12 MAGGIO 2005

dal Giornale di Vicenza

Ore 9.30, blitz anti-accattoni
Zona 6, la gente seleziona i progetti
Il nuovo tribunale va in gara
“Informacittà” è fermo a Natale

Ore 9.30, blitz anti-accattoni
«In questi giorni si proseguirà con controlli a sorpresa in tutto il centro e a tutte le ore»

di Silvia Maria Dubois

Sono intervenuti senza alcun preavviso. Alle 9.30 il primo blitz, alle 10 il secondo. In quelle ore il centro cittadino brulicava di accattoni, veri o presunti. Almeno dieci le persone fermate dagli agenti della Polizia Municipale che, nei prossimi giorni, ripeteranno l’azione “a sorpresa” per pizzicare falsi mendicanti e furbastri del mestiere tornati a ripopolare le vie di Vicenza. «Gli interventi sono cominciati alle 9 quando due agenti in borghese e altri due in divisa si sono messi a controllare le principali strade del centro - racconta il comandante dei vigili Roberto Dall’Aglio - all’angolo di corso Fogazzaro, all’altezza della banca, sono stati individuati due mendicanti, invitati successivamente a spostarsi fuori dal perimetro compreso all’ordinanza comunale. Sotto la Basilica sono stati invece fermati e verbalizzati due punk-a-bestia. In corso Palladio, infine, è stato seguito un gruppo di rom. Li abbiamo portati al comando, contravvenzionati e schedati». «Nei prossimi giorni sarà tutto un blitz - avvisa il vice sindaco ed assessore alla sicurezza Valerio Sorrentino - soprattutto nei giorni in cui la città è più frequentata in concomitanza con mercati e manifestazioni di stagione». «Sia chiaro che il Comune in questi mesi ha sempre effettuato dei controlli per far rispettare l’ordinanza anti- accattonaggio - prosegue Sorrentino - anzi, ricordiamo alla cittadinanza che questi interventi sono possibili appunto grazie all’esistenza di uno strumento prodotto da questa amministrazione. Ora, siamo di fronte ad un rifiorire dichiarato del fenomeno e in più, con certi soggetti, le abbiamo provate tutte. È arrivato il tempo di azioni più forti e risolutive: il cittadino ha il diritto di essere tutelato di fronte a chi sfrutta il sentimento di pietà o infastidisce i passanti affinché questi, esasperati, non elargiscano soldi». Ma quali sono i soggetti più recidivi che stanno dando così tanto filo da torcere ad amministratori e forze dell’ordine locali fino a farli arrivare a questo genere di provvedimenti? «Sicuramente i punk-a-bestia - risponde senza esitazione Dall’Aglio - li abbiamo fermati, multati e portati in caserma decine di volte. Ma non serve a nulla. Loro dei nostri verbali se ne fanno un baffo. D’altra parte, cos’hanno da perdere? Dal punto di vista pratico, una contravvenzione in più o in meno, non gli cambia nulla. E loro lo sanno bene». «Per questo siamo ricorsi all’idea del foglio di via, in accordo con il questore - conclude Sorrentino - da oggi i punk-a-bestia verranno sottoposti ad una serie di ammonizioni verbali, dopo di chè saranno espulsi dalla nostra città. Nel frattempo tranquillizziamo i vicentini esasperati da tutti questi furbi: da oggi sono previsti blitz e controlli a tutte le ore della giornata».

Hüllweck: «L’ordinanza esiste. E funziona»

(s. m. d.) «Questa è la dimostrazione concreta che l’ordinanza c’è e funziona. Gli agenti fanno regolarmente il loro lavoro, ma per continuare su questa strada c’è bisogno dell’appoggio dell’opinione pubblica». Il sindaco Enrico Hüllweck commenta così il blitz dei vigili urbani e parla a tutto campo di un argomento ritornato sulla bocca di tutti: l’accattonaggio urbano.
- Cosa pensa di azioni forti, come quella odierna e il foglio di via previsto per i punk-a-bestia?
«Sono atti di coraggio. Ma c’è il solito problema: necessitano della condivisione dell’opinione pubblica. L’ordinanza anti-accattoni c’è e viene fatta rispettare, solo che è difficile la sua gestione pratica».
- Cosa intende per “condivisione”?
«Parliamoci chiaro: mettiamoci nei panni di un vigile che si ritrova ad intervenire in piazza dei Signori, ad esempio. Con che spirito può multare una persona seduta a terra se la gente gli si raggruppa attorno con gelido silenzio? Il vigile rischia troppo spesso di essere impopolare, va in crisi e io lo capisco. Per fare il suo lavoro ha bisogno di sentire consenso. E anche noi. Io sono stato linciato ferocemente a mio tempo, soprattutto dalla sinistra che si è scatenata contro l’ordinanza per partito preso. Ora, persone come i vigili, che si trovano in prima linea nell’applicazione pratica di questa ordinanza, hanno bisogno di sentire un appoggio per ciò che fanno. Non basta stare in silenzio. La gente è esasperata da tutti questi professionisti dell’accattonaggio? Allora è tempo che si esprima. E lo facciano anche altri interlocutori, trovando il coraggio di esporsi e di dire ciò che pensano. Lo ripeto: chi condivide l’ordinanza dia una mano al sindaco, manifesti la propria opinione. Ci vuole coerenza, no? Altrimenti anche il silenzio nuoce perchè non fa che dare spazio agli oppositori».
- Dall’ottobre 2003, il panorama dell’accattonaggio a Vicenza ha subito delle mutazioni: si prospettano correttivi e relativi adeguamenti anche nel testo dell’ordinanza?
«No, perché il testo di questa ordinanza è già ben preciso e diviso in principi rigidi. Se una persona viene trovata per le vie della città in una situazione di grave indigenza va immediatamente assistita. Se invece una persona viene trovata a fingere di essere mendicante, deve essere allontanata dalle vie del centro, nelle quali notoriamente è comodo e redditizio fare la questua. Altro che proteggere esteticamente il salotto buono della città, come ci aveva accusato qualcuno! L’unica realtà è che in centro i disonesti fanno affari e noi abbiamo cercato di togliere loro questa possibilità. Ovviamente non si può fare di più perchè la legge italiana non vieta l’accattonaggio e quindi la pratica dello stesso è purtroppo lecita».
- C’è chi invoca l’estensione “spaziale” dell’ordinanza sui sagrati delle chiese, tornati ad essere occupati dai rom...
«Io non me la sento di mandare i vigili nel territorio della Chiesa. A differenza di altre città, a Vicenza la Chiesa a suo tempo non ha condiviso la nostra ordinanza. Dunque non possiamo prendere l’iniziativa. È la Chiesa che deve dirci se ora dobbiamo estendere l’ordinanza»
- E i punk-a-bestia?
«Questo è un fenomeno nuovo, per altro poco conosciuto. Credo si tratti di un’esistenza a metà strada fra i no-global e i disobbedienti, ribelli che vivono fuori da ogni schema. Se la cosa si limitasse a questo, però, non ci sarebbe alcun problema. Ma siccome vivono con degli animali non controllati di cui la gente ha paura e si sospetta che maneggino denaro di dubbia provenienza, allora il problema esiste, eccome».[Probabilmente anche lui è tra i "poco conosciuto" n.d.r.]
- Perché questo rifiorire di mendicanti veri o presunti? Forse si è diffusa la voce che l’ordinanza vicentina ha perso un po’ di vigore nella sua applicazione?
«No. Lo ripeto: che la gestione pratica sia difficile, è un dato di fatto, ma è per il problema di mancata condivisione di cui parlavo prima. Ma assicuro che non è mai stato fatto nessun passo indietro in questo senso. Credo, piuttosto, che ci sia un rifiorire del fenomeno semplicemente legato alla bella stagione e ad una serie di occasioni allettanti, come l’incremento del flusso turistico, di mercati e di manifestazioni dove è più facile “praticare” con risultati più proficui».

E la Lega Nord sprona tutti «Perché interventi del genere non sono stati presi prima?»

(s. m. d.) «Ci meraviglia che la decisione del foglio di via non sia stata presa molto tempo fa e in modo più determinato». A commentare l’ultima “azione forte” dell’Amministrazione è la Lega Nord. « Finalmente l’assessore e vice sindaco Valerio Sorrentino si è svegliato dal suo torpore - scrive il segretario cittadino Giuliano Tricarico - si è reso conto, fra una seduta in Giunta e una causa in tribunale, che il problema dei punk-a-bestia e dei mendicanti è una realtà ben visibile a tutti i passanti del centro storico». La Lega, dunque, si meraviglia del fatto che un intervento simile non si stato preso già in passato. «Forse l’assessore Sorrentino era assopito - prosegue Tricarico - al contrario dei citatdini di Vicenza che dovevano fare, in gergo sciistico, lo slalom gigante per evitare imbarazzanti incontri lungo la loro passeggiata in piazza dei Signori o in corso Palladio». «Ci auguriamo che con l’applicazione di questo provvedimento anche la Basilica Palladiana ritrovi la decenza che le spetta - conclude il segretario cittadino della Lega - l’assessore ha ancora molto da fare e speriamo lo faccia prendendo sempre più a cuore la dignità e il decoro che Vicenza, città dell’Unesco, merita. Buon lavoro!». «Non c’è stato nessun torpore nè da parte mia nè da parte dall’Amministrazione - risponde Sorrentino - il sottoscritto non fa altro che recepire le segnalazioni dei cittadini e poi agisce di conseguenza. Se si interviene in modo forte ora è perché il problema dell’accattonaggio è oggettivamente rispuntato e cresciuto e così anche la logica insofferenza manifestata dagli stessi cittadini».


Cantiere “partecipazione attiva”. Da stasera incontri nei quartieri perché siano i cittadini a scegliere una priorità da finanziare
Zona 6, la gente seleziona i progetti

di Maria Elena Bonacini

I cittadini della “6” eleggeranno il loro “campione”. Ma, invece di un giovane calciatore, sarà un progetto che potrà entrare nel bilancio della Circoscrizione. Stasera al centro Tecchio debutterà infatti il “Cantiere partecipazione attiva”, una serie di sei incontri settimanali itineranti nei quartieri durante i quali i residenti potranno avanzare proposte riguardo ad interventi rientranti nelle competenze del parlamentino. Al termine di ogni serata i partecipanti voteranno i progetti presentati e il vincitore accederà alla “finale”: l’assemblea conclusiva che si svolgerà a villa Lattes e durante la quale i presenti eleggeranno l’idea che sarà oggetto di verifica in un’incontro pubblico o in consiglio di Circoscrizione. In pratica un reality dove, al posto del ritiro con le grandi squadre, i progetti “campioni” si contenderanno la possibilità di essere finanziati. Questa sera alle 20.30 ad assegnare la fascia di miglior progetto saranno i cittadini dei quartieri San Lazzaro-Pomari-Carpaneda, mentre la settimana prossima, al centro sociale di via Colombo, toccherà ai residenti di Villaggio del Sole. «L’idea iniziale - spiega Lucio Turra, capogruppo di Vicenza Capoluogo a villa Lattes e primo a lanciare l’idea di questa iniziativa - era di destinare l’1% del bilancio circoscrizionale, circa 2.500 euro, ad una proposta dei cittadini. Ipotesi sulla quale ha lavorato la conferenza dei capigruppo e che è stata votata all’unanimità circa due mesi fa. So già che questa sera verrà presentato un progetto e spero che la gente partecipi perché è un’iniziativa volta soprattutto a dare una scossa alla popolazione per avviare una collaborazione». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Matteo Tosetto che sottolinea come si tratti «di un progetto sperimentale che ha come obiettivo far conoscere ai cittadini gli organismi e le competenze della Circoscrizione, dando la possibilità di proporre iniziative rientranti in questa sfera, come sociale, cultura, sport o centri diurni. Riguardo alle cifre non è stato mantenuto nell’ordine del giorno l’1%, anche se resta il valore indicativo. Se ci saranno altri progetti validi oltre al vincitore, potranno comunque essere tenuti in considerazione».


Scottato dal caso “Cogi”, il Comune opta per la formula dell’offerta economicamente più vantaggiosa con cui si analizza anche la solidità delle aziende candidate, non solo la capacità di proporre il prezzo più basso. A breve verrà dato il via alle demolizioni. Entro fine anno l’indicazione della ditta vincitrice
Il nuovo tribunale va in gara
Ok al bando europeo. Si punta a evitare un cantiere “teatro-bis”

di Gian Marco Mancassola

Regola numero uno: scacciare il fantasma della Cogi e la desolante immagine del cantiere del nuovo teatro abbandonato da mesi dalla ditta che aveva vinto l’appalto. E così, dopo settimane di duro e attento lavoro supportato da superconsulenti, ieri la Giunta comunale ha approvato la delibera per l’avvio della gara d’appalto per la costruzione del nuovo palazzo di giustizia che sorgerà nell’ex Cotorossi, in Borgo Berga. E per evitare il rischio di dover assegnare un’opera da 23 milioni di euro a sedicenti imprese edili che applicano ribassi spericolati, l’Amministrazione è ricorsa a una nuova formula per la gara, ammessa in seguito a una sentenza dell’ottobre scorso che riequilibra l’Italia con il resto d’Europa. La procedura prevista per il cantiere del nuovo tribunale, quindi, non inseguirà il prezzo più basso, che già provocò risultati nefasti con il teatro, ma il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nella struttura di questa formula il miglior prezzo rappresenta soltanto una parte, il 40 per cento, del giudizio che la commissione aggiudicatrice dovrà attribuire a ogni candidato. Il resto - come ha spiegato ieri l’assessore ai lavori pubblici Carla Ancora - dipenderà da altri fattori che radiografano la regolarità, professionalità e solidità dei candidati. In particolare, verranno valutate soluzioni migliorative al progetto esecutivo per quanto riguarda gli infissi, gli isolamenti termici e alcuni impianti. A corollario avranno il loro peso anche i minori costi per la manutenzione e i risparmi energetici determinati dalle migliorie al progetto. Ai concorrenti verranno richiesti i diagrammi dell'organizzazione aziendale e i curricula professionali dei tecnici che seguiranno il cantiere. Il Comune, in altre parole, vuole conoscere l’interlocutore con cui avrà a che fare. Un ultimo criterio, infine, fa riferimento alla riduzione del tempo impiegato per la realizzazione dell’opera, per la quale il bando prevede 730 giorni, vale a dire due anni. Più qualità che quantità, dunque. «Non penso di sbagliare - commenta il sindaco Enrico Hüllweck - se dico che il tribunale rappresenta l’opera pubblica più pesante per lo stanziamento di bilancio dal dopoguerra ad oggi. E vale la pena di ricordare che la città non spenderà un centesimo, perché i soldi arrivano da Roma. La nostra preoccupazione è che ci possano essere gli stessi problemi incontrati con il teatro, dove la Merloni ci ha regalato un episodio antipatico per effetto di una gara vinta da una ditta che non aveva la forza sufficiente. Quella era una gara fra chi faceva il prezzo più basso e non si poteva fare altrimenti a quel tempo. Ora ci sono nuove possibilità, di cui intendiamo avvalerci anche per i futuri cantieri di una certa importanza. In questo modo cerchiamo di assicurarci una ditta passata ai raggi x». Per confezionare il bando il Comune è stato assistito da due consulenti, l’ing. Alessandro Coletta, consigliere dell’Autorità per i lavori pubblici, e il prof. Vittorio Domenichelli. Ora il bando verrà pubblicato sulla Gazzetta europea entro fine maggio. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte dovrebbe essere intorno alla metà di settembre. Poi il pallino passerà alla commissione aggiudicatrice, che verrà investita di un ruolo chiave e che dovrebbe avere a disposizione un paio di mesi prima di stilare la graduatoria. Se il tabellino di marcia verrà rispettato, entro fine anno o nei primi giorni del nuovo dovrebbe essere individuata l’impresa vincitrice che costruirà il nuovo palazzo di giustizia. Se non ci saranno ricorsi o altri colpi di scena, il 2006 potrebbe essere l’anno buono per il via ai lavori. Fin qui ci sono i compiti che deve svolgere il pubblico per arrivare all’inizio del cantiere. Ma una parte rilevante deve essere svolta anche dal privato, vale a dire dalla società Finvi, che è proprietaria dell’area ex Cotorossi. In base alla convenzione firmata da Comune e Finvi il 27 ottobre 2004, i privati si sono impegnati - in cambio dell’approvazione del Piruea e del rilascio delle autorizzazioni a costruire la parte commerciale, direzionale e residenziale del piano urbanistico - a cedere al Comune entro un anno i 15 mila metri quadri di superficie, liberi e cantierabili, sui quali verrà costruita la cittadella della giustizia. L’appuntamento è quindi con la fine di ottobre 2005. Nel frattempo, la Finvi dovrà provvedere alla demolizione dei capannoni e degli edifici esistenti. «Le demolizioni - assicura l’assessore Ancora - stanno per partire»


Con un’interrogazione Asproso e Dalla Pozza lamentano una serie di disservizi
“Informacittà” è fermo a Natale

di Federico Ballardin

Sito internet bloccato, l’altro non aggiornato da dicembre, e due consiglieri che puntato il dito contro l’amministrazione comunale e contro la società incaricata della gestione dell’Informagiovani, la Interart. La polemica a distanza è scritta nero su bianco su una interrogazione a firma di Ciro Asproso e Antonio Dalla Pozza, che chiamano in causa con toni accesi l’assessore ai giovani Arrigo Abalti. Dal canto loro i due consiglieri comunali erano già intervenuti a novembre per cercare di bloccare il bando di gara per la gestione di Informagiovani preoccupati per «lo snaturamento del servizio e la perdita dei connotati più qualificanti». Logico dunque che alla lente dei due consiglieri, fissa da tempo sull’argomento, non potesse sfuggire il fatto che il sito dell’Informagiovani risulta al momento bloccato, mentre quello di Informacittà reca ancora in bella vista temi natalizi alquanto “anacronistici”, per usare il termine contenuto nell’interrogazione. Il documento accusa di “inadempienza” la Interart, che gestisce da quattro mesi il servizio Informagiovani al posto della cooperativa “Linea dell’Arco”. Per rafforzare l’accusa citano anche l’articolo 4 del capitolato speciale per l’affidamento del servizio che recita sotto il titolo di “prestazioni richieste” la «ricerca, selezione ed elaborazione, anche telematica delle informazione e loro aggiornamento in tempo reale; realizzazione, gestione ed aggiornamento del sito web dell’Informagiovani». L’assessore Arrigo Abalti non nega l’evidenza ma spiega i motivi di carattere tecnico che hanno portato al disguido: «Nel passaggio da una gestione all’altra si sono verificati dei problemi. Il software per la realizzazione del sito di Informagiovani era di proprietà del precedente gestore (Linea dell’Arco) e dunque è stato necessario riprendere tutto daccapo. Nel periodo di passaggio da una gestione all’altra ho ritenuto che la priorità fosse quella di garantire il servizio di sportello. Avevo fissato in linea di massima un tempo di 6 mesi entro i quali completare il lavoro per il sito di Informagiovani che andava riprogettato. Credo che entro la fine del mese saremo in grado di riprendere il servizio». Il sito dovrebbe quindi essere implementato dal servizio “Villaggio web” riservato esplicitamente ai giovani e tornare online con una nuova veste e con nuovi servizi.