Secondo alcune fonti, l’azione di forza sarebbe stata già decisa ieri nella seduta del Consiglio di Stato. Due consiglieri di Stato, sentiti da laRegioneTicino, non hanno smentito la notizia. Tuttavia, da noi interpellato, il cancelliere dello Stato Giampiero Gianella non si è espresso in questi termini, anche se ha detto che nella seduta di ieri il governo ha discusso l’argomento centro sociale prendendo atto della lettera di protesta dei cittadini di Canobbio in merito ai disagi che continua a procurare il Maglio. Ma, sempre stando a quanto riferito da Gianella, non ha preso nessuna decisione, sebbene potrebbe cambiare posizione e prendere in considerazione l’ipotesi dello sgombero forzato. I cittadini di Canobbio, ricordiamo, lunedì sera avevano espresso il loro disappunto sull’inerzia del governo per il non rispetto dell’intimazione di sospensione delle attività da parte del Molino, il cui programma di manifestazioni del fine settimana prosegue. Il governo, dal canto suo, ha discusso dell’argomento sulla base delle ultime novità in merito. Per il momento, a quanto pare, il Consiglio di Stato manterrebbe la linea del dialogo, volta a cercare una mediazione accettabile per le parti in causa. Una mediazione il cui margine di manovra sembra però assottigliarsi sempre più. Anche perché i rappresentanti del centro sociale hanno già espresso l’intenzione di non rinunciare alle manifestazioni organizzate da tempo. Per cui l’ipotesi dello sgombero forzato sembra prendere piede ma, lo ha ribadito ieri il cancelliere Giampiero Gianella, resta sul tavolo soltanto come ultima possibilità nel caso in cui la strada del dialogo si rivelasse infruttuosa. Questa ipotesi era peraltro già stata annunciata quando erano state emanate le direttive in merito alla sospensione delle attività di forte richiamo di pubblico al Maglio. Nella misura in cui queste disposizioni continuassero a non essere rispettate, un possibile intervento con la forza, sarebbe una soluzione che il CdS prenderebbe in considerazione.

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