04 MARZO 2006

dal Giornale di Vicenza

Travolto e ucciso dal treno
Studenti, cultura scontata

Travolto e ucciso dal treno
Il commilitone ferito di striscio da un merci alle 5.30

di Ivano Tolettini

La morte assurda del soldato Woodruff. La massicciata ferroviaria come scorciatoia per tornare alla caserma Ederle quando le ore sono molto piccole, si trasforma nell’anticamera della tragedia. Due parà americani non fanno i conti con le loro condizioni di equilibrio a causa dell’alcol bevuto in una notte di baldoria, a poche settimane dal rientro dall’Afghanistan dopo mesi trascorsi in prima linea sul fronte antitalebano. Pur essendo forti fisicamente e allenati, Christopher Sawl Woodruff e Richard Crhristopher Smudden, entrambi di 27 anni, iniziano a correre poco prima delle 5.30 tra i due binari della Milano-Venezia, mentre all’orizzonte comincia a disegnarsi il nuovo giorno. Quando mancano poche centinaia di metri al sottopasso di via Alidosio, alla Stanga, sono raggiunti alle spalle da un treno merci. Il primo, Smudden, è superato dal convoglio quasi indenne, perché è sfiorato al braccio sinistro e subisce contusioni che guariranno in due settimane. A Woodruff, invece, va decisamente peggio. È colpito dal predellino anteriore destro della locomotiva all’altezza della zona renale sinistra, mentre con un ultimo scatto cerca disperatamente di scansarsi. Muore sul colpo, mentre il conducente del merci frena - impiegherà quasi mezzo chilometro per fermarsi visto che viaggiava a una velocità compresa tra i 100 e 120 all’ora - e dà l’allarme al 118 e al 113 della questura. La sfida alla sorte di due ragazzoni di 27 anni reduci dalla campagna afghana prende forma dopo una notte trascorsa in un paio di locali della zona di Torri di Quartesolo. Woodruff e Smudden hanno deciso di trascorrere la libera uscita al Blu in zona Piramidi, locale di lap dance dove i militari statunitensi sono tra i migliori clienti. I due commilitoni sono rimasti per qualche ora, bevendo e parlando con le ragazze, fino a quando, poco prima dell’orario di chiusura, si sono fatti chiamare un taxi per rientrare alla Ederle. Sulla strada del ritorno, invece, hanno cambiato di nuovo programma. Avevano ancora voglia di far festa e, pertanto, hanno fatto fermare l’autista in un locale che rimane aperto fino all’alba. Com’è facile immaginare erano allegri e hanno bevuto ancora, prima di rientrare, ma stavolta a piedi, in caserma. Il punto preciso dove hanno messo piede sulla massicciata non è stato in grado di spiegarlo il superstite agli agenti della polfer, guidati dal sostituto commissario Claudio Spinato. Credevano di riuscire a evitare di essere colpiti, qualora un convoglio fosse sopraggiunto all’improvviso dietro di loro. Invece, quando alle 5.30 il merci “53314” che viaggiava da Padova verso Vicenza ha imboccato, dopo la curva, il rettilineo che conduce in stazione, il macchinista si è accorto della presenza di quei due individui che correvano nel sentiero della massicciata larga poco più di un metro tra le due linee. Il ferroviere istintivamente ha suonato per richiamare la loro attenzione sperando che riuscissero a mettersi in salvo. Invece, in pochi secondi li ha raggiunti e, con le scalette di destra del locomotore, dopo avere sfiorato Smudden, ha colpito secco Woodruff che è stato fatto volare a qualche metro privo di vita. Il convoglio ha impiegato qualche centinaio di metri per fermarsi. Partiva l’allarme ed era lo stesso macchinista il primo a soccorrere Smudden. Per l’altro soldato, tornato salvo dalla dura campagna afghana, non c’era nulla da fare. Alla Stanga, oltre agli agenti polfer e della scientifica, sono arrivati anche i carabinieri della Setaf e la military police per raccogliere la prima testimonianza di Smudden, visibilmente sotto choc per la perdita dell’amico e per il pericolo scampato miracolosamente. I rilievi della disgrazia sono durati un paio d’ore. Alle 7.30 è ripresa la circolazione. Intanto, superiori e commilitoni di Woodruff non si davano pace per una fine tanto irrazionale. Scampato alle insidie della guerra, Christopher è caduto sfidando il destino in maniera incosciente, come fosse dalle sue parti a Londoville in Ohio, dove correre affiancati ai treni è un gioco per misurare anche le proprie capacità. Ma in Italia le massiciate ferroviarie sono vietate.

Il superstite Smudden è stato ascoltato dalla polfer e dai superiori per ricostruire i contorni del drammatico incidente
«Sua l’idea di tornare sui binari»

(i. t.) Richard Smudden è ancora sotto choc quando viene ascoltato dalla polizia ferroviaria e dai superiori per ricostruire i contorni dell’incidente costato la vita a Woodruff: il ragazzo dell’Ohio che aveva portato a casa la pelle dall’Afghanistan, ma che è stato travolto da un convoglio merci ieri mattina all’alba. «È stata sua l’idea di incamminarsi lungo la massicciata, tra le due linee di binari - racconta Smudden - per fare più presto. Mi ha detto che conosceva una scorciatoia per arrivare alla caserma e io l’ho seguito. Io ero dietro, lui davanti, correndo». Smudden ha ricostruito la serata trascorsa in un paio di locali. Si ricorda di essere stato al Blu, locale di lap dance in zona Piramidi, poi di essere uscito con l’amico e di avere chiamato un taxi. Il sopravvissuto è sconvolto per avere visto morire Christopher sotto i suoi occhi. Gli agenti dell’ispettore Claudio Spinato lo hanno sentito ieri mattina assieme ai carabinieri della Setaf. Ha spiegato di avere sentito soltanto all’ultimo momento l’arrivo del merci. «Quando siamo usciti dal Blu - ha aggiunto - volevamo concludere la serata in un bar della zona. Così ci siamo fatti accompagnare dal taxista. Se ricordo qual è? No, non sono in grado di ricordarlo. Quando siamo usciti era molto tardi e ci siamo incamminati a piedi verso la Ederle». Il paracadutista dei diavoli rossi ha riferito ai superiori che lui e Christopher hanno bevuto alcune birre e anche dei superalcolici. Quando Smudden è stato visitato al pronto soccorso del S. Bortolo dov’è stato medicato, e quindi dimesso, e gli è stato fatto l’alcoltest è risultato ampiamente positivo. «Mentre eravamo in vista della città - ha concluso il testimone - Woodruff mi ha convinto ad andare sulla massicciata perché conosceva quella scorciatoia. Non so se fosse la prima volta che la faceva. Eravamo tra le due linee di binari attenti a rimanere al centro qualora fosse arrivato un treno». L’americano ha raccontato che si sono messi a correre per fare più presto, fino a quando non hanno sentito la sirena del treno. «Mi sono tenuto sulla mia destra - ha concluso - e sono stato leggermente urtato, mentre Christopher purtroppo non ce l’ha fatta». Anche il macchinista ha confermato indirettamente la versione del parà statunitense. I due ragazzi quando hanno avvertito l’arrivo del treno hanno cercato si scansarsi, purtroppo per Woodruff era troppo tardi».

Il generale McKiernan aveva avvertito: «Troppe vittime da condotta rischiosa»

(ma. sm.) Adesso quell’articolo suona come una tragica premonizione. Come un avvertimento che il povero Christopher Woodruff probabilmente non ha fatto in tempo a leggere. Nell’edizione del 28 febbraio scorso su The Outlook, la rivista della Setaf, il generale David D. McKiernan, da poco nominato comandante generale delle forze armate americane in Europa, ha messo in guardia i militari e le proprie famiglie: «Troppi soldati perdono la vita per una condotta ad alto rischio». McKiernan ha preso in esame i dati relativi agli incidenti capitati (in Europa) a militari al di fuori del proprio servizio operativo. Nel quadrimestre compreso tra il 1° ottobre 2004 e il 25 gennaio 2005 sono morti sei soldati (due per motivi legati a droga o alcol, uno per ferite personali, tre per incidenti d’auto); un anno dopo, nel quadrimestre che va dal 1° ottobre 2005 al 25 gennaio 2006, il numero delle vittime è raddoppiato, raggiungendo quota 12. Il povero Woodruff e il commilitone Smudden, sia chiaro, non stavano facendo nulla di male, anche se correre di prima mattina lungo i binari della ferrovia rientra a pieno titolo nella categoria dei comportamenti a rischio elencati dal gen. McKiernan. A guardare i numeri della statistica citata dal generale, però, emerge un dato inequivocabile. Nel precedente quadrimestre non c’erano rientri da situazioni di guerra da registrare, visto che il contingente in servizio in Iraq era tornato a Vicenza nel marzo 2004. Il numero degli incidenti è raddoppiato in un periodo che coincide con il ritorno alla vita civile da parte di ragazzi reduci da un anno di guerriglia in Afghanistan, dove molti parà "vicentini" ci hanno lasciato la pelle. Nonostante il programma di reinserimento curato dai gruppi di supporto, i primi mesi sono i più duri. Woodruff, però, non ha certo avuto dalla sua la fortuna. In Afghanistan rischiava la vita ogni minuto, a Vicenza è bastata una bravata innocente, anche se incosciente, per trovare la morte.


La nuova tessera permetterà ai ragazzi dai 14 ai 25 anni di comprare a prezzi ridotti anche in Europa
Studenti, cultura scontata
Arriva la Carta giovani: meno cari cd, libri e cinema

di Anna Madron

È già possibile ritirarla negli uffici dell'Informagiovani, anche se la “carta giovani” verrà presentata ufficialmente martedì prossimo 7 marzo, carta nata con lo scopo di semplificare la vita, almeno in termini economici, ai ragazzi dai 14 ai 25 anni. «Dopo due anni e mezzo dalla stesura del progetto, dopo aver raccolto oltre 4500 firme tra gli studenti di Vicenza e decine di riunioni possiamo esultare, perché il progetto “carta giovani” è finalmente diventato realtà», afferma Taddeo Mauro, portavoce dell'Unione degli studenti. «Furono i ragazzi dell'Uds - dice - nel settembre 2003, a far presente a Comune e Provincia una situazione economica disastrosa soprattutto per le fasce più deboli della società, studenti inclusi, a causa del raddoppio dei prezzi e dei bassi salari. Per questo l'aver raggiunto questo risultato ci riempie di orgoglio visti che siamo riusciti ad ottenere uno strumento estremamente importante per tutti i giovani di città e provincia: una carta che permetterà ai ragazzi prima in difficoltà ad acquistare un libro, un cd o persino ad andare al cinema con maggiore serenità». E in proposito l'Uds snocciola qualche dato. «La spesa media annua per i testi scolastici si aggira attualmente tra i 350 e i 400 euro - sostiene Taddeo Mauro -. Libri di scuola a parte, immergersi nel mondo della cultura comprando libri e cd, andando al cinema e a teatro per uno studente è un lusso visti i prezzi. Un esempio? Se in un mese si comperano un cd e un libro e si va una volta al cinema, in un anno si spendono circa 576 euro». Per questo la “carta giovani” è vista come una scorciatoia che rende meno faticosa la strada che porta alla cultura. Lo sottolinea anche l'assessore all'Istruzione Arrigo Abalti che parla di traguardo raggiunto e ricorda come la carta sia utilizzabile in tutti i paesi europei e permetta di ottenere sconti oltre che in librerie, videoteche, negozi di musica, fumetterie, cinema e teatri anche su altri tipi di esercizi: bar, ristoranti, pub, negozi di abbigliamento, profumerie, agenzie di viaggio, impianti sportivi convenzionati. Insomma un passpartout che apre diverse porte, tranne quelle dei trasporti, settore sul quale i giovani dell'Uds non intendono mollare la presa. «Il nostro prossimo obiettivo - fanno sapere - è riuscire a strappare qualche agevolazione anche su biglietti e abbonamenti di autobus e corriere, perchè i trasporti a Vicenza costano davvero troppo e una riduzione in questo settore invoglierebbe ad utilizzare sempre più i mezzi pubblici». Intanto si pensa ad infilare nel portafoglio la carta giovani, disponibile negli Informagiovani (o nei municipi dei comuni che non hanno questo sportello) di Vicenza, Arzignano, Asiago, Bassano, Breganze, Lonigo, Montecchio Maggiore, Nove, Noventa, Recoaro Terme, Schio, Thiene e Valdagno.