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	<title>Roarr - Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldia &#187; Pisa</title>
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	<description>Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldia</description>
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		<title>Diretta #Distretto42</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 06:27:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; IL PODCAST DELLO SPECIALE DEL 15 FEBBRAIO Speciale Distretto 42 by Radioroarr on Mixcloud &#160; Il Municipio dei beni comuni riapre oggi l&#8217;ex distretto militare Curtatone e Montanara, in via G. Bruno 42. Connettetevi tutti alle 10:oo su Radio Roarr per tutti gli aggiornamenti non solo da Pisa, ma anche dalle altre mobilitazioni di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><big>IL PODCAST DELLO SPECIALE DEL 15 FEBBRAIO<br />
</big></strong></p>
<p><iframe src="//www.mixcloud.com/widget/iframe/?feed=http%3A%2F%2Fwww.mixcloud.com%2Fradioroarr%2Fspeciale-distretto-42%2F&amp;embed_type=widget_standard&amp;embed_uuid=9eb44c4d-5704-490a-bf71-4a28b8574501&amp;hide_tracklist=1&amp;hide_cover=1" height="180" width="660" frameborder="0"></iframe></p>
<div style="clear: both; height: 3px; width: 652px;"></div>
<p style="display: block; font-size: 12px; font-family: Helvetica,Arial,sans-serif; margin: 0px; padding: 3px 4px; color: #999999; width: 652px;"><a style="color: #808080; font-weight: bold;" href="http://www.mixcloud.com/radioroarr/speciale-distretto-42/?utm_source=widget&amp;amp;utm_medium=web&amp;amp;utm_campaign=base_links&amp;amp;utm_term=resource_link" target="_blank">Speciale Distretto 42</a><span> by </span><a style="color: #808080; font-weight: bold;" href="http://www.mixcloud.com/radioroarr/?utm_source=widget&amp;amp;utm_medium=web&amp;amp;utm_campaign=base_links&amp;amp;utm_term=profile_link" target="_blank">Radioroarr</a><span> on </span><a style="color: #808080; font-weight: bold;" href="http://www.mixcloud.com/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=homepage_link" target="_blank"> Mixcloud</a></p>
<div style="clear: both; height: 3px; width: 652px;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Municipio dei beni comuni riapre oggi l&#8217;ex distretto militare Curtatone e Montanara, in via G. Bruno 42. Connettetevi tutti alle 10:oo su Radio Roarr per tutti gli aggiornamenti non solo da Pisa, ma anche dalle altre mobilitazioni di questo #15F.</p>
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		<title>Common Properties</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 22:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[roarradmin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[COMMON &#124; PROPERTIES  Lavoro Diritti Territori Tre giorni al Municipio dei Beni Comuni di Pisa, dal 20 al 22 settembre 2013, perché la proprietà non sia più intoccabile. Davanti allo strapotere del libero mercato e a una privatizzazione dilagante, i territori, le comunità e i movimenti si incontrano per trovare assieme percorsi e strumenti comuni per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800000;"><strong>COMMON | PROPERTIES</strong></span></h2>
<p align="justify"><b> Lavoro Diritti Territori</b></p>
<div align="justify">
<p>Tre giorni al Municipio dei Beni Comuni di Pisa, <span style="text-decoration: underline;">dal 20 al 22 settembre 2013</span>, perché la proprietà non sia più intoccabile. Davanti allo strapotere del libero mercato e a una privatizzazione dilagante, i territori, le comunità e i movimenti si incontrano per trovare assieme percorsi e strumenti comuni per un nuovo protagonismo sociale. Dalla mattina del 20 settembre, quando centinaia di persone si concentreranno sotto il Tribunale di Pisa in attesa che venga detta l&#8217;ultima parola sull&#8217;istanza di sequestro per l&#8217;ex Colorificio liberato, farà i primi passi Common | Properties, che attraverso gruppi di lavoro e plenarie proverà a definire la cornice di un percorso comune, in vista di un autunno di movimento.</p>
</div>
<p align="justify">Il tutto prenderà ufficialmente <b>il via nel pomeriggio del 20 settembre all’ex-Colorificio</b>, con un seminario nazionale sui temi della proprietà, della mercificazione dei beni comuni, della privatizzazione delle terre, della brevettazione dei saperi, e continuerà sabato 21 settembre con quattro gruppi di lavoro tematici (proprietà e terra, proprietà e produzione, proprietà e saperi, proprietà e conflitto) dove le reti territoriali, i comitati e i movimenti sociali confronteranno strategie, criticità e strumenti con l&#8217;obiettivo di condividere un lavoro comune e un percorso futuro, che verrà deciso e condiviso nella plenaria di domenica 22 settembre.</p>
<p align="justify">Ma Common | Properties ha anche l&#8217;obiettivo di <b>mettere in relazione esperienze internazionali</b>, come le fabbriche occupate argentine, quelle greche, i movimenti turchi e spagnoli. Tutti riuniti durante un incontro internazionale, programmato per la sera di sabato 21 settembre.</p>
<p align="justify">Ricucire relazioni, immaginare strategie, condividere percorsi. Dalla tutela dei beni comuni, dalla difesa dei diritti abbiamo deciso di cambiare marcia: tutti insieme metteremo sul banco degli imputati la proprietà privata e i suoi eccessi, ne analizzeremo la funzione sociale, la confronteremo con altri modelli di proprietà, a cominciare da quella collettiva. perché per dare gambe a una società diversa bisogna mettere in discussione l&#8217;esistente e lo scontato.</p>
<p>A partire dai nostri territori, a cominciare da noi.</p>
<p><i>Municipio dei Beni Comuni – Pisa</i></p>
<p><strong>Radio Roarr per la libera condivisione dei saperi</strong></p>
<p>La radio avrà un duplice ruolo in questo percorso. Da una parte si occuperà come sempre di tutta la realizzazione del media center per la condivisione delle informazioni durante la tre giorni. Dall&#8217;altra cercheremo di costruire un percorso per tappe attraverso degli speciali verso il 20 settembre, in concomitanza con i vari appuntamenti che si susseguiranno (indicati nei link sottostanti).<br />
Inoltre porteremo il nostro contributo sul tavolo riguardante il rapporto fra &#8220;<em>Proprietà e Saperi</em>&#8221; in tema di libera diffusione e condivisione dei contenuti.</p>
<p>Insomma tanto lavoro anche per noi.<br />
Vi aspettiamo.</p>
<p>Di seguito tutte le informazioni sulla tre giorni messe a disposizione dal <strong>Progetto Rebeldia</strong>.</p>
<p><a href="http://www.inventati.org/rebeldia/movimenti/common-properties-programma.html">PROGRAMMA</a></p>
<p><a href="http://www.inventati.org/rebeldia/movimenti/common-properties-iniziative-verso-il-20-settembre.html">VERSO IL 20 SETTEMBRE</a></p>
<p><strong></strong>per maggiori informazioni <a href="mailto:municipiobenicomuni@gmail.com">municipiobenicomuni@gmail.com</a></p>
<p>aggiornamenti su: <a title="www.rebe" href="http://www.rebeldia.net">www.rebeldia.net</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/591321834232557 ">evento facebook </a></p>
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		<title>Fatti Bene: 01 giugno &#8211; diretta video, twitter e audio della Commissione Rodotà</title>
		<link>https://www.inventati.org/radioroarr/fatti-bene-01-giugno-diretta-video-twitter-e-audio-della-commissione-rodota/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 00:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[roarradmin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Costituente dei Beni Comuni promossa da Stefano Rodotà farà tappa a Pisa sabato 01 giugno alle 15 presso Rebeldia: Ex Colorificio Liberato (per maggiori info http://goo.gl/MS6jk). Radio Roarr seguirà l&#8217;evento attraverso tre canali: Diretta video visibile sul canale uStream: http://www.ustream.tv/channel/radioroarr (Radio Roarr si dissocia dalla pubblicità sponsorizzata da uStream. Purtroppo non abbiamo ancora potuto mettere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2013/05/20130601_fattibene.png"><img alt="20130601_fattibene" src="http://www.inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2013/05/20130601_fattibene.png" width="260" height="275" /></a></p>
<p>La Costituente dei Beni Comuni promossa da Stefano Rodotà farà tappa a Pisa <strong>sabato 01 giugno alle 15</strong> presso Rebeldia: Ex Colorificio Liberato (per maggiori info http://goo.gl/MS6jk).</p>
<p>Radio Roarr seguirà l&#8217;evento attraverso tre canali:</p>
<ol>
<li><span style="line-height: 13px;"><strong>Diretta video</strong> visibile sul canale uStream: <a href="http://www.ustream.tv/channel/radioroarr">http://www.ustream.tv/channel/radioroarr</a><br />
<em>(Radio Roarr si dissocia dalla pubblicità sponsorizzata da uStream. Purtroppo non abbiamo ancora potuto mettere online un nostro server video)</em></span></li>
<li><strong>Diretta twitter</strong> sulla nostra pagina: <a href="https://twitter.com/RadioRoarr">https://twitter.com/RadioRoarr</a> hashtag #FATTIBENE<a dir="ltr" href="https://twitter.com/search?q=%23FATTIBENE&amp;src=hash" data-query-source="hashtag_click"><br />
</a></li>
<li><strong>Diretta radio</strong> speciale, naturalmente su <a href="http://radioroarr.org/">http://www.radioroarr.org<br />
</a></li>
</ol>
<p>Stay tuned,</p>
<p><em><strong>Radio Roarr: One Solution, Radiolution</strong></em></p>
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		<title>Speciale PisaInformaFlash</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 11:09:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[IN REPLICA MERCOLEDI&#8217; 27 MARZO alle 17.00 &#160; Quando la città dorme presenta SPECIALE PISAINFORMAFLASH in diretta su Radio Roarr Proviamo a riflettere e a rispondere ai tanti dubbi che da sempre la città si pone sul &#8220;quotidiano online con informazioni e notizie dell&#8217;Amministrazione Comunale dal Comparto Comunicazione del Comune di Pisa&#8221;: chi scrive, cosa, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2013/03/20130324_pisainforma.gif"><img class="size-medium wp-image-379 aligncenter" alt="20130324_pisainforma" src="http://inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2013/03/20130324_pisainforma-300x187.gif" width="300" height="187" /></a></p>
<p>IN REPLICA MERCOLEDI&#8217; 27 MARZO</p>
<p>alle 17.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando la città dorme<br />
presenta<br />
SPECIALE PISAINFORMAFLASH<br />
in diretta su Radio Roarr</p>
<p>Proviamo a riflettere e a rispondere ai tanti dubbi che da sempre la città si pone sul &#8220;quotidiano online con informazioni e notizie dell&#8217;Amministrazione Comunale dal Comparto Comunicazione del Comune di Pisa&#8221;: chi scrive, cosa, come, perché? E&#8217; &#8220;comunicazione istituzionale&#8221; oppure no? Se lo è, è così che si fa &#8220;comunicazione istituzionale&#8221;?<br />
E poi: che rapporto c&#8217;è fra stampa e addetti stampa? L&#8217;addetto stampa è un giornalista? O sono due mestieri profondamente diversi? Si possono fare insieme?<br />
Dal caso specifico, a riflessioni sul rapporto fra giornalisti e istituzioni, giornalismo e potere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qualunque suggerimento, contributo, consiglio ecc. è non solo bene accetto ma vivamente sollecitato. questioni aperte, domande che vi ponete, episodi che ricordate in particolare ecc. ecc. ecc. &#8230; scrivetecele a quandolacittadorme AT gmail.com!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando la città dorme &#8211; Rassegna stampa a totale discrezione<br />
Ogni lunedì alle 22 su Radio Roarr<br />
www.radioroarr.org<br />
www.facebook.com/quandocittadorme<br />
www.mixcloud.com/quandolacittadorme<br />
quandolacittadorme(at)gmail.com</p>
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		<item>
		<title>ACCOGLIENZA NEGATA: I PROFUGHI RESTANO IN VIA PIETRASANTINA</title>
		<link>https://www.inventati.org/radioroarr/accoglienza-negata-i-profughi-restano-in-via-pietrasantina/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 01:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[roarradmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Sgombero]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, giovedì 28 febbraio, si chiude il periodo di accoglienza dei ragazzi fuggiti dalla guerra in Libia due anni fa. A Pisa un gruppo di profughi è stato ospitato in container allestiti in via Pietrasantina dalla Croce Rossa: una soluzione inadeguata sia sotto il profilo igienico sanitario (2 bagni funzionanti per 40 persone) che dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, giovedì 28 febbraio, si chiude il periodo di accoglienza dei<br />
ragazzi fuggiti dalla guerra in Libia due anni fa.</p>
<p>A Pisa un gruppo di profughi è stato ospitato in container allestiti<br />
in via Pietrasantina dalla Croce Rossa: una soluzione inadeguata sia<br />
sotto il profilo igienico sanitario (2 bagni funzionanti per 40<br />
persone) che dal punto di vista dell&#8217;inserimento sociale, come più<br />
volte abbiamo denunciato. Nulla è stato fatto per garantire<br />
un&#8217;adeguata formazione professionale così come previsto dalle linee<br />
guida del programma di accoglienza nazionale, che per un anno e mezzo<br />
è stato finanziato dalla protezione civile.</p>
<p>Oggi i nodi vengono al pettine: il centro di accoglienza della Croce<br />
Rossa chiude lasciando i suoi ospiti senza prospettive. Nella prima<br />
mattinata gli operatori della Croce Rossa hanno iniziato a sgomberare<br />
i locali dai pochi mobili presenti e hanno portato via tutti i<br />
materassi.</p>
<p>Oggi si chiede ai ragazzi di uscire dal centro senza alcuna<br />
prospettiva: nessun inserimento lavorativo, nessuna tutela sociale e<br />
la sola possibilità di alloggio in strutture alberghiere a carico<br />
degli stessi ragazzi.</p>
<p>Per quanto ci riguarda, abbiamo lavorato e stiamo lavorando non solo<br />
per denunciare quanto accaduto, ma anche per individuare possibili<br />
soluzioni concrete. Già oggi, grazie al nostro lavoro, è stato<br />
possibile trovare soluzioni di accoglienza temporanea per alcuni<br />
profughi. Ci saremmo aspettati un impegno del Comune e delle<br />
istituzioni locali nella stessa direzione: invece, per l&#8217;ennesima<br />
volta siamo arrivati ad un&#8217;emergenza, e non un solo amministratore<br />
pubblico è presente a fare la sua parte.</p>
<p>Il silenzio delle istituzioni, provincia e comune, sul futuro di<br />
queste persone, è emblematico della volontà di non voler avviare dei<br />
percorsi di inserimento reali e di lungo periodo.<br />
Come Africa Insieme ed Ex-Colorificio Liberato Rebeldia, sosteniamo i<br />
profughi di via Pietrasantina ed invitiamo tutte le realtà cittadine<br />
sensibili al problema a portare la loro solidarietà al centro di<br />
accoglienza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>16 Febbraio manifestazione contro lo sgombero dell’ex-Colorificio Liberato &#8211; Uniti per un bene comune: Usciamo dal grigiore, coloriamo la città!</title>
		<link>https://www.inventati.org/radioroarr/sabato-16-febbraio-manifestazione-contro-lo-sgombero-dellex-colorificio-liberato-uniti-per-un-bene-comune-usciamo-dal-grigiore-coloriamo-la-citta/</link>
		<comments>https://www.inventati.org/radioroarr/sabato-16-febbraio-manifestazione-contro-lo-sgombero-dellex-colorificio-liberato-uniti-per-un-bene-comune-usciamo-dal-grigiore-coloriamo-la-citta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 01:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[roarradmin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Rebeldia]]></category>
		<category><![CDATA[Spazi sociali]]></category>
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		<category><![CDATA[Sgombero]]></category>

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		<description><![CDATA[Concentramento ore 15 Piazza Vittorio Emanuele Il Municipio dei Beni Comuni si rivolge a tutte e tutti coloro che credono e lavorano quotidianamente perché un’altra società e un’altra città siano veramente possibili.  Il nostro appello è rivolto a quanti credono nella partecipazione dal basso, nelle pratiche sociali quotidiane, contro ogni guerra globale permanente, contro il predominio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Concentramento ore 15 Piazza Vittorio Emanuele</p>
<p>Il Municipio dei Beni Comuni si rivolge a tutte e tutti coloro che credono e lavorano quotidianamente perché un’altra società e un’altra città siano veramente possibili.  Il nostro appello è rivolto a quanti credono nella partecipazione dal basso, nelle pratiche sociali quotidiane, contro ogni guerra globale permanente, contro il predominio del mercato, contro il razzismo, contro la precarietà del lavoro e della vita, per il rispetto dell’equità sociale, dei diritti e della salvaguardia ambientale.</p>
<p>Lo scorso 13 ottobre abbiamo liberato con un percorso pubblico e condiviso quello che per la città di Pisa è ormai l’ex-Colorificio Liberato, fino a ieri uno dei tanti “cadaveri” lasciati in abbandono dai proprietari con la speranza di potervi realizzare, un domani, grandi speculazioni edilizie. Di questi giorni è la notizia che la proprietà dell’area, la multinazionale J Colors, ha fatto richiesta di sequestro e di sgombero. Questo avviene, a nostro giudizio, perché l’esperienza del Municipio dei Beni Comuni, con la sua semplice esistenza all’interno dell’ex-Colorificio, mette in discussione il potere assoluto della proprietà privata e della rendita. L’abbandono di questo spazio di 14.000 mq rappresentava, in realtà, un abuso del diritto di proprietà, rispetto al quale il Municipio non ha solo svolto un’azione di denuncia, ma ha anche avuto la funzione di rigenerare un’area enorme, destinata in caso di sgombero a tornare vuota per decenni, in uno stato di degrado e abbandono.</p>
<p>La riapertura e il riutilizzo dell’ex-Colorificio costituiscono oggi un modello a livello nazionale per una pratica di costruzione dal basso di una forma di democrazia, ma possono rappresentare anche una risposta alla crisi sociale, economica e culturale che colpisce l’Italia. La proposta di una ripresa di nuove attività produttive all’interno dell’ex-Colorificio è la scommessa che il Municipio sta cercando di portare a compimento, rimettendo al centro, con una pratica concreta, il nodo del lavoro, dei diritti e di nuove forme di economia.</p>
<p>La riproducibilità di quanto sta avvenendo oggi a Pisa fa paura perché, con le sue attività quotidiane e le campagne emerse durante la tre giorni di United Colors of Commons, il Municipio dei Beni Comuni pone una questione trasversale a tutti i territori italiani, proprio a partire dai grandi interessi e patrimoni del nostro paese: ripensare il futuro delle tantissime aree industriali dismesse e del loro riutilizzo, un tema con cui la politica deve confrontarsi ascoltando le esigenze dei cittadini e non sempre e soltanto gli interessi dei grandi speculatori.</p>
<p>Vincere la battaglia contro lo sgombero dell’ex-Colorificio Liberato significa dare una possibilità concreta ad un’altra forma di società. I termini del conflitto e della posta in gioco sono chiari: da un lato la difesa dei beni comuni, dall’altro gli interessi dei poteri forti. Occorre scegliere da che parte stare. Il silenzio dell’amministrazione comunale in tutti questi mesi è indice ancora una volta della politica che l’amministrazione Filippeschi ha condotto non solo sulla questione degli spazi sociali, ma del modello di città che intende favorire, in contrasto con le tendenze del resto d’Europa, dove esistono numerose esperienze positive di autogestione e auto-recupero di aree industriali dismesse. È tutta questione di volontà politica, di progetti su cui si vuole investire: è eloquente il fatto che in Italia molte esperienze di liberazione di spazi sociali siano sotto attacco.</p>
<p>Oggi il Municipio dei Beni Comuni non è solo una rete di associazioni, non è solo uno spazio sociale per decine di attività, un luogo di incontro e produzione politica e culturale per centinaia di soggetti, una pratica quotidiana di cittadinanza, ma un vero bene comune e a difesa di tutto questo scenderà in piazza questo scenderà in piazza il 16 febbraio per mandare un messaggio di speranza contro quegli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano &#8220;di fatto&#8221; la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini.</p>
<p>La risposta del Municipio dei Beni Comuni a chi ci vorrebbe isolare in una logica dell’emergenza e di ordine pubblico rimane come sempre soltanto: il lavoro e le attività quotidiane, continuando sul solco individuato durante United Color of Commons. Noi vogliamo una città fatta di luoghi aperti e corpi liberi di circolare, dove si costruiscano opportunità per i lavoratori precari e per i migranti e si garantisca realmente l’accesso ai servizi, alla scuola, alla sanità, alla casa, al lavoro. Non vogliamo una città in mano agli imprenditori e ai grandi proprietari immobiliari, che rischia di vedere il suo territorio sempre più devastato. La città promossa dal Municipio dei Beni Comuni e che già trova spazio nell’ex-Colorificio Liberato si fonda sull’incontro tra le differenze, sulle risposte ai bisogni di una cittadinanza multiforme. Parla di un’altra città, più grande, che sappia imparare ad essere più generosa nelle sue strade e nelle sue piazze, nei suoi mille edifici da sottrarre alla speculazione e all’incuria, capace di aprire le scuole e le università ai quartieri, impedendo la costruzione di ghetti e l’innalzarsi di muri tra chi vi risiede, lavora e studia. Una città che sappia riconoscere un libero e autentico sviluppo culturale e fermento artistico e musicale, necessari per la crescita sociale e civile, attività che hanno bisogno di spazi per poter nascere, crescere e arricchirsi.</p>
<p>Il Municipio dei Beni Comuni non permetterà che una rovina della modernità industriale torni ad essere il grigio ammasso di ferraglia dismessa che è stato fino a ieri. I colori che hanno ripreso vita in questi tre mesi devono continuare a moltiplicarsi e mescolarsi. Per tutto questo invitiamo tutte e tutti, il 16 febbraio a scendere in piazza in difesa degli spazi di partecipazione e di socialità come beni comuni a disposizione della cittadinanza. Contro lo sgombero del Municipio dei Beni Comuni e di tutte le esperienze di liberazione di spazi sociali e di autogestione che nella nostra regione come nel resto d&#8217;Italia sono a rischio di essere cancellate.</p>
<p>Municipio dei Beni Comuni – Pisa</p>
<p>PER ADERIRE</p>
<p>municipiobenicomuni@gmail.com</p>
<p>informazioni logistiche:</p>
<p>pulmann da reggio emilia des.reggioemilia@gmail.com</p>
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		<title>PISA. DIFENDERE IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI SIGNIFICA DIFENDERE TUTTI</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 01:11:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Municipio dei Beni Comuni di Pisa, nato in seguito all&#8217;occupazione dell&#8217;Ex Colorificio Toscano, complesso industriale diversi anni fa abbandonato dalla multinazionale JColors e lasciato nel degrado in attesa di nuove opportunità speculative, è molto più di un semplice luogo liberato e donato all&#8217;associazionismo ed alla cittadinanza tutta, ma rappresenta un passo avanti rispetto alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Municipio dei Beni Comuni di Pisa, nato in seguito all&#8217;occupazione dell&#8217;Ex Colorificio Toscano, complesso industriale diversi anni fa abbandonato dalla multinazionale JColors e lasciato nel degrado in attesa di nuove opportunità speculative, è molto più di un semplice luogo liberato e donato all&#8217;associazionismo ed alla cittadinanza tutta, ma rappresenta un passo avanti rispetto alla pur legittima e necessaria rivendicazione di spazi sociali.<br />
La nascita del Municipio dei Beni Comuni è stato un atto collettivo e pubblico, preannunciato in modo chiaro e trasparente da  un ampio numero di forze sociali, associative e da molti cittadini e cittadini del territorio di Pisa con l&#8217;obiettivo di trasformare un luogo degradato ed abbandonato in un luogo di cittadinanza attiva, di promozione di pratiche di economia ecologica e solidale e di percorsi di educazione alla pace, alla solidarietà ed alla sostenibilità.<br />
United Colors of Commons, la tre giorni che dal 25 al 27 gennaio scorso ha animato la città con centinaia di persone presenti, gruppi di lavoro e plenarie, ha dimostrato come l&#8217;ex Colorificio Liberato sia un&#8217;opportunità per tutti per ridare ossigeno ad una politica dal basso, capace di partire dalle esigenze, dai bisogni e soprattutto dai diritti delle persone e delle comunità.<br />
I recenti sviluppi, che parlano di una istanza di sequestro depositata alle forze dell&#8217;ordine da parte della proprietà, del rischio di sgombero e di un silenzio assordante da parte dell&#8217;Amministrazione pubblica, mostra come troppo spesso al valore sociale di esperienze come il Municipio dei Beni Comuni l&#8217;unica risposta sia l&#8217;ordine pubblico. In un momento di crisi economica, sociale, ambientale, in cui è sempre più necessario riscoprire valori e pratiche di solidarietà e cooperazione per un&#8217;uscita sostenibile da un futuro sempre più nero, troppe volte la politica istituzionale si distrae, quando non è connivente, lasciando spazio agli interessi privati ed agli appetiti speculativi.<br />
Noi, rappresentanti di organizzazioni, reti, forze sociali, media indipendenti, crediamo che il Municipio dei Beni Comuni di Pisa sia un patrimonio da tutelare e difendere, che il percorso collettivo che ha portato a questo risultato di alto valore politico sia un esempio virtuoso di buona politica e di alta partecipazione democratica. Per questo motivo sosteniamo l&#8217;esperienza del Municipio dei Beni Comuni, dichiarando fin d&#8217;ora la nostra disponibilità ad impegnarci nei nostri rispettivi contesti perchè un&#8217;esperienza tanto virtuosa possa continuare a vivere e a consolidarsi.</p>
<p>prime adesioni:</p>
<p>Vittorio Agnoletto (Flare), Gianni Alioti (Fim), Marco Balconi (DES Brianza), Davide Banti (Cobas Lavoro privato), Andrea Baranes (Campagna Sbilanciamoci), Vittorio Bardi (Associazione &#8220;Sì alle energie rinnovabili No al nucleare&#8221;), Piero Bernocchi (Cobas), Marco Bersani (Attac/Forum italiano dei movimenti per l’acqua), Davide Biolghini (Area Ricerca e Formazione Tavolo RES Italia), Valeria Bochi (Co-presidente REES Marche), Raffaella Bolini (Arci), Paolo Cacciari (Associazione Decrescita), Marco Calabria (Comune-info), Roberto Campanelli (Unione degli studenti), Gianluca Carmosino (Comune-info), Alberto Castagnola (Reset), Michele De Palma (Fiom), Giuseppe De Santis (DES Brianza), Ornella De Zordo (PerUnaltracittà), Daniela Degan (Reset), Federico Del Giudice (Rete della conoscenza), Tonio Dell&#8217;Olio (Libera), Monica Di Sisto (Fairwatch), Tommaso Fattori (Trasform! Italia), Fausto Ferruzza (Legambiente Toscana), Don Andrea Gallo (Comunità di San Benedetto al porto), Haidi Gaggio (Comitato Piazza Carlo Giuliani), Francuccio Gesualdi (Centro Nuovo Modello di Sviluppo), Federico Giusti (Cobas Pubblico Impiego), Sara Greco (A Sud), Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per Genova), Maurizio Gubbiotti (Legambiente), Fabio Laurenzi (Cospe), Cristiano Lucchi (l&#8217;Altracittà), Luca Martinelli (redattore Altreconomia), Katya Mastantuono (REES Marche), Alessandra Mecozzi (Rete italiana per il Forum Sociale Mondiale), Grazia Naletto (Campagna Sbilanciamoci), Jason Nardi (Solidarius Italia), Ciro Pesacane (Forum Ambientalista), Mario Pezzella (Scuola Normale Superiore), Maurizio Piccione (Presidio Picapera di Vaie e Ass Spinta dal Bass &#8211; Valle di Susa), Martina Pignatti Morano (Un Ponte per&#8230;), Anna Pizzo (DmKm0), Pietro Raitano (direttore Altreconomia), Andrea Saroldi (Esperto di economia solidale), Chiara Sasso (Rete del Caffé Sospeso &#8211; Valle di Susa), Patrizia Sentinelli (Altramente), Luca Spadon (Link-Coordinamento universitario), Gigi Sullo (DmKm0), Leopoldo Tartaglia (CGIL), Riccardo Troisi (Reorient), Gilberto Vento (Cobas scuola), Giuseppe Vergani (DES Brianza), Aldo Zanchetta (Fondazione Neno Zanchetta per i popoli indigeni latinoamericani), Padre Alex Zanotelli (Missionario comboniano), Alberto Zoratti (Fairwatch)</p>
<p>PER ADERIRE </p>
<p>municipiobenicomuni@gmail.com<br />
ADERISCONO:</p>
<p>Bartolo Mancuso ( Scup)</p>
<p>Radiosonar.net</p>
<p>CSOA Sans Papiers</p>
<p>Sandro Medici (X Municipio Roma)</p>
<p>Riccardo chiari (Il Manifesto)</p>
<p>Checchino antonini (redazione Liberazione)</p>
<p>Dino Greco (Direttore Liberazione)</p>
<p>Redazione di Popoff</p>
<p>Gianni Toma (Cospe)</p>
<p>Leo Bollinger (Ass.Il Convivio)</p>
<p>Monica Pasquino (Associazione S.CO.S.S.E.)</p>
<p>Roberto Ciccarelli (giornalista freelance)</p>
<p>Franco Dinelli (Punto Pace di Pax Christi di Pisa)</p>
<p>Massimo Ronchieri (Officina di Economia Solidale)</p>
<p>Gennaro Ferrillo (ALTROMODO FLEGREO)</p>
<p>Luigi Piccioni (Docente presso l&#8217;Università della Calabria)</p>
<p>Yukari Saito (Centro di documentazione &#8216;Semi sotto la neve&#8217; di Pisa)</p>
<p>Gerry Blaylock  (Centro di documentazione &#8216;Semi sotto la neve&#8217; di Pisa)</p>
<p>Alessandro Garzella (Animali celesti/teatro d’arte civile)</p>
<p>Rosaria Pescara (Piacenza)</p>
<p>Michele Citoni (documentarista, giornalista di Roma)</p>
<p>Daniela Lucatti (referente toscana them romanò)</p>
<p>Giorgio Occhipinti</p>
<p>Angela Mary Pazzi (Luoghi Comuni movimento piceno di democrazia dal basso)</p>
<p>Laboratorio devlla Solidarietà” (bottega di Commercio Equo e Solidale dell’Associazione Italia Nicaragua nodo di Livorno</p>
<p>Associazione Ita – Nica (Associazione livornese di volontariato e cooperazione col Nicaragua)</p>
<p>(Libera Università Popolare Alfredo Bicchierini)  </p>
<p>Alberto Gavazzi ( Presidente Fratelli dell&#8217;Uomo ONG- ONLUS )  </p>
<p>Michelangelo Di Beo ( Responsabile di Unione Inquilini Viareggio )</p>
<p>Edoardo Salzano, ( urbanista )</p>
<p>Romano Guelfi, (intergas la spezia / gruppo realtra)</p>
<p>Toni Peratoner, (Associazione Decrescita)</p>
<p>(Lab57 &#8211; Laboratorio Antiproibizionista Bologna)</p>
<p>(Xm24 &#8211; Spazio pubblico autogestito – Bologna)</p>
<p>Maurizio Marcelli  (Responsabile FIOM Ufficio Salute Ambiente Sicurezza)</p>
<p>Lucia Taddei (Bibliotecaria)</p>
<p>(Officine Corsare &#8211; Torino)</p>
<p>Giovanni Mandorino</p>
<p>(Gruppo per la Decrescita di Pisa)  </p>
<p>Patrizio Tressoldi (Treviso) </p>
<p>Danilo D&#8217;Antonio (Laboratorio Eudomonia) </p>
<p>Stefano Fabbri</p>
<p>Patrizia di Nola (Roma)</p>
<p>Spyros Sotiriadis (Grecia) </p>
<p>Claudio Riccio (IlCorsaro.info) </p>
<p>(Art@Hack) </p>
<p>Italia Deiana ( Associazione Senza Confine di Aprilia ) </p>
<p>Fausto Pellegrini (giornalista) </p>
<p>Sergio Bellavita (Fiom) </p>
<p>Raffaella Chiodo Karpinsky (attivista e giornalista freelance e della Rete internazionale donne per la pace) </p>
<p>Luisa Morgantini (ex vice-presidente parlamento europeo)</p>
<p>Maria Teresa Gavazza (Rete Radiè Resch Alessandria) </p>
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		<title>DIFENDI L&#8217;EX COLORIFICIO LIBERATO IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI è A RISCHIO SGOMBERO!</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 01:08:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segui gli appuntamenti pubblici della campagna in difesa dell&#8217;ex Colorificio Liberato su Radio Roarr, ascoltateci dal nostro sito www.radioroarr.org e sul sito di Comune-Info www.comune-info.net, dove trovate il player! Venerdì 1 ore 12:30 Conferenza Stampa all&#8217;ex Colorificio Liberato, via Montelungo,70/633 ore 15:00 Speciale &#8220;Difendi l&#8217;ex Colorificio Liberato &#8211; Aggiornamenti da un bene comune in pericolo&#8221; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Segui gli appuntamenti pubblici della campagna in difesa dell&#8217;ex Colorificio Liberato<br />
su Radio Roarr, ascoltateci dal nostro sito www.radioroarr.org<br />
e sul sito di Comune-Info www.comune-info.net, dove trovate il player!</p>
<p>Venerdì 1<br />
ore  12:30 Conferenza Stampa all&#8217;ex Colorificio Liberato, via Montelungo,70/633<br />
ore  15:00 Speciale &#8220;Difendi l&#8217;ex Colorificio Liberato &#8211; Aggiornamenti da un bene comune in pericolo&#8221; </p>
<p>Martedì 5 ore 21.30 assemblea pubblica per lanciare la mobilitazione</p>
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		<title>COLORIFICIO LIBERATO!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 10:04:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da questa mattina,  il Municipio dei Beni Comuni ha restituito alla città – rivendicando in tutti questi giorni la dimensione pubblica del proprio gesto &#8211; un immobile di proprietà di una multinazionale da anni abbandonato. Si tratta, come annunciato, dell’area di oltre 10 mila metri quadrati sui quali sorgeva l&#8217;ex Colorificio Toscano. Un dono che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da questa mattina,  il Municipio dei Beni Comuni ha restituito alla città – rivendicando in tutti questi giorni la dimensione pubblica del proprio gesto &#8211; un immobile di proprietà di una multinazionale da anni abbandonato. Si tratta, come annunciato, dell’area di oltre 10 mila metri quadrati sui quali sorgeva l&#8217;ex Colorificio Toscano.</p>
<p>Un dono che Pisa fa a se stessa, uno spazio sociale liberato e restituito alla città come Bene Comune, perché possa tornare alla determinazione e alla cura della collettività.<br />
Il lungo percorso del Municipio dei Beni Comuni affonda le sue radici in una crisi sempre più dura, in cui le recenti ricette del Governo Monti aggravano condizioni e aspettative di vita di milioni di cittadini, lavoratori, disoccupati, studenti, migranti, pensionati. Decine di associazioni e centinaia di cittadini pisani hanno scelto di lavorare assieme in un nuovo spazio e sfidare &#8211; tramite la sinergia tra le loro attività sociali, politiche, culturali, ambientali e sportive &#8211; la crisi e il vuoto della politica. E&#8217; un&#8217;azione costruttiva che ripudia gli inaccettabili privilegi del potere, la speculazione sul territorio di pochi affaristi, la violenza divoratrice del capitalismo finanziario di banche e multinazionali.<br />
Da qui la scelta del Colorificio Toscano, uno dei simboli della storia industriale della città, oggi in stato di totale abbandono dopo la chiusura nel 2008 decisa dall&#8217;attuale proprietà, il gruppo J Colors. Con il licenziamento degli ultimi addetti, la multinazionale ha sancito la fine di un&#8217;esperienza che a Pisa, per quasi cento anni, ha significato una produzione d&#8217;avanguardia e lavoro per molte persone. Là dove c&#8217;era la vita, oggi regna il silenzio di un luogo che sembrava ormai attendere incerto il futuro, o la solita variante urbanistica che permettesse di riversare altro cemento per costruire case alle porte di Piazza dei Miracoli.<br />
Recuperare, riutilizzare e riqualificare gli immobili già esistenti, sottrarli alle speculazioni, evitare nuovo e indiscriminato consumo  di suolo e da oggi provare a ridare un futuro a un sito produttivo dissanguato da una multinazionale: sono solo alcuni dei motivi che hanno condotto il Municipio dei Beni Comuni a riaprire il Colorificio Toscano, riaffermando il diritto di tutte e di tutti a incidere con la propria partecipazione sui processi reali. Qui troveranno spazio ora attività che generano benessere, ricchezza di relazioni, economie solidali, divertimento e solidarietà, a costo zero.<br />
Un gesto creativo contro la crisi, un atto di fiducia verso il futuro.</p>
<p>Municipio dei Beni Comuni</p>
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