Nella riunione settimanale di ieri mattina il Municipio doveva fare il punto della situazione, anche perché da frange del Consiglio comunale sono già pervenute pressanti sollecitazioni volte ad ottenere uno sfratto dei “ molinari”. Il vicesindaco Erasmo Pelli, da noi interpellato, non si sbilancia troppo: « La soluzione è latitante, d’altra parte non spetta solo a noi trovare una sede per l’autogestione, perché il territorio interessato non è solo il Comune di Lugano. Ci sono un paio di opzioni, sulle quali probabilmente gli autogestiti non sono d’accordo, ma poi bisognerebbe allargare i confini della zona di ricerca. Magari anche uscendo dal territorio comunale, ed infatti una proposta l’avevamo fatta, a Canobbio, ed il Cantone l’ha rifiutata » . Si trattava come noto di due stabili alle spalle della Carrefour di Canobbio, che a tempo debito spariranno per fare posto all’uscita della galleria Vedeggio- Cassarate.
Caduta questa possibilità Giuliano Bignasca aveva dichiarato di essere favorevole ad un prolungamento della permanenza del Centro sociale all’ex Macello per altri sei mesi, durante i quali trovare la famosa “ sede definitiva”. Bignasca però non è solo in Municipio.
Al Centro sociale il clima è quello di attesa. « L’incontro l’abbiamo chiesto noi in vista del 30 giugno, anche se la convenzione firmata anche dal Municipio va letta bene: dice che di qui ce ne andremo per andare in un’altra sede. Per ora non abbiamo ricevuto risposte. Vedremo » .
Côté governativa, oggi come oggi non è dato sapere chi, all’infuori del cancelliere Giampiero Gianella, rappresenti l’autorità cantonale. La direttrice del Dss Patrizia Pesenti, ieri a Berna, settimana prossima sarà in ferie e dal suo studio sottolineano che la pratica è competenza del presidente del Consiglio di Stato, il quale attualmente è Marco Borradori; quest’ultimo rimanda a Gianella che invero non ha titolo per prendere decisioni di carattere politico. Così si chiude il cerchio, ed è proprio questo atteggiamento a spazientire il Municipio cittadino. D’altra parte gli autogestiti luganesi non accetterebbero un trasloco troppo lontano dal centro della città. L. TER.

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