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	<title>Movimento di Lotta per la Casa  &#187; abitare nella crisi</title>
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		<title>#civediamoil1maggio &#8211;  Dai movimenti per il diritto all&#8217;abitare: contro l&#8217;ipocrisia di Expo per costruire lotte sociali e territori resistenti!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 12:55:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Expo non è solo un grande evento ma è un modello di sviluppo del territorio, è un acceleratore di quei processi di gentrification e speculazione che colpiscono le nostre città, è la vetrina sfarzosa del neoliberismo, è l’esibizione di una costruzione di città governata dai flussi del capitale, pronta a calpestare costantemente i diritti di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Expo non è solo un grande evento ma è un modello di sviluppo del territorio, è un acceleratore di quei processi di gentrification e speculazione che colpiscono le nostre città, è la vetrina sfarzosa del neoliberismo, è l’esibizione di una costruzione di città governata dai flussi del capitale, pronta a calpestare costantemente i diritti di chi vive le metropoli contemporanee. “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, questo è lo slogan di Expo 2015 ma nulla centra con quello che rappresenta realmente questo evento nei nostri territori, ulteriori cementificazioni, propaganda degli Ogm come nuovo modello di business basato sull’agroalimentare, una vera e propria passerella per le grandi multinazionali che sfruttano il precariato e devastano il pianeta.Per verificare l’ipocrisia del “modello Expo” dunque, sarebbe sufficiente soffermarsi sul tema che si attribuisce sin dal titolo, in una grande operazione di Gree-washing dei grandi eventi. Ma poiché appunto Expo attraversa i territori per governarli e trasformarli, è da li che vogliamo partire. Expo è come una macchina che assieme divora (campi, quartieri, diritti acquisiti) e produce immaginari (economia della promessa, rilancio dell’economia, e di nuovo presunta attenzione all’ambiente). Expo dunque è stato qualcosa di più dei miliardi spesi e degli ettari distrutti in Provincia di Milano. Expo è una tecnica di inganno (piena di crepe) in continuità con l’imbroglio del Piano Casa, del Job Acts, del Sblocca italia e della Buonascuola. La neo-lingua con cui Renzi ha chiamato rispettivamente il piano per liquidare l’edilizia residenziale pubblica, le residue tutele sul lavoro, le critiche alle speculazioni pericolose per l’ambiente e così via…. Proprio sui territori che viviamo e agiamo ogni giorno centrale per noi sono le battaglie contro questi attacchi che, complessivamente prendono di mira le nostre vite (nel presente e nel futuro). Per quanto riguarda i movimenti per il diritto all’abitare il terreno di scontro principale è senza dubbio la battaglia contro il Piano Casa di Renzi e Lupi (e i suoi effetti concreti). Un decreto infame che prevede con l’ ART 5 la negazione di diritti fondamentali come la salute, gli allacci di luce, acqua e gas e la possibilità di avere la residenza per chi ha occupato per necessità e nel suo complesso prevede l’intensificarsi dei piani di vendita degli alloggi popolari, nonostante la domanda strutturale di case a prezzi accessibili sia in continuo vertiginoso aumento. Una politica, quella portata avanti dal Governo e dall’ex ministro delle infrastrutture Lupi, costruita sulla gestione clientelare e mafiosa degli appalti pubblici, un modus operandi oramai sotto gli occhi di tutti che da decenni si è fatta unico ed assodato metodo nella gestione delle grandi opere e dei grandi eventi. Al posto che costruire grandi opere inutili, ghiotta occasione non certo per le popolazioni che vivono i territori, le risorse pubbliche vanno investite per casa e redditto per tutti, questa è l’unica grande opera necessaria. In piazza il Primo Maggio, giornata di lotta del precariato metropolitano e inaugurazione di Expo 2015 , come movimenti per il diritto all’abitare costruiremo all’interno della MayDay uno spezzone che sia la reale espressione del corpo sociale meticcio che ci compone, per portare al centro della città le lotte sociali che in questi anni hanno saputo modificare i territori e le relazioni che in essi si sviluppano; ci saranno le famiglie e i giovani precari che abitano i quartieri popolari, le persone sotto sfratto e i tanti altri che hanno deciso in questi anni di mettersi in gioco per riprendersi un pezzo di ciò che ci spetta, con tutta la determinazione, la bellezza e la complessità di cui sono fatte le nostre comunità. La nostra lotta è riprendersi casa e reddito, è resistere a sgomberi e sfratti ma è anche costruire territori differenti, nei quali i rapporti tra le persone si basano su pratiche di mutualismo e solidarietà, e rifiutano con fermezza ogni razzismo e ogni guerra tra poveri; è a partire da tutto questo che ci organizziamo come comunità resistenti in grado di mettere in crisi il neoliberismo e i suoi processi di riproduzione. Abbiamo visto in questi anni la nascita di decine di occupazioni abitative e di altrettanti progetti sociali, dalle palestre popolari, ai mercatini dello scambio alle attività per i bambini, abbiamo costruito momenti conflittuali e allargato il consenso attorno alle nostre parole d’ordine e l’abbiamo fatto a partire dai nostri territori per confluire tutti insieme in mobilitazioni moltitudinarie come il 19 Ottobre a Roma dove in centomila abbiamo assediato il ministero delle infrastrutture e occupato Porta Pia. Expo verrà inaugurato il primo maggio 2015 ma non finisce certo quel giorno; nei sei mesi successivi dispiegherà i suoi tentacoli sule nostre vite a venire, proponendo modelli di vita insostenibili che vengono presentati come una grande opportunità per tutti. Proprio per questo rilanciamo fin da ora che vogliamo dare vita a sei mesi di iniziativa politica e lotta, attacco e ragionamento attorno ad un altro modello possibile, un Alter Expo che a partire dalle tante lotte che costruiscono i nostri territori, da quelle per l’abitare, agli studenti, dai lavoratori della logistica alle reti di produttori, distributori e contadini fino ad arrivare alle lotte contro la devastazione del territorio, sappia cogliere la sfida quotidianamente dentro questi sei mesi e oltre. Il nostro sforzo in questo senso sarà a partire dalla costruzione delle giornate di giugno che ci vedranno nuovamente impegnati a Milano come movimenti per il diritto all’abitare.</p>
<p><strong> 1 maggio 2015 – ore 14.00 – piazza XXIV maggio – Milano – MayDAy NoExpo </strong></p>
<p><strong>Spezzone dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare e delle lotte sociali.</strong></p>
<p>Abitare nella crisi</p>
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		<title>Firenze. Piu&#8217; di mille in corteo si accampano contro il piano-casa</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2014 20:56:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Più di mille persone hanno partecipato oggi a Firenze alla manifestazione contro il “modello Renzi”. A scendere in piazza la rabbia sociale contro il piano-casa e il jobs act. Occupanti di case, giovani precari, studenti e lavoratori hanno animato un corteo determinato e vivace che ha portato la propria contestazione sotto i principali luoghi simbolo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Più di mille persone hanno partecipato oggi a Firenze alla manifestazione contro il “modello Renzi”. A scendere in piazza la rabbia sociale contro il piano-casa e il jobs act. Occupanti di case, giovani precari, studenti e lavoratori hanno animato un corteo determinato e vivace che ha portato la propria contestazione sotto i principali luoghi simbolo del regime dell&#8217;austerity e della precarietà targato Partito Democratico. Dopo essere partito da piazza S.Marco il corteo ha sanzionato il Centro per l&#8217;impiego e il punto vendita di Eataly, esprimendo chiaramente l&#8217;indisponibilità sociale a piegarsi allo sfruttamento sotto il ricatto permanente della disoccupazione. La contestazione si è poi spostata sotto la Regione Toscana, dove è stata rispedita al mittente l&#8217;accusa di “colpevolezza” che i regolamenti regionali rivolgono alle centinaia di famiglie che non riescono a pagare un affitto: non esiste una “morosità colpevole”, la colpa è delle istituzioni, della rendita e degli speculatori! A questo punto il corteo si è diretto con rabbia verso il proprio obiettivo principale: Palazzo Vecchio, massima espressione del potere PD e luogo simbolo di un renzismo becero che i movimenti in città combattono da anni. Ad accoglierlo una piazza militarizzata che non è riuscita a scoraggiare le tante mani che hanno lanciato contro il palazzo verdure marce e uova. Qui nessuno ha paura! La volontà della questura di vietare al corteo il passaggio dentro piazza della Signoria ha dovuto fare i conti con la determinazione di un movimento disposto a guadagnarsi a spinta la libertà di manifestare, come dimostrato durante l&#8217;“assedio al lusso” dello scorso dicembre. La tendopoli allestita a fine corteo in piazza S.Lorenzo, alle spalle della Prefettura, sta lì ad esprimere una volontà diffusa di continuare senza paura la mobilitazione contro il piano-casa e la voglia di sfidare un governo cittadino che vuole tenere fuori dal centro-vetrina i proletari, i loro bisogni, le loro lotte. L&#8217;iniziativa di oggi si è dimostrata da subito capace di mettere in crisi la controparte, che si è vista costretta a incontrare una delegazione degli occupanti. Le richieste sono chiare: l&#8217;art.5 non deve essere approvato né tanto meno applicato dalle istituzioni locali! In caso contrario, saranno i movimenti a porre le condizioni della sua inapplicabilità reale facendo valere il contropotere accumulato nelle lotte! Determinazione, coraggio, rabbia, protagonismo, voglia di mettersi in gioco e non arrendersi di fronte a una controparte sempre più arrogante e indisposta a cedere con facilità. Questo si è visto oggi nel bellissimo spezzone della lotta per la casa che ha aperto la manifestazione. Come il 19 ottobre, come il 12 aprile, come nelle mille piazze che hanno animato il paese negli ultimi mesi, gli occupanti di case si sono ancora una volta, e forse in misura senza precedenti in questa città, dimostrati capaci di produrre una conflittualità sociale all&#8217;altezza dei tempi e di aprire importanti spazi di ricomposizione. Passaggio dopo passaggio vediamo come l&#8217;antagonismo espresso nella vertenzialità quotidiana condotta senza spirito di mediazioni al ribasso si sedimenti in forme di autonomia reali. Politicizzazione dei bisogni e capacità di spostare i rapporti di forza sono alcune delle gambe principali che continuano a far camminare questo movimento sulla strada di un cambiamento radicale della società. La direzione è quella giusta&#8230; avanti tutta! “La vera bellezza è nella Firenze che lotta” #sgomberiamoRenzi
<a href='https://www.inventati.org/lottaxlacasa/firenze-piu-di-mille-in-corteo-si-accampano-contro-il-piano-casa/bn2xmpeceaata6/#main'><img width="150" height="150" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/05/Bn2xmpeCEAATa6--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Noida qui non ce ne andiamo!" /></a>
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<a href='https://www.inventati.org/lottaxlacasa/firenze-piu-di-mille-in-corteo-si-accampano-contro-il-piano-casa/dsc_3879/#main'><img width="150" height="150" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/05/DSC_3879-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSC_3879" /></a>
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</p>
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		<title>3/4 Maggio &#8211; Incontro nazionale Abitare nella Crisi e assemblea regionale</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 15:26:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Hotel Concorde Occupato viale Gori n.10 Firenze, zona Novoli – uscita autostrada Firenze Nord sabato 3 maggio, ore 16 ASSEMBLEA REGIONALE DEI MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE La ricchezza delle esperienze che sui territori si stanno costruendo a partire dalle lotte per la casa e il reddito meritano sicuramente spazi in cui incontrarsi, confrontarsi e condividere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/04/concordeee.jpg"><img class="size-full wp-image-367 alignleft" alt="concordeee" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/04/concordeee.jpg" width="300" height="270" /></a>@ Hotel Concorde Occupato<em> </em></strong><em><strong>viale Gori n.10 Firenze, zona Novoli – uscita autostrada Firenze Nord</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>sabato 3 maggio, ore 16 </em><strong>ASSEMBLEA REGIONALE DEI MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">La ricchezza delle esperienze che sui territori si stanno costruendo a partire dalle lotte per la casa e il reddito meritano sicuramente spazi in cui incontrarsi, confrontarsi e condividere iniziativa antagonista. Nella contrapposizione dei movimenti con le politiche targate Renzi-PD il territorio toscano assume naturalmente un valore specifico. Non solo la narrazione di anni di governo del territorio va sottratta alla propaganda PD: è questo stesso territorio a diventare un terreno di contrapposizione importante all’interno del quale mettere in crisi la controparte. E’ la Toscana delle lotte sociali a dover prendere parola. Per questo crediamo importante guardare anche alla manifestazione del 17 maggio a Firenze come uno spazio in cui i movimenti per il diritto all’abitare possano tornare a impattare contro il “modello Renzi” e le politiche di austerity e precarietà del Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>domenica 4 maggio, ore 11 </em><strong>INCONTRO NAZIONALE ABITARE NELLA CRISI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’assemblea che si è svolta a Porta Pia il 13 aprile ha rilanciato la necessità di un appuntamento specifico di Abitare nella crisi per affrontare il decreto Lupi e gli effetti immediati dell’art. 5 individuando la data di domenica 4 maggio a Firenze. Quest’incontro è quanto mai fondamentale sia per le iniziative comuni contro il cosiddetto “piano casa” di Renzi, sia per costruire l’avvicinamento di questa rete al vertice europeo sulla disoccupazione giovanile previsto a Torino nel mese di luglio. Inoltre sarà utile per condividere valutazioni e riflessioni sulla manifestazione del 12 aprile e le varie prese di posizione dei ministri Alfano e Lupi, nonché del prefetto di Roma.</p>
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		<title>I territori e le lotte verso l’esondazione di primavera! 9 febbraio assemblea nazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 20:56:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Territori e le lotte verso l’esondazione di primavera! CONTRO IL VERTICE EUROPEO SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE #ASSEDIAMO AUSTERITY E PRECARIETA’ L’intreccio prezioso che si è determinato con la sollevazione generale dell’ Ottobre scorso ha mantenuto, anche se in forma complessa, tutta la sua forza. In ogni territorio la marginalità ha lasciato il posto ad una produzione di conflitto rinnovata e vigorosa, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b>I Territori e le lotte verso l’esondazione di primavera!</b></p>
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<div><b>CONTRO IL VERTICE EUROPEO SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE</b></div>
<div><b>#ASSEDIAMO AUSTERITY E PRECARIETA’</b></div>
<p>L’intreccio prezioso che si è determinato con la sollevazione generale dell’ Ottobre scorso ha mantenuto, anche se in forma complessa, tutta la sua forza. In ogni territorio la marginalità ha lasciato il posto ad una produzione di conflitto rinnovata e vigorosa, sostenuta anche da un insieme di relazioni che si sviluppano e si consolidano senza annullare le differenze. La diffusa voglia di tornare a prendere parola, di riconquistare diritti calpestati e cancellati, di difendere dalle devastazioni “territori e beni comuni”, incontra sempre più una composizione sociale precaria e piena di rabbia, convinta che questo modello di sviluppo non sia più accettabile ne riformabile e quindi predisposta ad organizzarsi dentro un presente da trasformare con urgenza. Migliaia di corsi d’acqua riottosi hanno ingrossato il fiume in piena delle lotte e qualche argine inizia a saltare.</p>
<p>Possiamo dire, dunque, che movimenti e sindacalismo conflittuale possono iniziare a volgere lo sguardo verso il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile previsto in Italia per il mese di Aprile 2014. Un tentativo di ritorsione messo in atto per tentare di recuperare e fermare le resistenze e le lotte che si sviluppano nei territori e nei posti di lavoro. La questione occupazionale di cui la Bce e i governi europei intendono parlare, varrà come declinazione definitiva del lavoro come lavoro precario, sottopagato e ad alto sfruttamento, basato principalmente sulla “valorizzazione capitalistica” dei territori e della vita di ognuno (come fra l’altro sta avvenendo per l’Expò a Milano ed in tante città e territori del paese). Un affronto soprattutto per quei “giovani” che vivono quella condizione precaria che gli stessi vertici Europei hanno creato e sulle cui vite si gioca buona parte della partita dell’austerity. Una vera e propria dichiarazione di guerra contro chi reclama: <strong>una sola grande opera: casa e reddito per tutt*. </strong>Una rivendicazione che abbiamo portato avanti per tutto l’autunno e che pone con forza il tema della priorità nell’utilizzo delle risorse e della necessità, al tempo stesso, di rompere ogni compatibilità e legame fra gli interessi dell’impresa e del capitale e le nostre vite sempre più veloci e precarie.</p>
<p>L’uso delle risorse economiche, dunque, accanto alla questione del reddito, rappresentano il vero cuore del problema e non potranno essere le briciole a farci accettare un itinerario che ha come orizzonte la cancellazione dei diritti, la progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro, la trasformazione delle questioni sociali in questione di ordine pubblico. È evidente che non esiste amministrazione illuminata di fronte a questa gestione della crisi, la ricetta è unica: vendere patrimonio pubblico, privatizzare servizi, consumare beni comuni in cambio di denaro per sanare casse deficitarie, imporre ovunque, prepotentemente, i dogmi del mercato e del neoliberismo. Perciò, di fronte a tutto questo, non resta che organizzare la nostra di minaccia nei confronti del potere, coltivando percorsi di riappropriazione e trasformazione radicale dell’esistente.</p>
<div>Da Porta Pia ci siamo mossi mantenendo sintonia ed ascoltandoci. Proviamo a farlo ancora.</div>
<p><strong>Vediamoci domenica 9 Febbraio 2014 alle ore 10 @università La Sapienza di Roma in un’assemblea nazionale dove riconnettere percorsi e lotte, unire ancora la nostre strade per reggere l’impatto imminente ed affrontare insieme questa nuova sfida.</strong></p>
<p>Letta e l’Europa delle banche  ci stanno chiedendo strada e noi non possiamo far altro che sbarrare il loro passo, tornare di nuovo nelle piazze per riconquistare un presente ed un futuro diversi.</p>
<p>La sollevazione può divenire esondazione, in primo luogo, se noi saremo in grado di non essere argine, ma fuori da ogni tatticismo, linfa vitale e motore in grado di produrre movimento e conflitto, come percorso obbligato ed irrinunciabile per cambiare tutto.<br />
<strong></strong></p>
<div><strong><em>Movimenti Sociali Contro la Precarietà e l’Austerity</em></strong></div>
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		<title>12G Abitare nella Crisi a Firenze: Prepariamo la settimana di lotta dal 15 al 22 gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 17:50:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il decreto milleproroghe, oltre ad aumentare il prelievo dalle tasche di ogni abitante attraverso aumenti d’imposta e delle tariffe, ha varato anche il rinvio degli sfratti per finita locazione (mettendo una toppa al decreto che andava in scadenza proprio con la fine di Dicembre). Una sospensione di sei mesi per quelle famiglie che rientrano nei requisiti delle cosiddette categorie protette. Parliamo di nuclei con un reddito lordo annuo di 21mila euro con figli a carico, ultrasessantacinquenni, diversamente abili con invalidità superiore al 66% o malati terminali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante famiglie vengono salvate da questo provvedimento? Forse un migliaio, a fronte di oltre 260mila sfratti per morosità già esecutivi. Un inutile intervento di pelosa salvaguardia, funzionale a coprire l’assenza del previsto decreto sulla casa annunciato dal ministro Lupi in pompa magna ad Ottobre. Anche gli appelli dei sindaci e dell’Anci sono rimasti lettera morta, la dottrina Lupi quindi sta per produrre altra emergenza e ulteriore precarietà abitativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro che ripresa dunque, qui milioni di persone non sapranno come affrontare i prossimi mesi e la crisi sembra destinata ad appesantire ancora di più la già difficile esistenza di tant*. La settimana di mobilitazione dal 15 al 22 gennaio, lanciata da “Abitare nella crisi” nella due giorni di Torino e Cosenza, assume ora una più rilevante importanza e l’appuntamento per prepararla proposto a Firenze il 12 Gennaio va organizzato con cura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ipotesi predominante nella definizione dei decreti legge del governo Letta sta nell’utilizzo delle risorse economiche da destinare alle banche, così da rimettere in moto finanziamenti utili alle grandi opere, ai grandi eventi, all’erogazione di mutui, al sostegno delle imprese. Un’idea tutta interna all’attuale modello di sviluppo e che produrrà ulteriore consumo di suolo e grande precarietà. Le sortite di Renzi e le attenzioni di Landini ci raccontano uno scenario dove le condizioni di reddito e la difesa dei diritti vengono messi in secondo piano rispetto all’affermazione di nuovi poteri e nuovi potentati, con le lobbies che combattono tra loro per spuntare qualche soldo e garantirsi rendite di posizione e poltrone.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche sul fronte dei migranti abbiamo ascoltato tante parole e assistito a colpi di teatro. Ora dobbiamo muoverci per impedire che questi giochi vengano fatti sulla pelle di chi arriva in Italia e fa i conti con un’accoglienza dai tratti criminali. Questo non è più accettabile e il protagonismo dei rifugiati e dei migranti sta saldandosi sempre più con le lotte con la precarietà e per il reddito, intrecciando vecchi e nuovi diritti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella settimana di mobilitazione dal 15 al 22 gennaio si possono connettere le lotte.</strong> Dal diritto alla casa al trasporto pubblico, alla salute, allo studio, al reddito, alla difesa dell’ambiente e del patrimonio pubblico, all’accoglienza e alla libertà di movimento. Un diritto all’abitare dunque declinato dentro una diversa qualità della vita e un diverso modello di sviluppo, in aperto contrasto con le direttive europee e i diktat imposti ed eseguiti dal governo Letta, sostenuto in primis dal Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il corteo nazionale sul trasporto pubblico e contro le privatizzazioni che il 20 gennaio attraverserà Roma</strong> segnala una sofferenza e un disagio profondi, sentimenti che riempiono le giornate di molt*, come diviene sempre più insopportabile la condizione di precarietà che pesa sulle nostre vite.<strong> Trasformiamo questa giornata nel giorno della rabbia metropolitana e dei territori</strong>, liberiamo le energie che quotidianamente impieghiamo nei picchetti antisfratto e della logistica, negli scioperi e nell’invasione di aree in difesa del suolo contro grandi opere ed eventi, nel blocco della produzione e nel rifiuto del ricatto del lavoro precario, nella richiesta di assunzioni e di reddito garantito, nel riconoscimento dei diritti di cittadinanza, allo studio, alla salute, alla dignità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le reti e i movimenti che hanno costruito la sollevazione del 18 e del 19 Ottobre si assumono la responsabilità di rilanciare, nello spirito dell’assedio e dell’acampada di Porta Pia, una mobilitazione generale che deve saper valorizzare le differenze e tutte le energie disponibili verso l’esondazione di primavera, in occasione del vertice sulla disoccupazione giovanile annunciato dal presidente del consiglio Letta e previsto per aprile 2014.</p>
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