Mag 13

Intervista al compagno prigioniero Tasos Theofilou

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Intervista al compagno anarchico-comunista Tasos Theofilou, arrestato  nel 2012 con l’accusa di aver partecipato ad una rapina in una banca a Paros. Come unico indizio della sua colpevolezza il ritrovamento del suo DNA in un cappello collocato sulla scena apposta dagli sbirri. E una storia tragica ed emblematica perché mette in luce con estrema chiarezza la distanza incolmabile tra i fatti reali e ciò che le autorità giudiziarie, di polizia, i mass media e gli analisti “moderati” hanno metodologicamente costruito come “minaccia terroristica” per l’opinione pubblica utilizzando il permeabile e inaffidabile metodo del DNA e presentandolo come “verita assoluta”.  L’ ultima udienza del suo processo si terrà Lunedi 14 Maggio.

Domanda

Puoi fare un breve riassunto di come si è svolta l’indagine che ha portato al tuo arresto e alla persecuzione nei tuoi confronti?

Risposta

Le indagini si muovono su due piani, il primo riguarda la situazione politica e storica in cui ci troviamo e la seconda il modo in cui vengono portate avanti le indagini in questo caso specifico.Comincerò da quest’ultimo.Tutto comincia il 18 Agosto (2012) quando camminavo in una strada del centro di Atene (Pyreos), e venni arrestato dall’antiterrorismo e portato in Questura.La prima accusa che mi viene imputata è resistenza a pubblico ufficiale dopo essermi rifiutato di farmi prendere le impronte e DNA.Mi tengono diverse ore, dopodiche me lo prendono con la forza.La mattina seguente mi imputano formalmente le accuse anche se l’avevo sapute qualche ora prima. Mi accusano di una rapina che è avvenuta una settimana prima (8 giorni prima) nell’isola di Paros in cui mentre i rapinatori tentavano la fuga viene ucciso un tassista. Le accuse sono  rapina e omicidio e come prova viene nominato un cappello trovato sul luogo della rapina che dovrebbe contenere tracce del suo DNA. Questo cappello dicono che sarebbe caduto a uno dei rapinatori, sia nel primo che nel secondo grado di giudizio si è dimostrato che questa prova risulta infondata. Dalla lettura delle carte emergono altre incongruenze, ad esempio il fatto che questo fantomatico cappello si trova nello stesso momento si negli uffici di Paros che negli uffici dell’antiterrorismo ad Atene. Ci sono quindi due analisi fatte da due uffici diversi nello stesso momento, e ciò dimostra l’incogruenza di queste prove raccolte dall’antiterrorismo. Il fatto che abbiano organizzato così male le prove indica chiaramente che ero seguito da tempo e che questa rapina rappresentava solo una scusa per arrestarmi. Media, antiterrorismo e organi politici collaborano per dimostrare come il movimento anarchico usi metodi violenti e senza scrupoli, è molto probabile che ci sia un pensamento logico che vede gli anarchici che sono un problema per lo stato e l’autorità, cercando di demolire ogni tipo di accettazione verso di loro, perchè mettono energia e le loro azioni contro lo stato e l’autorità mentre invece attaccano l’autorità ma non verso il popolo e gli oppressi. Così hanno trovato una forma di mostrare come gli anarchici siano mostri e non si facciano scrupoli ad uccidere un uomo qualunche (come un tassista) e che quindi la mia persecuzione ha un significato preciso. Cioè di criminalizzare  tutto il movimento anarchico , un’altra cosa, oltre a questo vengo accusato di appartenenza alle Cellule di Fuoco (ccf ). Le due accuse si fondono quindi in una sola. Questa appartenenza viene dimostrata successivamente con altre ipotesi. Tutto parte dal Dicembre 2010 quando arrestarono sei compagni per appartenenza alle ccf, perchè dopo delle perquisizioni in case a garage hanno trovato alcuni armamenti a carico di tre di loro. E la prima volta che l’antiterrorismo tenta di fare un indagine così grande accorpando persone che neanche si conoscono, col passare degli anni cominciano a arrestare compagni con questa accusa. Solo a carico di tre di loro vengono trovate delle prove effettive, mentre verso gli altri tre che stanno comunque aspettando l’appello, non esistono prove concrete. Vengo dunque inserito in questa indagine pur senza essere identificato al momento anche se sapevano chi ero, e dopo due anni vengo anche accusato di questo reato. Continuo ora con l’andamento del processo di accusa nei miei confronti. Arriviamo al primo grado di giudizio dove non ci sono testimoni che riescono a provare la mia effettiva colpevolezza. Altra cosa che emerge è che è possibile che nessun cappello sia caduto effettivamente dai rapinatori e che anche se ne fosse caduto uno non è detto che sia lo stesso sul quale è stato rinvenuto il mio DNA e che quindi è difficile accusarmi di ciò che mi si imputa ma nonostante ciò quello che viene portato in sede di giudizio non è abbastanza per prosciogliermi dalle accuse. La mia ipotesi è che tutto sia inscritto in una oscura manovra politica, perciò la mancanza di prove per dei reati così specifici non è sufficiente per non essere condannato, tuttavia non potendo provare tutto ciò di cui mi si accusa non vengo condannato per tutti i capi in pieno. Vengo dunque reputato colpevole per la rapina e mi viene imputato concorso in omicidio e vengo condannato a 25 anni che è la sola pena inferiore all’ergastolo. Viene quindi scartata l’accusa all’appartenenza alle ccf nel primo grado di giudizio. Solitamente durante il secondo grado di giudizio non vengono ridiscusse tutte le accuse ma in questo caso il procuratore si è appellato per farmi ri-giudicare per tutti i reati di cui mi si accusava in primo grado. Quidi dopo 4 anni e mezzo mi ritrovo ad essere di nuovo giudicato per tutte accuse, rapina, omicidio e appartenenza alle ccf (dallo scorso Novembre 2016) e penso che non verrò condannato per tutte le accuse non solo per motivi tecnici quindi ( perchè in tribunale non hanno abbastanza prove ) ma perchè una parte di quello che chiamiamo opinione pubblica pensa che tutto questa indagine sia costruita dall’antiterrorismo. Ci sono quindi anche motivazioni sul piano politico per le quali penso che questo possa passare in sede di giudizio.

 

Domanda

Vediamo ora un analisi più generale di carattere più politico-sociale. Quali metodi vengono usati da per condurre questo tipo di indagini riguardanti la situazione storica  e politica più in generale.

 

Risposta

Comincio con un passaggio storico per introdurre questa analisi. Questo ciclo storico inizia il 2009 e finisce nel 2015 con il cambio del governo. Non voglio dire che con il governo di Siriza sia cambiato qualcosa ma un importante fatto è che non da così tanta importanza alla parte mediatica nella repressione. Ma continua la stessa ondata repressiva senza investire nella campagna mediatica. Questa sottile differenza porta alcune sfumature per questo possiamo dire che il 2015 chiude un ciclo di repressione senza dire però che la repressione sia diminuita tuttavia il governo di Siriza ha fatto delle manovre repressive che prima non sono state fatte.

Ad esempio il figlio di Pola Roupa e Nico Maziotis lo stesso giorno che fu arrestata sua madre venne portato in un manicomio per alcuni giorni perchè i suoi genitori non erano in grado di occuparsi di lui, qualcosa che il governo precedente di destra non avrebbe osato fare. Ma visto che non si basa sull’appoggio mediatico dico che il ciclo si chiude con il 2015.

Comincio quindi a descrivere la situazione dal dicembre 2008 quando avvenne l’omicidio dell’anarchico di 15 anni Alexandros Grigoropoulos a Exarchia da parte di un poliziotto e scoppio una serie di rivolte in tutta la Grecia ma concentrate per la maggior parte ad Atene. Questo fatto conduce a una crescita esponenziale dell’area anarchica la quale ha creato un problema allo stato e all’autorità, tutto ciò unito alla crisi che iniziava a manifestarsi. Da una parte c’era la crisi economica e dall’altra l’area anarchica che continuava a moltiplicare i suoi spazi, arriviamo quindi al 2009 dove il dictat ”law and order” che lo stato greco ha importato dagli USA che la grecia continua a emulare dal ventesimo secolo. Questo modello di repressione inizia dal 2009 e la sua forza continua ad aumentare sempre di più, non colpisce solo gli anarchici ma anche diverse comunità che non seguono la linea dello stato come altre comunità in lotta o comunità più emarginate e escluse. La primavera del 2009 cominciano due pogrom contro i migranti con cariche e arresti e deportazione di massa nei cie e un funzionario del governo del quale al nome mi sfugge ha dichiarato che quando avrebbero finito con i migranti avrebbero iniziato con gli anarchici e praticamente due mesi dopo iniziano i primi attacchi alle occupazioni cercando di tagliare le strutture all’area anarchica.

Un punto molto importante è l’operazione in una casa di Chalandri (un quartiere di Atene), questo è avvenuto nel Settembre del 2009 dove in una casa di studenti dove viveva un membro delle ccf e dove passava molta gente tra studenti, anarchici e membri dell’organizzazione. Arrestarono 3 compagni uno dei quali è tuttora membro delle ccf. Con tutto il materiale trovato in questa casa, dal DNA alle impronte digitali stilano una lista di persone che se ritenute anarchiche venivano arrestate come appartenenti alle ccf. Così inizia un processo a cerchi concentrici, ciò significa che se arrestano qualcuno le cui tracce sono state trovate in quella casa e se qualcuno ha qualunque legame con queste persone (anche se sono cugini di terzo grado) viene accusato della stessa cosa. Così vengono condotte le indagini per determinare l’apprarteneza alle ccf. Questo metodo di indagine non riguarda solo me ma porta ovviamente all’arresto di molti compagni anarchici anche se per molti di loro le accuse sono cadute con il secondo grado di giudizio (per alcuni anche al primo). Questo è quindi il modo in cui inizia il pogrom verso gli anarchi, molti compagni scelgono di non presentarsi ai processi e scelgono la clandestinità. Successivamente la repressione continua colpendo anche altre gruppi sociali. Faccio un esempio che è avvenuto tre anni dopo ma è abbastanza emblematico quando arrestarono delle donne sieropositive durante un’ondata di arresti a Omonia (un quartiere del centro di Atene) con l’accusa di tentato omicidio e di tentate lesioni con la logica che fossero sieropositive e puttane.

Sono uscite le loro fotografie sui giornali e in televisione e alla fine sono state tutte assolte perchè si dimostrò che alcune di loro non erano ne’ prostitute ne’ sieropositive. Quindi si ebbe una pressione sbirresca dovuta anche a pressioni politiche su tutti coloro che vivono ai margini della comunità.

Tutto questo periodo ci troviamo faccia a faccia con una manifestazione in tempo di crisi che non si era mai vista prima, ne’ lavoro alla gente ne’ aspettative ne’ nient’altro e l’unica cosa che può fare l’autorità per legittimarsi è di proiettare qualcosa come nemico della società e identificare se stessa come la sola forza che ti può difendere da esso, e questo nemico è costruito dalla’autorità stessa per autolegittimarsi.

Questo inizia un circolo vizioso che porta lo stato a criminalizzare l’area anarchica e le altre comunità in lotta a essere violentemente represse. In tempo di crisi quindi, ogni forma alternativa di organizzazione viene repressa poichè lo stato non può permettere di avere altre alternative ne’ di avere nessun tipo di antagonismo.

 

Domanda

Puoi dirci qualche parola su come lo stato greco utilizza il DNA per la  strategia repressiva e per costruire casi?

Risposta

L’uso del dna ha differenti livelli dei quali possiamo parlare, in grecia, ma anche in altri paesi, la prova del dna viene presentata come cosa scientifica e percio non criticabile cosa che e lontana dalla realtà ma per esempio se confrontata con la prova delle impronte digitali queste hanno una certa credibilita e loro provano a crearle un area di oggettivita sostenendo che se il tuo dna e stato trovato sulla scena di un crimine tu eri la ma la realtà e molto differente e questo metodo è ben lontano dall essere credibile, per farti un esempio circa un anno fa negli stati uniti arrivo ad una corte una ricerca che non era stata fatta da compagni ma da un laboratorio dell universita che provava che e possibile che in seguito al contatto tra 2 persone una possa trasferire in un luogo il dna dell altra senza lasciare il proprio

la tendenza a considerare il dna una prova inattaccabile e cominciata negli stati uniti ma adesso si sta diffondendo anche in grecia, bisogna ricordare che questo tipo di indagine si e sviluppata originariamente come una prova negativa, cioe usata per smentire, escludere un coinvolgimento. Cioe se il dna ritrovato in qualche luogo era compatibile con il tuo ,era possibile che tu fossi coinvolto mentre invece se non lo era. Eri sicuramente estraneo ai fatti

Questa era l idea originale ma di sicuro non e stata cosi interpretata dai giudici perche loro hanno obbiettivi differenti. In piu ci sono molte altre problematiche su come il dna possa essere alterato ,spostato, distrutto ecc,,,e queste sono problematiche oggettive

In grecia c e anche un altro problema soggettivo che si puo vedere dal mio caso, il rapporto del laboratorio della polizia  affermava che il dna trovato sul cappello era il mio al 100percento e nello stesso rapporto neanche menzionavano quale era il campione usato per il confronto

La realta e questa  se con il bastoncino per la raccolta del dna loro lo passano semplicemente sui capelli e poi fanno un confronto ottengono quello che vogliono, questa procedura ha la stessa scientificita di un tiro di dadi. E questo laboratorio non era all epoca/2012> certificato per quel tipo di analisi, certificazione che ottenne nel 2014 dopo aver cambiato tutti i macchinari. Stiamo parlando di qualcosa che va nella metafisica. Quindi l uso del dna e stato abusato in tutti i modi possibili.

Ma non e solo il dna, anche se per esempio viene ritorvata un impronta digitale su un oggetto che puo essere spostato questo dovrebbe avere delle implicazioni, tu potresti essere stato in quel posto, ma anche no, avendo toccato quell oggetto in un altro posto recedentemente, questo non conta quando si vuole accreditare la decisione di un giudice

Per fare un altro esempio quando la polizia entro in un appartamento, trovo nel salotto un testo di  rivendicazione per un attacco esplosivo e in un rasoio nel bagno il dna di un compagno. Ebbene, questo compagno e stato accusato. Quindi non e solo una questione di quanto sia labile la prova del dna, ma anche di come viene usata. Nel mio caso la polizia non si e nemmeno impegnata a mettere il mio dna sul cappello, ha fatto solamente il “test’ trovando quello che voleva cercare

Durante il grande sciopero della fame uno dei punti delle rivendicazioni era che fossero fatti alcuni cambiamenti riguardo l uso del dna nei procedimenti giudiziari e nonostante che questo punto avesse portato a dei cambiamenti legislativi poi la prassi degli sbirri e dei magistrati non e cambiata

Per esempio una delle cose che sono passate a livello legislativo è il fatto che il prelievo del dna non puo essere coatto ma in realta nei commissariati viene prelevato anche con la violenza e poi in sede di udienza hanno anche il coraggio di dire che si e svolto tutto regolarmente.

Quindi questo vuol dire che non basta avere qualcosa riconosciuto dalla legge ma bisogna avere la forza per imporlo nei fatti. C e’ stata una sproporzione tra lo sforzo che hanno fatto i compagni con lo sciopero della fame e quello che e[ stato ottenuto, che e[ una piccola cosa, e oltretutto non viene nemmeno applicata nei fatti.

 

Domanda 3

Quali sono in specifico questi apparati dello stato che applicano il piano di repressione e l’ hanno portato avanti fino ad oggi, e quale è il livello della loro indipendenza che gli ha dato lo stato (siccome anche loro stessi parlano di poteri indipendenti) e come questi poteri indipendenti si autocancellano.

L’ antiterrorismo è un reparto tanto particolare, perchè da una parte, fa parte della polizia, pero dall altra parte ha assunto dei grandi strapoteri, siccome non ha come obbiettivo di reprimere uno spazio che è per definizione illegale, come sarebbe il crimine organizzato o un circolo di spaccio di droga, ma invece uno spazio politico. Lo spazio anarchico non accetta come colonna centrale la giustizia borghese e il codice penale ma invece gli ignora, e quindi naturalmente ci sono tante tendenze che secondo il codice penale sono illegali. Sempre pero rimane uno spazio politico ampio , ciò significa che anche se ci sono tendenze illegali ve ne sono anch altre che non lo sono, questo rende la lotta non totalmente fuori dal codice penale. Questo non interessa l’ antiterrorismo perchè quello che vuole è reprimere lo spazio anarchico. Allora, gli vengono concessi dei grandi poteri per riuscire a definire come illegali azioni che non lo sono e grazie alla libertà che gli concede la legge antiterrorista lo riesce a fare. La legge antiterrorista è una legge secondo la quale puoi essere accusato per appartenenza a una organizzazione per qualsiasi causa, come dimostra chiaramente il mio caso, siccome sono accusato per un incontro che ho avuto in una cantina (souvlatzidiko) con una persona che era accusata di appartenenza a un gruppo terrorista. Basando su questo incontro, che è stato visto come sospettuoso, porto con me questa acccusa ormai gia da quattro anni. Questo abuso viene permesso sia dalla legge antiterrorista, che dagli informali poteri speciali che tiene il reparto di antiterrorismo. Naturalmente, sono stati messi speciali inquisitori e procuratori che gestiscono queste operazioni, che sono tre o quatro in tutto, e portano avanti l’ opera di repressione dello spazio anarchico nel livello giuridico in modo informale. Dobbiamo renderci in conto che non è facile per un giudice non obbedire a quello che ordina l’ antiterrorismo anche se accettasimo un certo livello di legalità e di democrazia. Per quanto riguarda altri reparti di polizia, i dati vengono più controllati , ma per quanto riguarda i casi inviati dall’ antiterrorismo i giudici raggionano in modo : facciamo quello che ci dettano. Nel corso di tutti questi anni si è sviluppato un rapporto speciale tra loro ciò fa si che l’ antiterrorismo abbia un informale potere speciale. I media hanno una grande responsabilità per questo. Quando arrestano uno senza nessuna prova, viene presentata la sua faccia alla televisione e viene nominato come il super terrorista, mi chiedo: Quale giudice, che vorrebe fare una carriera, avrebbe la forza di opporsi e mettere i fatti nella loro dimensione vera, per esempio, non applicare una detenzione preventiva, non pregiudicare ecc. ? Vorrei fare un parallelismo che è interessante e che ho presentato anche nella mia prima apologia. Sostanzialmente, nel caso di CCF è stato applicato un coppia-incolla del caso Marini con l’ organizzazione ORAI in Italia. La differenza è che nel caso di CCF, ci sono due organizzazioni: una organizzazione vera, con persone esistenti, che hanno assunto la responsabilità delle loro azioni, scontano le pene, difendono le loro scelte ecc e poi c è una organizzazione parallela che è la versione giuridica, un organizzazione fantasma, dove ci sono membri che non si conoscono tra di loro e le accuse di partecipazione all’ organizzazione vengono date da interpretazioni esagerati dei fatti. Se non esistesse CCF, sarebbe stata inventata, cosi come è successo con ORAI. Dopo un paio di anni è vero che questa tattica viene gradualmente smontata, che ci sono i pm che fanno discorsi appasionati per l’ assoluzione degli imputati per l’ organizzazione di CCF quando non ci sono prove. Secondo me, questo non è un risultato di una volontaria riduzione dei rigidi meccanismi ma è un risultato della pressione sociale che si è dimostrata attraverso inizative e manifestazioni di tenacia degli imputati con questa accusa, che obbliga i giudici a bilanciare politicamente ogni loro scelta. Se non ci fosse la contraposizione e le lotte sia giuridiche che mediatiche, la situazione sarebbe rimasta uguale.

 

Domanda 5

Una cosa grave che accade nel contesto di repressione che viviamo in questo periodo in Grecia, è la penalizzazione dei rapporti personali e familiari, tentando cosi di isolare e incriminare l’ area anarchica. Sarebbe interessante di sentire la tua opinione su questo tema.

 

Risposta

Ci sono un paio di casi estremi qui in Grecia. Il primo caso eclatante e quello che riguarda i compagni che erano stati arrestati nei giorni di Dicembre del 2010. Dal totale di sei arrestati di quel giorno, per i tre è stata dimostrata una loro partecipazione ad attività “illegali”. Insieme a questi tre pero erano state arrestate delle persone come la ragazza di un imputato, Kostas Sakkas, che solo conviveva con lui, e lei ha scontato 18 mesi di carcere per appartenenza all’ organizzazione e posseso di armi. Poi, c era un amico d’ infanzia di Kostas Sakkas che anche se si dichiarava anarchico, non aveva nessuna relazione e conoscenza per i fatti ed ha scontato anche lui 6 mesi in carcere solo perche si era semplicemente incontrato con Kostas Sakkas due tre volte. Questo è indicativo di come i rapporti personali vengano visti come conseguenza del rapporto politico e illegale e creano rischio di perquisizioni. La sesta persona arrestata non conosceva nemmeno tutti gli altri, l’ avevano visto solo passare e lo conoscevano di faccia. Cosi, gli altri imputati l’ hanno incontrato durante il processo e  l’ hanno chiesto: come mai che stai tu qui con noi? Era arrestato per lo stesso caso. Questo è il primo caso estremo che si è verificato. Poi, c è il caso di CCF, che sono arrivati a mettere in carcere preventivo la madre di due membri dell’ organizzazione e la ragazza di uno di loro (in questo caso non ho letto il procedimento penale e conosco i fatti solo attraverso mezzi di informazione). I giudici hanno detto che, siccome lei faceva entrare e uscire i contenitori di cibo, lei avrebbe potuto avere un ruolo nel probabile posizionamento di eventuali bombe che sarebbero state fatte passare proprio attraverso quei contenitori. E’ un scenario estremo di imprigionare per sei mesi una signora di èta maggiore di cinquanta anni che è madre di due figli per participazione all’ organizzazione. Mia sorella è un altro caso, lei è stata arrestata con suo marito, che era ricercato e imputato per lo stesso procedimento penale, e ha scontato sei mesi in carcere preventivo. Il dialogo durante il provvedimento del carcere preventivo era: Il giudice istruttore le chiede: Non era sufficiente solo tuo marito, dove è  tuo fratello? Lei disse: Ai carceri di Domoko. Il giudice istruttore allora sorride è le disse che viene messa in carcere preventivo. Non era allora una perquisizione che si è basata sul rapporto che aveva con me ma si è basata sul rapporto che aveva con suo marito, pero questo fatto che io stavo in carcere ha avuto un ruolo aggravante per i media e alla fine ha portato alla sua detenzione preventiva. Tutto ciò fa parte del piano d’ isolamento secondo il quale chiunque prende anche solo un caffè con quelli che siano noti o sospetti alle autorità verrà punito, deve avere paura che sara anche lui perseguitato, deve avere paura di visitare le case di queste persone, perche poi sarano trovati delle impronti e avrà tarantelle. Questa tattica dello stato ha avuto succeso. Non mi piace puntare il dito e fare l’ alta critica pero devo dire che l’ area anarchica non ha dimostrato di avere i rifflessi pronti, non si è infatti passati all’ attacco ne abbiamo rivendicato: “Basta, non facciamo passare arresti senza motivo, queste cose sono inaccetabili”. Invece, prevaleva la paura alle persone, la paura di parlare al telefono dal carcere, di andare a prendere caffè con uno che è stato in carcere oppure che è stato indicato dall’ antiterrorismo o dai media come il successivo arrestato. La prevalenza della paura ha funzionato benissimo.

 

Domanda 6

Vorresti fare un riferimento rispetto al modo in cui i media gestiscono e proiettano gli arresti?

 

Risposta

Ormai c è gia un certo rituale dell’ arresto per i media. Non basta che si verifichi  l’ arresto e che  diventi una notizia centrale che dovrebbe per forza interessare e terrorizare la società. L’ umiliazione si determina in un modo specifico, per esempio ti mettono il giubbotto antiproiettile, ti portano davanti alle telecamere, ti portano dal giudice istruttore, si presentano i neri tipi del antiterrorismo, c è una scenneggiatura specifica che si applica in ogni arresto e che la fa sembrare come una produzione di holywood. Per quanto riguarda il mio caso, quando mi hanno portato per la prima volta dal giudice istruttore nel Reparto di Polizia Centrale di Atene (ΓΑΔΑ), mi hanno portato nel palazzo centrale dove c era l’ ufficio del giudice dove normalmente vengono concesse 24 ore di tempo per preparare la tua difesa. Io personalmente non ho incontrato l’ inquisitore. Fino ad entrare nel palazzo, mi portavano avanti-indietro nel cortile della corte con le telecamere, registrando per 30 o 40 metri. Avanti-indietro in continuazione, una umiliazione di ispirazione medievale, con il giubotto antiproiettile cercando di registrare le mie smorfie più brutte possibile. Nel medioevo, l’ umiliazione faceva parte della punizione oppure era essa la punizione stessa. Adesso, l’ umiliazione viene utilizzata come una dimostrazione di colpevolezza. Ti hanno umiliato, allora sei colpevole. Questo è un rituale specifico che trova applicazione nello stesso modo in ogni caso, ad alcuni con più intensità, ad alcuni con meno. Nel caso della rapina di banca a Velvendos, quando hanno arrestato i rapinatori nel 2013, gli sbirri li avevano massacrati di botte affinchè nemmeno loro potessero riconoscere le loro stesse faccie. Nonostante ciò, hanno osato di pubblicare queste foto, modificandole. Il funzionamento dei media è cosi automatico che non hanno pensato nemmeno di non pubblicarle per evitare di essere esposti.  Τra l’ altro, avevano fatto un photoshop di peggiore qualità che aveva come scopo non quello di apparire che non li avevano mai picchiati, ma invece quello di fare le loro faccie riconoscibili, in modo tale che la gente potessero dare informazioni su di loro ecc.

 

Domanda 7

Sarebbe interessante sentire la tua opinione rispetto alla gestione della reppressione dentro al carcere o anche in generale, dal nuovo governo (quello di Syriza) e quali sono le differenze con prima.

 

Risposta

Allora,  come già avevo detto, quello che succede fuori succede anche dentro. Il fatto che il nuovo governo non investa (solo al livello mediatico) sulla repressione, ha determinato qualche sfumature diverse. Syriza, prima delle elezioni aveva come pilastro fondamentale i cambiamenti ai sistemi penitenziari, al codice penale, la riduzione delle pene, la democratizzazione e  la “sinistroide” gestione del carcere. La situazione di mò è troppo lontano da tutte queste promesse pre-elettorali. Un paio di passi avanti sono stati fatti, nel senso che da due anni hanno applicato una disposizione legislativa secondo la quale puoi essere scarcerato avendo scontato 1/3 della tua pena senza contare i giorni lavorativi e senza il permesso del consiglio del carcere o del consiglio di proscioglimento. Di consequenza questa misura ha portato ad un decongestiamento del carcere. In Grecia, i giorni lavorativi venivano contati nella pena e se avevi completato 1/3 della tua pena più i 3/5 della pena mista (con la condizione che avevi scontato 1/3 della tua pena senza problemi),  in questo caso solo avevi il diritto alla sospensione condizionale, che di solito te la davano. Con questa nuova disposizione legislativa non contano più i giorni lavorativi e puoi avere questο beneficio senza dover aver fatto un tot di giorni lavorativi, che non è sempre una questione semplice. Questa disposizione ha portato a tanti proscioglimenti ed a una decongestione del carcere, che è un fatto che non puo essere negato. Sostanzialmente pero ha fatto solo questo insieme a un piccola aggevolazione ai prigioneri che vogliano studiare ad ogni livello di educazione. Nel livello di repressione, il governo precedente di Nea Dimokratia aveva costruito i carceri tipo Γ (carceri di massima sicurezza) che analizzeremo suddividendoli in due livelli. Il primo è quello in cui tutti i prigioneri pericolosi venivano messi in un carcere e il secondo è quello che non avevi diritto alla sospensione condizionale della pena, ai permessi di uscita, il condono della pena ecc. Syriza ha cancellato queste ultime misure, non da solo ma dopo il lungo sciopero di fame dei prigioneri politici. Nonostante ciò, continuano a esistere informali stati speciali di detenzione come succede nel sotteraneo reparto del carcere feminile di Korydallos. Questo è un braccio speciale costruito per i condannati membri del 17 Novembre che è una organizzazione attiva in Grecia dal 1974 fino al 2002 quando sono stati arrestati tutti i suoi membri, che è una organizzazione particolare e importante per la storia greca che ha effetuato vari esecuzioni e attentati  sia per la sua lunga vita di attività ma anche per il fatto che era socialmente accettata da una parte della popolazione. Allora, avevano costruito questo braccio per mettere la i membri di questa organizzazione. Nel corso del tempo, tanti di loro hanno scontato la pena ed ad un certo punto era rimasto la dentro solo Koufodinas, che era il principale condannato di 17 Novembre. Con Syriza al potere questo braccio è di nuovo pieno. Ogni anarchico che arrestano ormai lo mandano la. Allora vuol dire che lo stato speciale informale di detenzione continua ancora ad esistere. Certo che non puo cambiare perchè è sempre uno stato. Lo stato ha continuità, come dicono già loro stessi. L’ unico fatto è che non investe sui mezzi di communicazione e allora cosi non si sono fatti ufficialmente i carceri tipo Γ, nel senso che non c è lo stato di eccezione e che quelli che entrano in certe categorie non avrebbero mai avuto diritto alla condizionale ed alla scarcerazione. Inoltre, il ministero di giustizia investe tanto sul fatto che i poteri siano separati, quindi che il potere politico e il potere giudiziario siano indipendenti l’ uno dall’ altro, secondo la Costituzione. Allora,in ogni decisione illogica che viene presa dai procuratori e dagli inquisitori speciali che ancora mantengono le loro posizioni, il governo si lava le mani, dichiarando che i poteri sono separati e che non possono intervenire. Il modello di questo governo è identico a quello di prima e ci sono le stesse arbitrarietà tranne la differenza che il governo precedente di estrema destra ci guadagnava politicamente a seconda del  suo interesse da ogni decisione arbitraria. Il primo vedeva le decisioni irregolari come buone invece il secondo non vuole essere messo in mezzo.

 

Domanda

Come funziona il carcere in Grecia?

 

Risposta

Bene, posso fare allora alcuni chiarimenti necessari, sul modo in cui funziona il carcere perchè forse questo interessa tanto i compagni la.

Allora, io inizialmente sono stato imprigionato nel carcere circondariale di Domokos, un carcere circondariale, chiuso che poi si è transformato in carcere tipo Γ (carcere di massima sicurezza). In questo carcere, come succede per tutti i carceri tranne per quello di Korydallos, la situazione non è cosi tranquilla. C è una programmazione rigida del tempo, una gestione più rigida dei detenuti, tutto è meno flessibile, ci sono le telecamere, carceri più piccoli chiusi al interno del carcere stesso, insomma il modello panottico. Per far passare un mp3 all’ interno di Domokos, devi pregare, lo devi chiedere, lo devi rivendicare, non fanno passare cose, tipo il cibo durante le visite, c è il modello del carcere come l’ abbiamo nella nostra mente. Certo che non è come in Italia che devi stare 23 ore chiuso in cella. Rimani 15 ore chiuso in cella, cosi hai 8 ore che puoi uscire nel cortile e puoi parlare con altri detenuti.  Il cibo è mangiabile, le cabine telefoniche funzionano e quindi cosi viene compensata la situazione. I bisogni principali di un detenuto, cioè il cibo che è accetabile, il riscaldamento,l’ acqua calda, coperte ecc, vengono di solito garantiti.

A Korydallos, che è il carcere più incasinato (nel senso buono), in un braccio ci sono 117 celle, 400 persone più meno, e non funzionano o malfunzionano le cabine telefoniche (al massimo sono attive due cabine telefoniche) , il cibo è inaccettabile, non c è riscaldamento e petrolio (hanno calcolato un budget di 3 mila euro per tutto l’ anno che non basterebbe nemmeno per una casa normale, figurati per una installazione come il carcere centrale di un paese). Allora, siccome non funziona niente, c è una relativa tolleranza in una serie di cose, per esempio puoi portare cibo da fuori, puoi avere i fornelli in stanza e cosi puoi cucinare dentro la cella (a Domokos questo era vietato). E  poichè ci sono tante persone, c è anche il crimine organizzato che continua la sua attività dentro al carcere, in quanto tanti appartenenti al crimine organizzato trattano con i secondini. C è una specie di industria-mercato, per esempio per acquistare un cellulare il prezzo dentro sarebbe 300-400 euro mentre invece fuori lo troveresti a 100 euro. Quindi, da una parte cercano di compensare la mancanza dei bisogni fondamentali che ha un detenuto, con il fatto che lasciano entrare cose da fuori, è questo crea un rilassamento questo è il motivo per cui c è una tolleranza ai cellulari. Ovviamente la dirigenza conosce questo che succede con i cellulari ma di solito non mette pressione in quella direzione. Questo è un modello di gestione, sanno che tutti quanti abbiamo cellulari, cosi se fai una cosa molesta e cadi nel mirino, entreranno la notte e te lo sequestreranno. Quindi è in un senso una forma,un metodo di repressione. Comunque, a Korydallos abbiamo cellulari e internet (sul cellulare non su pc).

 

Domanda 9

Siccome il tuo arresto è avvenuto conseguentemente all’ accusa di espropriazione, vorrei chiederti come vedi l’ espropriazione come strumento di lotta.

 

Risposta

Allora, non credo che la rapina di una banca sia di per se uno strumento di lotta. La rapina di una banca mi genera simpatia ma non è sempre uno strumento di lotta tranne il caso in cui ha come obbiettivo chiaro il finanziamento di un piano specifico di lotta. Visto che non ho nessuna simpatia per una banca ovviamente vedo con simpatia la rapina di essa, è un instinto popolare. Poi, certo che il significato viene dato anche dallo stesso soggetto, e anche questo ha una importanza. In specifico la rapina che riguarda il mio caso ha delle carateristiche tanto brutte perchè ha causato la morte di un cittadino disarmato. Vorrei fare una parentesi per dire che nella communità dei detenuti, la categoria dei detenuti che si differenzia dal resto è quella dei rapinatori di banche. Ho rifletutto sulle amicizie che ho stretto con i detenuti nel carcere e ho scoperto che tutti sono accusati per rapine di banche. Questa categoria di delinquenti è tanto specifica e conserva qualcosa dal popolare immaginario della delinquenza, ed è una categoria che gradualmente sta scomparendo visto che la maggioranza dei delinquenti si sposta verso il crimine organizzato.

 

Domanda 10

Vista la tua esperienza dentro al carcere, credo che sia interessante la tua opinione su come concepisci il carcere, secondo te quale deve essere la posizione rispetto al carcere e poi un altra domanda: quali sono le prospettive di lotta e quali quelle di contatto, con quale tipo di persone,quali sono le contradizzioni, dove sono i tuoi limiti personali dentro al carcere ecc.

 

Risposta

Allora, personalmente prima di entrare nel carcere conoscevo delle persone che erano passati dal carcere e quindi avevo già un immagine reale di quello che c è dentro, non era soltanto immaginario. Nonostante ciò, la concezione che avevo si rifaceva maggiormente al periodo dei anni novanta, che era stato caratterizzato da varie rivolte all’ interno del carcere che a loro volta hanno creato il terreno fertile per un avvicinamento dell’ area anarchica con quella dei detenuti comuni e che ha portato a sostenere le lotte del carcere. All’ epoca, la delinquenza era abbastanza diversa, visto che il crimine organizzato non aveva le stesse dimensioni di oggi. I soggeti di cui parliamo erano poveri-diavoli, una specie di delinquenti con un senso di coscienza, sensibilità sociale. Adesso, la situazione è un po cambiata, certo che ancora il novanta per cento dei detenuti sono poveri-diavoli, ma ci sono anche tanti detenuti che sono membri del crimine organizzato. La comunità dei rapinatori che nei anni novanta aveva creato questo terreno fertile di avvicinamento, ormai non esiste, a parte qualche rapinatore vecchio detenuto che sconta una pena dai decenni precedenti tuttavia la loro presenza è molto più discreta rispetto agli anni novanta. C è una chiara collaborazione nella gestione del carcere tra la dirigenza e i “grandi” delinquenti che gestiscono i detenuti per conto della dirigenza, ottenendo alcuni privileggi. Questo fenomeno succedeva da sempre pero adesso è molto più acuto. Inoltre, quando succedeva nel passato, i detenuti che avevano questo ruolo della gestione-collaborazione venivano visti male dagli altri detenuti, invece ora questo ruolo di collaboratore-gestore è socialmente accettato nel contesto dei detenuti.

Un altro punto che vorrei aggiungere è che l’ importanza e la sostanza della lotta contro il carcere e contro la repressione non dipende dal soggetto che la porta avanti. È vero che non possiamo facilmente venire in contatto con un drug dealer o con un membro del crimine organizzato e non lo possiamo vedere come compagno. Nonostante ciò, c è il bisogno di collaborare per conquistare piccole vittorie dentro al contesto del carcere. Questo fatto crea una contraddizione. Sei obbligato di fare delle lotte insieme a la stessa persona che vedi che sfrutta un altro detenuto per soddisfare i suoi interessi personali. Questo fatto è problematico, lo capisco che è contradditorio pero è la realtà. Credo che in un modo, dobbiamo scolleggare nella nostra mente la simpatia o antipatia che abbiamo verso una persona oggetto di repressione, che nel caso specifico sono i detenuti,  con la lotta contro la repressione. Concludendo vorrei dire che comunque non è facile creare tanti profondi legami con i detenuti penali pero questo fatto non cancella l’ esigenza di creare almeno alleanze, sempre in un quadro che si oppone al sistema penitenziario e alla repressione, senza avere nessuna illusione che conducendo insieme lotte dentro al carcere con certi detenuti, questo avrà una ripercussione sulle loro posizioni fuori dal carcere. Portiamo avanti delle lotte senza pretendere che queste li influenzino.

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