Mestre – Solidarietà ai lavoratori bengalesi e agli emigranti africani!

26/04/2015 Mestre - La comunità bengalese scende in piazza - Manifestazione antirazzista per le vie del centro

Domenica 26 aprile c’è stata un’importante manifestazione a Mestre-Venezia. I lavoratori e i giovani bengalesi hanno sfilato in corteo per denunciare le aggressioni a sfondo razziale che hanno subito in questi tempi.

Hanno manifestato in tanti e con forza contro il razzismo. Il razzismo è un veleno, che scende dallo Stato e dalla classe politica e divide gli italiani dagli immigrati rendendoli tutti più deboli e ricattabili da parte dei padroni. Gli immigrati ci hanno quindi mostrato, ancora una volta, qual’è la strada da percorrere; perché solo se lottiamo e lottiamo uniti, oltre e contro ogni discriminazione, possiamo difendere i nostri bisogni e la nostra dignità di uomini e di donne che lavorano, e dei giovani. Basta alla guerra fratricida, tra poveri. Alziamo la testa al fianco degli immigrati contro chi – Renzi&Co e suoi schifidi amici capitalisti, italiani ed europei – diffonde il razzismo e vara leggi come il Jobs act per poterci spremere come limoni; contro questi grandi trafficanti di schiavi, che fanno finta di piangere per la strage degli immigrati nel Mediterraneo e intanto preparano nuove aggressioni neo-coloniali.

Di seguito il testo del volantino distribuito a Mestre.

Siamo qui oggi anzitutto per esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori e ai giovani bengalesi che negli ultimi mesi sono stati oggetto di molti episodi di insulti, pestaggi e rapine. A compiere questi atti di violenza sono stati, per lo più, piccoli gruppi di giovani teppisti italiani, che restano impuniti e si sentono autorizzati a continuare perché le istituzioni statali, ogni giorno e in ogni campo, sono le prime a discriminare, inferiorizzare e criminalizzare le popolazioni immigrate.

I lavoratori immigrati, le lavoratrici immigrate servono, anzi: sono assolutamente indispensabili pensiamo solo a quanti bengalesi lavorano alla Fincantieri! -, ma sia sul lavoro che fuori dal lavoro debbono essere trattati come se fossero dei nuovi schiavi. Tutto questo è inaccettabile.

Benvenuta, quindi, questa manifestazione che dice: basta! Basta alla violenza contro i bengalesi! Che significa anche basta alla violenza, alle discriminazioni contro tutti gli immigrati, le immigrate e i loro figli, nelle scuole e nelle piazze. Piena parità effettiva di diritti tra lavoratori autoctoni e immigrati, solidarietà incondizionata alle azioni di auto-difesa e alle lotte degli immigrati contro tutte le vessazioni e i soprusi a cui sono soggetti, cancellazione della legge Bossi-Fini!

Ma siamo qui anche per denunciare le responsabilità del governo Renzi-Alfano, dello stato italiano e dell’Europa nelle continue stragi di emigranti dall’Africa che si consumano senza fine da decenni nel Mediterraneo. I governi europei e i mass media puntano il dito contro i trafficanti di schiavi africani e arabi; ma i mandanti di questo traffico, i grandi trafficanti di schiavi, da secoli, e anche oggi, sono proprio gli stati europei, con l’Italia in prima fila, nell’interesse delle imprese europee che vogliono quantità immense di forza-lavoro a bassissimo costo e zero diritti.

Ora, questi stessi grandi schiavisti, in nome della lotta contro la emigrazione “clandestina”, si preparano a seminare altro terrore, altre bombe, altre guerre in Africa, che produrranno altri milioni di emigranti, e a rafforzare ancora di più il controllo militare sul mare, che produrrà altri respingimenti e altre stragi. Dobbiamo e vogliamo denunciare questa nauseante ipocrisia e gridare basta a questo schifoso neocolonialismo, alle guerre con cui Italia, Europa, Nato e Israele stanno martirizzando le popolazioni arabe, africane, islamiche, dalla Libia alla Palestina all’Iraq fino all’Afghanistan, manifestare la nostra solidarietà agli emigranti e alla resistenza di massa di questi popoli contro le potenze occidentali e i loro servi locali, chiedere la fine immediata di tutte le missioni di guerra e “di pace” dell’Europa e della Nato.

Per uscire finalmente da questa spirale di razzismo, violenze, umiliazioni, guerre e sfruttamento è necessario unire le nostre forze, marciare fianco a fianco lavoratori immigrati e lavoratori autoctoni, come fratelli della stessa classe, contro i poteri capitalistici che ci opprimono. Se ci uniamo, e se lottiamo uniti, la nostra forza è irresistibile. Il futuro è nostro!

Mestre, 26 aprile 2015

Comitato permanente contro le guerre e il razzismo
Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri
Clash City Workers
Lavoratori e Lavoratrici in lotta a Verona

da https://pungolorosso.wordpress.com/

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