Da una parte una sessanti­na di giovani leghisti intenziona­ti a scendere verso il centro con la loro manifestazione in «difesa delle tradizioni», così almeno era stato annunciato, dall’altra una trentina di autonomi a loro volta seriamente decisi a bloccare il corteo. Alla fine solo la presenza di una squadra della polizia can­tonale in assetto antisommossa, che si è frapposta agli schiera­menti contrapposti, ha evitato lo scontro di piazza. Tutto si è risol­to alla fine con insulti e provoca­zioni verbali, cionondimeno ci sono stati attimi di tensione che più di una volta hanno fatto te­mere il peggio.

In risposta all’annunciata manife­stazioni dei giovani leghisti, re­golarmente autorizzata dal Mu­nicipio e che avrebbe dovuto rag­giungere piazza Dante attorno al­le 15.30, alle 13.30 in piazza Cioc­caro ha avuto luogo una contro­manifestazione «a favore di una società multiculturale e contro il razzismo», indetta dal CSOA il Molino cui hanno aderito il Par­tito del lavoro, i giovani progres­sisti, il Movimento dei senza vo­ce e altri gruppi di sinistra.
Un’azione non autorizzata, ma tollerata dall’autorità, alla quale ha partecipato un centinaio di persone, tra cui i rappresentanti di diversi gruppi etnici e alcuni politici che si sono alternati al mi­crofono.
I problemi sono sorti attorno al­le 15. Mentre sul piazzale della Stazione arrivavano alla spiccio­lata i leghisti con striscioni e ban­diere, da via Cattedrale sono sa­liti diversi autonomi. La presen­za di un forte numero di agenti della polizia comunale, prece­dentemente sistemati lungo il percorso del corteo, ha impedi­to ai due gruppi di venire a diret­to contatto. Il gruppo degli auto­nomi, molti dei quali a viso co­perto, è comunque riuscito a rag­giungere via Maraini, mente i le­ghisti sono rimasti bloccati nel soprastante piazzale. Da un lato all’altro della strada, davanti a in­numerevoli cittadini che, ignari, stavano recandosi in Stazione, sono volate parole grosse, minac­ce tutt’altro che velate accompa­gnate dal lancio di qualche sasso e da qualche spranga e catena nascosta non più di quel tanto. A questo punto le autorità hanno chiesto l’intervento di un repar­to antisommossa. I giovani leghi­sti guidati dal proprio presiden­te Francesco Lovere e scortati dalla polizia si sono limitati ad effettuare una sfilata attorno alla Stazione, che si è conclusa attor­no alle 17. Poco dopo anche gli autonomi hanno fatto ritorno verso il centro cittadino, mentre le forze dell’ordine hanno conti­nuato a presidiare la zona per cir­ca un’ora. -gr-

INTERROGAZIONE
A chi i costi dell’intervento?

Gli avvenimenti di sabato ver­rano esaminati dal Municipio di Lugano nella sua seduta di mer­coledì, intanto ieri il consigliere comunale dell’ UDC Umberto Marra in un’interrogazione chie­de all’ Esecutivo spiegazioni sulla presenza in città, contempora­neamente, di una manifestazio­ne regolarmente autorizzata e di una contromanifestazione non autorizzata ma solo «tollerata». In particolare il consigliere vuol sapere quanto è costato l’inter­vento di polizia per evitare lo scontro, e chi riceverà la fattura. In secondo luogo perché sono stati tollerati autonomi che si muovevano a viso coperto, nono­stante esista un ordinamento co­munale che afferma chiaramen­te che manifestare camuffati è il­legale. Infine si domanda come il Municipio intenda intervenire in futuro per far cessare simili ma­nifestazioni di violenza.

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