Ma forse non dovremmo stupirci più di quel tanto, questo è solo un esempio della scriteriata politica ambientale luganese.
Città in cui si tagliano gli alberi per far posto ai palazzi, in cui si sostituiscono i bus elettrici con inquinanti e costosi mezzi a combustibile fossile. Città in cui si continuano ad aggirare le norme del piano dei trasporti, costruendo e progettando parcheggi abusivi.
Nella prima città più inquinata della svizzera, in cui le ciclopiste sono praticamente assenti e in cui la raccolta separata dei rifiuti è scoraggiata dalla rarefazione dei cassonetti, ci si può purtroppo aspettare questo ed altro.

I bollettini diramati quotidianamente invitano anziani e bambini a stare in casa o, per proteggersi dalla canicola, di recarsi nei negozi a far la spesa nei negozi refrigerati dall’aria condizionata.
Sabato prossimo, vecchi e bambini sono invitati ad assistere in prima fila all’esibizione virile e ardita, delle macchine da guerra elvetiche, le stesse che in Iraq seminano morte e distruzione.
Una parata militare a tutti gli effetti, per abituarci e abituare i bambini alla magnificità della guerra, alla grandezza di questi concentrati di tecnologia capaci di ammazzare, distruggere villaggi, scuole e autobus con la stessa facilità, freddezza e realismo di un gioco per la playstation. Uno spettacolo di propaganda, per cercare di convincerci della non pericolosità delle armi, mostrandoci la valenza positiva che può avere l’esercito. Banalizzare l’evitabile strascico di morte e devastazione che la guerra porta con se. Instillare nella popolazione il gusto morboso per la potenza militare, per la forza distruttrice delle armi e per la superiorità prevaricatrice.

Quintali di lamiera e microchip in volo immotivatamente sopra le nostre teste e le nostre case, il rischio di un incidente è certo remoto ma mai escludibile. Sono numerosi gli esempi di Airshow finiti in tragedia. Un rischio inutile ma imposto coattamente a tutti coloro che hanno la sfortuna di abitare sotto lo spazio aereo sorvolato.

Il cielo lasciamolo ai passeri, noi rimaniamo con i piedi per terra. Per questo invitiamo tutti e tutte, sabato prossimo dalle 14.00 alle 16.00 a trattenere il fiato e a non respirare per opporsi alla inquinante parata militare.

CSOA il Molino, Lugano

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