02 OTTOBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

"i bimbi giocano in mezzo alle feci dei topi"
I precari fischiano la Moratti
Pisanu ai prefetti veneti:"Centro clandestini al via"

Emergenza nomadi. Relazione-shock sull’area di viale Cricoli. E sul campo unico scoppia il caos, con polemiche e sgambetti fra assessori
«I bimbi giocano in mezzo alle feci dei topi»

di Gian Marco Mancassola

«Nel campo nomadi comunale di viale Cricoli è stato notato un certo degrado, soprattutto sotto l’aspetto della pulizia, per la presenza di immondizie e di acqua stagnante, considerato che nel sito risultano convivere numerosi minori che quotidianamente giocano all’aperto a contatto con le feci dei ratti che infestano il terreno: una situazione che risulta nociva alla salute dei dimoranti». Sono le parole che concludono la relazione-shock elaborata dai servizi sociali e consegnata ieri mattina al summit convocato dall’assessore agli interventi sociali Davide Piazza, disertato dai colleghi Maurizio Franzina (urbanistica), Arrigo Abalti (istruzione) e Valerio Sorrentino (sicurezza). Presenti invece i presidenti delle sette circoscrizioni, chiamati a collaborare per l’individuazione dell’area per il nuovo campo unico, dopo il clamoroso e repentino dietrofront sull’ipotesi di via Zamenhof a Vicenza est, compiuto da Franzina, spinto da una valanga di proteste targate Forza Italia, venute soprattutto dagli imprenditori e immobiliaristi della zona.
La relazione. In base alla relazione fornita dai funzionari comunali, in viale Cricoli sembra che vivano una ventina di nuclei, con 92 persone, 52 adulti, 40 minori. Un quadro provvisorio, in attesa di approfondimenti, che risulta ben diverso rispetto a quello tracciato nel ’99: «Dalle planimetrie si legge nella nota - risulta un aumento delle roulottes, avvenuto con graduale sostituzione di case mobili. Questo ha comportato una progressiva crescita delle persone dimoranti nel campo con un aggravio delle problematiche relative alla sicurezza delle persone e cose. Dal confronto con i certificati anagrafici risultano essersi costituiti nuovi nuclei familiari di fatto, anche con persone non residenti a Vicenza, e pertanto da considerarsi abusive».
Il summit fallito. La riunione di ieri mattina era stata convocata da Piazza dopo il pesante scontro in giunta che aveva imposto il coinvolgimento dei sette presidenti. Certo, non era la mattina migliore per scodellare una patata tanto bollente, dopo l’ennesimo scivolone in consiglio comunale. Il risultato è stato che il tavolo è stato sospeso dai sette presidenti, di fronte all’assenza di tre assessori su quattro della speciale commissione di lavoro. I sette presidenti (erano presenti naturalmente anche Matteo Tosetto della zona 6, dove si trova il campo Diaz, Mauro Marchetti della zona 4 dove si trova il campo Cricoli e Lucio Zoppello della zona 3, dove si trova via Zamenhof) non sono stati al gioco del “tutti contro tutti”, decidendo all’unanimità di sospendere i lavori. I sette hanno firmato poi un comunicato con il quale «auspicano di venire coinvolti in una prossima discussione di carattere politico, prima ancora di affrontare un tavolo tecnico che sembra unicamente voler demandare agli organi del decentramento una decisione sicuramente pesante per l’intera città». Il barile, in altre parole, non venga scaricato sulle sole circoscrizioni, è il monito dei presidenti.
Polemiche fra assessori. Protagonisti di una vicenda, quella del campo unico, che si avvia alla deriva di una decisione perennemente rinviata, restano gli assessori Franzina (Forza Italia) e Piazza (Lega nord). Quest’ultimo ha firmato un duro comunicato per commentare l’ultimo ennesimo fermo di minori per un furtarello: «Credo sia giunto il momento di usare il massimo rigore», spiega, ribadendo la necessità del campo unico. «Non è colpa mia, né della Lega se Vicenza deve obbligatoriamente ospitare un campo nomadi: non che la cosa mi faccia piacere, anzi da leghista sono contrario, ma come pubblico amministratore devo applicare la legge. Dove si realizzerà questa struttura non è di mia pertinenza, ma riguarda in primo luogo, l’assessore all’urbanistica. Fu proprio l’assessore Maurizio Franzina ad avere indicato inizialmente l’area di via Zamenhof, salvo poi fare marcia indietro. Ricordo, per altro, che detto assessore era delegato al decentramento e avrebbe potuto, a priori, coinvolgere le circoscrizioni». La polemica fra i due appare durissima e non sembra decisamente essersi conclusa nella stanza dell’esecutivo: «Ripeto, l’area da individuare è competenza dell’assessore all’urbanistica ed eventuali osservazioni vanno inoltrate a lui». Come se non bastasse, dalle scrivanie è fuoriuscito anche il carteggio fra Piazza e Abalti. Il delegato all’istruzione, assente giustificato ieri mattina per un precedente impegno, ha fatto notare in una lettera che «sarebbe stato più opportuno concordare la data della riunione». Per il futuro, in altre parole, meglio evitare decisioni autonome ignorando gli impegni degli altri. «A questo riguardo - è la replica asciutta di Piazza - voglio precisare che il mio invito alla riunione è stato preceduto da una telefonata che la mia segretaria ha fatto alle segreterie di tutti gli assessori coinvolti, alla quale non è seguito alcun riscontro».


La manifestazione. C’erano anche gli insegnanti vicentini al corteo di Venezia per contestare la "53"
I precari fischiano la Moratti

di Anna Madron

Muniti di fischietti, tamburelli, cartelloni, palloncini e perfino lumini (da accendere al tramonto), hanno manifestato contro la "53" e i tagli nella scuola pubblica. I precari vicentini si sono dati appuntamento ieri pomeriggio a Venezia per unirsi al corteo "acqueo" sul Canal Grande, organizzato dai coordinamenti precari di tutto il Veneto. Una mobilitazione scandita dallo slogan (non solo metaforico) "siamo tutti sulla stessa barca", ad indicare la situazione drammatica in cui si trovano gli insegnanti a tempo determinato. "Sfruttati dallo Stato", come recitava ieri uno dei tanti striscioni, ma anche "invisibili come fantasmi", come alludevano le lenzuola bianche nelle quali si erano avvolti i prof più intraprendenti. Insomma un po' di folklore non è mancato in un pomeriggio immortalato da video e da centinaia di fotografie scattate dagli stessi precari, intenzionati ad impacchettare il tutto e spedirlo in dono al ministro Moratti. Contestato più che mai per una scuola in cui le trasformazioni equivalgono, è stato ribadito, ai tagli sugli insegnanti, bidelli, attrezzature. In altre parole una scuola con meno risorse dove aumentano però sia gli alunni stranieri che quelli certificati. Ma nella lista "nera" ci sono anche il destino degli istituti tecnici, il bivio tra licei e formazione professionale, la drastica riduzione dei finanziamenti all'Università e alla ricerca. Oltre, ovviamente, al nodo irrisolto dei precari, che negli ultimi tempi hanno goduto anche dell'appoggio di esponenti politici della maggioranza e dell'opposizione (ieri pomeriggio alla manifestazione veneziana era presente il consigliere regionale della Margherita Achille Variati, già firmatario di un'interpellanza sul caos delle graduatorie permanenti) che invocano una discussione "trasversale" per trovare una soluzione al problema. Intanto durante la giornata di ieri c'era già chi pensava alle prossime mobilitazioni: «Un'altra protesta a carattere regionale a fine ottobre - annuncia Francesco Casale, presidente del Cip vicentino - e probabilmente a novembre uno sciopero nazionale della scuola indetto dai confederali». A quello di ieri, proclamato dai Cobas, hanno aderito invece in pochi e quasi esclusivamente nelle scuole elementari dove l'assunzione di 28 "riservisti" ha infiammato ulteriormente gli animi.


Pisanu ai prefetti veneti: «Centro clandestini al via»

Padova. È necessario mantenere elevato il livello delle attività di prevenzione e contrasto contro ogni forma di illegalità. È quanto è emerso dalla riunione del ministro dell’Interno Pisanu con i prefetti del Veneto che si è tenuta a Padova. Nel corso dell’incontro è stata esaminata la situazione generale dell’ordine e della sicurezza pubblica nella regione, in particolare sotto l’aspetto dell’immigrazione clandestina e dei suoi riflessi sociali. Una situazione nel complesso giudicata «soddisfacente» e da cui «non emergendo particolari profili di criticità, anche se rimane vivo l’allarme sociale per alcune forme di criminalità diffusa, che peraltro non vengono in alcun modo sottovalutate». All’incontro hanno partecipato i prefetti Giuseppe Leuzzi di Venezia, Paolo Padoin di Padova, Francesco Giovannucci di Verona, Angelo Tranfaglia di Vicenza, Ciro Lomastro di Rovigo, Lorenzo Cernetig di Belluno e Natale Labia di Treviso. Pisanu ha ricordato che il Veneto dovrà avere il Centro di permanenza temporanea per gli immigrati, cosa a cui si sono sempre opposti gli amministratori e il presidente della Regione. «Ma questo è un punto essenziale, direi basilare, della legge Fini», ha spiegato il ministro ai prefetti.