Set 122019
 
Né prigione né estradizione - Dichiarazione di Vincenzo al processo per il G8 a Genova

Innanzitutto vorrei fare una breve premessa: in quanto anarchico, ritengo i concetti borghesi di colpevolezza o innocenza totalmente privi  di significato.La decisione di voler dibattere in un processo di “azioni criminose” che si vogliono imputare a me e ad altre persone, e soprattutto l’esprimere qui le idee che caratterizzano il mio modo di essere e di percepire le cose, potrebbe essere oggetto di valutazioni sbagliate: è necessario quindi precisare da parte mia che lo spirito […]

Lug 052019
 

Questo è un documento scritto da Nadia Lioce, inviato al Direttore del Carcere de L’Aquila e, per conoscenza, al Magistrato di Sorveglianza de L’Aquila e al Garante Nazionale dei detenuti, attraverso il quale comunica che il giorno 18/06/2019 ha iniziato una battitura quotidiana di 20 minuti, in solidarietà allo sciopero della fame di Anna e Silvia. Un comunicato che con determinazione e coraggio denuncia, ancora una volta, la funzione del 41bis di annichilimento della persona […]

Giu 242019
 

Carx compagnx, voglio mandare un forte saluto di solidarietà e ribellione allx compagnx anarchichx prigionierx, che proprio ora sono in sciopero della fame nelle carceri italiane, e anche a tuttx quellx braccatx e solidali in strada. È evidente il bisogno di lottare contro le carceri, l’isolamento e tutte le misure ogni volta più avanzate di sicurezza che applicano a tuttx noi prigionierx e specialmente a quellx che lottano, presuntx conflittuali, pericolosx o ritenute socialmente inadattatx. […]

Mag 112019
 

riceviamo e diffondiamo Cari compagni e compagne, è giunta l’ora di dire qualcosa riguardo a quello che è successo in febbraio. Sono passati poco più di due mesi dal nostro arresto con l’operazione “Renata”, e posso dire di essere sereno e forte, sicuro come non mai che la lotta prosegue nonostante i colpi inferti dallo Stato. Il mio arresto a Torino, nelle vicinanze di corso Giulio, è avvenuto intorno alle 17,00 in modo tranquillo. Mentre […]

Feb 282019
 
"Il regalo più bello" - Antonio, Beppe, Lorenzo e Niccolò dal carcere di Ferrara

fonte: Macerie «Spesso negli anni è capitato di giocare di fantasia, provando a immaginare come e quando sarebbe giunto lo sgombero dell’Asilo. Quanta polizia avrebbe invaso il quartiere quanto avrebbero retto le barricate, quanto avrebbe resistito chi fosse riuscito a raggiungere il tetto, se fosse coinciso con un’operazione repressiva, quale sarebbe stata la risposta fuori. Oggi a distanza di due settimane, tante domande hanno avuto risposta. Ma ancora non riusciamo a farcene una ragione. Sarà […]

Feb 262019
 
Larry, da questa parte delle sbarre

fonte: Macerie Le impressioni di Lorenzo dall’altra parte di muri e sbarre sul saluto fuori dal carcere del 10 febbraio: Torino, lunedì 11 febbraio La cena della domenica può essere speciale.  Speciale quando il porta-vitto passa a consegnarti la solita razione di brodaglia fredda e una manciata di patate lesse ripassate in padella per distinguerle da quelle mangiate a pranzo. Meno speciale, quasi ordinaria, quando nessuno passa a riempirti il piatto e non ti rimane che […]

Giu 072018
 
Contro l’isolamento e i trasferimenti punitivi - Sabato 23 giugno presidio davanti al carcere di Carinola

                                                                              Il senso di questa mobilitazione è quello di dare continuità e sostegno alle lotte sia collettive che individuali affrontate da tanti/e detenuti/e contro le sistematiche vessazioni inflitte dal DAP, dalle direzioni carcerarie e dalle guardie all’interno […]

Apr 262018
 
L’AQUILA, 4 MAGGIO 2018: ANCORA AL FIANCO DI CHI LOTTA

– PRESIDIO SOLIDALE AL TRIBUNALE E AL CARCERE – Il 4 maggio a L’Aquila si terrà la quarta udienza che vede la prigioniera delle BR-PCC Nadia Lioce sotto processo per aver osato dimostrare, tramite una serie di battiture contro le condizioni di detenzione che il regime cui è sottoposta impone, di non essere stata ridotta a totale silenzio dalla vendetta dello stato. Sono passati 13 anni da quando Nadia è rinchiusa all’interno delle sezioni di […]

Ago 202017
 
AMBURGO ESTATE 2017: CI SONO, CI RESTO!

Riceviamo e diffondiamo   Fonte: https://nantes.indymedia.org/articles/38349  https://paris-luttes.info/hambourg-ete-2017-j-y- suis-j-y-8550 Lettera di un detenuto del G20 del giorno 14.08.2017, dal carcere di Billwerder ad Amburgo. È passato quasi un mese e mezzo da quando sono stato arrestato durante il dodicesimo vertice del G20, ad Amburgo, in una città assediata e presa in ostaggio dalle forze dell’ordine, ma che ha anche visto nascere per l’occasione una contestazione locale e popolare molto importante. Decine di migliaia di persone, se non di più, affluendo da tutta l’Europa, se non da più lontano, si sono incontrate, organizzate e si sono trovate insieme a discutere, sfilare per più giorni in un grande slancio di solidarietà e coscienti di poter subire in ogni momento la violenza e la repressione della polizia. Per l’occasione è stato costruito, addirittura, un immenso tribunale di polizia, in un prefabbricato, allo scopo di sanzionare nel più breve tempo possibile ogni tipo di contestazione contro questo vertice internazionale. Il mio arresto, come quello di molti/e compagni/e, si basa solo sulla sacrosanta parola della polizia, quella di una brigata addestrata per infiltrarsi, osservare e pedinare “le sue prede”(quarantacinque minuti nel mio caso, per un presupposto lancio di oggetti..), finché una volta isolate, trovano la possibilità di arrestarle mandando colleghi che intervengono velocemente, violentemente, senza lasciare nessuna scappatoia. Eccomi quindi rinchiuso in questo luogo primordiale per il buon funzionamento di un ordine sociale globale, utilizzato come strumento di controllo e di gestione della miseria, essenziale per il mantenimento della loro “pace sociale”. Il carcere agisce come spada di Damocle al di sopra di ogni individuo cosicché sia pietrificato davanti all’idea di trasgredire le regole e al diktat di un ordine stabilito “metro, lavoro, consuma, dormi”, al quale nessun dominato dovrebbe sfuggire per così essere alienato dalla propria vita, sempre in orario, senza mai battere ciglio. Così anche durante il secondo turno delle presidenziali, nel corso delle quali si aspettavano da noi che stessimo “En Marche” oppure  che morissimo, preferibilmente in maniera lenta e silenziosa. Il diritto non avendo vocazione ad assicurare il bene generale e nemmeno a essere neutro è l’espressione di una dominazione sempre più aggressiva, istituita dai potenti per garantire loro proprietà e sicurezza e quindi paralizzare, sanzionare, emarginare chi non vede le cose allo stesso modo o chi non si piega. Al di là dei casi di militanti/e detenuti/e, in genere abbastanza sostenuti/e e messi/e in primo piano in queste situazioni, perdurano anche e sopratutto i casi di uomini e donne abbandonati/e alla brutalità e alla crudeltà della reclusione carceraria. Qui il lavoro è retribuito un euro all’ora, di cui la metà è percepibile solo una volta liberati/e. Nella mia sezione i detenuti in detenzione provvisoria o per pene brevi (dai sei mesi ai quattro anni) sono principalmente rinchiusi per un motivo solo: la loro condizione e origine sociale. A parte il personale, pochissimi provengono dal paese ospite, tutti sono stranieri, rifugiati e/o precari, poveri, indeboliti dalla vita. Il loro crimine: non sottomettersi alle “loro” regole del gioco, nella maggioranza dei casi rivolgendosi alla vendita di stupefacenti o commettendo scippi, truffe, in  solitaria o in gruppi organizzati a diversi livelli. La reclusione è un pilastro primordiale di questo sistema e non si può criticarla senza attaccare la società che la produce. Il carcere, non funzionando in autarchia, è il tassello perfetto di una società basata sullo sfruttamento, la dominazione e la divisione sotto svariate forme. “Il lavoro e la prigione sono due pilastri essenziali del controllo sociale, il lavoro essendo la migliore delle polizie e il reinserimento un ricatto permanente.” Un pensiero per i compagni/e italiani/e colpiti/e da un’ennesima ondata repressiva, in particolare agli imputati nell’indagine “sull’ordigno […]

Nov 242016
 

Riceviamo e pubblichiamo. Lettera/testimonianza sul pestaggio di Maurizio Alfieri Carissimi compagni, amici e amiche vi spieghiamo cos’è successo il giorno l’1-11-2016. vi possiamo raccontare cosa è successo a Maurizio Erano passate le 12,30 e Maurizio chiedeva come mai non lo chiamavano per salire in sezione; così è uscito dalla cella per far chiamare la sorveglianza. Dopo un quarto d’ora arriva la sorveglianza. Solo che c’era Mario che era arrabbiato con molti abusi, Maurizio calma Mario […]