“Violato il diritto alla libera informazione”
L’Anti-Rep ha rilevato, come del resto ha fatto il sindacato Comedia, “che durante le giornate dell’esercito è stato ripetutamente violato il diritto alla libera informazione. Siamo infatti stati informati che potrebbero essere depositate altre tre denuncie da parte di giornalisti accreditati contro la polizia per percosse. Una fotografa francese ha inoltre denunciato un militare per aggressione”.

LUGANO – “Durante la giornata di domenica 25 novembre la polizia ticinese (comunale e cantonale) ha abusato della propria autorità”. Questa la conclusione di Anti-Repressione Ticino (Anti-Rep), il collettivo che si occupa di monitorare il rispetto dei diritti delle persone che si trovano confrontate con situazioni di repressione istituzionale. Si tratta di un gruppo di appoggio che presta sostegno legale alle persone coinvolte in atti lesivi della propria dignità e libertà individuale. L’Anti-Rep conferma che a seguito della repressione della manifestazione pacifica antimilitarista di domenica 25 novembre, ci sono stati 11 fermi nei confronti della Clown Army sul lungolago di Lugano e altri 5, 4 dei quali sempre nei confronti della Clown Army, davanti alla centrale di polizia di Via Bossi.

Il collettivo conferma l’uso della violenza fisica, verbale e psicologica nei confronti dei manifestanti. Per questa ragione, rende noto l’Anti-Rep, sono state depositate 5 denunce, da parte di singoli e con il sostegno dell’Anti-Rep, al ministero pubblico contro l’operato degli agenti e del corpo di polizia. Le accuse sono: aggressione, abuso di autorità, sequestro di persona, lesioni gravi e subordinatamente semplici.

Quattro dei denuncianti appartengono alla Clown Army. Il gruppo, si legge nel comunicato, “è attivo in molte manifestazioni, e non ha mai ricevuto trattamenti simili proprio in ragione del loro pacifico e simpatico modo di manifestare. Solo a Lugano la reazione è stata così spropositata”. Il quinto denunciante è invece un mediattivista indipendente al quale è stato spaccato un braccio e la telecamera, mentre stava svolgendo il suo lavoro di documentazione.

“Le dichiarazioni di Luigi Pedrazzini ci lasciano perplessi”

“Pedrazzini senza essere al corrente dei fatti e ancor prima che un’inchiesta fosse aperta ha affermato che gli agenti non sono uomini di ferro e vanno compresi. Ci preoccupa apprendere che queste persone non avessero le competenze e le capacità necessarie per affrontare l’ironica, breve e pacifica presenza della Clown Army. Più in generale l’esito di un intervento poliziesco non può dipendere dall’umore degli agenti e non sono in alcun modo tollerabili derive di violenza così in strada come all’interno delle centrali di polizia”.

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