I fiorentini, la casa di proprietà e i risparmi delle famiglie toscane

http://www.wellnessfinanziario.com/wp-content/uploads/2010/02/immobili_acquistare-casa.jpgE’ sempre interessante, oltre che utile, dare un’occhiata ai bollettini della Banca d’Italia e dell’Istat. Specie in un momento come questo, al settimo anno di una crisi globale e storica, dove gli sfratti per morosità sono entrati prepotentemente anche nell’agenda dei media mainstrem. Dato che è fondamentale conoscere il mondo in cui viviamo se lo si vuole cambiare, e per non cadere nella tela delle facili retoriche, abbiamo pensato di buttar giù queste riflessioni.  Il primo documento dal quale abbiamo tratto i dati sottostanti si chiama “L’economia della Toscana”, a cura di Bankitalia; il secondo è invece una pubblicazione mensile, il bollettino statistico, redatto dall’Ufficio di Statistica dell’area fiorentina, dall’intrigante nome “Le forze di lavoro a Firenze”, del dicembre 2013.

Partiamo dal primo:

“In base a elaborazioni preliminari si stima che alla fine del 2012 la ricchezza netta a valori correnti delle famiglie (consumatrici e produttrici) toscane fosse pari a 609 miliardi di euro (fig. 3.6a e tav. a22). In Toscana era concentrato il 7 per cento circa del corrispondente aggregato nazionale e poco meno di un terzo di quello delle regioni del Centro. In termini pro capite la ricchezza reale ammontava a quasi 120.000 euro, un valore nettamente superiore a quello del complesso del paese (circa 97.000). “

Può sembrare banale, ovvio e scontato, ma pensiamo sia sempre bene ribadire l’ovvio: infatti, nella nostra regione, fattori presenti a livello nazionale come la diffusione della casa di proprietà (74% di proprietari in Italia, di cui il 15% sta pagando la casa col mutuo) e una forte e storica propensione al risparmio privato delle famiglie, nonostante l’erosione di questo dovuta alla crisi, mostrino come la famiglia funzioni da ammortizzatore sociale. Per questo è stata imposta, da semplice retorica mediatica ad atto pratico, la “ricetta dell’austerity”: la classe dominante, che può sembrare in un certo senso “litigante” visto quanto durano i suoi governi (in media 12 mesi dal suffragio universale ad oggi) non riuscendo a programmare il proprio futuro, ha contato sul grasso non ancora colato nel Belpaese. In Toscana Enrico Rossi per quanto riguarda la sanità in particolare, e tutto l’establishment del Pd negli altri settori in generale, hanno governato questo processo approfittando di un relativo benessere diffuso nella “regione rossa”.

Se il patrimonio privato totale italiano oscilla infatti, secondo varie interpretazioni, tra gli 8.000 e i 10.000 miliardi di euro, tra le 4 e le cinque volte il PIL, in Toscana questo è più consistente e ciò spiega anche come mai, di fronte alle tante aziende chiuse o alle migliaia di cassaintegrati (dal rapporto, manifattura a -22%, porto di Carrara a -45% in un anno..) non siamo in presenza di rivolte sociali. Quei 100/120.000 euro a famiglia di cui parla lo studio sono il tempo che probabilmente resta prima della resa dei conti e, contemporaneamente, l’assicurazione a breve termine del Governo Renzi. Va comunque sottolineato, a riprova del fatto che la realtà è più complessa di come si pensi, che sempre Bankitalia ci ricorda come in Italia il 10% delle famiglie possiede il 46% della ricchezza, il che mostra anche come sono spalmati questi patrimoni . Metà alla solita élite, come da manuale nel capitalismo, ma un po’ più di metà distribuito fra la maggior parte della popolazione, un dato che attenua le diseguaglianze ma che non deve trarre in inganno e far bollare chiunque come “classe media” o “borghesia”, poiché si tratta di formule improprie se non si capisce la discriminante fondamentale: vivere principalmente del salario o no.

Del secondo pdf, invece, vogliamo giusto mostrare un paio di elementi, dato che avremo modo di ritornarci prossimamente:

“Nel Comune di Firenze, 27.242 occupati (pari al 19,4% del totale) costituiscono l’unica fonte di reddito del proprio nucleo familiare (nel 2012 il loro ammontare era stimato a 36.276 occupati): si tratta principalmente di persone che vivono sole (49,3%), ma si stimano anche famiglie con più di un componente (il 13,2% dichiara di avere più di 3 componenti). La maggior parte degli occupati appartiene a un nucleo familiare che comprende al suo interno due percettori di reddito (91.987 individui pari al 65,4% del totale), di questi, il 75,1% ha una famiglia composta da 3 o più componenti.

Suddividendo gli intervistati per condizione lavorativa, si verifica come il 71,7% dei nuclei familiari, all’interno dei quali è presente un disoccupato, è proprietario dell’abitazione nella quale vive contro una media comunale dell’80,2%.

Restringendo l’analisi ai soli occupati, possiamo notare come i nuclei familiari al cui interno è presente un unico percettore (il 72,0% dei casi) vivono in una casa di proprietà, contro l’85,2% dei nuclei familiari con più di un percettore di reddito.”

Qui i primi dati dicono molto e non dicono niente, poiché il parametro “reddito” comprende fonti di ricchezza completamente diverse (una rendita da una casa, un reddito da lavoro e quindi un salario, come il profitto commerciale da un’attività, o l’interesse dei titoli di Stato detenuti), ma ci è sembrato utile mostrare uno spaccato della composizione della famiglie fiorentine, da una parte, mentre estremamente interessante è la parte finale dell’estratto. La conferma di quanto presente a livello nazionale e regionale: a Firenze (stiamo parlando del Comune, quindi di 375.000 persone circa, non della Provincia, che conta invece 900.000 abitanti) la casa di proprietà è posseduta dall’80% circa della popolazione. Questo mostra che la quotidiana mattanza degli sfratti per morosità si abbatte in tutta la sua violenza contro un quinto della popolazione, ma conferma anche, visto che il 71,7% dei proprietari ha in casa un disoccupato, il dato fiorentino sulla ricchezza in linea con quello nazionale. Com’è possibile, infatti, che le famiglie con presenza di disoccupati riescano a farcela, con le spese medie di una casa di proprietà (circa 4/500 euro al mese), la crisi, le tasse e il taglio dei servizi? Semplice: erodendo ulteriormente il proprio risparmio privato, particolarmente più elevato in Toscana e quindi a Firenze, una città notoriamente ricca anche grazie al forte afflusso di turisti (nel 2013 12 milioni di presenze).

Considerare il contesto in cui viviamo nella sua totalità e specificità, quindi, pensiamo debba essere uno dei fattori principali non solo dell’azione politica ma, prima ancora, della nostra sensibilità e intelligenza in quanto persone. Per tale motivo speriamo di aver contribuito, con questo breve articolo, ad avviare una discussione sempre più urgente su come organizzare collettivamente, e non quindi marginalmente, un’azione politica che possa generalizzarsi in fuzione dei bisogni complessivi delle persone con le quali entriamo in contatto. Prescindere da ciò significa, prima o poi, lasciare campo a chiunque altro comprenda la realtà meglio di noi.

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