Giu 072018
 
Contro l’isolamento e i trasferimenti punitivi - Sabato 23 giugno presidio davanti al carcere di Carinola

                                                                              Il senso di questa mobilitazione è quello di dare continuità e sostegno alle lotte sia collettive che individuali affrontate da tanti/e detenuti/e contro le sistematiche vessazioni inflitte dal DAP, dalle direzioni carcerarie e dalle guardie all’interno […]

Apr 262018
 
L’AQUILA, 4 MAGGIO 2018: ANCORA AL FIANCO DI CHI LOTTA

– PRESIDIO SOLIDALE AL TRIBUNALE E AL CARCERE – Il 4 maggio a L’Aquila si terrà la quarta udienza che vede la prigioniera delle BR-PCC Nadia Lioce sotto processo per aver osato dimostrare, tramite una serie di battiture contro le condizioni di detenzione che il regime cui è sottoposta impone, di non essere stata ridotta a totale silenzio dalla vendetta dello stato. Sono passati 13 anni da quando Nadia è rinchiusa all’interno delle sezioni di […]

Ago 202017
 
AMBURGO ESTATE 2017: CI SONO, CI RESTO!

Riceviamo e diffondiamo   Fonte: https://nantes.indymedia.org/articles/38349  https://paris-luttes.info/hambourg-ete-2017-j-y- suis-j-y-8550 Lettera di un detenuto del G20 del giorno 14.08.2017, dal carcere di Billwerder ad Amburgo. È passato quasi un mese e mezzo da quando sono stato arrestato durante il dodicesimo vertice del G20, ad Amburgo, in una città assediata e presa in ostaggio dalle forze dell’ordine, ma che ha anche visto nascere per l’occasione una contestazione locale e popolare molto importante. Decine di migliaia di persone, se non di più, affluendo da tutta l’Europa, se non da più lontano, si sono incontrate, organizzate e si sono trovate insieme a discutere, sfilare per più giorni in un grande slancio di solidarietà e coscienti di poter subire in ogni momento la violenza e la repressione della polizia. Per l’occasione è stato costruito, addirittura, un immenso tribunale di polizia, in un prefabbricato, allo scopo di sanzionare nel più breve tempo possibile ogni tipo di contestazione contro questo vertice internazionale. Il mio arresto, come quello di molti/e compagni/e, si basa solo sulla sacrosanta parola della polizia, quella di una brigata addestrata per infiltrarsi, osservare e pedinare “le sue prede”(quarantacinque minuti nel mio caso, per un presupposto lancio di oggetti..), finché una volta isolate, trovano la possibilità di arrestarle mandando colleghi che intervengono velocemente, violentemente, senza lasciare nessuna scappatoia. Eccomi quindi rinchiuso in questo luogo primordiale per il buon funzionamento di un ordine sociale globale, utilizzato come strumento di controllo e di gestione della miseria, essenziale per il mantenimento della loro “pace sociale”. Il carcere agisce come spada di Damocle al di sopra di ogni individuo cosicché sia pietrificato davanti all’idea di trasgredire le regole e al diktat di un ordine stabilito “metro, lavoro, consuma, dormi”, al quale nessun dominato dovrebbe sfuggire per così essere alienato dalla propria vita, sempre in orario, senza mai battere ciglio. Così anche durante il secondo turno delle presidenziali, nel corso delle quali si aspettavano da noi che stessimo “En Marche” oppure  che morissimo, preferibilmente in maniera lenta e silenziosa. Il diritto non avendo vocazione ad assicurare il bene generale e nemmeno a essere neutro è l’espressione di una dominazione sempre più aggressiva, istituita dai potenti per garantire loro proprietà e sicurezza e quindi paralizzare, sanzionare, emarginare chi non vede le cose allo stesso modo o chi non si piega. Al di là dei casi di militanti/e detenuti/e, in genere abbastanza sostenuti/e e messi/e in primo piano in queste situazioni, perdurano anche e sopratutto i casi di uomini e donne abbandonati/e alla brutalità e alla crudeltà della reclusione carceraria. Qui il lavoro è retribuito un euro all’ora, di cui la metà è percepibile solo una volta liberati/e. Nella mia sezione i detenuti in detenzione provvisoria o per pene brevi (dai sei mesi ai quattro anni) sono principalmente rinchiusi per un motivo solo: la loro condizione e origine sociale. A parte il personale, pochissimi provengono dal paese ospite, tutti sono stranieri, rifugiati e/o precari, poveri, indeboliti dalla vita. Il loro crimine: non sottomettersi alle “loro” regole del gioco, nella maggioranza dei casi rivolgendosi alla vendita di stupefacenti o commettendo scippi, truffe, in  solitaria o in gruppi organizzati a diversi livelli. La reclusione è un pilastro primordiale di questo sistema e non si può criticarla senza attaccare la società che la produce. Il carcere, non funzionando in autarchia, è il tassello perfetto di una società basata sullo sfruttamento, la dominazione e la divisione sotto svariate forme. “Il lavoro e la prigione sono due pilastri essenziali del controllo sociale, il lavoro essendo la migliore delle polizie e il reinserimento un ricatto permanente.” Un pensiero per i compagni/e italiani/e colpiti/e da un’ennesima ondata repressiva, in particolare agli imputati nell’indagine “sull’ordigno […]

Nov 242016
 

Riceviamo e pubblichiamo. Lettera/testimonianza sul pestaggio di Maurizio Alfieri Carissimi compagni, amici e amiche vi spieghiamo cos’è successo il giorno l’1-11-2016. vi possiamo raccontare cosa è successo a Maurizio Erano passate le 12,30 e Maurizio chiedeva come mai non lo chiamavano per salire in sezione; così è uscito dalla cella per far chiamare la sorveglianza. Dopo un quarto d’ora arriva la sorveglianza. Solo che c’era Mario che era arrabbiato con molti abusi, Maurizio calma Mario […]

Nov 172016
 

Riceviamo e pubblichiamo. Un centinaio i solidali, fra loro anche dei famigliari che domenica 13 novembre si sono ritrovati in presidio attorno al carcere di Ivrea in seguito alle proteste per gli abusi e le violenze da parte del personale penitenziario contro i detenuti avvenute nella notte fra il 25 e il 26 ottobre. Cancellazione dei diritti, violazione delle norme per gli istituti penitenziari – celle troppo piccole per due persone, le reti poste alle […]

Set 292016
 
Segnalazione di pestaggi e abusi nel carcere di Opera

Riceviamo via mail e diffondiamo questa lettera dal carcere di Opera. Carcere di Opera, Agosto 2016 Buongiorno cari compagni/e, sono (…), detenuto da ben 7 anni in questo istituto indegno e ne ho viste veramente di tutti i colori. Sono entrato che avevo 18 anni, ero ristretto al 2° Pad (regime custodia attenuata), reparto di premio-ricatto; dopo più di 3 anni che ero stato al 1° Pad, 4° piano, Sez. B., mi hanno proposto di […]

Mag 092015
 

fonte: Informa-azione To Vallette 29-4-15 Lunedì 20.4 ci hanno trasferiti alle Vallette. Siamo partiti da Ferrara alle 9.00, tutti e tre ingabbiati nello stesso blindato e con la consueta scorta. Non è mancato il teatrino della pisciata in autogrill con i mitra spianati, giusto nel caso il compagno Camogli tentasse un colpo di mano. Siamo arrivati a Torino dopo 5 ore e ce ne abbiamo impiegate 4 a esaurire la trafila dei nuovi giunti: perquise […]

Feb 232015
 

riceviamo e pubblichiamo Ai compagni fuori, 14 febbraio 2015 Poche parole per farvi sapere quanto sta avvenendo nella sezione AS2 del carcere di Ferrara. Nessuna voglia/intenzione di alimentare il feroce appetito del cultore del vittimismo o del professionista anticarcerario alla vista dell’ultimo lamento galeotto. Venerdì 13 Alfredo è stato sottoposto al tribunalino carcerario, a seguito di un rapporto ricevuto qualche notte prima, per aver insultato una guardia che si era rivolta in modo irrispettoso e […]

Ago 042014
 
Dichiarazione in videoconferenza del prigioniero in lotta Maurizio Alfieri

fonte: Informa-azione Dichiarazione di Maurizio Alfieri in videoconferenza Con molto ritardo abbiamo ricevuto le parole dette in videoconferenza da Maurizio, durante l’udienza del 9 maggio a Trieste. In aula purtroppo non c’era nessuna presenza solidale perché gli avvocati erano sicuri che il processo sarebbe stato rinviato. Queste parole, evase da carceri e tribunali, possano trovare ora orecchi non sordi. “Signor Presidente io non ho niente da difendermi in questo processo perché è stato costruito su […]

Lug 142014
 

fonte: Informa-azione “Mi trovo in isolamento per abusi e per le solite infamie. Qui tutti aderiscono allo sciopero. Non hanno capito che non riusciranno mai a piegare la mia resistenza. Non ricevo più posta, ditelo nel web. Un abbraccio forte e ribelle, Maurizzo VVB.” Segue una lettera aperta che Maurizio ha inviato al Magistrato di Sorveglianza: Carissimi/e compagni/e vi mando questa lettera che è stata spedita presso il tribunale di sorveglianza di Perugia contro le […]