Una manifestazione che si tiene in Svizzera ogni 8 anni, che coinvolge l’intero Esercito svizzero e appassiona circa 100mila spettatori, che mette in scena mezzi e uomini su tutte le dimensioni. Queste le giornate dell’Esercito tenutesi a Lugano.
“Urca!” avrebbe dovuto esclamare qualcuno nei tristi siti di Comano e Besso, “dobbiamo seguirli e trasmetterli in diretta!”. Vane speranze del cittadino contribuente e utente della nostra RT$I. Se in Svizzera tedesca il “Trachtenfestumzug” (corteo della festa dei costumi tradizionali) viene trasmessa in diretta o in differita nella sua completezza, in Ticino un evento come le Giornate dell’Esercito viene snobbato e prevaricato dalle vergognose sensibilità politiche (e non per motivi di informazione e redazionali) dei soli noti.
La Polizia additata, l’Esercito schernito, i pagliacci esaltati…
Vive erano le speranze di molti spettatori anziani e non che attendevano di poter vedere le Giornate dell’Esercito – con la parata sul lungolago e l’esibizione aerea di FA18 e Patrouille Suisse – domenica 25 novembre. Speranze vane: al posto di queste immagini, hanno dovuto subire i “culi nudi” dei pagliacci antimilitaristi e le denuncie degli alternativi luganesi.
Esercito schernito per le sue missioni ed i suoi mezzi. La Polizia additata subito di “violenta” e “fascista”, perché ha limitato le azioni dei pagliacci dopo che gli stessi avevano infranto le regole per un regolare svolgimento della manifestazione. I pagliacci trasmessi ampiamente nelle loro opere di disturbo e vilipendio, con i culi all’aria in faccia ai nostri agenti.
Insomma, quanto non si dovrebbe fare è stato fatto. Anzi! La RT$I esalta e riporta le denuncie di violenza di un alternativo – ma guarda un po’ – alle dipendenze della RT$I in trasmissioni pseudo-culturali (qualcuno si ricorda “Il balcone” trasmesso di domenica sera?) dove il fantomatico “Olmo” (strano non si presentino mai con nome e cognome come tutte le persone pubbliche) si faceva beffe di capitalisti, borghesi e contribuenti.
Olmo denuncia di essere stato picchiato dalla Polizia e che “gli hanno rotto il braccio”. Strano, ma negli ospedali non si è presentato nessuno con un braccio rotto, ma a quanto pare Olmo è stato curato ambulatorialmente.
Dopo le sberle in faccia alla Lega e alla Destra nazionale ticinese alla recente assemblea della COR$I, è giunto il momento di fare “repulisti” negli uffici di Comano-Besso! Il diritto all’informazione deve essere neutrale e ponderare l’importanza degli eventi, e non certo rispecchiare le simpatie politiche dei soliti noti. A tal riguardo, pare che Fazioli e Jelmini se ne siano accorti!

Silenzio. Questa la risposta dei vertici della Polizia cantonale agli attacchi di molinari, $inistra, $indacati e media contro gli agenti in servizio domenica durante la sfilata delle Giornate dell’Esercito. Uomini vilipesi e additati dai media solo perché hanno fatto il loro dovere. Perché il comandante Piazzini non li difende?

Travolto da un “aurea mediocritas” di oraziana memoria, il nostro prode skiff dei Sette Mari Romano Piazzini vuole tenersi equidistante dai fatti e dagli estremi, mancando in uno dei compiti principali del comandante: stare vicino e difendere i propri uomini.
Malumori e figuracce!
Una vicinanza assente a tutti i livelli, anche in buona parte dei suoi diretti subordinati. A dimostrarlo i numerosi casi di reati all’interno del corpo: furti e pestaggi, sottrazioni di soldi e merce dai sequestri, spaccio di droga fuori servizio e consumo durante il servizio.
Insomma, comandante e ufficiali non difendono i loro uomini, li lasciano a sé stessi e in balia delle critiche pubbliche e degli attacchi politici. Il comandante – per guadagnarsi il rispetto degli uomini – deve essere giusto, fermo e autorevole: purtroppo gli mancano tutti questi punti. Continua a dire che va, ma gli unici luoghi in cui va sono dal parrucchiere per farsi fare la permanente e sui Sette Mari a veleggiare.
Nessuna difesa degli agenti
Qualcuno si sarebbe atteso che domenica sera, dopo aver accertato i fatti, un ufficiale o il comandante prendesse pubblicamente posizione in difesa degli agenti che hanno unicamente fatto rispettare le regole. Regole infrante dai molinari e dai pagliacci, che crassamente si sono presi gioco degli agenti mostrando loro il culo nudo. Regole infrante da chi poi piange per essere giustamente stato strattonato per permettere il corretto svolgimento di una manifestazione autorizzata e pubblica. Invece niente: ufficiali e comandante silenti per tutta la settimana.
Ancora un’occasione persa per difendere i propri uomini davanti l’opinione pubblica. Un comandante capace solo di additare i colpevoli e minacciando sanzioni, ma non in grado di avere un minimo di coraggio nel difendere gli uomini che compiono il loro dovere durante l’impiego. Peccato, gli agenti della Polizia Cantonale si meritano di meglio!

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