Clamoroso…ma falso

On March 13, 2014

Sull’ex Colorificio e sul suo futuro si deve fare assoluta chiarezza, senza l’ombra di alcuna strumentalizzazione, tantomeno da parte delle istituzioni cittadine. Dopo le dichiarazione degli ultimi giorni pronunciate dall’Assessore Danti e riportate dalla stampa, è doveroso ristabilire una ricostruzione esatta e dimostrata dei fatti.

Il 17 dicembre, durante l’incontro con l’assessore Danti e l’assessora Zambito, il Municipio dei Beni Comuni ha avanzato le sue proposte per il riutilizzo dell’area industriale, informando i succitati anche dell’urgenza di una mediazione con la proprietà, visti i tempi risicatissimi prescritti per il ‘trasloco’ post-sgombero dagli spazi dell’ex Colorificio. Il termine di quest’ultimo era – lo ricordiamo – il 5 marzo, intervallo che metteva in grave difficoltà associazioni storiche come la palestra d’arrampicata di Equilibri Precari, oppure la Biblioteca Babil con i suoi 10.000 volumi.

Da allora, come testimoniano numerosi comunicati e articoli usciti sulla stampa, non solo non è stato più convocato alcun tavolo nonostante i ripetuti solleciti, ma da quel dicembre nessuna comunicazione è stata inviata dagli assessori alle associazioni. Anche quando l’assessore Danti, accompagnato dal segretario comunale di Sel Paolo Fornai, è venuto in visita al Distretto mai ha fatto cenno ad alcun incontro o percorso ancora aperto sull’ex Colorificio.

Non solo: dal 15 febbraio il Municipio ha chiesto a più riprese incontri con la Giunta, senza ricevere tuttavia alcuna risposta.

Eppure, durante il Consiglio comunale del 6 marzo, proprio quando lo sgombero del Distretto 42 pare imminente, con tempismo sincronico Dario Danti annuncia che tutto era già stato risolto: c’era un’intesa con la J Colors, di cui un’intera città è, di fatto, all’oscuro. ‘Era’, appunto, perché l’occupazione dell’ex distretto militare, abbandonato da vent’anni, ha fatto saltare ogni diplomazia, per motivi che rimangono del tutto misteriosi. O forse no…
Certo, quando non si hanno da avanzare argomenti e proposte, quando ci si è resi colpevoli di inerzia e indifferenza per le sorti di una parte importante della propria città, è forse fin troppo facile ricorrere alla menzogna, con il conseguente tentativo di delegittimazione della controparte.

La verità è che, dopo ben due sgomberi, il Municipio dei Beni Comuni ha continuato, e continua, a portare avanti le sue proposte sull’ex Colorificio, e nello stesso tempo, in mancanza di risposte dall’Amministrazione, ha riaperto un altro grande spazio abbandonato per consentire alle proprie attività di vivere.

La verità è che il Municipio dei Beni Comuni ha svelato alla città un’altra grande questione che la riguarda direttamente: l’abbandono ventennale di un luogo semplicemente magnifico. Un comportamento certo imbarazzante per chi è costretto dall’alto della propria ignavia a riconoscere l’esistenza di persone che non si arrendono alla speculazione, ma riportano alla vita parchi, fabbriche ed edifici abbandonati.

La verità è che la trasparenza e la pubblicità che dovrebbero ispirare l’operato di un’amministrazione comunale sono del tutto ignote all’amministrazione Filippeschi e all’assessore Danti, lo stesso che solo pochi mesi fa proponeva a mezzo stampa un percorso di urbanistica partecipata sull’area di via Montelungo e che ora in Consiglio parla di trattativa condotta con “riservatezza e discrezione”…

Ne prendiamo atto e invitiamo, ancora una volta, la Giunta a un confronto pubblico sul futuro delle aree abbandonate, dall’ex Colorificio al Distretto 42, perché siano finalmente restituite alla collettività pisana.

PISA, 11 MARZO 2014
MUNICIPIO DEI BENI COMUNI