05 DICEMBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

BASSANO.Corteo e concerto per protestare contro le riforme Biagi e Moratti.
RECOARO.Aule deserte contro l'antenna.
THIENE.Ora la sicurezza si mette in rete.

Il “Collettivo 26 settembre” ha sfilato per le vie del centro
Corteo e concerto per protestare contro le riforme Biagi e Moratti

(d. m.) Il Collettivo 26 settembre ha inscenato ieri pomeriggio un corteo di protesta in centro storico. La manifestazione, realizzata in collaborazione con il Comitato malga Zonta e la Brigata Stalingrado di Schio, è iniziata alle 15 con il raduno in piazzale Trento dei partecipanti, ben oltre il centinaio. Aperto da un furgone Volkswagen bardato con delle bandiere di Che Guevara e su cui era installato un megafono, il corteo ha percorso viale delle Fosse, temporaneamente chiuso al traffico in un senso, ed è poi entrato in viale dei Martiri. Scortato da un imponente spiegamento di poliziotti e agenti della polizia municipale, con in testa il commissario Alessandro Campagnolo a dare le direttive, il drappello ha poi raggiunto piazza Libertà. Tra inni, striscioni, slogan e volantinaggio tra i passanti incuriositi, i manifestanti hanno infine ripiegato nel parcheggio di prato Santa Caterina, dove fino alle 20 hanno assistito ad un concerto e organizzato attività varie. «Siamo in piazza contro ogni forma di repressione - urlavano al megafono gli organizzatori -. Siamo contro la riforma Biagi che mette in competizione i lavoratori e li precarizza, contro la riforma Moratti che educa sudditi al servizio del sistema e contro i controlli mediante impianti di telecamere installati nelle città. Protestiamo contro una città che legittima il proliferare del neofascismo».


Recoaro. Protesta il 75% dei genitori: non mandano i figli nella scuola dove sorgerà il ripetitore
Aule deserte contro l’antenna
Il comitato: «Chiediamo che i lavori vengano bloccati»

di Marco Scorzato

Aule semideserte contro l'antenna. Ieri mattina, il 75 per cento degli alunni dell'istituto comprensivo di Recoaro non è andato a scuola. Per dire «no» ad un altro ripetitore di telefonia mobile accanto all'edificio scolastico, tre famiglie su quattro hanno tenuto i propri figli a casa. Una protesta massiccia, eclatante, che apre uno squarcio sul diffuso stato di malessere in paese attorno alla questione antenne. Un'insofferenza trasversale a logiche politiche e di quartiere, come testimoniano i numeri. Un’iniziativa che, al momento, non pare destinata a rientrare. «Vogliamo risposte, altrimenti siamo disposti a procedere ad oltranza», affermano molti genitori.
«Il segnale è fortissimo», ha commentato il preside Domenico Caruso, di fronte ad alcune aule completamente vuote e ad altre semideserte. Poi, ha aggiunto: «Staremo a vedere come evolverà la situazione. Intanto, ho informato il primo cittadino Franco Viero ed il Centro servizi amministrativi di Vicenza, che certamente inoltrerà la segnalazione alla prefettura». Caruso ha ricordato che il consiglio d'istituto ha adottato due documenti in cui prende posizione in modo netto contro l'antenna: «Uno di contrarietà all'installazione, il 23 ottobre scorso - precisa il preside -, l'altro un paio di giorni fa per chiedere il blocco immediato dei lavori di installazione». Il sindaco, che ieri ha partecipato a San Quirico alla tradizionale festa dei pensionati recoaresi, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Alle elementari, 168 alunni su 217 non si sono presentati in classe; 111 su 157 hanno disertato le aule delle medie. Questi i dati forniti dal preside. Vale a dire: 274 famiglie recoaresi hanno ritenuto opportuno fare sentire la propria voce con una protesta estrema. Per giustificare le assenze dei loro figli, scriveranno: “Protesta contro antenne”. Il plurale è d'obbligo, perché se è vero che l'installazione dell'antenna Umts in contrada Griffani è il casus belli , è altrettanto vero che a destare preoccupazione è anche il ripetitore Gsm, piazzato di fronte alla scuola nel 1997.
«Sono molto preoccupata - ha affermato Barbara Roetta, giovane mamma di un'alunna di prima elementare -. Mia figlia non è andata a scuola. Come ha spiegato il professor Angelo Levis (tossicologo di fama mondiale, ndr) quando è venuto a Recoaro, sono i bambini i più esposti ai rischi da elettrosmog».
«Siamo presi dal lavoro e dal tran tran quotidiano -ha osservato Vincenzo Colacino, una figlia alle elementari- e rischiamo di disinteressarci del futuro del nostro paese». I primi vagiti della protesta si erano avvertiti nel corso della settimana. Ma è stato durante la riunione dei rappresentanti dei genitori degli alunni, ospitata venerdì sera all'istituto, che si è diffusa l'idea di tenere i figli a casa da scuola. Il passaparola ha fatto il resto. Così, ieri, il paese ha vissuto un sabato mattina inedito, con bambini scorrazzanti nei parchi giochi e nelle aree verdi oppure a passeggio in centro, mano nella mano coi genitori. Aule vuote e strade piene. Come via Griffani, nel pomeriggio, dove circa 200 persone si sono radunate per il consueto sit-in di “vigilanza”. «Siamo disposti a procedere ad oltranza», hanno dichiarato.
«La vasta adesione alla protesta scolastica -ha commentato Umberto Pedrazzoli, presidente del comitato Griffani- dovrebbe chiarire una volta per tutte che il malessere è trasversale al credo politico della popolazione. È una questione di civiltà. Chiediamo che i lavori vengano bloccati». Stasera, all'oratorio, i genitori si incontreranno per coordinare le modalità della loro protesta.


Le fibre ottiche velocizzano lo scambio di dati e il sistema è destinato ad allargarsi nei prossimi mesi
Ora la sicurezza si mette in Rete
Le forze dell’ordine sono collegate tra loro e con il Comune

di Tatiana Branchi

Fibre ottiche al servizio della sicurezza. Da qualche giorno è in funzione a Thiene un nuovo sistema di connessione, realizzato negli ultimi anni, tra il comando dei carabinieri, la polizia municipale ed il Comune, che consente di velocizzare lo scambio di dati e, soprattutto, di attingere all’archivio anagrafico municipale. Il sistema di comunicazione a fibre ottiche, innovativo e all’avanguardia, risulta attualmente un’arma in più alla lotta alla criminalità anche se, per il prossimo futuro, non si limiterà al solo collegamento tra forze dell’ordine e Comune ma anche a quello con altri enti. Sono infatti previsti ulteriori lavori per la realizzazione di collegamenti tra il municipio e i nuovi magazzini comunali e tra i vigili urbani e la biblioteca, che andranno ad integrare le connessioni già esistenti. Le nuove tecnologie consentiranno alle forze dell’ordine, ad esempio, di accedere ai sistemi di videosorveglianza, 24 ore su 24, da tutti gli edifici collegati e poter così monitorare il territorio ed i flussi di traffico, tutelare i beni artistici e patrimoniali, controllare le zone pubbliche. Il risultato è chiaro: maggior qualità e rapidità d’intervento in caso di bisogno, come conferma il comandante della polizia municipale Cristiano Rosini. «La trasmissione dati in tempo reale permette d’intervenire in modo più tempestivo e questo sistema non può che essere accolto bene poiché rispecchia il nostro metodo di lavoro. Affidarsi alle nuove tecnologie, con strumenti, e macchine moderne, inoltre, permette a tutti gli organi preposti al controllo, alla prevenzione, all’intervento, di lavorare ognuno per quel che riguarda le proprie competenze ma integrando le risorse. In questo modo potremo ottenere un sodalizio sempre più vincente». Ma non è tutto. I risvolti positivi si ripercuotono infatti anche sui costi, in particolare telefonici, che consentiranno un notevole risparmio. «L’amministrazione comunale - afferma l’assessore all’innovazione, Alberto Samperi - crede fortemente in questa linea di sviluppo che si pone con estrema attenzione nei confronti delle frontiere delle nuove tecnologie. Ciò che vogliamo realizzare è una Thiene più veloce, al passo con le sfide del mondo attuale, in grado di tradurre concretamente i concetti chiave con i quali siamo abituati a definire le città moderne. L’evoluzione tecnologica di ogni singola parte del territorio si collega al sistema in cui è inserita ed ha ripercussioni sulla vita di ogni singolo cittadino. Le tecnologie che stanno alla base della globalizzazione, quali l’informatizzazione, la digitalizzazione, le fibre ottiche, internet, rafforzano la prospettiva di garanzia dei diritti dei cittadini, prima di tutto la sicurezza e la qualità della vita».