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Il collettivo di scrittori WU MING , già autore dei libri Q, Asce di guerra, 54, Manituana, Altai, torna al CSOA il Molino di lugano, venerdì 19 dicembre 2014.

Nuovi bagliori per assaltare l’omologazione culturale e le perversioni razziste.
Racconti altri per contrastare chi devasta vite e territori.

19.30 cena popolare in Bettola
20.30 presentazione ultimo romanzo dei Wu Ming, “L’armata dei sonnambuli”
24.00 concerto Wu Ming Contingent

Libertà per Chiara, Mattia, Niccolò, Claudio
Solidarietà al maestro antifascista processato a Lugano per i fatti dell’USI

 

Wu Ming è un collettivo di scrittori attivo dalla fine del XX secolo. Nel 1994, in giro per l’Europa, centinaia di artisti, attivisti e burloni scelgono di adottare la medesima identità, ribattezzandosi Luther Blissett e organizzandosi per scatenare l’inferno nell’industria culturale. Nel gennaio 2000, alcuni di questi artisti si riuniscono sotto un nuovo nome e fondano Wu Ming, una band di romanzieri, il cui nome è un’espressione cinese, che significa “senza nome” (無名) oppure “cinque nomi” (伍名) e il cui collettivo fa parte di una fondazione informale, la Wu Ming Foundation, che comprende anche altri progetti, come la punk-rock band Wu-Ming Contingent, il blog Giap e l’officina di narrazioni Wu Ming Lab. Le loro opere, pubblicate sotto licenza Creative Commons e scaricabili interamente dal loro sito ufficiale, rendono visibili le pieghe della storia – quelle che danno fastidio, quelle che stimolano i conflitti, quelle che creano memoria e che il Potere ha astutamente rimosso – per raccontare al mondo nuove diversità, creando leggende e dando alla luce a nuovi tipi di eroi popolari. **** Il loro ultimo romanzo “L’armata dei sonnambuli”, comincia nel 1793, giorno in cui Luigi XVI, deposto re di Francia, incontra Madama Ghigliottina. È il tempo della Rivoluzione francese, un periodo di radicale e a tratti violento sconvolgimento sociale, politico e culturale. In una Parigi di notti senza luna, in cui “ogni spinta doveva portare il mondo piú lontano dal vecchio ordine, ogni paradosso andava reso piú stridente, ogni contrasto doveva acuirsi” [p. 210], orde di uomini bizzarri riempione le strade, scritte enigmatiche compaiono sui muri e una forza invisibile condiziona i destini. Un uomo in maschera si aggira sui tetti, un eroe dei quartieri popolari, difensore della plebe rivoluzionaria, oggi schiacciata da un nuovo potere. E sarà proprio l’altra metà del cielo a riconquistare spazi e parole, a raccontare altre storie. Quello stesso “popolo di Parigi specchio dell’intera città: ricchi e poveracci, rivoluzionari veri e farlocchi, zotici e uomini di spirito” [p. 242], che finirà uniformato nelle grandi divisioni manichee – brissottiane contro repubblicane – con la consueta, irremovibile, perversa volontà del (di un) potere di unificare, omologare, reprimere, disciplinare. *** Agli inizi del 1995, il quintetto hard-core Frida Frenner accompagna Enrico Brizzi in un “reading per voce e rock’n’roll band” ispirato al romanzo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Il cantante è un tale Joe K. che cinque anni più tardi si farà chiamare Wu Ming 2. Sempre nel 1995, gli X-Ray Men collaborano con il poeta Gilberto Centi per la realizzazione del reading “Il navigatore cieco”. La formazione comprende Yu Guerra al basso e Cesare Ferioli alla batteria. Ancora nel 1995, i Nabat – gloriosa formazione dell’Oi! punk italiano – tornano a suonare insieme e incidono “Nati per niente”. Il chitarrista del gruppo è Riccardo Pedrini, la cui massa corporea verrà presto occupata anche da Wu Ming 5. Passano 17 anni e i quattro si ritrovano intorno ad altrettante birre. Nel frattempo i Nabat si sono sciolti e riuniti per la seconda volta, Yu Guerra ha pubblicato vari album, Cesare Ferioli è diventato dj e produttore con lo pseudonimo di Big Mojo, Wu Ming 5 ha scritto quattro romanzi, Wu Ming 2 ha declamato reading di ogni genere. L’idea che mette assieme il gruppo è proprio quella di superare la classica formula = scrittore che legge i suoi testi + musicisti che suonano i loro strumenti. L’obiettivo è quello di produrre “canzoni declamate”, con scarne linee vocali, senza però ripetere quanto già fatto egregiamente da Massimo Volume, Offlaga Disco Pax, Bachi da Pietra o Uochi Tochi. Dopo alcuni mesi di prove embrionali, tra garage e sale prova di fortuna, nasce così Wu Ming Contingent (in cinese 无名 军队, wu ming jun dui – omaggio all’album collettivo “Wu Liao Contingent”, pubblicato nel 1999 dalle quattro principali band di Oi! Punk cinese), i cui testi provengono dalla rubrica Wu Ming Wood, scritta da Wu Ming per il mensile GQ, tra il 2010 e il 2012: brevi biografie maschili (da Peter Kolosimo a Socrates, da Mobutu a Gaetano Bresci) usate in maniera pretestuosa per parlare d’altro.

 

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