La situazione è grave, ma probabilmente non seria.
Bertoli dirama comunicati stampa concilianti e che tendono la mano a Frizzo e Sergi, ma allo stesso tempo si guarda bene dal rimuovere dalla propria direzione i due carneadi molto vicini a Lurati, Igor Cima e Tatiana Lurati, portati nel gremio della direzione da Pelin Kandemir Bordoli e Fabio Pedrina. Questo è il “doppio binario” che c’è nel PS, il velo di ipocrisia che permane. Da una parte si solidarizza con i protagonisti della battaglia delle Officine, dall’altra si mettono ai vertici del partito quelle persone che fanno parte di quel fronte che vuole “liquidare” i protagonisti di “giù le mani dalle officine”.
Intanto dei silenzi assordanti si odono nell’arcipelago della sinistra. A più di una settimana dall’assemblea di Biasca, il Partito Comunista di Massimiliano Ay e Renzo Tagliaferri è totalmente silente. Strano. Massimiliano Ay ha la capacità di redigere una decina di comunicati stampa al giorno sui più disparati temi. Renzo Tagliaferri sa creare un’opposizione all’organizzazione di una conferenza, quella di José Piñera, come mai si era visto in Ticino. Invece sull’estromissione di Frizzo dalla presidenza di Unia i due tacciono. Come mai?
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Il centro sociale autogestito (CSA) il Molino, sempre pronto a battersi contro le ingiustizie planetarie, non ha preso posizione sull’accaduto. Sarà che alcuni molinari anno trovato occupazione (retribuita) all’Unia sezione Sottoceneri, portati da Enrico Borelli e “arruolati” nel fronte di Saverio Lurati? Altri molinari hanno potuto trovare ospitalità (retribuita) da Gianfranco Helbling come redattori di Area, quindicinale di Unia. È vero che i molinari sono ricchi di contraddizioni. Hanno trasformato l’autogestione in una bandiera ideologica, tranne che poi alcuni di essi elaborano il progetto di centro giovanile itinerante (che tanto piace a Nicoletta Mariolini), andando a raccattare sussidi dai Comuni (Giubiasco, Bellinzona, Monte Carasso) e, se ci riusciranno, anche dal Cantone. Centro autonomo a Lugano e centro giovanile sussidiato (dunque istituzionale) a Giubiasco. Come sono “opportunistiche” a volte le bandiere ideologiche, in base alla situazione si utilizzano o meno.
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Altro silente è la Sinistra Anticapitalista, neo-organizzazione politica di Angelo Zanetti ed Enrico Borelli. Agli “anticapitalisti” non interessa cosa avviene al leader di “giù le mani dalle officine” Gianni Frizzo. O forse Angelo Zanetti ed Enrico Borelli sognano che, con questa operazione avvenuta all’interno di Unia, Sergi&Co. decidano di andare in pensione (politica) e lascino libero il campo alla loro micro-formazione politica il compito di indicare ai cittadini ticinesi quale sarà il “sol dell’avvenire”?
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Anche il Movimento dei Senza Voce, organizzazione che tanto si batte per la difesa dei poveri ecuadoriani, sempre pronta a mobilitarsi quando succede qualcosa ai loro fratelli ecuadoriani è silente. È vero, Frizzo, Sergi, Pronzini, … non provengono dalle Ande, ma da un movimento che si batte contro le ingiustizie ci si poteva aspettare qualcosa di più. Speriamo almeno che il Movimento dei Senza Voce, che è composto da pezzi di PS e dai molinari, propongano che, in modo simbolico, le porte di casa Astra di Ligornetto (sussidiata da Martino Rossi della divisione azione sociale del DSS) rimangano aperte ai sindacalisti epurati.
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Forse non è un caso che molti hanno perso la voce e la capacità di emettere comunicati stampa. Qualcosa vorrà pur dire. Solo il Forum, spazio politico costituitosi negli ultimi mesi grazie alle “spinte” di Sergi, Marazzi, Cavalli e altri, ha preso le difese di Frizzo. PS e Verdi si sono perlomeno sentiti in dovere di esprimere qualche preoccupazione. Gli altri silenti. Anche il Sisa, Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti, di Massimiliano Ay e Mattia Tagliaferri (figlio di Renzo) è silente. Sarà già in vacanza? Forse.
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Ecco chi sono gli “alleati oggettivi” di Saverio Lurati e Renzo Ambrosetti. Probabilmente ai “molinari”, al SISA, al PS, agli “anticapitalisti”, va molto bene che Unia, la più importante organizzazione politica ticinese (per numero di aderenti) venga spartita fra Renzo Ambrosetti e molinari, fra Enrico Borelli e Rolando Lepori. Tutto questo in nome del fermare Giuseppe Sergi, il “satana” della sinistra ticinese. Ay, Tagliaferri, Enrico Borelli, i molinari, … hanno un frasario da sinistra rivoluzionaria, ma sono pronti ad andare “a letto con il nemico”, in nome della loro unica vera ideologia: l’antisergismo.
Fra-Flo

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