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	<title>Movimento di Lotta per la Casa  &#187; donne</title>
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		<title>Sgomberata l&#8217;occupazione delle donne in via Pier Capponi. Non finisce qui!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 16:03:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<description><![CDATA[LA DIGNITA&#8217; NON SI SGOMBERA! Ancora una volta eserciti di poliziotti e carabinieri contro chi vive l&#8217;emergenza abitativa. Stamattina è toccata all&#8217;occupazione di via Pier Capponi 51, dove vivevano da alcuni mesi 13 donne con i loro bambini. Prima di occupare le donne erano ospiti all&#8217;interno delle “strutture” predisposte dal Comune per l&#8217;emergenza casa: luoghi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>LA DIGNITA&#8217; NON SI SGOMBERA!</p>
<p>Ancora una volta eserciti di poliziotti e carabinieri contro chi vive l&#8217;emergenza abitativa. Stamattina è toccata all&#8217;occupazione di via Pier Capponi 51, dove vivevano da alcuni mesi 13 donne con i loro bambini. Prima di occupare le donne erano ospiti all&#8217;interno delle “strutture” predisposte dal Comune per l&#8217;emergenza casa: luoghi improntati al disciplinamento sociale e all&#8217;umiliazione delle povertà che nulla hanno a che fare con il diritto alla casa e all&#8217;abitare dignitoso!</p>
<p>Per riconquistarsi questa dignità rubata, ad ottobre le donne si sono organizzate con il Movimento per uscire da queste strutture e andare ad occupare un pezzo del patrimonio sfitto presente in città (per la precisione degli ex-uffici di proprietà della Bettini Automobili Spa sfitti da anni). Così è nata un esperienza importante di lotta ed emancipazione che pratica una critica radicale all&#8217;intero sistema dell&#8217;assistenza sociale. Un esperienza che di certo non sarà annullata da sgomberi e poliziotti.</p>
<p>Sette ore di resistenza sul tetto hanno dimostrato la tenacia di chi oggi lotta per i propri diritti e non si accontenta della carità!</p>
<p>Dopo mesi straordinari di lotta per la casa le istituzioni cercano di porre un freno al movimento a forza di operazioni repressive. Lo sgombero eseguito stamattina è solo uno degli sgomberi annunciati per l&#8217;estate dall&#8217;ultimo Comitato per l&#8217;ordine e la sicurezza. L&#8217;arroganza del PD e della magistratura – il primo impegnato in tutto il paese in una guerra ai movimenti sociali, e la seconda sempre più disposta a firmare ordini immediati di sgombero sotto le pressioni delle grandi proprietà – dovrà fare i conti con un movimento che non ha paura e non si piega.</p>
<p>Mentre più di cinquanta poliziotti in assetto da guerra circondavano l&#8217;isolato, il Comune ha proposto alle donne di ritornare nelle “strutture”: ma indietro non si torna, la dignità non si sgombera!</p>
<p>Tenetevi la carità! I diritti ce li conquistiamo a spinta!</p>
<p>CASE SUBITO!</p>
<p>Libertà per i compagni arrestati a Roma e Torino!</p>
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		<title>Stanche di chiedere, ci riprendiamo tutto. Nuova occupazione in via P. Capponi</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 15:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo un gruppo di donne partite da paesi diversi ma arrivate nello stesso posto. Siamo arrivate in Italia, a Firenze e ci siamo conosciute attraverso il Movimento di Lotta per la Casa che mette a disposizione spazi aperti al confronto tra persone che vivono quotidianamente la precarietà abitativa. Ci sentivamo infettate dalla stessa malattia…la povertà. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo un gruppo di donne partite da paesi diversi ma arrivate nello stesso posto. Siamo arrivate in Italia, a Firenze e ci siamo conosciute attraverso il <strong>Movimento di Lotta per la Casa</strong> che mette a disposizione spazi aperti al confronto tra persone che vivono quotidianamente la <strong>precarietà abitativa</strong>.</p>
<p>Ci sentivamo infettate dalla stessa malattia…la povertà.</p>
<p>Nella società di oggi se non hai soldi per pagare anche l’aria che respiri vieni trattata dalle varie istituzioni come se stessi soffrendo di uno strano morbo, per il quale devi essere controllata a vista, curata, internata in case di accoglienza che sembrano<strong> carceri</strong>.</p>
<p><strong>Proprio come se la povertà fosse una malattia e il controllo sociale una cura.</strong></p>
<p>Probabilmente, inizialmente ci andava anche bene essere “curate”, dato che non abbiamo l’infinito credito disponibile, che serve oggi per sopravvivere; ma la cura che ci vogliono dare è una cura paradossale: una cura senza guarigione.</p>
<p>Infatti sono sempre di più le persone che si trovano per strada: donne, uomini e bambini; italiani, marocchini, rumeni, nigeriani, ghanesi, palestinesi e tanti altri.</p>
<p>E’ evidente che questa cura non funziona: sempre più persone finiscono nelle <strong>fredde strutture di accoglienza, dove il privato sociale si arricchisce su di loro</strong>, senza fornire nessuna prospettiva di vita dignitosa.</p>
<p>Le strutture di accoglienza sono luoghi in cui veniamo trattate come ospiti, e spesso nemmeno graditi!</p>
<p><a href="http://www.inventati.org/cortocircuito/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-23-11.27.47.jpg"><img title="2013-11-23 11.27.47" alt="" src="http://www.inventati.org/cortocircuito/wp-content/uploads/2013/11/2013-11-23-11.27.47.jpg" width="500" height="374" /></a></p>
<p>Non possiamo vivere liberamente con orari in cui entrare e uscire, senza la possibilità di invitare amici o cucinare; sottoposte a continui ricatti e regole assurde.</p>
<p><strong>Noi non siamo malate e non ci piace il ruolo della vittima.</strong></p>
<p>Anche se siamo sole con i nostri figli, abbiamo deciso di reagire e condividere le nostre esperienze, perché ci saremmo ammalate davvero, se non avessimo trovato il coraggio di riprenderci insieme <strong>la nostra libertà</strong>.</p>
<p>Noi vogliamo un luogo di <strong>pace e armonia</strong>, dove sentirci <strong>autonome e felici</strong>. Dove poter avere i nostri spazi e invitare i nostri amici. Una <strong>casa</strong> dove nessuno speculi su di noi a la nostra condizione: è chiedere troppo? A noi non sembra. <strong>E’ possibile che il denaro sia il requisito necessario per essere libere?</strong></p>
<p>Noi che siamo stanche di chiedere, abbiamo deciso di inziare a <strong>prenderci ciò di cui abbiamo bisogno: spazio e libertà</strong>. Per questo abbiamo deciso di occupare uno stabile vuoto da anni, per vivere insieme e avere finalmente una casa, senza dipendere da nessuno.</p>
<p><strong>Invitiamo tutti e tutte a passarci a trovare all’occupazione di via Pier Capponi!</strong></p>
<p><strong>Prima di tutto Donne, con il sostegno del Movimento di Lotta per la Casa.</strong></p>
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