La Rete RABbiA

La Rete degli Archivi e delle Biblioteche Autogestite 

Una rete di biblioteche autogestite, archivi e centri di documentazione per districarci dal pantano di un modo di intendere la cultura schizofrenico; sublime ed esoterico monumento specialistico per pochi, banale e ripetitivo intrattenimento per i più. In entrambi casi un sapere utile solo a riprodurre la miseria (non solo materiale) di una società devastata dal neoliberismo, ad oggi la più recente incarnazione del potere.

Una rete rete di biblioteche autogestite, archivi e centri di documentazione, perché la cultura è una risorsa per immaginare e al tempo stesso perseguire una società libera ed egualitaria, arricchita dal continuo sbocciare delle differenze. È una rete di luoghi e persone che condividono l’autogestione come metodo, ma anche come fine.

Come metodo e come fine, perché la cultura, anche quella con la “C” maiuscola, non deve fluire dal dall’alto verso il basso, ma deve esser scambio e condivisione tra eguali che, fruitori e creatori al tempo stesso, in questo scambio e condivisione riconoscono la necessità di non esser più governati da altri ma l’immediata possibilità di governarsi autonomamente.

Una rete che si fonda sul reciproco rispetto dell’autonomia e delle specifiche caratteristiche dei nodi che la compongono. Che non concepisce le biblioteche come presidi burocratico-statali che erogano un “servizio” alla “cittadinanza”, ma come occasione di incontro e di relazione. È una rete che non ha alcun interesse a sopperire alle “inefficienze” dello Stato, ma ambisce a contribuire alla riappropriazione diffusa e generalizzata di una cultura esterna alla logica del mercato.