22 OTTOBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

Altra missione a Roma per lo sbarco dei soldati Usa
ARZIGNANO.L’occhio tv spia i punti caldi

Stelle e strisce. Aeroporto e grande viabilità al centro di un vertice nell’ambasciata americana con delegati di Comune, Provincia ed Ederle
Altra missione a Roma per lo sbarco dei soldati Usa
Hüllweck: «L’operazione avrà effetti positivi sulla città, con investimenti per 500 milioni di dollari»

(g. m. m.) L’operazione che dovrebbe portare allo sbarco in città di oltre 2 mila soldati americani in diverse fasi entro il 2009 procede a grandi passi. Dopo l’incontro con il premier Silvio Berlusconi e la doppia visita in municipio dei vertici militari a stelle e strisce di inizio settimana, ieri una delegazione berica, composta da rappresentanti del Comune, della Provincia e della società Aeroporti vicentini, è volata a Roma per una serie di incontri. Con loro anche alcuni delegati della Ederle. Al centro del viaggio ci sarebbe stata una riunione di lavoro nell’ambasciata Usa di via Vittorio Veneto. Del viaggio e dei suoi esiti positivi ha accennato ieri durante il consiglio comunale anche il sindaco Enrico Hüllweck, rispondendo a una domanda di attualità dei consiglieri diessini Giovanni Rolando e Gianni Cristofari, che chiedevano lumi su un’operazione che sta subendo un’accelerazione improvvisa negli ultimi giorni. Evitando volutamente di scendere in dettagli per la necessità di mantenere il riserbo su questioni ancora da chiarire, Hüllweck ha comunque confermato l’interesse dei vertici a stelle e strisce per Vicenza e per l’aeroporto Dal Molin, ritenuto «molto importante e strategico». Se l’operazione avrà esiti positivi - ha analizzato il sindaco - porterà a Vicenza un numero consistente di soldati (si parla di circa 2.400 militari) e investimenti fra il 2006 e il 2009 che potrebbero aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro.
«Un importante flusso di denaro senza gli effetti negativi che si verificarono negli anni Cinquanta, quando si registrò una lievitazione nel costo degli alloggi. Credo ci potranno essere effetti positivi sia per l’immagine della città, sia per il prestigio di Vicenza nello scacchiere internazionale, sia per gli sviluppi economici. Si intravedono prospettive positive, che vanno vissute con serenità». Infine Hüllweck ha fatto riferimento a tre ordini di problemi, intorno ai quali si sta dipanando la trattativa con gli americani: logistici, urbanistici e viabilistici. Ed è proprio la necessità di realizzare una grande viabilità di raccordo lungo l’asse nord-est fra i tre poli militari che si verranno a creare (Ederle, caserma Chinotto per la Gendarmeria europea e aeroporto per i nuovi arrivi) uno dei temi discussi ieri a Roma.


Arzignano/1. Il sindaco: «Se funziona estenderemo il servizio ad altre zone»
L’occhio tv spia i punti caldi
Il centro "videosorvegliato" da cinque telecamere

di Matteo Molon

Da un paio di giorni cinque occhi elettronici sono puntati giorno e notte sul centro di Arzignano. È infatti partito il programma di videosorveglianza che in questa prima fase è costato all’amministrazione comunale 182 mila euro, 26 mila dei quali finanziati dalla Regione. All’ingresso della città fanno ora capolino i cartelli che annunciano questa novità e anche il centro città riporta gli avvisi della presenza delle telecamere vicino ai punti in cui sono posizionate. Attualmente il monitoraggio riguarda piazza Marconi, la zona della stazione delle corriere, il ponte pedonale sul torrente Chiampo, il Parco dello sport e la piscina comunale. A progetto completato saranno coperti dal sistema anche la zona dell’incrocio di via dei Mille con via San Zeno, l’incrocio di via Tiro a Segno con viale dell’Industria, piazzale Pellizzari a Villaggio Giardino, l’incrocio della Madonetta, la rotatoria della zona industriale, il nuovo ponte sul Chiampo e la rotatoria di San Bortolo.
«Ma nessuno adesso dica che Arzignano - sottolineae l’assessore alla sicurezza Gianfranco Signorin - è diventata un lager o uno di quei reality che vanno di moda in tv di questi tempi. Il progetto non nasce con spirito di repressione, quanto piuttosto di attenzione e sensibilità verso la serenità dei cittadini della nostra città. Ci auguriamo che le telecamere servano a fermare o quantomeno a scoraggiare i fenomeni di vandalismo che, specie al Parco dello sport, sono sempre all’ordine del giorno». Secondo i responsabili del pool di ditte che hanno curato l’implementazione dell’impianto, i dispositivi utilizzati rappresentano attualmente l’apice di questa tecnologia. Le telecamere riescono a zoomare sugli obiettivi tanto da riconoscere i tratti di un viso o leggere una targa fino ad un centinaio di metri di distanza. Ce ne sono di due tipi: quelle standard fisse e quelle "dome" brandeggiabili, ossia manovrabili a distanza a 360 gradi in tutte le direzioni per mezzo di un joystick che si trova alla comando del corpo intercomunale di polizia municipale. Proprio nella stazione dei vigili le immagini arrivano via ponte radio per poi venire registrate sul disco rigido di un pc in modo da consentirne la visione anche in differita. «Le registrazioni vengono conservate nelle 24 ore successive - spiega il comandante Massimo Parolin - poi vengono automaticamente cancellate se non sono state rilevate infrazioni o immagini sospette da inviare alle autorità competenti». Il sindaco Stefano Fracasso non esclude che nel prossimo futuro questo progetto possa essere esportato anche negli altri nove comuni che hanno aderito alla convenzione del corpo intercomunale di polizia municipale.
«Fin da quando le telecamere sono state montate ad agosto - spiega Fracasso - ho ricevuto indicazioni da parte di cittadini che mi hanno suggerito dove posizionare nuovi punti di osservazione. Nei prossimi mesi studieremo i risultati e valuteremo il da farsi».