/ luglio 27, 2018/ Azioni/ 0commenti

Riceviamo e diffondiamo questa piccola azione di solidarietà per il Molino

La solidarietà arriva anche da lontano… il Molino non si tocca!

Venerdì 13 luglio 2018, in piazza riforma a Lugano (città che negli ultimi anni ha esponenzialmente aumentato il suo livello di controllo e repressione sopratutto negli ambienti culturali e aggregativi), il gruppo cileno Chico Trujillo ha regalato a tutt* i/le presenti un magnifico cocktail di cumbia classica, bolero, musica latinoamericana, balcanica e reggae.
Dal pubblico felice e danzante è emerso uno striscione con scritto “Il Molino non si tocca” in solidarietà con il Centro Sociale Occupato Autogestito a rischio di sgombero. Centro Sociale che lo stesso cantante ha salutato più volte durante il concerto! Eh sì, perché la band Chico Trujillo sa bene cosa vuol dire difendere uno spazio liberato! Infatti ai suoi albori si muoveva all’interno di situazioni occupate e autogestite a Villa Alemana e a Valparaiso (presso il Centro culturale occupato realizzato in un vecchio carcere in disuso). Solo chi si vive veramente uno spazio liberato, può capire quanto ha da offrire un luogo del genere! Quante possibilità di crescere, condividere, provare, confrontarsi, imparare …in un contesto storico in cui o hai soldi o ti resta poco o nulla da goderti!

Inoltre c’è la preziosa possibilità di organizzarsi insieme contro ciò che opprime! Con questa ottica libertariamente complice è stato esposto anche uno striscione in “Solidarietà con la lotta del Popolo Mapuche”. Popolo indigeno in lotta per la difesa e il rispetto delle terre ancestrali contro la depredazione e la distruzione da parte di multinazionali ( come la “prestigiosa” Benetton, che trae profitti anche alle nostre latitudini ) e duramente represso da entrambi gli stati nazione in cui è stato diviso, ovvero Cile e Argentina (più info su http://www.mapucheit.wordpress.com ).

Molte sono state le persone presenti che hanno condiviso spontaneamente la volontà di solidarizzare e farsi sentire, aiutando ad esporre e rendere visibili gli striscioni!
Come può la politica della città conciliare queste iniziative vitali, solidali e aperte con, ad esempio, quella vergognosa e assassina del ”Swiss Israel Day” o il discutibile uso strumentale del primo Pride luganese (in origine un mezzo di lotta contro sessismo e omofobia) a fini pubblicitari e turistici?
Dinamiche, queste, di una città che cerca di sterilizzare la cultura e di uniformare il pensiero delle persone ad un’ottica di divertimento passivo e di consumo!

Solidarietà al popolo mapuche!
Solidarietà al Molino!
Solidarietà a chi lotta per realizzare spazi liberi!

Alcun* presenti nella piazza

 

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