre province spostano la residenza da amici o parenti che vivono in quella berica. L’obiettivo è chiaro: ottenere il rinnovo in due mesi e non in un anno. Formalmente è tutto in regola. I casi individuati sono alcune centinaia, ma se il numero crescesse si dovranno trovare dei correttivi al meccanismo. Il secondo dei dubbi riguarda il metodo: «Il governo ha emanato una legge e la pubblica amministrazione deve farla rispettare - sottolinea Sbalchiero -. Ci è stata chiesta una mano e l’abbiamo data, ma non possiamo essere noi a risolvere i problemi, perché siamo vittime di questa organizzazione. Ci dicono che la regione interverrà, ma stiamo ancora aspettando. La situazione non può reggere: che senso ha rinnovare fra un anno il permesso del 2004? Non è per i soldi che siamo incerti se finanziare ancora i Poli, ma per una questione di principio: i problemi vanno risolti alla radice, se fanno le leggi studino il modo di farle rispettare. Altrimenti gli immigrati diventano cattivi, ed hanno ragione: non si può prenderli in giro in questo modo. Ma sarà la giunta a decidere».


Volantinaggio contro la zona 3 e il silenzio dopo la nube tossica

(m. e. b.) Inquinamemto chimico (e non) in S. Pio X, Verdi e Rifondazione all’attacco. Stamattina durante l’inaugurazione dell’ex campo da baseball fra via Giuriato e via Piazzetta i militanti vicentini del partito di Fausto Bertinotti distribuiranno un volantino nel quale accusano il presidente Lucio Zoppello e la sua maggioranza «un preoccupante, imbarazzante e assordante silenzio quando vi sono da affrontare emergenze chimiche ed ambientali».
«Il 27 agosto - si legge nel volantino - per effetto di una maldestra operazione di travaso di sostanze chimiche, dalla ditta Vimet di via Corbetta fuoriusciva una nube tossica di acido cloridrico costringendo diciotto persone a ricorrere alle cure dei sanitari e a far evacuare alcuni residenti e non s’è sentita alta e forte la protesta del presidente Zoppello, nessun dibattito, ordine del giorno in Circoscrizione 3». Atteggiamento rimproverato al presidente anche in relazione all’incidente del 3 settembre all’argenteria Luna. Rifondazione va poi oltre denunciando la presenza sopra al campo da baseball «dove verranno a giocare i nostri figli, di un elettrodotto da 132mila volt e - concludono - mentre in Europa si levano alte le voci contro l’elettromagnetismo nel nostro quartiere densamente popolato la nostra Amministrazione non trova di meglio che inaugurare spazi vuoti». Nel volantino si chiede quindi «quando il consiglio di Circoscrizione metterà all’ordine del giorno un oggetto monotematico relativo agli impianti a rischio nel territorio, quali precauzioni prendere in caso d’incidenti chimici e se non si ritenga opportuno intervenire per spostare dal quartiere gli impianti a rischio per la popolazione». Domande molto simili a quelle contenute nell’interrogazione presentata in Circoscrizione 3 dal capogruppo dei Verdi a villa Tacchi Olol Jackson che chiede inoltre spiegazioni sulla situazione della «Nuova Cromoindustria Veneta di via Camisano operante nel settore galvanotecnico, destinataria - spiega Jackson - di ben due ordinanze comunali nonché di svariate visite dei tecnici dell’Arpav, nella quale esiste un rischio grave dovuto alle perdite negli impianti di cromo 6, sostanza altamente cancerogena». Jackson, che annuncia anche un incontro, a breve, con gli abitanti delle zone interessante e il consigliere regionale dei verdi Gianfranco Bettin, chiede quindi lumi a Zoppello sulla «reale situazione relativa agli impianti pericolosi e sull’esistenza di una mappatura dei siti a rischio di incidente nel territorio».


Le vittime di Beslan. Domani alle 18 la manifestazione di solidarietà promossa dai sindacati
Anche gli islamici alla fiaccolata
«Ci sta a cuore la sicurezza del Paese in cui viviamo»

di Federico Ballardin

Ci sarà anche il Consiglio Islamico di Vicenza alla fiaccolata che domani esprimerà tutta la solidarietà dei vicentini nei confronti delle famiglie delle vittime della scuola di Beslan, in Ossezia, e per chiedere la liberazione delle due volontarie rapite in Iraq. L’adesione alla manifestazione pacifica organizzata da Cigl, Cisl e Uil, in programma domani alle 18 in piazzetta delle Poste, è arrivata anche dal mondo cattolico che sarà presente in forza per condannare l’uso della religione per giustificare la violenza.
Un concetto che era stato ribadito anche dalle comunità islamiche, in primis dal Consiglio islamico di Vicenza, che aveva promosso la stesura di un duro documento di condanna del terrorismo firmato anche dalla comunità islamica di Padova e dall’associazione culturale islamica di Treviso. Con loro si erano schierate anche alcune associazioni di immigrati in Italia. Il documento pubblicato ieri rappresenta, per alcuni aspetti, un passo storico di apertura al dialogo e alla cooperazione per il raggiungimento dell’integrazione proprio nel giorno del terzo anniversario della strage di New York. Kamel Layachi, presidente del consiglio islamico vicentino, ha assicurato la sua presenza alla fiaccolata di domani sera, che rappresenterà anche un’occasione per stringere contatti con chi ha gli stessi obiettivi e finalità espressi nel documento pubblicato ieri.
«Si tratta certo di una dichiarazione d’intenti positiva - ha commentato il sindaco Hüllweck - mi auguro che sia un atteggiamento generale di tutta la comunità islamica. È vero anche che in un mondo così vasto e variegato non si può mettere sullo stesso piano l’estremismo con la maggioranza della comunità islamica. Le associazioni che hanno firmato il documento possono avere un ruolo determinante per sterilizzare un terreno sul quale i terroristi vogliono impiantare il seme della violenza. Si prenda la Turchia, ad esempio, uno stato che sta cercando di combattere contro le frange estremistiche che vi sono al suo interno. Ecco perché il governo italiano sta cercando in tutti i modi di far entrare la Turchia in Europa: potrebbe avere un ruolo fondamentale nella lotta al terrorismo e nel favorire il dialogo tra diverse culture. Ecco perché trovo davvero sciocco opporsi a questa linea del governo italiano. Ad ogni modo se le comunità islamiche in Italia iniziano a collaborare con noi possiamo davvero sperare in un mondo di pace». Da parte sua il consiglio islamico di Vicenza chiarisce di voler concretizzare il contenuto del documento pubblicato ieri: «Con le altre comunità islamiche del Veneto siamo già all’opera – spiega Kamel Layachi – Stiamo cercando di mettere in pratica i contenuti di quel documento, ma non lo possiamo fare da soli, serve la collaborazione delle istituzioni e di altri gruppi che credono negli stessi valori. Siamo tutti italiani, anche se di religioni diverse, e dunque ci sta a cuore il progresso e la sicurezza di questo Paese dove viviamo». Ad oggi alla fiaccolata organizzata da Cgil, Cisl e Uil, hanno aderito: Azione Cattolica di Vicenza, Caritas Diocesana, Pastorale del Lavoro, Consiglio islamico, Unicef, Consorzio Prisma, Cooperativa Margherita, Cooperativa Verlata, Progetto sulla soglia, Ans XXI, Associazione per la pace Schio, Arci, Arci ragazzi, Salaam ragazzi dell’Olivo, Confesercenti, Democratici di sinistra, Margherita, Italia dei Valori, Verdi, Comunisti italiani, Coordinamento veneto progetto Cernobyl di Legambiente.
«Abbiamo invitato anche il Vescovo - spiega la segretaria della Cisl berica, Franca Porto - Non mi aspetto certo che venga ma ci sono molti modi in cui può intervenire sul tema, che credo gli stia molto a cuore. Ci ha fatto piacere ricevere l’adesione di molte realtà del mondo cattolico perché la nostra vuole essere una manifestazione rivolta a tutti. Mi piacerebbe che in qualche modo partecipassero anche le istituzioni vicentine per dare davvero un messaggio di unità».