“Queste parole mi veleggiano sopra le regole”: Licia Maglietta e la sua “Ballata”

On March 11, 2014

Teatrale, perché conferire una nuova vita poetica a componimenti non più narrabili dall’autore stesso può avverarsi soltanto a partire da quel luogo dell’immaginario dove successioni fonetiche e fonologiche diventano logos, discorso attorno a loro stesse e al loro mondo di riferimento.

Musicale, perché la vicendevole corrispondenza – nel senso baudelairiano del termine – tra suoni e voce permette l’apertura di nuovi spazi mentali, la composizione di ulteriori unità di senso.

Poetico, perché le dita, le mani, le braccia di Licia Maglietta, quasi direttrice d’orchestra del concerto di liriche, sono state attraversate dalla poesia di Wislawa Szymborska, in un omaggio composto, ragionato e intriso di grande partecipazione, un tentativo di grande successo di restituire, sebbene in parte, l’opera dell’autrice polacca, scomparsa nel 2009.

“Ballata” non è esattamente un viaggio lineare segnato da un filo rosso tematico, si tratta piuttosto di una mostra multimediale di immagini e riflessioni, multimediale perché il pianoforte della musicista Angela Agnese e i leggeri movimenti di Licia Maglietta dal pulpito laico del Teatro Rossini hanno composto un’atmosfera diversa per ogni componimento, proponendo al pubblico di meditare sul rapporto della poetessa con il poetare stesso, sull’inevitabilità della morte, sull’esistenza in senso esteso, a rimarcare la sola apparente casualità dell’ordine delle cose, mentre ad esso sottendono ben altre dinamiche.

Può un’ Intervista a Atropo risolversi con l’indulgenza dal destino che accomuna noi tutti, donne e uomini? Possono bastare dei Piccoli Annunci per recuperare la lingua del silenzio, per ripristinare quell’ “immaginazione del cuore” che si chiama compassione, per porre rimedio alle promesse disattese e alla sofferenza di chi è solo? Esisterà mai un tempo in cui i Figli dell’epoca possano condurre un’esistenza politica, e cesseranno di essere le cose, i beni materiali i pesi che fanno oscillare da un lato o dall’altro la bilancia di poteri forti e governanti?
Queste sono solo alcune delle domande che si sono disciolte e amalgamate nelle melodie, nei preludi, nei valzer di Preisner e Chopin, grazie alla potentissima presenza scenica di Licia Maglietta, che ha saputo mettere in scena un ossequio a Wislawa Szimborska che non è tramutato in commiato e che è riuscita a restituire tutti i ritmi, le sonorità, le assonanze e le consonanze di testi non facili, di poesie ricche di chiari/scuri, ombre e dubbi che si sono fatti intellegibili.. e persino orecchiabili.

Francesca Gabbriellini – redazione Radio Roarr