/ giugno 24, 2018/ Communicati/ 0commenti

Camminando tra i marciapiedi del centro i pensieri s’incupiscono, si sprofonda nel cemento e si soffoca fra il lusso e la frenesia cittadina. Dalla freddezza delle stressate figure in completo e la tristezza delle vetrine che offrono l’ennesimo “giro di saldi da non perdere” si scivola lontano velocemente. Il cuore s’impietrisce pensando allo sfruttamento celato dietro la produzione di quel paio di scarpe alla moda, a quanto sangue sporca i soldi che riempiono le dannate banche e immaginando le quantità di cemento che verranno ancora gettate prima di devastare totalmente i bellissimi paesaggi che ci circondano e di spingere lo scomodo cittadino di “serie b” oltre i margini, laddove non reca alcun fastidio alla compiacente, vomitevole, borghese città vetrina qual’è Lugano.

Nel cuore della terza piazza finanziaria svizzera sopravvive però da ormai 21 anni l’unica realtà autogestita in Ticino: il Molino.

Varcando uno dei pochi cancelli resistiti alla gentrificazione urbana si respira un’aria diversa, più leggera e calorosa, mentre il profumo di legna bruciata e le note di una chitarra elettrica, fanno assaporare, seppur ancora da lontano, il gusto della libertà.

Non lo sai? Qua funziona così!” Si sente conversare. “Non ci sono capi, si decide insieme, l’importante è rispettarsi. Se ti interessa passa lunedì, c’è l’assemblea.” Ebbene sì, qua funziona così: orizzontalità, responsabilizzazione, autodeterminazione individuale, comunicazione e rispetto, insomma autogestione. Vuole essere un punto d’incontro per tutte le persone che si trovano in radicale conflitto con questa società mortifera e desiderano eliminare ogni tipo di oppressione e sfruttamento (razzismo, sessismo, omofobia, fascismo, capitalismo…). Non si parla di carità, retaggio verticista e cattolico dove una parte più agiata regala le proprie briciole a chi non ha nulla per lavarsi la coscienza, né tanto meno di mediazione col potere per ritagliarsi il proprio angolino felice. Scegliamo piuttosto la solidarietà reciproca e orizzontale e la lotta radicale al sistema. Parole grosse?

(BI)SOGNO DI AUTOGESTIONEL’invito è provare per credere!

Infatti le due sale adibite per le attività continuano a regalare iniziative musicali e teatrali, la bettola almeno tre sere a settimana offre accoglienza e socialità senza l’obbligo di spendere la misera paga ricevuta, la biblioteca “Spazio Edo” sempre aggiornata, non smette mai di dare spunti di rivolta contro questo sistema infame. C’è poi la palestra, attiva quasi ogni giorno, la sala prove, tana dell’underground luganese, al cinema si potrebbe potenzialmente proiettare ogni sera, la serigrafia, l’officina, il bazar, la cucina… e non finisce qui! Chiunque ne sentisse il bisogno e la tensione potrebbe avvicinarsi e proporre! Dall’organizzazione di iniziative e eventi, fino alla creazione di nuovi spazi di espressione e creatività, da laboratori a officine… Ci vorrebbe una ciclo officina autogestita a Lugano? Una falegnameria? Una mensa popolare? Basta volerlo…

Perciò fa infuriare tanto quanto diverte, sentire politici di turno, che da destra a sinistra continuano ad affermare di voler ridare l’area dell’ex macello alla popolazione.

Perché è già così!

Ma non dobbiamo certo giustificarci con loro, conosciamo bene gli interessi di chiunque voglia stare al potere. Questo è un messaggio rivolto a ogni persona che abbia voglia di mettersi in gioco, di provare, sperimentare, sbagliare per poi migliorare. Perché l’autogestione è una palestra di vita! Si può fare qualunque cosa, da imparare a sturare un lavandino, muovendosi con le prime saldature, lavorare il legno, strimpellare uno strumento o semplicemente passare una serata in compagnia, senza bisogno di permessi, vincoli, soldi, patenti e le varie rotture burocratiche di cui si necessita per poter svolgere una qualunque attività al di fuori di qua.

Partecipare da protagonista, al contrario di produrre e consumare nell’alienante e devastante logica del profitto. Largo alla fantasia! Entrare nella logica di solidarietà e creatività, per uscire a distruggere ciò che ci opprime!

Ogni lunedì alle 21.00 assemblea del CSOA Molino, ogni attimo della tua vita, libertà.

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