NELLA PISA “CAPITALE DELLA CULTURA” RADIO ROARR COMPIE UN ANNO ED E’ A RISCHIO SGOMBERO
Nella città candidata a Capitale della Cultura, nella città dei poli universitari di eccellenza e del Nobel per la fisica “che parla pisano”, una web radio indipendente rischia di non poter più portare avanti le proprie attività.
Esattamente un anno fa, nel pomeriggio del 10 ottobre 2012, “Radio Roarr – Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldìa”, trasformava lunghi mesi di recupero e riciclo di materiale informatico, lunghe sessioni organizzative, di ricerca e condivisione nella prima diretta radiofonica del collettivo.
Venivano presentate tutte quelle trasmissioni che da quel momento in poi si sarebbero allargate, modificate, migliorate, in un continuo processo aggregativo che ha saputo intercettare trasversalmente studenti, lavoratori, esperti e amatori, speaker, redattori, tecnici e molta gente comune che mai si era avvicinata ad una attività radiofonica.
Un palinsesto che da quel primo vagito in streaming ha saputo raccogliere le tante voci del panorama musicale sommerso, quello che non trova spazi per potersi esprimere a meno che non si pieghi alle logiche della lobby dell’entertainment pisano.
Un palinsesto che da subito ha avuto a cuore la natura totalmente indipendente e critica dei programmi di informazione, occhi ben aperti sulla città, il territorio, sul nostro Paese in generale, sulle lotte e i suoni del mondo.
Un’offerta di programmi che ha fatto delle puntate musicali speciali, dei focus sugli spazi sociali, dell’interconnessione con le lotte in tutta Italia, dell’incontro con gli altri network radiofonici indipendenti il proprio cavallo di battaglia, curando allo stesso modo l’intrattenimento e i momenti di socialità e apertura alla cittadinanza.
Legata e doppio filo con il percorso del Municipio dei Beni Comuni, nata in seno a quel fervente laboratorio politico e sociale che da dieci anni è il Progetto Rebeldìa, attiva e insediata all’interno dell’Ex Colorificio Liberato, Radio Roarr si trova a spegnere la sua prima candelina in una fase delicatissima della grande battaglia di liberazione e rigenerazione della ex fabbrica, abbandonata dalla multinazionale J-Colors.
A breve probabilmente ci ritroveremo a dover mandare in diretta lo sgombero di un anno di attività all’interno dello spazio, dodici mesi di instancabile opera di ristrutturazione sociale di un luogo relegato al degrado, adesso restituito alla città e da essa costantemente attraversato, vissuto, riempito di contenuti, proposte, volontà di cambiamento.
Il compleanno di Radio Roarr cade proprio nel giorno dell’inaugurazione in pompa magna dell’Internet Festival 2013, manifestazione sommamente benedetta dal Sindaco Marco Filippeschi, dall’assessore alla cultura Dario Danti, da quell’amministrazione comunale che ad Aprile votava una mozione in cui si impegnava a salvaguardare la realtà dell’Ex Colorificio Liberato dallo sgombero coatto e che puntualmente si è sottratta ai propri doveri, invocando ancora una volta il demone dell’illegalità e il potere occulto e inarrestabile della proprietà privata che il Municipio dei Beni Comuni ha trasformato in proprietà collettiva.
In queste giornate di grande visibilità per la nostra città, “una città che si fa social”, come leggiamo nei twitter dell’Internet Festival, ancora più forte si innalza il nostro grido allo scandalo per la possibilità che un progetto di mediattivismo che parte dal basso, che cresce attraverso l’autoformazione, che autocostruisce la propria strumentazione a partire da materiale di riciclo, che apprende e pratica la condivisione delle competenze sia tecniche sia redazionali, mettendo il suo servizio a libero accesso degli internauti e non solo, possa essere condotto ad una battuta d’arresto a causa dello sgombero dell’Ex Colorificio Liberato.
Il collettivo di Radio Roarr si unisce alle centinaia di voci che si sono unite al fianco della battaglia dell’Ex Colorificio Liberato, pregustando sì giorni di rinnovato grigiore a causa dell’interruzione, ma percependo, con somma gioia, così vicini quelli della nuova liberazione.


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