Siccome tutti i nodi prima o poi vengono al pettine, ecco tornare d’attualità la questione autogestiti. La soluzione del Macello – è risaputo – aveva la forza e il valore di un… cerotto, con tanto di preventivata scadenza. E che comportava come controindicazione, tacitamente tollerata, qualche trasgressione che s’è puntualmente verificata. Ma la convenzione sottoscritta dalla Città e dal Cantone con i “Molinari” ci fu. E benché poggiasse su basi manifestamente “illegali” (ah, il paradosso che si applica a senso unico!) è stata rispettata dall’autorità fino in fondo. Come si vede, le concessioni hanno continuato ad essere millanta che tutta notte canta. Ora però si avvicina per il Municipio di Lugano, che ha ereditato la patata bollente dal Cantone dopo lo sgombero del Maglio, un’altra resa di conti. Vale a dire l’ora di un altro scomodo ed imbarazzante… “repulisti”. L’accordo era infatti che gli autogestiti potessero disporre dei locali del Macello sino al 30 giugno prossimo. E qualcuno dei consiglieri comunali che più di tutti avevano stigmatizzato certe “inammissibili concessioni a senso unico”, ossia il popolardemocratico Paolo Sanvido e il liberale Aldo Pessina, hanno già provveduto a mettere chi di dovere sull’attenti, chiedendo con una “lettera preventiva” se l’Esecutivo cittadino «abbia già inoltrato regolare disdetta ai “Molinari” richiedendo lo sgombero e di conseguenza il ripristino della legalità all’ex macello». In effetti, ieri, abbiamo ricevuto conferma che il Municipio una missiva l’ha già spedita ai referenti degli autogestiti, Matteo Casellini e Massimo Foletti. Missiva, datata 17 giugno, nella quale tra le altre cose si coglie l’occasione «per ricordare l’ormai imminente scadenza della convenzione dei locali, messi transitoriamente a disposizione, entro il 30 giugno». La frase non è esplicita al riguardo, ma implicitamente può aver il significato di una disdetta. In ogni caso, il problema di una sede, nella quale gli adepti della CSOA possano svolgere le loro attività, si ripropone. Si può buttarli fuori dal Macello, d’accordo. Ma poi? Compito “titanico” per Giorgio Giudici e colleghi ripiombati tra l’incudine di giovanotti/e poco malleabili e piuttosto esigenti e il martello di un Consiglio comunale sul sentiero di guerra. E, per sovraccarico, mentre incombe la spada di Damocle delle imminenti elezioni comunali… Già, dove sistemarli! Il Cantone ha bocciato la proposta-soluzione, avanzata dalla stessa Lugano, dei due capannoni che, in territorio di Canobbio, stanno alle spalle dell’ex Jumbo. Saranno smantellati perché in quella zona uscirà la galleria del Vedeggio, ha eccepito Bellinzona: come se la costruzione del tunnel fosse cosa imminente! Comunque sia, il Municipio giovedì si chinerà sullo spinoso argomento. Non è escluso che per ora, visto che i margini di manovra esistono ancora, finisca per “temporeggiare”, opti cioè per un prolungamento dei termini della convenzione al Macello sino al 30 settembre. Fermono restando comunque che tutti i nodi prima o poi “tornano” al pettine…(pelle)

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