Svizzera complice di torture: No all'estradizione di Nekane Txapartegi! 1

Dal 16 al 30 settembre settimane di azione per la liberazione di Nekane. Sabato 30 settembre corteo a Zurigo con pullman anche dal Ticino. Per riservazioni e informazioni: nekane.libera@inventati.org

Nekane Txapartegi è un’ attivista della sinistra indipendentista basca, giornalista ed ex consigliera comunale della citta` di Asteasu.

Viene arrestata nel 1999 dalla “Guardia Civil” spagnola. Trascorre i primi cinque giorni di carcere in quello che è definito “regime di incomunicación”, ossia nessun contatto con l’esterno, nemmeno con un avvocato, e il ripetuto uso della tortura (minacce, privazione del sonno, pestaggi, scosse elettriche, simulazioni di esecuzioni, sacchetti di plastica in testa fin quasi al soffocamento). È inoltre vittima di uno stupro da parte di quattro dei suoi aguzzini. Ad attestare queste brutalità vi sono anche dei referti medici ufficiali. Dopo nove mesi di detenzione preventiva, Nekane viene rilasciata su cauzione.

Sulla base delle confessioni estorte a Nekane sotto tortura, nel 2007, durante il maxiprocesso contro numerose organizzazioni della sinistra indipendentista basca, denominato “Sumario 18/98”, Nekane viene accusata di collaborazione con l’ “organizzazione terrorista” ETA. Secondo le autorità spagnole avrebbe partecipato a una riunione con alcuni attivisti baschi a Parigi e avrebbe fornito due passaporti a degli esponenti di ETA. Durante questo processo, Nekane denuncia nuovamente le sevizie subite in carcere nel 1999, i suoi aguzzini, però, rimangono impuniti.

Condannata a 11 anni, poi ridotti a 6 anni e 9 mesi, per evitare una nuova incarcerazione e nuove torture, Nekane fugge dalla Spagna. Trascorre i successivi anni della sua vita in clandestinità in Svizzera. Nel 2015 viene identificata dai Servizi segreti spagnoli a Zurigo, i quali, agendo all’insaputa delle autorità elvetiche e quindi illegalmente, portano al suo arresto l’8 aprile 2016. Da allora Nekane si trova nel carcere di Zurigo, in attesa che le autorità svizzere decidano se accettare o meno la domanda di estradizione avanzata dallo Stato spagnolo. Le stesse autorità elvetiche si trovano in una posizione molto delicata: da un lato, se la Svizzera acconsente all’estradizione, viola le normative della Corte europea dei diritti umani, la quale afferma che le confessioni ottenute sotto tortura non hanno alcun valore e vieta l’estradizione di detenuti verso Paesi che praticano la tortura; dall’altro, se la Svizzera nega l’estradizione, riconosce lo Stato spagnolo per quello che è, ossia uno Stato che tortura i dissidenti politici.

Ad inizio 2017 il Tribunale Supremo spagnolo riduce a 3 anni e 6 mesi la pena da scontare per Nekane. Ciò non deve trarre in inganno sulla reale motivazione che sta a monte di questa manovra, ossia l’esercizio di una maggiore pressione sulle autorità elvetiche, affinché acconsentano l’estradizione.

In data 30 giugno abbiamo appreso la decisione da parte del Tribunale penale federale, di respingere il ricorso di Nekane Txapartegi contro la sua estradizione verso lo Stato spagnolo. Il TPF, per motivare la sua decisione, definisce ETA un’organizzazione criminale e in quanto tale gli atti di sostegno o di partecipazione non possono essere considerati reati politici e afferma che “la persona estradata non può contare sul divieto assoluto della tortura, siccome l’estradizione avviene verso un paese di tradizione democratica, come la Spagna”. Una democrazia ereditata dall’epoca franchista, in cui si contano centinaia di prigionieri baschi e migliaia di persone che devono fronteggiare l’oppressione dello Stato spagnolo (come ampiamente provato da varie organizzazioni sovranazionali come il Tribunale Europeo dei Diritti Umani e il Coordinamento per la Prevenzione della Tortura).

Si tratta dunque di un caso che dimostra come la Svizzera si renda complice di torture e repressione in nome di fini economici e politici, calpestando i diritti fondamentali delle persone.

Ora non rimane che la risposta del Tribunale federale all’ultimo possibile ricorso prima dell’estradizione di Nekane, che porterebbe sicuramente ad un suo speciale trattamento improntato su sevizie da parte dei suoi carcerieri spagnoli .

Non vogliamo essere complici! Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Nekane!

Invitiamo tutte e tutti a partecipare alle settimane di azione dal 16 al 30 settembre 2017, proponendo a gruppi o individualmente iniziative di solidarietà per la liberazione di Nekane. Queste si concluderanno con una grande manifestazione a Zurigo sabato 30 settembre con partenza alle ore 15 da Hechplatz.

Chiunque sia interessat@, partiremo dalla stazione di Lugano (CH) e da Castione con un bus organizzato.

Per informazioni scriviere a: nekane.libera@inventati.org

Gruppo Nekane Libera

Libertà per Nekane, libertà per tutt*!Svizzera complice di torture: No all'estradizione di Nekane Txapartegi! 2

Svizzera complice di torture: No all'estradizione di Nekane Txapartegi!Per ulteriori informazioni:

http://www.freenekane.ch/

https://www.inventati.org/molino/tag/nekane/

https://frecciaspezzata.noblogs.org/post/2017/07/27/nekane-aggiornamenti-e-iniziativa-solidale/

Per chi volesse scrivere a Nekane:

Nekane TXAPARTEGI NIEVE,
Gefängnis Zürich,
Rotwandstrasse 21,
8004 Zürich

Per chi volesse versare dei soldi a sostegno delle spese legali di Nekane:

Euskal Herriaren Lagunak Schweiz
3001 Bern
PC: 60-397452-5
IBAN: CH27 0900 0000 6039 7452 5
BIC: POFICHBEXXX

Con la nota: “Free Nekane”

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