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	<title>Movimento di Lotta per la Casa  &#187; legge regionale</title>
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		<title>10 marzo: la polizia carica per difendere la legge Saccardi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 16:00:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2015/03/10989031_390678674466617_1791068765278754750_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-596" alt="cariche" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2015/03/10989031_390678674466617_1791068765278754750_n.jpg" width="800" height="533" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri pomeriggio eravamo in tanti sotto la Regione Toscana a manifestare per il diritto alla casa, contro la Legge Saccardi, contro la devastazione sociale che quotidianamente va in scena a colpi di sfratti e sgomberi.<br />
C&#8217;erano le famiglie sfrattate, morose perchè impossibilitate a pagare affitti che si aggirano tra gli ottocento e i mille euro, che con la Legge Saccardi perderanno anche quella piccola possibilità di accedere ad una casa popolare.<br />
C&#8217;erano gli inquilini delle case popolari che rischiano di vedersi aumentare i canoni di affitto e di essere etichettati come (finti) ricchi e quindi perdere i diritto all&#8217;alloggio in cui vivono per essere rispediti su un mercato degli affitti inaccessibile.<br />
C&#8217;erano gli abitanti degli stabili occupati. Occupanti per necessità che dopo essere stati sfrattati si sono visti abbandonati dalle istituzioni e si sono organizzati dentro il movimento per riprendersi il diritto a una casa, occupando stabili vuoti da anni (o decenni) di proprietà di banche e speculatori. Quel pezzo di città che secondo la Legge Saccardi non potrà nemmeno più partecipare ai bandi per le case popolari. Quel pezzo di città che rappresenta gli effetti più drammatici della crisi e dell&#8217;austerità e che si vuole non vedere.<br />
C&#8217;erano le famiglie sgomberate mercoledì scorso, sbattute da un giorno all&#8217;altro in mezzo a una strada (in piena emergenza meteo) per riconsegnare stabili interi all&#8217;abbandono e permettere agli operai di murarli e danneggiarli al punto di renderli inabitabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo arrivati in tanti. Arrabbiati e rumorosi come era naturale che fosse. Abbiamo chiesto un incontro, convinti che prima di andare a votare una legge così scellerata, il Consiglio dovesse ascoltare le istanze delle persone scese in piazza, che dovesse tenere conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma più che un “templio della democrazia” la sede della Regione Toscana ieri sembrava una trincea di guerra: i blindati di polizia si perdevano a vista d&#8217;occhio, e almeno cento erano gli agenti schierati in tenuta antisommossa di fronte a uomini e donne a mani nude. Erano lì per impedirci di entrare, a fare da guerdia a una classe politica che sa solo nascondersi di fronte alla realtà sociale. A difendere gli indifendibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oltre al danno, la beffa. Inizia una trattativa, e il presidente del Consiglio Regionale accetta di incontrare i manifestanti in una sala capace di ospitare almeno 150 persone. Il tempo passa, e l&#8217;incontro viene rinviato di 15 minuti in 15 minuti. Dopo circa due ore arriva la comunicazione: “l&#8217;incontro è saltato, il consiglio si rifiuta di incontrarvi”.</p>
<p style="text-align: justify;">La comunicazione viene data da dietro ad una cancellata che separa la “gente” dal “palazzo”. Dietro la cancellata, anche lì, carabinieri in tenuta da guerra. Una scena eloquente sullo stato di legittimità sociale in cui versano le cosiddette “istituzioni democratiche”.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; a quel punto che torniamo tutti in strada, vogliamo partire in corteo. Sembra tutto tranquillo, ma un reparto di polizia non lascia partire la manifestazione e parte con una carica a freddo sui manifestanti a colpi di manganelli. Gli altri reparti si accodano subito dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui giornali di oggi leggiamo versioni dei fatti che definiremmo deliranti, se non conoscessimo la malafede che ci sta dietro: una questura che lancia il sasso e nasconde la mano, delle istituzioni costrette a mentire per salvare la faccia.</p>
<p style="text-align: justify;">“La polizia ha carica dopo un fitto lancio di bottiglie”. Falso.<br />
“L&#8217;incontro è stato cancellato dopo un lancio di bottiglie e petardi”. Falso.</p>
<p style="text-align: justify;">I manifestanti si sono limitati a difendersi dalla carica.<br />
L&#8217;incontro è stato annullato per una scelta politica precisa da parte del Consiglio: fregarsene e prendere in giro chi vive l&#8217;emergenza abitativa e “osa” venire a contestare le politiche renziane.<br />
Non passa neanche un minuto tutti sono già pronti a strumentalizzare il ferimento del nostro compagno Lorenzo, colpito accidentalmente da una bottiglia oltre che da una manganellata. Quello che non si dice è che non è stato l&#8217;unico ferito: danni certamente minori, ma pure gravi, hanno provocato i manganelli della polizia ad almeno altri tre manifestanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultimo anno abbiamo visto una donna paralizzarsi metà del corpo durante uno sgombero violento, un altra donna venire manganellata e poi calpestata da un plotone di celerini, un nostro attivista pestato da agenti in borghese in pieno stile squadrista.</p>
<p style="text-align: justify;">Le istituzioni stanno affrontando l&#8217;emergenza abitativa come un problema di ordine pubblico. Stanno utilizzando eserciti di polizia contro uomini e donne sfrattate. Le istituzioni hanno dichiarato guerra agli ultimi, e ci sono anche i feriti. Questo è il punto, e la questione è politica.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta per il diritto alla casa continua. E se l&#8217;infame Legge Saccardi verrà approvata ad occupare nelle prossime settimane non ci saranno soltanto i 150 sgomberati degli ultimi giorni ma decine di famiglie sotto sfratto che non avranno altra scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">CASA, DIRITTI E DIGNITA&#8217; PER TUTTI!</p>
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		<title>SULLA GUERRA ALLE CASE OCCUPATE DICHIARATA DAL PARTITO DEMOCRATICO</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 23:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi 4 marzo le forze dell’ordine, sguinzagliati dalla giunta PD, hanno sgomberato due palazzi occupati dal movimento di lotta per la casa. 150 persone sbattute in mezzo alla strada con una trentina di minori è il risultato dell’operazione di polizia che ha visto più di 200 poliziotti bloccare completamente un quartiere e sperperare i soldi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi 4 marzo le forze dell’ordine, sguinzagliati dalla giunta PD, hanno sgomberato due palazzi occupati dal movimento di lotta per la casa. 150 persone sbattute in mezzo alla strada con una trentina di minori è il risultato dell’operazione di polizia che ha visto più di 200 poliziotti bloccare completamente un quartiere e sperperare i soldi pubblici blindando gli edifici sgomberati per restituirli al degrado e alla speculazione. Un’ operazione di guerra contro chi vive l’emergenza abitativa e la precarietà: chi governa la città e la nazione preferisce spendere le risorse per imbastire queste folli operazioni invece di garantire il sacrosanto diritto ad una casa popolare per tutti e tutte. Un diritto che la giunta regionale si sta preparando a cancellare con una nuova legge regionale che esclude dall’accesso alle case popolari non solo chi occupa per necessità ma anche centinaia di famiglie in graduatoria oppure sotto sfratto.<br />
Due giorni fa un’ assemblea pubblica di più di cento persone ha annunciato una contestazione di massa alla Legge Saccardi per il 10 marzo, data in cui è prevista la sua approvazione. Impossibile non leggere gli sgomberi di oggi è come un tentativo vigliacco da parte del Partito Democratico di zittire le proteste contro le sue politiche scellerate e anti-popolari. Siamo abituati, questo è il renzismo.<br />
Due sgomberi pienamente politici, non legati alle richieste della proprietà ma solamente alla volontà delle istituzioni di attaccare quel pezzo di città che si organizza e lotta per i propri diritti e che da mesi costituisce fieramente un vero e proprio bastone tra le ruote ai progetti di austerità e sacrifici imposti con arroganza alle classi più deboli.<br />
Da una parte è stata sgomberata la nuova occupazione di Via Benedetto Marcello, che aveva da venerdì dato casa a 100 persone in emergenza abitativa, dopo aver già subito 2 settimane fa un altro sgombero immediato. Se le leggi tutelano sempre meno il diritto alla casa, sempre più persone si trovano a organizzarsi per occupare stabili vuoti da anni. Non sarà la forza militare della polizia che sgombera a modificare questo dato di fatto!<br />
Dall’altra non è un caso che sia stato anche lo stabile di via Baracca 18 ad essere sgomberato. Non solo una casa per cinquanta persone, ma anche uno spazio sociale e un punto di riferimento per l’intero movimento. Lo spazio da alcuni mesi ospitava già una palestra popolare gratuita e iniziative culturali, oltre ad essere sede per riunioni e assemblee. Ricordiamo che questo edificio è di proprietà di Unipol, uno dei colossi economici legati al Partito Democratico, costruito per poi lasciarlo vuoto per anni… come del resto rimarrà vuoto ancora. Ancora una volta si interviene a difesa delle banche e si ignorano diritti e dignità delle persone.<br />
A Firenze assistiamo a cento sfratti al mese. Undicimila case sfitte. Tremila famiglie in attesa di casa popolare. Fiumi di soldi pubblici sprecati nel grande “magna-magna” delle strutture per l’emergenza abitativa e nelle “grandi opere inutili” come la TAV. Non ci stancheremo mai di ripetere questi dati.<br />
Abbiamo ragione. E’ per questo che non ci arrendiamo!<br />
Non c’è da scandalizzarsi se centinaia di persone abbiamo indirizzato la loro rabbia contro la sede del Partito Democratico. Sono cose da mettere in conto quando un partito di governo dichiara guerra alla fascia di popolazione più povera e più torturata da crisi e austerità. Una cosa è sicura: i danni alla sede del Partito Democratico non sono nemmeno equiparabili alla barbarie di chi oggi ha lasciato 150 persone (tra cui 50 bambini) al freddo e alla pioggia.</p>
<p>Ci rivedremo come sempre nelle strade. Il 10 marzo tutti in piazza contro la Legge Saccardi!</p>
<p>Movimento di Lotta per la Casa</p>
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		<title>31 Gennaio: Manifestazione a Novoli contro gli sfratti per il diritto alla casa</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2015 15:09:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi vuole fare delle periferie territorio di divisioni: italiani contro immigrati, inquilini contro occupanti, giovani contro meno giovani. Come se la “guerra tra poveri” fosse l&#8217;unico modo di sopravvivere dentro la crisi. Sabato 31 gennaio scendiamo in piazza a Novoli contro i veri responsabili della crisi e del nostro impoverimento. Uniamoci nelle periferie per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2015/01/1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-557" alt="1" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2015/01/1-212x300.png" width="212" height="300" /></a>C&#8217;è chi vuole fare delle periferie territorio di divisioni: italiani contro immigrati, inquilini contro occupanti, giovani contro meno giovani. Come se la “guerra tra poveri” fosse l&#8217;unico modo di sopravvivere dentro la crisi.<br />
Sabato 31 gennaio scendiamo in piazza a Novoli contro i veri responsabili della crisi e del nostro impoverimento. Uniamoci nelle periferie per riprenderci diritti e dignità!</p>
<p><strong>Sabato 31 Gennaio, appuntamento ore 16:00 in piazza Puccini</strong></p>
<p>I 100 sfratti programmati ogni mese a Firenze rendono bene l&#8217;idea dell&#8217;emergenza sociale che si vive in città. Centinaia di famiglie che si trovano ad affrontare affitti da 800/1000 € al mese con redditi equivalenti e di poco superiori. Famiglie che restano senza casa, mentre sono più di 11000 le case sfitte in città.</p>
<p>Pezzo dopo pezzo, le istituzioni stanno distruggendo il diritto il casa e abolendo l&#8217;edilizia popolare. In questa direzione vanno il Decreto Lupi e la legge Saccardi in approvazione alla Regione Toscana: vendita delle case popolari e aumento dei canoni minimi, finanziamenti a costruttori e proprietari, guerra a famiglie morose e occupanti. Sono queste le risposte dei governi all&#8217;emergenza abitativa&#8230;</p>
<p>Un emergenza trasformata in vero e proprio “business” tramite le varie “strutture di accoglienza” che portano fiumi di denaro pubblico nelle tasche di cooperative e privati senza risolvere un bel niente (come dimostrato dall&#8217;inchiesta su Mafia Capitale). Mentre centinaia di case popolari restano vuote perchè “mancano i soldi per ristrutturarle”..</p>
<p>Un emergenza che, invece, si potrebbe risolvere requisendo gli stabili sfitti a grandi privati, immobiliari, banche e speculatori per assegnarle alle 3000 famiglie in città che aspettano da anni una casa popolare; fermando la svendita del patrimonio pubblico (come le ex-caserme) e realizzando nuove case popolari; con una ri-contrattazione dei canoni di affitto che tenga conto del reddito degli inquilini; bloccando da subito gli sfratti in attesa di poter garantire il “passaggio da casa a casa” per le famiglie.</p>
<p>E&#8217; questa la lotta che come abitanti delle case occupate, famiglie delle reti-antisfratto e inquilini in auto-riduzione dell&#8217;affitto portiamo avanti.</p>
<p>Tra disoccupazione, precarietà e salari bassi milioni di persone non arrivano alla fine del mese. Tantissimi rischiano di perdere anche la casa. I miliardi di euro pubblici (delle nostre tasse!) stanziati per “grandi opere” e “grandi eventi” inutili come la TAV, l&#8217;Expo di Milano e l&#8217;ipotesi delle Olimpiadi sono un vero e proprio insulto a chi oggi vive la crisi sotto forma di impoverimento di reddito e diritti.</p>
<p><strong>Vogliamo una sola grande opera: casa, reddito e dignità per tutti!</strong></p>
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		<title>#2D Mobilitazione in tutta la Toscana! La legge regionale sulla casa la scrivono i movimenti!</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 14:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[Piano casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Centinaia di sfrattati, occupanti di case e abitanti dei quartieri popolari si sono mobilitate nella giornata di oggi in diverse città toscane; a Pisa e Livorno occupate le sedi del Pd, a Firenze invaso il consiglio regionale, in vista della nuova legge sulla casa annunciata nei giorni scorsi dalla giunta regionale. Non hanno aspettato tempo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Centinaia di sfrattati, occupanti di case e abitanti dei quartieri popolari si sono mobilitate nella giornata di oggi in diverse città toscane; a Pisa e Livorno occupate le sedi del Pd, a Firenze invaso il consiglio regionale, in vista della nuova legge sulla casa annunciata nei giorni scorsi dalla giunta regionale.</em></p>
<p>Non hanno aspettato tempo le persone che ogni giorno vivono sulla propria pelle l’emergenza abitativa, di fronte alle dichiarazioni della Saccardi che giorni fa ha annunciato l’arrivo di una nuova legge regionale sulla casa in Toscana. L’indirizzo espresso dalla vice-presidente ed assessore alla casa della Regione Toscana non prometteva nulla di buono: le vaghe dichiarazioni riportate dalla stampa sembravano riprendere la linea del piano casa nazionale, fra dichiarazioni di guerra agli occupanti abusivi, elogi dell’housing sociale e nessuna proposta concreta per affrontare i problemi reali.</p>
<p>Per questo nella giornata di oggi a Firenze, Pisa e Livorno si sono mobilitate decine di famiglie, fra sfrattati, inquilini delle case popolari ed occupanti per necessità. L’obiettivo era aprire un tavolo di confronto con responsabili del Partito Democratico e con i vertici della Regione per poter esporre una serie di rivendicazioni che dovrebbero essere contenute in una legge realmente interessata ad affrontare l’emergenza abitativa.</p>
<p>A <strong>Livorno</strong> in mattinata molte persone insieme ai comitati autonomi dell’Ex Caserma Occupata hanno occupato la sede del Pd chiedendo un incontro con l’assessore regionale.</p>
<p>A <strong>Firenze</strong> invece, sempre durante la mattina, la protesta si è concentrata contro il palazzo che ospita il consiglio regionale. All’interno dell’edificio per ore oltre cento persone hanno portato avanti un’occupazione determinata, chiedendo che venisse fissato un incontro con il governatore Rossi o l’assessore Saccardi. Dopo una lunga attesa, ed alcuni momenti di tensione a causa delle provocazioni delle forze dell’ordine, gli occupanti hanno ottenuto la data per un incontro. Nel pomeriggio poi, in un incontro dei capigruppo con il Movimento di lotta per la casa, il presidente del consiglio regionale ha espresso la volontà di portare in votazione una mozione riguardante la contrarietà della regione toscana all&#8217;applicazione dell&#8217;art.5 del piano casa.</p>
<p>Infine a <strong>Pisa</strong>, nel pomeriggio, ad essere scelta come obiettivo della protesta è stata nuovamente la sede del Partito Democratico, il partito che governa  ad ogni livello (nazionale, regionale e cittadino) e che ha la responsabilità di portare avanti politiche criminali nell’ambito della casa. Tra i motivi che ha portato una delegazione di famiglie in emergenza abitativa a bussare alle porte della sede pisana del partito vi è anche l’ultimo scandalo della graduatoria provvisoria per le case popolari, nella quale moltissime famiglie non si sono viste riconoscere i punti dello sfratto.</p>
<p>E’ dunque cominciata la mobilitazione che dovrà impedire che la Regione Toscana approvi una nuova legge andrà a peggiorare la già drammatica situazione riguardo alla casa. Nelle prossime settimane la necessità sarà quella di allargare la protesta ad altre città in vista dell&#8217;incontro fissato a Firenze con l&#8217;assessore Saccardi e il governatore Rossi. Evidente a tutti l’enorme nervosismo con cui i funzionari di partito e gli amministratori regionali hanno accolto questa prima ondata di protesta, punti nel vivo ed incapaci di dare risposte convincenti riguardo alle rivendicazioni portate avanti dai movimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di seguito le rivendicazioni condivise dai tre presidi di protesta:<br />
</em></p>
<div><strong>-Punteggio per lo sfratto nella graduatoria ERP e alloggi per emergenza abitativa:</strong> l&#8217;attuale contesto di crisi economica ha prodotto un aumento vertiginoso degli sfratti per morosità; è necessario che i parametri di accesso all&#8217;edilizia sociale si adeguino a questa situazione, riconoscendo in maniera chiara un punteggio per lo sfratto per morosità e per la sua esecuzione (come già avviene nel caso dello sfratto per finita locazione). E&#8217; inoltre necessario che una percentuale maggiore di alloggi popolari sia destinata ai casi riconosciuti di emergenza abitativa, a situazioni, cioè, che per rientrano nei parametri ma hanno esigenza immediata di un&#8217;assegnazione.</div>
<div><strong>-Manutenzione e recupero degli alloggi ERP:</strong> in differenti contesti si riscontrano problemi e difficoltà riguardo alla gestione del patrimonio ERP. In particolare le due criticità più evidenti sono l&#8217;alto numero di alloggi sfitti e la difficoltà per gli assegnatari di ottenere manutenzioni e mobilità ordinaria, come spetterebbe loro. E&#8217; dunque necessario prevedere un nuovo fondo di investimento per fare fronte a queste situazioni senza gravare ulteriormente sugli inquilini. Per quanto riguarda il problema dello sfitto, l&#8217;ipotesi dell&#8217;autorecupero pare la migliore: assegnare appartamenti ancora incompleti agli inquilini disponibili a completare i lavori.</div>
<div><strong>-Incrementare il patrimonio ERP; requisizioni:</strong> a fronte dell&#8217;ampia richiesta, il numero di case popolari esistenti pare insufficiente. E&#8217; dunque necessario, da una parte respingere le ipotesi, paventate anche dall&#8217;art. 3 del piano casa, di svendita tramite asta degli alloggi esistenti; dall&#8217;altra immaginare misure che vadano ad incrementare il patrimonio esistente. Piuttosto che immaginare nuove costruzioni e ulteriore cementificazione delle periferie, sembra più interessante concentrarsi sull&#8217;utilizzo dell&#8217;esistente, ponendo in essere azioni di requisizione verso immobili di grandi privati inutilizzati da lungo tempo.</div>
<div><strong>-Bando per la morosità e affitto concordato:</strong> i contributi ai proprietari per sanare la morosità degli inquilini sono uno degli strumenti utilizzati, tramite apposito bando, per tamponare la piaga degli sfratti; in cambio dell&#8217;ottenimento di questi contributi il proprietario è vincolato alla stipula di un nuovo contratto di locazione. E&#8217; necessario, però, che sia aggiunta al bando una clausola che obblighi il proprietario ad abbassare il canone di affitto. Ciò che accade oggi, infatti, è che molti proprietari, dopo aver ottenuto i contributi, mantengono invariato il canone, giungendo ad un nuovo sfratto in breve tempo. Il bando per la morosità può risultare uno strumento convincente solo se utilizzato per giungere a contratti di locazione concordati e calmierati.</div>
<div><strong>-Riconoscere la situazione ed i diritti degli occupanti per necessità:</strong> il fenomeno delle occupazioni abitative è un prodotto di decenni di mala gestione delle risorse pubbliche da parte delle istituzioni. Chi sceglie di occupare lo fa perché spesso non ha altra alternativa, sprovvisto di casa e di qualsiasi forma di reddito. E&#8217; necessario porre fine ad un atteggiamento di criminalizzazione di queste situazioni, e soprattutto rigettare alcune misure incostituzionali, come l&#8217;art. 5 del piano casa, che impedendo agli occupanti l&#8217;accesso alle utenze ed alla residenza, di fatto provocano l&#8217;esclusione per un&#8217;ampia fascia di persone da diritti universali come l&#8217;acqua, l&#8217;istruzione e la salute.</div>
<p>&nbsp;</p>
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