Gen 292014
 

 

Riceviamo e pubblichiamo dai compagni dell’Azione Antifascista Teramo
DEVASTANO LE NOSTRE VITE, SACCHEGGIANO IL NOSTRO FUTURO!
NESSUNA GABBIA POTRA’ MAI RINCHIUDERE IL NOSTRO BISOGNO DI LIBERTA’!
CHI DEVASTA E SACCHEGGIA E’ LO STATO!
LIBERTA’ IMMEDIATA PER TUTTE E TUTTI!

Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza ai compagni arrestati, accusati di aver opposto resistenza alle forze dell’ordine e di aver devastato parte di Roma durante gli scontri avvenuti il 15 ottobre in occasione della manifestazione organizzata dal Movimento degli Indignati.
Di fronte all’entità delle accuse, del tutto ingiuste, con conseguente grave rischio di condanne a lunghe pene detentive, non si può non esprimere preoccupazione per il tentativo in atto di stroncare ogni ipotesi di dissenso sociale, inevitabile e necessario nella gravissima crisi, determinata dalla “dittatura delle finanze”, che attraversa le società occidentali a capitalismo avanzato.
L’8 febbraio ci sarà l’udienza d’appello che definirà l’esito delle condanne per Mauro, Davide, Mirco, Marco e Cristian, compagni condannati a 6 anni per delle foto che non mostrano nulla se non la casualità di trovarsi insieme nelle immediate vicinanze del mezzo in fiamme. Casualità che è bastata al tribunale per ritenerli i protagonisti dell’assalto anche se non ci sono prove del loro coinvolgimento.
Come prova dell’accanimento delle forze della repressione contro i compagni c’è poi il caso particolare di Davide che ha subito sette trasferimenti in undici mesi (l’ultimo nel carcere di Viterbo), caso mai visto in Italia per un imputato al primo grado di giudizio.
Questi continui spostamenti, oltre ad essere qualcosa di vergognoso nei confronti di Davide, impediscono anche a suo padre, anziano e invalido al 100%, di poter fargli visita.
Infatti nonostante gli appelli all’Amministrazione Penitenziaria di Roma e al prefetto di Teramo e nonostante la richiesta del Consiglio Regionale abruzzese con tanto di risposta positiva da parte del Ministro Cancellieri riguardo Teramo come sede della detenzione, Davide è stato ancora una volta trasferito a Viterbo.
Lucio Rosci, papà di Davide, per raggiungere il figlio al carcere di Viterbo, stando alle cartelle cliniche, avrebbe bisogno di uno staff medico ed un autoambulanza. Ovviamente tutto a spese proprie.
Tutto ciò è a dir poco vergognoso!

Contro l’estendersi di precarietà e povertà, portiamo la nostra SOLIDARIETA’ a chi lotta per un mondo migliore.

PARTECIPIAMO AL PRESIDIO DELL’8 FEBBRAIO A PIAZZALE CLODIO ORE 9:00

-PER PORTARE SOLIDARIETA’ A TUTTI GLI IMPUTATI

-PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DI TUTTI GLI ARRESTATI

-PER NON LASCIARE SOLI I COMPAGNI CHE LUNGO IL CAMMINO SONO RIMASTI VITTIME DELLE REPRESSIONE