L’atmosfera distesa che ha caratterizzato l’incontro iniziato con un racconto del gruppo teatrale dei Confabula, non ha impedito ai promotori di fermare i passanti per informarli e sensibilizzarli a firmare la petizione per salvare centro e asilo libertario in via Bagutti 31 dalla demolizione. Si vorrebbe almeno risparmiare queste due attività, gestite da volontari vicini al CSOA il Molino, finché non c’è un progetto preciso per il quartiere. « Siamo belle, vecchie e popolate: non lasciamoci abbattere! » recitava lo slogan dello striscione appeso in piazza. All’iniziativa hanno partecipato diversi utenti della Casa laboratorio e dell’asilo, comprese mamme e bambini. Sarebbe un peccato e uno spreco, afferma un simpatizzante, dover abbandonare questa sede ancora decorosa, circondata da un bel giardino. Sembra che ci si stia comunque muovendo per trovare altri spazi: l’importante è garantire continuità alle attività, sostengono i volontari.

Sabrina Bianchi
della Casa Laboratorio Inti ricorda che con la demolizione sparirà un altro pezzo della vecchia Lugano: « Vogliamo far riflettere la gente sull’importanza di spazi come questi » .
L’area si estende tra via Bagutti, via Trevano, via Caragne e via Ferri, su 3.000 metri quadrati e accoglie 8 stabili degli anni Venti, Trenta nonché Cinquanta, disabitati da decenni, in alcuni dei quali è sopravvissuto qualche commercio o deposito. Il futuro del quartiere è in mano private. L’amministratore della Fabbroni
Gianni Facchini
spiega che si vuole anzitutto far pulizia, radendo al suolo tutto: « Cadono tegole dagli stabili e ogni giorno si trovano nuove siringhe all’interno delle case. Nonostante il contratto con la società del centro non sia mai stato rispettato, si è chiuso un occhio.
L’accordo era che qualora avessimo avuto bisogno degli spazi loro li avrebbero lasciati. Per questo giorni fa abbiamo emesso un precetto esecutivo per 100 mila franchi. La demolizione inizierà nella seconda metà di luglio » . ¨

Anche la municipale
Nicoletta Mariolini
che abita a Molino a Nuovo è stata fermata mercoledì in piazza mentre rientrava a casa: « La decisione di demolire compete alla proprietà e va rispettata: certo, se questa decidesse di temporeggiare tanto meglio. Conosco poco l’esperienza del centro e dell’asilo alle Caragne, non se n’è sentito parlar male, sappiamo che ha garantito una certa convivenza nel quartiere e che ha risposto a bisogni impegnandosi per la comunità, con quale criteri non so. In Municipio non abbiamo mai discusso del caso » .

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