07 FEBBRAIO 2005

dal Giornale di Vicenza

Negozi chiusi."Assurdo aprire"
S.Pio X non è più il bronx e i giovani chiedono spazi

Negozi chiusi. «Assurdo aprire»
Polveri sottili ancora fuori norma. Lunghe code per salire sui centrobus

di G. Marco Mancassola

La domenica del blocco è stata il giorno delle contraddizioni, il giorno in cui i tanti paradossi affiorati nei giorni scorsi nel braccio di ferro fra Amministrazione comunale e commercianti della zona rossa sono esplosi fragorosamente. Il terzo giorno consecutivo del blocco totale delle auto ha vissuto da equilibrista su una città percorsa dalla rabbia dei negozianti, che dopo aver chiesto la deroga festiva anche in centro storico, hanno gettato la spugna, restandosene a casa in grande maggioranza; su una città attraversata dai tifosi del Vicenza che per andare allo stadio hanno mandato in tilt alcuni grandi parcheggi e le corse del centrobus, con code di minuti e minuti prima di poter salire sulle navette che fanno la spola da viale Cricoli al centro e quindi al Menti; su una città, infine, che ha attirato la curiosità di tante famiglie, arrivate dalle provincia per vedere che effetto fa il centro senza traffico e per coccolarsi al tiepido sole di questo inizio febbraio, magari regalando qualche spicciolo di svago ai bambini in una piazza dei Signori divenuta palco del Carnevale cittadino e delle sue maschere. Botteghe chiuse. Dopo i giorni della protesta, ieri è venuto il momento della rassegnazione. Erano davvero poche le botteghe del centro storico che avevano scelto di aprire i battenti, come concesso dalla Giunta. Secondo il calendario concordato ad ottobre, infatti, ieri avrebbero dovuto tenere aperto soltanto gli esercizi esterni alle mura duecentesche. Su richiesta dell'associazione “Vetrine del centro storico”, il Comune aveva concesso in settimana una deroga straordinaria, che però non è stata sfruttata.
«Sì, abbiamo tenuto chiuso - spiega Anna Jannò, portavoce delle Vetrine -. Ci siamo confrontati con i nostri colleghi: il calo delle vendite è stato mostruoso, oltre le nostre già pessimistiche previsioni. Sarebbe stato assurdo tenere aperto, anche in considerazione dell’umore dei nostri commessi, infuriati venerdì per aver trovato i parcheggi di interscambio esauriti». E ieri, prosegue la Jannò, sarebbe stata la stessa cosa: «Sarebbe stato il caos per chi doveva venire a lavorare, con la sovrapposizione della partita del Vicenza. I danni per noi sono notevoli. Ne parlano tutti: mai sentito la gente così inferocita». Di diverso avviso è il vicesindaco e assessore all’ecologia Valerio Sorrentino, che dice: «Il centro, nel pomeriggio, era pieno di gente: se i negozianti avessero aperto, lo avrebbero potuto constatare con i loro occhi. In realtà credo che in questi giorni di blocco, ad aver davvero avvertito un calo di clientela siano stati soprattutto i negozi delle zone semicentrali, come S. Marco e via Medici. Il centro, invece, era affollato. Bastava un po’ di buona volontà: secondo me è stata un’occasione persa». Pm10 in calo in tutto il Veneto. Oggi è l’ultimo dei quattro giorni di blocco. È ormai giunta l’ora dei consuntivi, per i quali il Comune attende di avere in mano tutti i dati dei quattro giorni da tutte e tre le centraline in azione, vale a dire viale Milano e quartiere Italia per la zona rossa, via Spalato all’esterno dell’area interdetta. Per il momento sono disponibili soltanto i numeri dei primi due giorni, venerdì e sabato, registrati da una sola centralina, quella di viale Milano, Rispetto a giovedì, ultimo giorno di circolazione libera, quando il pm10 era a 107 microgrammi, viene segnalato un progressivo calo: 76 microgrammi venerdì, 57 sabato. Da sottolineare che si tratta comunque di valori superiori al limite di 50 microgrammi fissato dalla normativa europea per la protezione della salute. Se un effetto ci sarà, vanno ripetendo da giorni gli addetti ai lavori, ci sarà soltanto dopo il terzo giorno. Il giudizio, quindi, non può che restare sospeso: sentenze di assoluzione o condanna non possono ancora essere emesse. Colpisce, tuttavia, confrontare i dati berici con quelli di altre città venete: sabato a Treviso sono stati registrati 45 microgrammi, mentre a Padova 55, piuttosto simili a quelli di Vicenza, dove però il traffico era fermo da due giorni. Di passaggio, merita di essere ricordato che con il risultato di sabato sono 35 i giorni di sforamento dei limiti di legge dall’inizio dell’anno (su 36 giorni). I bonus spendibili in un anno, in base alla normativa, sono stati esauriti: nemmeno il blocco totale è riuscito a rinviare il trentacinquesimo giorno fuori norma.


Quartieri
S. Pio X non è più il Bronx e i giovani chiedono spazi
Intanto prende forma un progetto di animazione di strada

di Maria Elena Bonacini

S. Pio X non è più il “Bronx”. E i giovani chiedono spazi d’aggregazione. Mentre per l’ex campo da baseball spunta un prefabbricato della “Ederle”. Sono i alcune delle tematiche emerse nell’ambito dell’incontro alla scuola media “Barolini” durante il quale sono stati presentati i risultati della videoricerca organizzata dall’associazione Genitori S. Pio X e realizzata dalla cooperativa sociale “Il mosaico” nel quartiere di S. Pio X su un campione di un’ottantina di persone tra giovani anziani. Oggetto dell’indagine, patrocinata da Comune e Circoscrizione 3, la qualità della vita nella zona e le necessità avvertite dai ragazzi, oltre al rapporto tra questi e gli adulti. Alla tavola rotonda, moderata da Ferruccio Cavallin dell’Anonima Magnagati, che ha seguito la proiezione del film ricavato dalle interviste hanno partecipato il presidente della Circoscrizione 3 Lucio Zoppello, l’assessore ai servizi sociali Davide Piazza, il tecnico dell’assessorato Bruno Scortegagna, il primario del Sert dottor Vincenzo Balestra, che ha analizzato, appunto, il rapporto tra adulti e ragazzi, Claudio Barbieri dell’associazione genitori S. Pio X e Andrea Michelin della cooperativa sociale “Il mosaico”. Oltre ad un centinaio di residenti, tra cui molti giovani la maggior parte dei quali ha preso parte alla discussione. «Dalle interviste - ha sottolineato Barbieri - è emerso che S. Pio X non è più considerato il “Bronx” da chi ci abita anzi, il quartiere è vivibile anche se i giovani sentono la mancanza di spazi dedicati a loro. Sono anche venute fuori richieste di tipo urbanistico, come la necessità di rivedere la viabilità per diminuire il traffico e di costruire piste ciclabili». L’associazione Genitori lancia anche una proposta operativa. «Vorremmo realizzare - continua Barbieri - un progetto di animazione di strada, con operatori preparati che vadano ad incontrare i giovani nelle compagnie. Un ragazzo ha infatti raccontato che il suo gruppo aveva portato in Comune un progetto per una pista di skateboard non ricevendo però risposta. Dovrebbe esserci una maggiore sinergia per, ad esempio, consigliare ai giovani come muoversi in queste situazioni». Facile scorgere nel progetto dell’associazione Genitori riferimenti a “Il mosaico”. «Noi - spiega Michelin, che preferisce usare il termine “educativa territoriale” - abbiamo esperienza in questo campo dall’89, quando partimmo con i primi progetti in città (Vicenza è stata la seconda città in Italia) ed riteniamo sia importante rendere i ragazzi siano protagonisti. Nel quartiere sarebbe inoltre un ritorno perché un’iniziativa simile c’è stata fino al 2000. Vedremo quindi se si ripeterà». Diversa l’impostazione di Piazza. «Dall’inchiesta - sottolinea - è emerso in primis il problema degli spazi, che stiamo affrontando anche sistemando l’ex campo da baseball. Per il quale ci sono ancora 100mila euro, quindi valuteremo presto cosa fare. C’è per esempio un’idea di portare lì un prefabbricato che ora è nella caserma Ederle». Molto cauto sul prefabbricato è invece Zoppello. «Bisogna valutere bene - spiega - se valga la pena di trasportarlo verificando di cosa necessita e i costi, siccome è una struttura già spostata più volte. Come spazio vorremmo inoltre proporre l’utilizzo del centro “Zona 3” e stiamo contattando anche privati per reperire nuove strutture che potranno essere a disposizione tra un anno o un anno e mezzo».