11 MAGGIO 2005

dal Giornale di Vicenza

Ciclopista, referendum choc Scoperte 380 schede “false”
Pm10, nel 2005 già cento giorni “fuori legge”

S. Lazzaro. Si doveva scegliere tra due ipotesi di percorso ma nei questionari ne spunta una terza
Ciclopista, referendum choc Scoperte 380 schede “false”
Metà comitato “abbandona”, alla fine decide la Circoscrizione 6

di Sandro Sandoli

Una sorpresa. Anzi l’epilogo del referendum per la ciclopista di San Lazzaro con la scoperta di una sorta di “broglio elettorale” si è tinto di giallo. Che alla vigilia non era né ipotizzabile né augurabile: dei 400 questionari che erano stati stampati e distribuiti e che avrebbero dovuto essere compilati e restituiti come testimonianza credibile della volontà del quartiere, ne sono tornati 430. Ma è successo anche di peggio: infatti nel pacco di schede che sono state consegnate l’altra sera in Circoscrizione 6, ce ne erano 380 di “taroccate” ovvero non originali, costruite al computer con una “proposta 3”, quella che prevederebbe il passaggio della pista per via Corelli, che non era stata inserita nel questionario perché, come aveva precisato durante l’assemblea pubblica il battagliero comitato che in queste ultime settimane ha cercato di far coincidere il tracciato con i desideri dei residenti, l’unica via d’uscita restava la scelta di una delle due varianti proposte dall’assessore alla mobilità Claudio Cicero. E lo “scherzo”, i cui autori avrebbero un nome e un cognome anche se vengono solo sussurrati, non è stato gradito da chi era salito per primo sulle barricate e s’era speso più degli altri per far correggere, a lavori già iniziati, il tracciato deciso dal Palazzo: il dott. Daniele Zeggio (per bloccare il cantiere aveva perfino messo la sua roulotte in via Albinoni) e Luisanna Baldeschi (era stata anima e motore della raccolta di 620 firme) subito dopo la consegna delle schede in Circoscrizione 6 hanno mandato al presidente Matteo Tosetto e a tutto il consiglio due righe nelle quali, dopo aver stigmatizzato la «diffusione di un secondo questionario ad opera di ignoti», esprimono anche il loro «dissenso» e prendono «le distanze da tale operato, dannoso per i cittadini di S. Lazzaro, perché si presta a strumentalizzazioni e vanifica in parte il buon lavoro svolto finora». In sostanza un de profundis per il comitato. Dice il primo: «Sì, è morto e defunto e il colpo di grazia glielo ha datto chi ha truccato i questionari. Si è trattato di una sortita immorale, grazie alla quale adesso Cicero avrà buon gioco a sostenere, anche se io resto di diverso avviso, che la nostra protesta era poca cosa». Soggiunge la seconda: «Mi dissocio anch’io da chi ha cambiato di nascosto le schede: in zona c’è un... “cuculo” che ha vanificato il nostro impegno per il quartiere». Eppure durante l’affollata assemblea (presente anche l’assessore) che s’era tenuta al centro sociale dell’ex elementare “Tecchio”, non erano stati lasciati spazi al dubbio. Il referendum non era deliberativo, ma solo consultivo. Ovvero tramite scheda bisognava scegliere tra l’ipotesi di tracciato 1 (maxi-rotatoria attorno all’isola ecologica in cui ci sono il distretto sanitario, negozi e supermercato Alì, pista lungo via Albinoni a senso unico e quindi recupero di un po’ di posti auto anche in via Tartini) e l’ipotesi 2 (in via Albinoni a doppio senso di marcia la pista e il marciapiede “slitterebbero” verso l’esterno occupando un po’ di verde), mentre la soluzione via Corelli, peraltro non in discussione perché da quest’orecchio il Palazzo non ci sente, aveva fatto solo una fugace e inaspettata apparizione (è stata approvata a stragrande maggioranza per alzata di mano) soltanto durante un estemporaneo sondaggio volante prima del tutti a casa. Invece sabato sera, quando sono stati raccolti i questionari che erano stati distribuiti dal comitato (oltre che dal dott. Zeggio e da Luisanna Baldeschi, anche da Flora Bartolomei e dall’edicolante Mauro Filippi), ci si è accorti non solo che il pacco in entrata era più pesante di quello in uscita, ma soprattutto che in molte schede, sotto le due varianti che comunque hanno per epicentro via Albinoni, era comparsa (gettonatissima) anche una “proposta 3: pista in via Corelli e non in via Albinoni”. Precisa il dott. Zeggio: «Un falso, una taroccatura anche ben fatta e che presuppone una certa dimestichezza con il computer, comunque un imbroglio che inficia la credibilità del referendum». E affermare che lunedì sera, quando a villa Lattes hanno avuto tra le mani il pacco di schede, la sorpresa è stata enorme, è un eufemismo. Anzi il presidente Tosetto si dice amareggiato: «Il comitato aveva fatto un buon lavoro e sarebbe stato positivo che alla Circoscrizione fosse stata presentata una scelta comune e condivisa». Comunque a questo punto il “pallino” è rimasto in mano alla conferenza dei capigruppo, che alla fine una scelta l’hanno fatta: la minoranza è andata per conto suo (Lucio Turra della Lista per Giuliari e Nirou Mortezza di Rifondazione si sono astenuti, Flora Bartolomei dei Ds ha votato solo per via Corelli e Alessandro Furlan della Margherita per via Corelli e in subordine per l’ipotesi 1) mentre tutta la maggioranza ha votato compatta per la maxi-rotatoria con pista che passa per via Albinoni, con spostamento dell’ingresso della elementare “Zecchetto” da via Bellini, dato che il bus passerebbe per via Corelli, con la raccomandazione aggiuntiva che lungo le vie Rossini, Boito e la stessa Albinoni i posteggi, come i residenti avevano chiesto anche in assemblea, siano ben evidenziati. Ieri pomeriggio la “decisione” della circoscrizione è stata trasmessa via fax a Cicero. Il quale, data il suo poco feeling con i comitati, probabilmente qualche risata se l’è fatta.


La lotta all’inquinamento
Pm10, nel 2005 già cento giorni “fuori legge”
In arrivo altri 2 ecofurgoni

(g. m. m.) Sono già 104 i giorni con valori di pm10 fuori norma dall’inizio dell’anno. Una lunga sequenza che ha investito soprattutto i primi tre mesi del 2005, ma che non ha risparmiato nemmeno i primi giorni di questo maggio, mese solitamente immune o quasi dalle polveri sottili e che invece quest’anno conta già due sforamenti del limite di 50 microgrammi di pm10 per metro cubo d’aria. Sul fronte della lotta contro l’inquinamento e il congestionamento del centro storico si registrano intanto proprio in questi giorni i primi positivi risultati ottenuti dal Logistic city center, la società che vede partecipazione di Comune e associazioni di categoria, costituita per il trasporto ecologico delle merci nel cuore cittadino. L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio, composto di poche cifre, dal momento che la società è entrata nella fase operativa appena nel gennaio scorso. E tuttavia, come spiega il presidente, l’assessore all’urbanistica Maurizio Franzina - «i numeri sono già di tutto rispetto». Secondo i dati forniti nel corso dell’assemblea, si è passati dalle 159 consegne di gennaio alle 1.715 di aprile. La media è di 140 consegne al giorno, con la garanzia - spiegano dalla direzione - che quanto affidato dai corrieri al mattino nella sede del Logistic al Mercato Nuovo viene recapitato in centro entro la giornata. L’assemblea ha quindi deciso di acquistare altri due furgoni a motore elettrico, da affiancare ai tre già in funzione. Uno dei nuovi mezzi sarà inoltre attrezzato di sponda idraulica per sollevare i pacchi più pesanti. «Il progetto sta decollando, siamo i primi in Italia, dopo che a Genova un’esperienza di questo tipo è fallita perché non prevedeva il pagamento del servizio. Ora puntiamo al pareggio entro quest’anno e a produrre utili da reinvestire nei prossimi anni», commentano Franzina e l’assessore alla mobilità Claudio Cicero, che ha curato in particolare l’ordinanza che vieta l’accesso dei furgoni inquinanti alle vie del centro storico. Per i corrieri espressi, spiega Cicero, è stata studiata una proroga fino al 30 giugno, consentendo loro di sfruttare i tradizionali orari in franchigia per accedere al centro. È stata invece vietata la possibilità di aggirare i regolamenti chiedendo il rilascio di permessi giornalieri, una prassi che stava prendendo piede per “gabbare” l’ordinanza. «Per il momento stiamo raggiungendo la tipologia di consegne più comune, circa l’80 per cento - conclude Cicero -. Restano esclusi in particolare i frigoriferi e i blindati. Ma non ci precludiamo nulla per il futuro».