Katia Beni e Anna Meacci in “Ticket & TAC”
Katia Beni e Anna Meacci portano in scena la salute, la malattia, gli acciacchi e le paure. Inevitabilmente, a parlare di malattie si finisce a parlare di morte, e le due accettano la sfida, addirittura rilanciando con l’arrivo sul palco, direttamente dall’aldilà, delle rispettive mamme. Lo spettacolo è inframezzato dalla recitazione di telefonate – reali! – arrivate all’ospedale fiorentino di Careggi: risate in sala fra strafalcioni e richieste le più assurde, se c’è un medico in sala ride un po’ meno ma solo perché sa che la realtà supera di gran lunga la messinscena della realtà.
Non si risparmiano critiche ai medici ma non si indulge nel gggentismo, non è la “malasanità” il tema di stasera, e neanche il fatto che i medici non sono infallibili e la medicina non spiega tutto e non cura tutto (questo sarebbe un discorso lungo e poco divertente…). Però non si ride e basta. Non solo per l’intermezzo grottesco in cui un medico si rifiuta di credere che esista una malattia solo perché non la conosce, e la paziente – quella presuntuosa! – si permette addirittura di morire; ma anche perché la platea è messa di fronte all’idea che, prima o poi, dall’ospedale ci passeremo tutti. Un domani potremmo essere noi a telefonare per chiedere i risultati della mia autopsia o l’ecodoppler alla carota; e nel pubblico filtra la consapevolezza (o almeno si spera) che spesso è proprio la gente meno istruita, le persone con meno strumenti per comprendere, il che coincide pressoché con i meno abbienti e i più anziani, ad avere più bisogno di dottori e ospedali, e allo stesso tempo a capire meno le procedure diagnostiche, le cure, la prognosi, cosa fare e cosa non fare, insomma a ritrovarsi più spaesata nella propria malattia (anche perché i medici ci mettono indubbiamente del loro).
Ma sentir raccontare in maniera esilarante la propria gastroscopia o la propria colonscopia è anche consolatorio: fa capire che nelle malattie non si è soli, che tanti altri hanno provato le stesse sensazioni e gli stessi disagi, e, di qui, anche che non siamo unici, non siamo il centro del mondo né il centro dell’ospedale né l’unico paziente che il nostro medico dovrà visitare in giornata, e probabilmente neanche il più grave, il più raro, il più strano, il più interessante. Allora prendiamola a ridere, ché tanto la malattia e pure la morte sono indissolubilmente legate alla vita, quindi sarà meglio farsene una ragione. Chissà che dopo questo spettacolo, sia che in ospedale si indossi il camice, sia che si indossi il pigiama, non si sia diventati tutti un po’ più pazienti.
Giovedì 27 marzo al Teatro Rossini di Pontasserchio
TICKET & TAC, divagazioni in pillole semiserie su SALUTE e BENESSERE
di Katia Beni, Alessandro Bini, Donatella Diamanti, Bruno Magrini, Anna Meacci
con Katia Beni e Anna Meacci
regia di Carmen Femiano
Ridere è contagioso.
Lo spettacolo, prodotto dalla Fondazione Sipario Toscana onlus ha ottenuto il Patrocinio della REGIONE TOSCANA e il sostegno di AMNESTY INTERNATIONAL Gr. 014 Firenze, AMMeC Malattie Metaboliche Congenite, A.T.T. Associazione Tumori Toscana, EMERGENCY, AVIS, ASSOCIAZIONE NAZIONALE TUMORI.


Katia Beni e Anna Meacci in “Ticket & TAC” al Teatro Rossini di Pontasserchio http://t.co/3JOsuDSGz2
Vedi Francesca Ludovico non è che bisogna essere dei critici teatrali esperti… Del resto siamo il paese che affida le rubriche di cinema a Vincenzo Mollica.