Volantino distribuito a Bologna su Sandra Bakutz in occasione dell'inizio del suo processo in Turchia.


NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLE IDEE

Sandra Bakutz è una cittadina austriaca, attivista per i diritti umani e giornalista; è impegnata per rendere pubblica in Europa la situazione repressiva che pesa sulle realtà turche e sui prigionieri politici, e contro la tortura dell'isolamento imposta ai prigionieri politici in Turchia come in altri paesi europei.
Sandra è stata arrestata con l'accusa di "appartenenza a un'associazione terroristica" il 10 febbraio 2005, a Istanbul, mentre si recava come osservatrice al processo "1° Aprile" contro dozzine di attivisti turchi di associazioni democratiche e per i diritti umani, accusati di appartenere all'organizzazione turca DHKP-C.
L'unica "prova" contro di lei è un articolo del quotidiano turco Hurriyet su una protesta al parlamento europeo nel 2000 contro l'ex ministro degli esteri turco Ismail Cem. Contemporaneamente Sandra era al parlamento europeo per parlare con la parlamentare Morgantini. Sandra, che non viene citata ne fotografata dal quotidiano, non partecipò a quella protesta, peraltro non illegale.
Il secondo punto di accusa è di essere stata la presidente del comitato di solidarietà con Ilhan Yelkuvan, un prigioniero politico turco in Germania che faceva uno sciopero della fame contro il regime di isolamento che gli era imposto, e che venne poi revocato dopo 63 giorni di sciopero. Per questi soli due elementi l'accusa sostiene la certezza che Sandra sia un membro del DHKP-C.
Anzitutto si dovrebbe spiegare secondo che criterio vengono giudicati in Turchia dei fatti avvenuti a Bruxelles, in Belgio. E secondo che logica Sandra Bakutz dovrebbe essere coinvolta in quei fatti per il solo dato di essere stata fisicamente presente all'interno del palazzo in cui si sono svolti. Poi secondo quale legge (turca o belga o austriaca o tedesca che sia) sia un reato protestare al parlamento europeo, oppure appoggiare un prigioniero in un carcere tedesco.
Appare evidente che anche con questo ennesimo arresto le istituzioni turche vogliano sancire che non è ammesso difendere i diritti umani dei prigionieri politici, né in Turchia né in Europa. In effetti si usa parlare della Turchia come di uno stato non democratico, inserito in un'Europa di stati democratici.
Questa valutazione risulta in realtà completamente errata.
Casi come quello di Sandra, detenuta senza prove e senza essere accusata di alcun reato specifico, arrestata in un paese per fatti successi in un altro, in tutta Europa sono all'ordine del giorno.
E' noto l'utilizzo in molti paesi europei - in Italia molte inchieste anche in corso ci fanno da esempio - dei "reati d'opinione", per cui si può essere condannati ad anni di carcere semplicemente per quel che si dice o anche solo per quel che si è accusati di pensare.
Questa situazione in tutta Europa è in peggioramento. Ad esempio nel paese basco la magistratura spagnola sta sperimentando appunto un avanzamento di quest'impostazione: dozzine di attivisti indipendentisti baschi si sono recentemente visti arrestare con l'accusa di appartenere all'organizzazione ETA, senza alcuna prova di quest'appartenenza, semplicemente sostenendo che gli accusati, dato che hanno una posizione politica che si accorda con quella di ETA, non possono non farne parte.
Anche la magistratura italiana sperimenta: in Italia attualmente sono prigionieri - arrestati senza alcuna prova - due militanti turchi accusati di appartenere al DHKP-C, inserito nelle liste nere del terrorismo (per essersi opposto alla guerra contro l'Iraq). Queste liste, stilate dal potere politico dell'Unione Europea, non hanno valore di legge in Italia, il DHKP-C non è quindi illegale, però comunque delle persone vengono incarcerate per appartenervi.
Del resto in Italia stessa si sta facendo strada nel dibattito politico istituzionale l'ipotesi di modificare il reato di associazione sovversiva, articolo 270, per poter accusare delle persone di far parte di un'associazione sovversiva anche senza saperlo. Per il solo fatto di compiere degli atti simili a quelli compiuti da altri che magari neanche conosciamo, o per avere le stesse convinzioni, potremo venir accusati di far parte di una associazione con questi.
Gli esempi potrebbero essere tanti, la conclusione è che anche questo processo turco contro Sandra Bakutz si inserisce perfettamente nel clima di caccia alle streghe creato ad arte in tutta Europa contro chiunque si opponga allo sfruttamento e alla guerra permanente.
Il processo contro Sandra sarà ad Ankara il 30 marzo. Si sta organizzando una delegazione internazionale di osservatori, e alcune iniziative in Europa sotto i consolati turchi.

LIBERTA' PER SANDRA BAKUTZ.
NO AI REATI ASSOCIATIVI.

Comitato cittadino contro l'articolo 270 e i reati associativi

Bologna, 30 marzo 2005