05 OTTOBRE 2005

dal Giornale di Vicenza

SCHIO.La richiesta di Libera Zone «Uno spazio per i giovani»
«Informagiovani, tutto da rifare»
Scatta un’altra indagine su Abalti
Caserma Ederle, cinquant’anni di storia a Vicenza

La festa autogestita
La richiesta di Libera Zone «Uno spazio per i giovani»

«La chiara necessità di poter usufruire di uno spazio fisico-politico che dia continuità al protagonismo giovanile, in aumento sempre più nei nostri territori». È questa, secondo gli organizzatori di Libera Zone, la risultanza maggiore emersa dalla seconda edizione del Festival dell’autogestione tenutosi qualche giorno fa: quattro giorni di dibattiti, proiezioni e musica nell’area concerti della Campagnola. «Siamo soddisfatti, anche per il numero di presenze. Particolarmente riuscita è stata la serata inaugurale con il dibattito sull’autogestione condotto da don Andrea Gallo e Gianfranco Bettin, cui hanno partecipato oltre 150 persone». «L’unico neo del festival - proseguono gli organizzatori - è stata l’assenza della giunta comunale, che ha evitato il confronto che avevamo sollecitato. Questo è un segnale preciso che punta all’esclusione di realtà informali che vogliono avere il solo diritto a partecipare alla vita pubblica, perché “partecipazione”, di cui il centrosinistra si fa vanto, non significa solamente mettere una crocetta sulla scheda elettorale».


Duro attacco di Asproso (Verdi) e Dalla Pozza (Ds) sulla condotta del serviziobr> «Informagiovani, tutto da rifare»
L’opposizione: «Revoca della gestione e nuova gara»

(g. m. m.) «Il Comune revochi l’affidamento della gestione dell’Informagiovani e bandisca una nuova gara, avendo cura di privilegiare i criteri qualitativi e di esperienza». Sulla bufera che ha investito l’assessorato all’Istruzione sull’onda di tre lettere anonime indirizzate al sindaco Enrico Hüllweck e fatte consegnare da questi in Procura, ora interviene anche l’opposizione, con una domanda di attualità firmata dai consiglieri Ciro Asproso (Verdi) e Antonio Dalla Pozza (Democratici di sinistra), che si rivolgono direttamente al capo dell’Amministrazione per avere risposte sull’operato dell’assessore Arrigo Abalti, posto all’indice dall’anonimo autore delle missive per le scelte sul bando di gara e l’attuale gestione dell’Informagiovani. I due consiglieri ricordano che già nel novembre scorso erano intervenuti con un’interpellanza che denunciava «l’assenza dei criteri di qualità, il depauperamento delle risorse umane ed economiche, l’estrema fragilità delle metodologie organizzative, oltre a sollevare seri dubbi sulla correttezza di un bando di gara che sembrava prefigurare, fin dall’inizio, l’affidamento del servizio a una società “amica”». Secondo i consiglieri, «la decisione di inviare tutti i documenti in procura è un’implicita conferma della gravità delle accuse, ma anche della volontà di fare piena luce su questa vicenda, negando qualsiasi copertura politica». Per questo, Asproso e Dalla Pozza chiedono al sindaco «di avviare urgentemente un’indagine interna per verificare non tanto l’attendibilità delle denunce, quanto il rispetto delle clausole del capitolato d’oneri». In altre parole, si chiede di far luce sul rispetto delle condizioni dell’appalto: «L’articolo 11, ad esempio, prevede che la gestione degli sportelli Informagiovani avvenga con un orario base di apertura al pubblico di 18 ore settimanali, compreso il sabato e un’apertura serale. Ma è sufficiente connettersi al sito internet per constatare che il sabato e la sera è sempre chiuso e che l’apertura dell’ufficio di Levà degli Angeli non supera le 15 ore settimanali». Ma non è finita qui. Secondo i consiglieri di opposizione, ci sono altri punti critici: «L'aggiudicatario ha rispettato l’impegno di redigere entro 180 giorni la Carta dei servizi per la certificazione di qualità? È attiva la gestione della Carta giovani europea che consente riduzioni sui costi dei servizi locali, nazionali ed europei? Sono stati avviati gli scambi giovanili internazionali nell’ambito delle opportunità offerte dai programmi europei?». Un capitolo a parte viene riservato al personale: «In soli nove mesi - si legge nella domanda di attualità - abbiamo assistito a un turnover imbarazzante, che si riflette inevitabilmente sulla qualità del servizio. Emblematici due casi di colpevole disinformazione: una ragazza ungherese si presenta allo sportello di Levà degli Angeli per conoscere le opportunità di diventare guida turistica e viene sbrigativamente dirottata alla più vicina Agenzia Viaggi; un genitore chiede informazioni sulle ludoteche e dopo una ricerca infruttuosa su Google, si sente rispondere che a Vicenza non ve ne sono». «È davvero triste assistere a un simile declino - è il commento finale - siamo di fronte a una gestione fallimentare dell’Informagiovani, anche a causa di un bando di gara, risolutamente voluto dall’assessore Abalti, che non è in grado di tutelare gli interessi dell’Amministrazione». Questo pomeriggio è attesa la risposta in aula, ma l’assessore Abalti ieri anticipava la linea difensiva: «È stata predisposta una gara assolutamente regolare, a evidenza pubblica, a cui potevano partecipare tutti. Non ho notizie di ricorsi, ad esempio. Non va poi dimenticato che l’Amministrazione è libera di fissare degli obiettivi per potenziare il servizio». Almeno sul fronte politico, il caso è tutt’altro che chiuso.


La bufera sull’Istruzione. L’assessore respinge le accuse sulla gestione dell’Informagiovani e sporge denuncia
Scatta un’altra indagine su Abalti
Ma l’amministratore replica: «È soltanto un attacco politico»

di G. Marco Mancassola

«È soltanto un volgare attacco politico». Arrigo Abalti, assessore aennista all’Istruzione e per i Giovani, dice di essere scosso e amareggiato, ma non perde tempo e passa al contrattacco, per respingere quelle che ritiene infamanti calunnie, riversate nelle tre lettere anonime che il sindaco Enrico Hüllweck ha fatto pervenire in Procura. La bufera prende di mira soprattutto l’affidamento e la gestione dell’Informagiovani e del mensile Informacittà. Come anticipato, l’assessore ha fatto depositare, attraverso il suo legale, l’avv. Enrico Ambrosetti, una denuncia contro ignoti. Intorno alle lettere, che riportano firme apocrife, la Procura ha avviato un’indagine conoscitiva: verrà acquisita tutta la documentazione necessaria per valutare il comportamento tenuto dal Comune nella gestione dell’Informagiovani. In Procura, tuttavia, è avviato anche un altro filone che fa capo all’assessore di Alleanza nazionale ed è il fascicolo aperto sui “consigli per gli acquisti” rivolti dall’assessore all’Amcps per l’installazione di speciali infissi in una scuola cittadina. Anche in questo caso, per ora, si tratta tecnicamente di atti non costituenti notizia di reato, ma ieri i carabinieri della Procura hanno contattato l’assessore, che consegnerà tutta la documentazione sulla pratica delle finestre. Alla fine di un’altra lunga mattinata, Abalti ha convocato nel suo ufficio il dirigente Roberto Schievano e Alberto Serafin, il coordinatore dell’associazione Interart, che dall’inizio dell’anno gestisce per conto del Comune l’Informagiovani. Il servizio si articola nella gestione del doppio sportello di Levà degli Angeli e contrà Barche; nella produzione dei contenuti di due siti internet; nella pubblicazione del mensile Informacittà, che proprio questa settimana debutta nella nuova veste grafica. Ai costi della pubblicazione del mensile concorrono sponsor istituzionali, come l’Università, Aim e l’Ulss 6, e inserzionisti privati, coprendo complessivamente circa due terzi delle spese. Tutto il pacchetto è stato affidato alla società Interart con una gara da 450 mila euro per tre anni. Alla fine del 2004 non erano mancate le polemiche sulla decisione di avviare una gara per riassegnare il servizio, dopo che era stato gestito per anni dalla cooperativa “La linea dell’arco”. Sul fronte politico, si erano registrati i polemici interventi dei consiglieri Ciro Asproso dei Verdi e Alessio Sandoli della Lega Nord. Abalti e il suo dirigente confermano quanto già sostenuto in passato: «La gara è stata assolutamente regolare», respingendo così l’accusa di “gara farsa”. Nelle lettere si fa riferimento a una tiratura esorbitante dell’Informacittà: «Ne vengono tirate 15 mila copie, che in pochi giorni vengono smaltite. Il problema, semmai, sarebbe di stampare più copie, almeno 5 mila in più. I soldi a disposizione per gestire il servizio - spiega Abalti - sono ridotti all’osso e ci possiamo permettere di proporre alcuni servizi di qualità come il sito internet solo grazie a contributi che arrivano addirittura dal Ministero, perché il budget del bilancio comunale basterebbe appena per pagare gli stipendi degli operatori e le spese di cancelleria». Serafin fa addirittura notare i problemi dei locali in Levà degli Angeli: ieri erano allagati dopo l’acquazzone e in vista dell’inverno ci sono problemi per il riscaldamento. Nelle lettere c’è poi un riferimento alla campagna elettorale dell’assessore alle scorse regionali: la tipografia che ha sfornato poster e santini è la stessa che stampa l’Informacittà, «ma non vedo cosa c’entri tutto questo». Abalti ricorda poi che per la campagna si è servito di una sede elettorale in zona industriale: l’assessorato, in altre parole, non avrebbe fatto da base operativa. «C’è grande amarezza - conclude l’assessore - perché si è lavorato molto per recuperare risorse e fornire un prodotto di qualità a tutti i vicentini proprio perché non bastavano i soldi. E invece si insinua il contrario. C’è la massima trasparenza, le porte sono aperte, pubblicheremo anche il bilancio sociale dell’Informagiovani per dimostrare che non c’è nulla da nascondere. La verità è che si tratta di un volgare attacco politico, dal quale mi difenderò».


Caserma Ederle, cinquant’anni di storia a Vicenza
Il 23 ottobre grande cerimonia nella cittadella Usa

Alle ore 10.30 di martedì 25 ottobre 1955, ebbe luogo a Vicenza la fase conclusiva di un avvenimento storico di rilevante importanza internazionale. Erano trascorsi poco più di 10 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Già nei primi mesi dell’anno erano state avviate trattative tra Unione Sovietica, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia per riconoscere congiuntamente all’Austria lo status di Paese neutrale. Di conseguenza le quattro potenze si impegnavano a ritirare le proprie truppe dal territorio entro il 25 ottobre dello stesso anno. L’Italia era entrata a fare parte della Nato nel 1949. Nell’ambito degli accordi fra tutti i Paesi aderenti all’Alleanza Atlantica, nel 1955 il governo italiano annunciava la propria disponibilità ad ospitare sul proprio territorio una parte dei reparti statunitensi che lasciavano l’Austria. Gli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti prevedevano la costituzione di un Comando a pretto carattere bi-nazionale con funzioni di supporto alle forze armate italiane. Il Ministero della difesa Usa aveva designato il nome di Southern european task force (Setaf), ovvero Forza tattica nel sud Europa, per il costituendo comando. La cerimonia di insediamento si tenne alla caserma Ederle di Vicenza che sarebbe diventata sede dei principali reparti operativi. L’intera cerimonia di costituzione della Setaf ebbe chiara impronta bi-nazionale. Fu presieduta dal generale Clemente Primieri, comandante delle Ftase (Forze terrestri alleate nel sud Europa), il comando interalleato Nato con sede a Verona, e dal generale di Brigata Usa, John H. Michaelis, che diventava il primo comandante della nuova unità. Sono passati cinquant’anni e martedì 23 ottobre all’interno della caserma Ederle è stata organizzata una cerimonia per commemorare l’evento storico. Parteciperanno autorità americane e vicentine, nel segno della continuità: per motivi diversi, la presenza Usa a Vicenza è destinata a rimanere ancora a lungo, considerate le intenzioni di raddoppiare il contingente di stanza alla Ederle.