Mag 242017
 

Negli anni sessanta decine e decine di migliaia di immigrati arrivano a Torino e cintura attratti dalla prospettiva di una vita migliore. Ad attenderli sfruttamento e case fatiscenti.. Tanti lottarono contro lavoro disumano e per una casa.
Nacquero quartieri dormitorio, e ci fu il carcere per chi lottava…
Ogni grande città ha un carcere.
Un luogo nascosto e che nasconde al suo interno tanti problemi, che non si vogliono né vedere né affrontare. Molti di noi conoscono il carcere delle Vallette, alcuni di noi ci sono stati, altri di noi hanno un parente, un amico o un conoscente che vi è, o vi è stato rinchiuso. Ogni giorno il carcere ingoia l’esistenza di uomini, donne e bambini, trascinando in questa voragine anche la vita e gli affetti di chi è all’esterno di quelle mura. Ci sorgono spontanee molte domande: Come mai le carceri moderne, a partire dagli anni ’80, sono state tutte costruite in periferia, come qui alle Vallette? Fin da bambini la società ci abitua all’idea del carcere, e ce ne adeguiamo senza farci troppo domande. Ci viene raccontato che serve a dividere i “cattivi” dai “buoni” e che non ci sono alternative… Che il carcere è un abisso di stupratori e assassini. Chi dice che separare una persona dai suoi affetti e rinchiuderla dovrebbe renderla migliore? Come mai in carcere ci finiscono quasi esclusivamente i poveri? Il carcere tenta di soffocare ogni possibilità di lotta e di sopravvivenza, vendicandosi sulla vita di ognuno e negando ogni spiraglio di cambiamento. A che (e a chi) serve davvero il carcere? Serve a rendere più giusta la società? Allora come mai la maggioranza delle persone uscite dal carcere torna dentro? Come mai ogni anno muoiono almeno 150 detenuti di cui un terzo indotti al suicidio? E’ possibile immaginare un mondo che non abbia bisogno di galere? Siamo un gruppo di persone che abita alle Vallette e in altri quartieri di Torino. Noi, come molti altri, siamo toccati dalla realtà della prigione.
Vorremo iniziare a riparlare di carcere proprio qui, in questo quartiere che il carcere lo “ospita”. Per stare fianco a fianco con chi, detenuto, parente, amico, abbia voglia di alzare la testa e ribellarsi. Ribellarsi al senso di oppressione e alla terribile realtà che là dentro, e qui fuori, si respira ogni giorno. Con questo incontro vorremmo provare a organizzarci insieme, per affrontare piccole e grandi difficoltà e soprusi, sia dentro che fuori dalle mura del carcere.
Per rompere isolamento e silenzio attraverso la solidarietà.
BENEFI DETENUT*
inizieremo alle ore 14,30.
porta un libro da inviare a chi si trova in carcere, (copertina non rigida)
e prepara un saluto che registreremo e diffonderemo attraverso Radio Blackout.
Alle ore 15: letture teatrali.
Alle ore 16.30: incontro con la Cassa Antirepressione delle Alpi occidentali.
Alle ore 18: pizzata.
Dalle ore 19: aperitivo, concerto Hip-hop e microfono aperto.
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Presso “il MuRetto,
(la casetta colorata nel parco delle vallette)
in via Dei Gladioli n. 21 – Torino