Feb 192021
 

Riceviamo e pubblichiamo

Ancora in piazza, perché da quando l’emergenza sanitaria ha bandito le relazioni sociali, le espressioni culturali e di protesta “in presenza” ci siamo prodigati a mettere in discussione l’imposizione di un Pensiero Unico completamente allineato agli interessi dello Stato e dei grandi poteri economici (tecnologia e commercio digitale e colossi farmaceutici in primis).
Come quando lo scorso 28 novembre abbiamo portato i nostri contenuti critici nel centro di questa città e siamo andati davanti al carcere del Cerialdo, ad esprimere la nostra vicinanza ai reclusi che affrontano una situazione ancor più drammatica in termini sanitari e repressivi. Se sovraffollamento, prepotenze e mancanza di attenzione sanitaria sono una costante del sistema carcere, con l’emergenza Covid la situazione è ulteriormente precipitata: dalla sospensione dei colloqui con i famigliari fino ai pestaggi e alle morti in risposta a proteste e a rivolte scoppiate in tanti penitenziari durante e dopo il lockdown.

Per aver parlato di questo in piazza, la Questura ha provveduto a multare più di venti persone in base alle disposizioni anti-Covid, nonostante nessun contagio si sia prodotto in seguito alle nostre iniziative. Non che ci si stupisca per l’ennesima risposta repressiva: guarda caso il prossimo 23 febbraio un nostro compagno sarà processato con l’accusa di avere asportato una microcamera, nascosta in un muretto, per schedare i partecipanti ad uno dei nostri appuntamenti pubblici sotto le mura del Cerialdo.

È scontato riconoscere che questa stretta sull’ordine pubblico riguarda tutta la società: persino il consumo, pilastro dell’attuale economia, è stato limitato nei suoi lati più sociali (bar e ristoranti languono, per non parlare di tutte le attività culturali e sportive ancora chiuse, arrangiandosi come riescono nell’intrico dei nuovi obblighi e divieti) ed è sempre più orientato verso una fruizione individualizzata (negozi online, delivery), dove la componente umana viene ridotta a pura esecuzione di ordini e/o soddisfacimento narcisistico di desideri indotti.
Come si può ancora credere che i cialtroni della politica, con tutti i loro interessi di Potere e di Business, abbiano davvero a cuore la salute di noi tutte e tutti?
Non è forse che, cavalcando la tragedia della pandemia, chi comanda sta ancora più stringendo le nostre esistenze verso un abisso di privazione della socialità, di alienazione digitale, di soffocanti misure di ordine pubblico?
Contro la repressione e le prevaricazioni autoritarie non abbiamo mai smesso di prendere posizione, e non lasceremo certo che criminalizzazione, processi e adesso pure le multe affossino la nostra passione per la libertà!

Ancora in piazza allora, per smascherare il carattere repressivo e non sanitario delle disposizioni con cui stanno restringendo le vite di noi tutti e tutte. E perché in un presente che assomiglia sempre più ad una galera a cielo aperto, non si dimentichino le condizioni disumane a cui migliaia di persone sono obbligate all’interno delle prigioni.

Sabato 20 Febbraio

ore 14.30 saluto solidale fuori dalle mura del carcere del Cerialdo – via Roncata
ore 17.00 presidio con mostra e microfono aperto in Piazza Galimberti – Cuneo

Cassa AntiRepressione delle Alpi occidentali
Biblioteca Popolare Rebeldies – Cuneo