Set 092013
 

IN SUPPORTO ALLA LOTTA DEI DETENUTI

copertina-JPG1-215x300Il “coordinamento dei detenuti” nato in maniera spontanea alla vigilia della
manifestazione nazionale di Parma del 25 maggio 2013 è intenzionato a portare avanti la mobilitazione contro le condizioni disumane e tutte le barbarie del sistema penitenziario italiano(…).
Abbiamo deciso pertanto di proclamare una mobilitazione nazionale per il mese di
settembre, che avrà inizio il giorno 10 e fine il giorno 30 dello stesso mese. E’ nostra
intenzione far sentire la nostra voce e protestare contro la situazione esplosiva delle
carceri italiane, la quale vede un sovraffollamento intollerabile con detenuti ammassati
in celle lager, in condizioni igieniche e strutturali al limite dell’indecenza, speculazioni
sui prezzi della mercede, sfruttamento vero e proprio nei confronti dei detenuti cosiddetti “lavoranti”, trattamenti inumani di ogni sorta, abusi di qualsiasi genere e troppo, troppo altro ancora(…).
Non possiamo inoltre esimerci dal protestare contro tutte quelle forme di tortura
legalizzata in cui versano gli internati nei regimi di 41bis, 14bis e Alta Sorveglianza, che
vengono quotidianamente uccisi, psicologicamente e fisicamente(…).

Queste sono alcune frasi estratte da un comunicato scritto da detenuti di varie carceri d’Italia. Il carcere monzese non fa eccezione alcuna e si allinea perfettamente al degrado descritto nelle righe precedenti, degrado comune a tutte le carceri d’Italia.
Una situazione di abusi e vessazioni, di sfruttamento generalizzato e condizioni inumane. A luglio Francesco, un ragazzo di 22 anni è morto per cause ancora da accertare anche se non abbiamo alcuna difficoltà a capire chi è il vero omicida del ragazzo, ennesimo morto di carcere.
Per lui e per tutti gli altri detenuti uccisi dallo Stato oltre che per tutti coloro che si trovano rinchiusi, per supportare adeguatamente il mese di lotta indetto dai detenuti faremo il

SABATO 14 SETTEMBRE DALLE ORE 11 FINO ALLE ORE 15,00 UN PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI MONZA  (VIA
SANQUIRICO 6), IN SOLIDARIETÀ CON I DETENUTI IN LOTTA.

Nello stesso giorno ci saranno altri presidi sotto le mura di altri carceri d’Italia.
Ovviamente spingiamo perché anche da dentro ci si organizzi per un’adeguata risposta e per una larga adesione alla mobilitazione, al fine di rompere l’isolamento che volutamente viene creato nei confronti di chi finisce rinchiuso.
Il primo passo per spezzare queste catene è distruggere il muro dell’indifferenza.
Vi aspettiamo numerosi per urlare la vostra rabbia e il vostro disgusto nei confronti del carcere e della società che lo crea.

fonte: CordaTesa