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	<title>Movimento di Lotta per la Casa  &#187; #14N</title>
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		<title>#14N Tremila in corteo per lo sciopero sociale, città paralizzata</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 23:15:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grande successo a Firenze dello sciopero sociale contro il governo Renzi indetto da sindacati di base e movimenti. Tremila persone sono scese in piazza, dando vita a tre cortei che si sono poi ricongiunti a Porta a Prato. La giornata di lotta è iniziata poco dopo le otto di mattina, quando occupanti di case e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo a Firenze dello sciopero sociale contro il governo Renzi indetto da sindacati di base e movimenti. Tremila persone sono scese in piazza, dando vita a tre cortei che si sono poi ricongiunti a Porta a Prato.</p>
<p>La giornata di lotta è iniziata poco dopo le otto di mattina, quando occupanti di case e famiglie in emergenza abitativa hanno iniziato a bloccare via Corridoni e via Mariti all&#8217;altezza di piazza Dalmazia. Requisizione delle case sfitte a banche e speculatori, abolizione dell&#8217;art.5 e approvazione urgente di una delibera comunale sul diritto di residenza per chi vive negli stabili occupati, oltre all&#8217;utilizzo delle risorse destinate a grandi opere per garantire casa e reddito per tutti: queste le istanze sollevate.</p>
<p>Dopo circa un&#8217;ora i lavoratori in sciopero dell&#8217;ospedale di Careggi hanno raggiunto il blocco. A questo punto occupanti, sfrattati e lavoratori sono partiti in corteo attraversando i viali alla periferia nord della città. Altri blocchi al Ponte di Mezzo, in viale Redi e sul ponte di piazza Puccini, prima di raggiungere il concentramento del sindacalismo di base.</p>
<p>Un migliaio di studenti, invece, si sono concentrati in piazza San Marco insieme ai lavoratori della scuola. Da lì è partito un corteo che ha voluto esprimere il rifiuto per un modello di società basato su autoritarismo, precarietà e lavoro gratuito sostenuto tanto dalla “buona scuola” quanto dal “jobs act”. Prima di invadere i viali di circonvallazione del centro, gli studenti hanno sanzionato un&#8217;agenzia interinale &#8211; per dire “no!” a un futuro di sfruttamento &#8211; e il Tribunale dei Minori, emblema non solo della repressione contro le lotte degli studenti ma anche dell&#8217;(in)Giustizia di Stato che si accanisce sui deboli e garantisce impunità ai poteri forti e alle divise.</p>
<p>Alle dieci e mezzo duemila persone sono partite da piazza Puccini in direzione Porta a Prato per ricongiungersi col corteo degli studenti medi e continuare insieme a paralizzare il traffico cittadino. Alcune banche sul percorso sono state sanzionate. Al centro della manifestazione l&#8217;opposizione al “jobs act”. Il corteo ha visto uniti lavoratori in sciopero, disoccupati, occupanti, famiglie sotto sfratto, movimenti e comitati contro la devastazione del territorio e la svendita del patrimonio pubblico: tanti soggetti che hanno portato in piazza una critica a trecentosessanta gradi verso le politiche PD targate Renzi, dal lavoro alla casa, passando per la messa a lavoro dei territori contenuta nello “Sblocca Italia” e le privatizzazioni.</p>
<p>Il traffico cittadino era già in tilt quando i due cortei, una volta unitesi, hanno bloccato Porta a Prato, per poi ripartire insieme verso Confindustria e sanzionarla con petardi e scritte: “Da Terni a Livorno lavorare tutti per lavorare meno. No al jobs act!”. Invece di terminare in piazza Bambine Bambini di Beslan, la manifestazione ha invaso i viali attorno alla Fortezza da Basso terminando nel migliore dei modi una giornata di lotta che è riuscita a mantenere la promessa fatta: “contro il governo Renzi&#8230; blocchiamo tutto!”.</p>
<p>Lo sciopero sociale di oggi è riuscito oltre ogni aspettativa a essere occasione di mobilitazione e spazio di ricomposizione per i diversi soggetti sociali che oggi vivono la crisi in termini di impoverimento e sottrazione di diritti. Quello del numero non è l&#8217;unico dato positivo che la giornata ci restituisce. Il carattere meticcio della mobilitazione, che ha visto italiani e migranti, lavoratori e disoccupati, studenti e giovani precari uniti nel rivolgere un attacco comune verso i piani alti della gerarchia sociale, rappresenta una qualità preziosa in un momento in cui la governance punta su differenziazione e razzismo per cercare di prevenire l&#8217;insorgenza sociale possibile che cova in diversi corpi sociali e periferie metropolitane. Periferie che la manifestazione di oggi ha saputo attraversare e scuotere, comunicando con le parole e con i fatti la necessità e la possibilità di un&#8217;opposizione sociale autonoma alle politiche dei sacrifici: è questo, d&#8217;altronde, il compito che ogni progetto antagonista deve riuscire a praticare quotidianamente, sporcandosi le mani e assumendosi dei rischi. In questo senso, la giornata di oggi non può essere che vissuta come un passaggio, un altro ottimo passaggio.</p>
<p>La decisione di scommettere collettivamente su una giornata che assumesse la pratica del blocco come indicazione comune, rifiutando un terreno di pura auto-rappresentazione, ha pagato. Soprattutto nei termini in cui l&#8217;incrociarsi e il congiungersi dei blocchi e dei cortei ha permesso che diversi segmenti di una <em>classe</em> frammentata si riconoscessero reciprocamente come alleati naturali e necessari.</p>
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