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	<title>Movimento di Lotta per la Casa  &#187; Nazionale</title>
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		<title>23 Gennaio &#8211; KidzBloc contro l&#8217;art. 5</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 01:02:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I BAMBINI NON SI CANCELLANO CORTEO 23 GENNAIO h.11.00 P.ZZA DUOMO Il 23 gennaio i Movimenti per il Diritto all’Abitare della rete nazionale di Abitare nella crisi scenderanno di nuovo in piazza contro l’art.5 del Piano Casa del Governo Renzi, che negando la residenza a tutti coloro i quali hanno trovato risposta al problema dell’emergenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I BAMBINI NON SI CANCELLANO<br />
CORTEO 23 GENNAIO h.11.00<br />
P.ZZA DUOMO<br />
Il 23 gennaio i Movimenti per il Diritto all’Abitare della rete nazionale di Abitare nella crisi scenderanno di nuovo in piazza contro l’art.5 del Piano Casa del Governo Renzi, che negando la residenza a tutti coloro i quali hanno trovato risposta al problema dell’emergenza casa grazie alle occupazioni, cancella il diritto ad un futuro e ad un presente dignitoso per centinaia di uomini, donne e bambini in tutta Italia.<br />
Non avere la residenza significa, infatti, oltre a notevoli problemi sul rinnovo del permesso di soggiorno, non poter accedere a misure di welfare di nessun tipo: dalla sanità pubblica, ai sussidi fino ai bandi stessi per la casa popolare.<br />
Anche iscriversi a scuola dopo l’art.5 diviene un percorso irto di ostacoli e a volte irrealizzabile.<br />
Già da mesi i bambini delle occupazioni abitative sono scesi in piazza a fianco delle proprie famiglie per rivendicare il diritto ad un’infanzia felice che l’art.5 nega loro, dando vita all’esperimento del KidzBloc, che il 16 ottobre scorso ha dato vita ad una grande manifestazione a Roma sotto Palazzo Chigi e che ha prodotto l’attivazione di percorsi (come il comitato per il diritto allo studio di Firenze) che rivendicano un diritto allo studio garantito a tutti e tutte, anche per le famiglie che non possono sostenerne le gravose spese (libri, materiali, mense, trasporti), anche ai bambini e le bambine occupanti.<br />
A Firenze dal 21 al 23 gennaio si svolgerà come ogni anno Pitti Bimbo: uno spazio di business, fashion e moda in cui gli stilisti presentano vestiti costosi per i figli delle classi agiate. Uno show completamente separato dalla città reale, che è composta di famiglie che subiscono la crisi, di famiglie sfrattate e di bambini i cui genitori perdono il lavoro.<br />
Per questo il 23 gennaio il KidzBloc tornerà in piazza andando a contestare proprio la kermesse di moda dedicata ai bambini portando l’infanzia delle lotte sociali nella vetrina mistificante di coloro per cui l’infanzia è solo un business.</p>
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		<title>Sul 1 Maggio a Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2015 10:52:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come Movimento di Lotta per la casa di Firenze abbiamo partecipato alla manifestazione NoExpo del 1 Maggio nello spezzone dell&#8217;abitare e delle lotte sociali. Expo è la vetrina del capitalismo nazionale e internazionale pagata con i soldi pubblici: il meccanismo è lo stesso di tutte le grandi opere come la tav. Si favoriscono le speculazioni mentre i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come Movimento di Lotta per la casa di Firenze abbiamo partecipato alla manifestazione NoExpo del 1 Maggio nello spezzone dell&#8217;abitare e delle lotte sociali.<br />
Expo è la vetrina del capitalismo nazionale e internazionale pagata con i soldi pubblici: il meccanismo è lo stesso di tutte le grandi opere come la tav. Si favoriscono le speculazioni mentre i servizi pubblici si cancellano e le case popolari si vendono.<br />
Expo è un nuovo modello di lavoro: 18.500 volontari, divieto di sciopero, operai morti nei cantieri, il tutto &#8220;per l&#8217;Italia è una grande occasione&#8221;.<br />
Expo è paradigma dello &#8220;sviluppo&#8221; che il governo Renzi sta portando avanti dal Jobs Act al Piano Casa, dalla Buona Scuola allo Sblocca Italia: più miseria, meno welfare e più sfruttamento per tutti noi per aiutare i potenti ad uscire dalla crisi.<br />
Come si poteva accettare in silenzio la provocazione che il giorno della festa dei lavoratori fosse la passerella del governo e degli industriali per presentare a tutto il mondo la fiera della speculazione e dello sfruttamento?<br />
Siamo partiti per Milano dopo mesi di sgomberi e manifestazioni militarizzate. Il nostro pullman è stato fermato e perquisito, a caccia di “pericolosi antagonisti”, con l&#8217;unico risultato di farci arrivare in ritardo.<br />
Siamo arrivati in piazza insieme a migliaia di persone, che come noi lottano ogni giorno per la casa, per la propria vita e contro questo governo.<br />
Di fronte alla provocazione di una “zona rossa” che ancora una volta vuole il centro della città riservato a ricchi e potenti, non possiamo che schierarci a fianco di chi ha rivendicato con forza la libertà di movimento tentando  di muoversi verso i simboli del potere finanziario e della speculazione economica.<br />
Di fronte a chi ci nega la residenza e se ne frega se i nostri figli vanno o no a scuola, di fronte a chi permette che centinaia di persone muoiano nel Mediterraneo, non sono certo le vetrine rotte a suscitare la nostra indignazione.<br />
Siamo tornati da Milano consapevoli che, per quanto mal indirizzata, la rabbia che la piazza ha espresso è la stessa rabbia che anima i tanti percorsi di lotta quotidiana che affermano bisogni e desideri contro le leggi del mercato.<br />
Se i media parlano di città devastata, tocca a chi lotta spiegare che sono la speculazione e gli appalti mafiosi che devastano davvero le città.<br />
Se i media parlano di manifestazione pacifica rovinata, tocca a chi lotta spiegare che non ci sono buoni e cattivi: c&#8217;è da una parte chi ci sfrutta, specula sulle nostre vite e mette in fila leggi infami per poterlo fare ogni giorno di più, dall&#8217;altra c&#8217;è chi la crisi la subisce e decide di reagire.<br />
Tocca a chi lotta organizzarsi perché si costruisca ogni giorno e in ogni territorio un&#8217;opposizione sociale capace di mettere in crisi non solo una &#8220;festa dei padroni&#8221; come quella del 1 maggio a Milano, ma l&#8217;intero modello di &#8220;sviluppo&#8221;.<br />
Tocca a chi lotta essere capace di comunicarlo ogni giorno di più, nei territori come nelle piazze, a tutti quelli che stanno, come noi, dalla parte giusta.<br />
La nostra piena solidarietà a tutti gli arrestati. Tutti liberi subito!</p>
<p>Movimento di lotta per la casa Firenze</p>
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		<title>#civediamoil1maggio &#8211;  Dai movimenti per il diritto all&#8217;abitare: contro l&#8217;ipocrisia di Expo per costruire lotte sociali e territori resistenti!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 12:55:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Expo non è solo un grande evento ma è un modello di sviluppo del territorio, è un acceleratore di quei processi di gentrification e speculazione che colpiscono le nostre città, è la vetrina sfarzosa del neoliberismo, è l’esibizione di una costruzione di città governata dai flussi del capitale, pronta a calpestare costantemente i diritti di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Expo non è solo un grande evento ma è un modello di sviluppo del territorio, è un acceleratore di quei processi di gentrification e speculazione che colpiscono le nostre città, è la vetrina sfarzosa del neoliberismo, è l’esibizione di una costruzione di città governata dai flussi del capitale, pronta a calpestare costantemente i diritti di chi vive le metropoli contemporanee. “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, questo è lo slogan di Expo 2015 ma nulla centra con quello che rappresenta realmente questo evento nei nostri territori, ulteriori cementificazioni, propaganda degli Ogm come nuovo modello di business basato sull’agroalimentare, una vera e propria passerella per le grandi multinazionali che sfruttano il precariato e devastano il pianeta.Per verificare l’ipocrisia del “modello Expo” dunque, sarebbe sufficiente soffermarsi sul tema che si attribuisce sin dal titolo, in una grande operazione di Gree-washing dei grandi eventi. Ma poiché appunto Expo attraversa i territori per governarli e trasformarli, è da li che vogliamo partire. Expo è come una macchina che assieme divora (campi, quartieri, diritti acquisiti) e produce immaginari (economia della promessa, rilancio dell’economia, e di nuovo presunta attenzione all’ambiente). Expo dunque è stato qualcosa di più dei miliardi spesi e degli ettari distrutti in Provincia di Milano. Expo è una tecnica di inganno (piena di crepe) in continuità con l’imbroglio del Piano Casa, del Job Acts, del Sblocca italia e della Buonascuola. La neo-lingua con cui Renzi ha chiamato rispettivamente il piano per liquidare l’edilizia residenziale pubblica, le residue tutele sul lavoro, le critiche alle speculazioni pericolose per l’ambiente e così via…. Proprio sui territori che viviamo e agiamo ogni giorno centrale per noi sono le battaglie contro questi attacchi che, complessivamente prendono di mira le nostre vite (nel presente e nel futuro). Per quanto riguarda i movimenti per il diritto all’abitare il terreno di scontro principale è senza dubbio la battaglia contro il Piano Casa di Renzi e Lupi (e i suoi effetti concreti). Un decreto infame che prevede con l’ ART 5 la negazione di diritti fondamentali come la salute, gli allacci di luce, acqua e gas e la possibilità di avere la residenza per chi ha occupato per necessità e nel suo complesso prevede l’intensificarsi dei piani di vendita degli alloggi popolari, nonostante la domanda strutturale di case a prezzi accessibili sia in continuo vertiginoso aumento. Una politica, quella portata avanti dal Governo e dall’ex ministro delle infrastrutture Lupi, costruita sulla gestione clientelare e mafiosa degli appalti pubblici, un modus operandi oramai sotto gli occhi di tutti che da decenni si è fatta unico ed assodato metodo nella gestione delle grandi opere e dei grandi eventi. Al posto che costruire grandi opere inutili, ghiotta occasione non certo per le popolazioni che vivono i territori, le risorse pubbliche vanno investite per casa e redditto per tutti, questa è l’unica grande opera necessaria. In piazza il Primo Maggio, giornata di lotta del precariato metropolitano e inaugurazione di Expo 2015 , come movimenti per il diritto all’abitare costruiremo all’interno della MayDay uno spezzone che sia la reale espressione del corpo sociale meticcio che ci compone, per portare al centro della città le lotte sociali che in questi anni hanno saputo modificare i territori e le relazioni che in essi si sviluppano; ci saranno le famiglie e i giovani precari che abitano i quartieri popolari, le persone sotto sfratto e i tanti altri che hanno deciso in questi anni di mettersi in gioco per riprendersi un pezzo di ciò che ci spetta, con tutta la determinazione, la bellezza e la complessità di cui sono fatte le nostre comunità. La nostra lotta è riprendersi casa e reddito, è resistere a sgomberi e sfratti ma è anche costruire territori differenti, nei quali i rapporti tra le persone si basano su pratiche di mutualismo e solidarietà, e rifiutano con fermezza ogni razzismo e ogni guerra tra poveri; è a partire da tutto questo che ci organizziamo come comunità resistenti in grado di mettere in crisi il neoliberismo e i suoi processi di riproduzione. Abbiamo visto in questi anni la nascita di decine di occupazioni abitative e di altrettanti progetti sociali, dalle palestre popolari, ai mercatini dello scambio alle attività per i bambini, abbiamo costruito momenti conflittuali e allargato il consenso attorno alle nostre parole d’ordine e l’abbiamo fatto a partire dai nostri territori per confluire tutti insieme in mobilitazioni moltitudinarie come il 19 Ottobre a Roma dove in centomila abbiamo assediato il ministero delle infrastrutture e occupato Porta Pia. Expo verrà inaugurato il primo maggio 2015 ma non finisce certo quel giorno; nei sei mesi successivi dispiegherà i suoi tentacoli sule nostre vite a venire, proponendo modelli di vita insostenibili che vengono presentati come una grande opportunità per tutti. Proprio per questo rilanciamo fin da ora che vogliamo dare vita a sei mesi di iniziativa politica e lotta, attacco e ragionamento attorno ad un altro modello possibile, un Alter Expo che a partire dalle tante lotte che costruiscono i nostri territori, da quelle per l’abitare, agli studenti, dai lavoratori della logistica alle reti di produttori, distributori e contadini fino ad arrivare alle lotte contro la devastazione del territorio, sappia cogliere la sfida quotidianamente dentro questi sei mesi e oltre. Il nostro sforzo in questo senso sarà a partire dalla costruzione delle giornate di giugno che ci vedranno nuovamente impegnati a Milano come movimenti per il diritto all’abitare.</p>
<p><strong> 1 maggio 2015 – ore 14.00 – piazza XXIV maggio – Milano – MayDAy NoExpo </strong></p>
<p><strong>Spezzone dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare e delle lotte sociali.</strong></p>
<p>Abitare nella crisi</p>
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		<title>3/4 Maggio &#8211; Incontro nazionale Abitare nella Crisi e assemblea regionale</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 15:26:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ Hotel Concorde Occupato viale Gori n.10 Firenze, zona Novoli – uscita autostrada Firenze Nord sabato 3 maggio, ore 16 ASSEMBLEA REGIONALE DEI MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE La ricchezza delle esperienze che sui territori si stanno costruendo a partire dalle lotte per la casa e il reddito meritano sicuramente spazi in cui incontrarsi, confrontarsi e condividere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/04/concordeee.jpg"><img class="size-full wp-image-367 alignleft" alt="concordeee" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/04/concordeee.jpg" width="300" height="270" /></a>@ Hotel Concorde Occupato<em> </em></strong><em><strong>viale Gori n.10 Firenze, zona Novoli – uscita autostrada Firenze Nord</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>sabato 3 maggio, ore 16 </em><strong>ASSEMBLEA REGIONALE DEI MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE</strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="LEFT">La ricchezza delle esperienze che sui territori si stanno costruendo a partire dalle lotte per la casa e il reddito meritano sicuramente spazi in cui incontrarsi, confrontarsi e condividere iniziativa antagonista. Nella contrapposizione dei movimenti con le politiche targate Renzi-PD il territorio toscano assume naturalmente un valore specifico. Non solo la narrazione di anni di governo del territorio va sottratta alla propaganda PD: è questo stesso territorio a diventare un terreno di contrapposizione importante all’interno del quale mettere in crisi la controparte. E’ la Toscana delle lotte sociali a dover prendere parola. Per questo crediamo importante guardare anche alla manifestazione del 17 maggio a Firenze come uno spazio in cui i movimenti per il diritto all’abitare possano tornare a impattare contro il “modello Renzi” e le politiche di austerity e precarietà del Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>domenica 4 maggio, ore 11 </em><strong>INCONTRO NAZIONALE ABITARE NELLA CRISI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’assemblea che si è svolta a Porta Pia il 13 aprile ha rilanciato la necessità di un appuntamento specifico di Abitare nella crisi per affrontare il decreto Lupi e gli effetti immediati dell’art. 5 individuando la data di domenica 4 maggio a Firenze. Quest’incontro è quanto mai fondamentale sia per le iniziative comuni contro il cosiddetto “piano casa” di Renzi, sia per costruire l’avvicinamento di questa rete al vertice europeo sulla disoccupazione giovanile previsto a Torino nel mese di luglio. Inoltre sarà utile per condividere valutazioni e riflessioni sulla manifestazione del 12 aprile e le varie prese di posizione dei ministri Alfano e Lupi, nonché del prefetto di Roma.</p>
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		<title>#sgomberiamorenzi Comunicato da Porta Pia sul #12A</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2014 01:14:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[#12A Parte la campagna elettorale: altro che soluzioni, manganelli contro chi chiede casa reddito e diritti per tutti 30 mila in piazza “Sgomberiamo Renzi! I diritti si conquistano a spinta!” Un corteo di oltre 30mila persone oggi si è mosso da Porta Pia per portare l’assedio ai ministeri e contestare i provvedimenti che il governo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>#12A Parte la campagna elettorale: altro che soluzioni, manganelli contro chi chiede casa reddito e diritti per tutti</strong></p>
<p><strong>30 mila in piazza “Sgomberiamo Renzi! I diritti si conquistano a spinta!”</strong></p>
<p>Un corteo di oltre 30mila persone oggi si è mosso da Porta Pia per portare l’assedio ai ministeri e contestare i provvedimenti che il governo Renzi ha già preso sul tema della casa e del lavoro.</p>
<p>Una manifestazione meticcia, determinata a portare la rabbia davanti ai luoghi simbolo delle politiche di austerity per contestare con forza il decreto Lupi e il Jobs Act, attaccata pesantemente su via Veneto e piazza Barberini con manganelli e gas lacrimogeni.</p>
<p>Un’aperura di campagna elettorale che ha confermato la linea “soluzioni zero” del governo Renzi, caricando la manifestazione arrivata sotto il Ministero del lavoro, esplicitando di nuovo l’intenzione di non dare alcun ascolto né tantomeno risposta alle migliaia di famiglie che soffrono la crisi: jobs act e piano casa sono due decreti fatti per formare una schiera di nuovi invisibili senza diritti, condannati ad essere precari a vita e senza un tetto sopra la testa. Due decreti che già rendevano chiaro l’obiettivo di colpire chi lotta, attraverso l’art.5 del piano casa, rendendo sanzionabile chi sciopera, non risparmiando manganellate a chi porta sul piano pubblico l’infamia di un governo che non ha nulla di nuovo e continua a garantire privilegi e interessi degli amici degli amici, condannando alla povertà una popolzione intera.</p>
<p>Un abbraccio va da Porta Pia ai feriti, di cui attualmente due in ospedale piantonati, e ai compagni fermati, di cui ancora non sappiamo se verranno rilasciati o tradotti in carcere. Li vogliamo tutti liberi e subito. La manifestazione di oggi è stata la prima contro il governo Renzi, e non sarà certo l’ultima: saremo in piazza nei territori il 1 maggio in connessione con tante città europee per rivendicare reddito e diritti contro le politiche di austerity, e l’11 luglio ci troverete sicuramente ad assediare il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile a torino. Perchè se c’è una cosa di cui siamo sicuri è che di fronte a un potere che fa solo i suoi interessi, i diritti si conquistano a spinta.</p>
<p>Domani alle ore 10 in Porta Pia assemblea verso le prossime mobilitazioni.</p>
<p>Partecipa organizzati lotta!</p>
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		<title>Contro il decreto Lupi è lotta senza quartiere! Assediamo il governo Renzi!</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2014 15:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[#12A]]></category>
		<category><![CDATA[occupazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Piano casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì scorso è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il “Decreto Lupi” sulla casa. Sbandierato, proprio come il cosiddetto Jobs Act per quanto riguarda il lavoro, come risposta alla crisi abitativa, il decreto marcia in direzione esattamente opposta. Il ministro Lupi, sotto la guida del neo premier Renzi, conferma e rilancia, infatti, in maniera criminale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p align="JUSTIFY">Mercoledì scorso è stato app<a href="http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/art5.jpg"><img class="alignleft" alt="art5" src="http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/art5-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>rovato dal Consiglio dei Ministri il “Decreto Lupi” sulla casa. Sbandierato, proprio come il cosiddetto <i>Jobs Act </i>per quanto riguarda il lavoro, come risposta alla crisi abitativa, il decreto marcia in direzione esattamente opposta. Il ministro Lupi, sotto la guida del neo premier Renzi, conferma e rilancia, infatti, in maniera criminale esattamente le stesse politiche che fino ad oggi hanno portato in ogni angolo del paese, allo scoppio della bolla immobiliare ed alla deflagrazione dell’emergenza abitativa.</p>
<p align="JUSTIFY">Sostegno al mercato, alla proprietà ed alle banche. Vendita del Patrimonio pubblico, nuovo consumo di suolo. Più che di un piano casa abbiamo di fronte un vero e proprio pacchetto edilizio destinato a promuovere la speculazione e ad ingrassare ancora le tasche della rendita. Come se non bastasse, inserendo nel testo un articolo (ART.5), che cancella la possibilità di concedere la residenza e di allacciare utenze negli immobili occupati, annullando retroattivamente ciò che è stato già concesso e stabilito, il ministro del disordine e delle grandi opere Lupi dichiara guerra ai movimenti, alle lotte, tenta di mettere all’angolo i percorsi realizzati sul piano locale per riaffermare dignità e riconquistare i diritti negati.</p>
<p align="JUSTIFY">Ora, due mesi ci separano dalla conversione di questo scellerato provvedimento. Per questo lanciamo subito sui territori la nostra decisa risposta.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>GIOVEDI’ 20 Marzo daremo vita ad una prima giornata di mobilitazione nazionale contro l’Art. 5 e contro l’intero decreto, manifestando sotto alle prefetture e comparendo con iniziative a sorpresa.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Le lotte per il Diritto alla Casa e all’Abitare proseguiranno <strong>dal 23 al 30 Marzo</strong> con una articolata settimana di lotta e di riappropriazione sui territori. Verso il nuovo assedio nazionale previsto per il<strong> 12 Aprile</strong> prossimo.</p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Contro la vendita del patrimonio pubblico</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Per un blocco generalizzato degli sfratti e degli sgomberi</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Per un piano straordinario per l’emergenza abitativa</strong> </em></p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Una sola grande opera CASA E REDDITO PER TUTTI E TUTTE</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>I diritti si conquistano A SPINTA! </strong></em></p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Abitare nella crisi</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">___________________________________</p>
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<div><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;">GIOVEDI&#8217; 20 MARZO ORE 10 DAVANTI ALLA PREFETTURA</span></span></b></div>
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<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;">     MANIFESTAZIONE-CORTEO</span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;">un &#8220;piano casa&#8221; che fà schifo&#8230;.<br />
</span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;">un articolo 5 che chiama alla ribellione&#8230;</span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">La scorsa</span></span></span></b><a href="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/03/10013521_10152293967332855_911915398_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-320 alignleft" alt="10013521_10152293967332855_911915398_n" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2014/03/10013521_10152293967332855_911915398_n-212x300.jpg" width="212" height="300" /></a><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;"> settimana il nuovo Governo Renzi ha approvato il PIANO CASA&#8230;<br />
</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">Le aspirazioni di centinaia di migliaia di sfrattati e senza-casa, le loro sofferenze economiche sono state CANCELLATE con un DECRETO che non solo non risponde ai bisogni e ai desideri del popolo sfrattato, ma addirittura li cancella e li offende&#8230;<br />
</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">Il PIANO CASA, nella sostanza, redistribuisce qualche manciata di milioni per allungare i tempi delle esecuzioni di sfratto, e regalare ai grandi proprietari ancora pìù euro&#8230;svende intere fette del patrimonio pubblico, opera una piccola detassazione nei confronti dei proprietari che applicano i canoni concordati (quelli dei 3 per 2&#8230;). Insomma il &#8220;nulla&#8221;, rispetto all&#8217;IMMENSO BISOGNO DI ABITAZIONI nel paese&#8230;il NULLA davanti alla CRISI&#8230;e all&#8217;assenza di reddito, in perfetta continuità con i governi precedenti. NIENTE CASE POPOLOARI, NIENTE UTILIZZO DEL PATRIMONIO DISMESSO PER FAMIGLIE SFRATTATE E SENZA CASA, NIENTE RIDISCUSSIONE DELLA LEGGE 431/98 CHE TUTELA UNICAMENTE I PROPRIETARI&#8230;</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">e infine la ciliegina sulla TORTA&#8230;<br />
</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">L&#8217;applicazione di un articolo, in stile RENZIANO, che riguarda le centinaia di occupazioni di stabili OKKUPATI  in tutta Italia. Si cancella sempre per decreto la possibilità di opttenere le forniture di ACQUA, LUCE, GAS e addirittura la CANCELLAZIONE DELLE RESIDENZE ottenute, non senza fatica, nel corso di questi anni.<br />
</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">Una vera e propria DICHIARAZIONE Di GUERRA nei confronti dei Movimenti per il DIRITTO ALL&#8217;ABITARE che usano lo strumento della LEGITTIMA DIFESA davanti all&#8217;incalzare della crisi e alla soppressione del reddito diretto e indiretto.</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">PER QUESTE RAGIONI SAREMO IN PIAZZA GIOVEDI&#8217;20 MARZO ALLE ORE 10 DAVANTI ALLA PREFETTURA DI FIRENZE, VIA CAVOUR&#8230;</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">E ANDREMO A ROMA SABATO 12 APRILE ORE 15 PIAZZA DI PORTA PIA PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI MOVIMENTI DELLA PROTESTA SOCIALE CONTRO IL GOVERNO RENZI</span></span></span></b></p>
<p align="JUSTIFY"><b><span style="font-family: comic sans ms,sans-serif;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="font-size: large;">IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA DI FIRENZE</span></span></span></b></p>
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		<title>I territori e le lotte verso l’esondazione di primavera! 9 febbraio assemblea nazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 20:56:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[abitare nella crisi]]></category>
		<category><![CDATA[assedio]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
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		<description><![CDATA[I Territori e le lotte verso l’esondazione di primavera! CONTRO IL VERTICE EUROPEO SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE #ASSEDIAMO AUSTERITY E PRECARIETA’ L’intreccio prezioso che si è determinato con la sollevazione generale dell’ Ottobre scorso ha mantenuto, anche se in forma complessa, tutta la sua forza. In ogni territorio la marginalità ha lasciato il posto ad una produzione di conflitto rinnovata e vigorosa, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b>I Territori e le lotte verso l’esondazione di primavera!</b></p>
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<div><b>CONTRO IL VERTICE EUROPEO SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE</b></div>
<div><b>#ASSEDIAMO AUSTERITY E PRECARIETA’</b></div>
<p>L’intreccio prezioso che si è determinato con la sollevazione generale dell’ Ottobre scorso ha mantenuto, anche se in forma complessa, tutta la sua forza. In ogni territorio la marginalità ha lasciato il posto ad una produzione di conflitto rinnovata e vigorosa, sostenuta anche da un insieme di relazioni che si sviluppano e si consolidano senza annullare le differenze. La diffusa voglia di tornare a prendere parola, di riconquistare diritti calpestati e cancellati, di difendere dalle devastazioni “territori e beni comuni”, incontra sempre più una composizione sociale precaria e piena di rabbia, convinta che questo modello di sviluppo non sia più accettabile ne riformabile e quindi predisposta ad organizzarsi dentro un presente da trasformare con urgenza. Migliaia di corsi d’acqua riottosi hanno ingrossato il fiume in piena delle lotte e qualche argine inizia a saltare.</p>
<p>Possiamo dire, dunque, che movimenti e sindacalismo conflittuale possono iniziare a volgere lo sguardo verso il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile previsto in Italia per il mese di Aprile 2014. Un tentativo di ritorsione messo in atto per tentare di recuperare e fermare le resistenze e le lotte che si sviluppano nei territori e nei posti di lavoro. La questione occupazionale di cui la Bce e i governi europei intendono parlare, varrà come declinazione definitiva del lavoro come lavoro precario, sottopagato e ad alto sfruttamento, basato principalmente sulla “valorizzazione capitalistica” dei territori e della vita di ognuno (come fra l’altro sta avvenendo per l’Expò a Milano ed in tante città e territori del paese). Un affronto soprattutto per quei “giovani” che vivono quella condizione precaria che gli stessi vertici Europei hanno creato e sulle cui vite si gioca buona parte della partita dell’austerity. Una vera e propria dichiarazione di guerra contro chi reclama: <strong>una sola grande opera: casa e reddito per tutt*. </strong>Una rivendicazione che abbiamo portato avanti per tutto l’autunno e che pone con forza il tema della priorità nell’utilizzo delle risorse e della necessità, al tempo stesso, di rompere ogni compatibilità e legame fra gli interessi dell’impresa e del capitale e le nostre vite sempre più veloci e precarie.</p>
<p>L’uso delle risorse economiche, dunque, accanto alla questione del reddito, rappresentano il vero cuore del problema e non potranno essere le briciole a farci accettare un itinerario che ha come orizzonte la cancellazione dei diritti, la progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro, la trasformazione delle questioni sociali in questione di ordine pubblico. È evidente che non esiste amministrazione illuminata di fronte a questa gestione della crisi, la ricetta è unica: vendere patrimonio pubblico, privatizzare servizi, consumare beni comuni in cambio di denaro per sanare casse deficitarie, imporre ovunque, prepotentemente, i dogmi del mercato e del neoliberismo. Perciò, di fronte a tutto questo, non resta che organizzare la nostra di minaccia nei confronti del potere, coltivando percorsi di riappropriazione e trasformazione radicale dell’esistente.</p>
<div>Da Porta Pia ci siamo mossi mantenendo sintonia ed ascoltandoci. Proviamo a farlo ancora.</div>
<p><strong>Vediamoci domenica 9 Febbraio 2014 alle ore 10 @università La Sapienza di Roma in un’assemblea nazionale dove riconnettere percorsi e lotte, unire ancora la nostre strade per reggere l’impatto imminente ed affrontare insieme questa nuova sfida.</strong></p>
<p>Letta e l’Europa delle banche  ci stanno chiedendo strada e noi non possiamo far altro che sbarrare il loro passo, tornare di nuovo nelle piazze per riconquistare un presente ed un futuro diversi.</p>
<p>La sollevazione può divenire esondazione, in primo luogo, se noi saremo in grado di non essere argine, ma fuori da ogni tatticismo, linfa vitale e motore in grado di produrre movimento e conflitto, come percorso obbligato ed irrinunciabile per cambiare tutto.<br />
<strong></strong></p>
<div><strong><em>Movimenti Sociali Contro la Precarietà e l’Austerity</em></strong></div>
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		<title>#Ribaltiamol’austerity: dall’incontro di Firenze verso la settimana di mobilitazione 15-22G</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 21:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 gennaio nell’occupazione fiorentina di via Aldini 4, la rete Abitare nella crisi è tornata ad incontrarsi dopo la due giorni di Torino e Cosenza dello scorso dicembre. Dieci le città presenti: Torino, Milano, Bologna, Viareggio, Pisa, Modena, Roma, Napoli, Palermo e ovviamente Firenze. Altre città non presenti fisicamente quali Brescia, Cremona, Bergamo, Cosenza, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 12 gennaio nell’occupazione fiorentina di via Aldini 4, la rete Abitare nella crisi è tornata ad incontrarsi dopo la due giorni di Torino e Cosenza dello scorso dicembre. Dieci le città presenti: Torino, Milano, Bologna, Viareggio, Pisa, Modena, Roma, Napoli, Palermo e ovviamente Firenze. Altre città non presenti fisicamente quali Brescia, Cremona, Bergamo, Cosenza, Benevento, Cassino, Salerno si mantengono fortemente in connessione. Il confronto come sempre è stato molto ricco e si è incardinato su numerose questioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al centro della discussione la settimana di mobilitazione dal 15 al 22 gennaio, con la ripresa degli sfratti</strong> dopo le festività natalizie e l’inconsistenza dei provvedimenti governativi che rendono necessario un aumento della conflittualità in ogni città, attraverso pratiche di riappropriazione e di generalizzazione del conflitto. In questo senso <strong>viene indicata, per il 20 gennaio prossimo, una giornata nazionale dislocata di blocco delle strade e dei flussi produttivi.</strong><br />
Questa mobilitazione urgente non tocca solo il tema del diritto alla casa, ma intende declinare l’abitare degno riprendendosi le città e rivendicando libertà di movimento. La rabbia dei diritti negati deve esprimersi con forza e deve farlo subito per fronteggiare un’offensiva fatta di sfratti, distacchi delle utenze, pignoramenti e sgomberi. La logica delle privatizzazioni e delle dismissioni del patrimonio pubblico sta lasciando nella precarietà più assoluta milioni di persone, soprattutto coloro che vivono nelle periferie o vengono espulsi dai centri delle città attraverso processi sempre più decisi di gentrification o di deportazione se preferite. In Italia come nel resto dell’Europa e del bacino del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa settimana di mobilitazione si aprono le danze. La sollevazione partita ad ottobre 2013 è divenuta permanente e si prepara all’esondazione di primavera in occasione del vertice europeo sulla disoccupazione giovanile annunciato da Letta sul finire dell’anno scorso. Per dare gambe e curare l’accumulazione di forze necessarie bisogna liberare tante energie e proseguire nelle pratiche di confronto larghe e includenti, mantenendo nello stesso tempo obiettivi chiari e pratiche ricompositive. <strong>Un primo momento di riconnessione sarà sicuramente l’assemblea nazionale convocata per il 9 febbraio a Roma, dove le diverse realtà di movimento e del sindacalismo conflittuale che hanno sostenuto l’assedio e l’acampada di Porta Pia del 19-20 ottobre torneranno ad incontrarsi.</strong> La rete abitare nella crisi con le iniziative in programma intende dare ancora una volta un importante contributo a questo appuntamento, mantenendo il profilo e la forma che ha consentito il dispiegarsi della sollevazione che ha portato a Roma oltre 70mila persone a manifestare per una sola grande opera: “casa e reddito per tutti/e”.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio <strong>sul tema dell’uso delle risorse</strong> nell’incontro di Firenze si è assunta la proposta di Bologna di un approfondimento delle questioni collegate ad esso e sulle vertenze che stanno sostenendo questa necessità. Per sabato <strong>15 febbraio quindi viene confermato un confronto pubblico nella città di Bologna</strong> al quale parteciperanno diverse realtà nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella stessa logica <strong>Milano propone invece un momento di riflessione su carovita, morosità e distacchi delle utenze</strong>, con l’idea di produrre una sinergia e una complicità tra abitanti/utenti ed i lavoratori e le lavoratrici delle aziende che erogano servizi pubblici come il gas, l’acqua e la luce. <strong>Il 21 febbraio </strong>è la data proposta per questo secondo momento di approfondimento. Chiaramente in entrambe le date sarà importante sviluppare un confronto aperto che tenga insieme, nella ricerca di complicità a pratiche comuni fra soggetti sociali diversi, le sperimentazioni e le lotte dei movimenti territoriali e quelle dei lavoratori e del sindacalismo conflittuale e di base.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi diversi e interessanti appuntamenti possono essere considerati tappe di avvicinamento al nuovo incontro nazionale di “Abitare nella crisi” previsto per il <strong>1 e 2 marzo a Napoli. In questo incontro c’è l’idea di aprire un confronto serrato tra gli sportelli territoriali di lotta,</strong> gli spazi occupati sia sociali che abitativi, i comitati e le realtà impegnate in difesa dei diritti di cittadinanza e in difesa dei cosiddetti beni comuni. La necessità sorge dalla trasformazione che soprattutto gli sportelli organizzati per il diritto alla casa stanno avendo. La crisi che approfondisce il disagio sociale e lo allarga a settori sempre più ampi sta producendo un disastro enorme e milioni di persone diventano insolventi, morose, subiscono distacchi delle utenze, perdono il lavoro e si devono accontentare di miseri sussidi e “social card”, perdono l’alloggio che viene pignorato a causa di un mutuo non pagato, faticano a sostenere le spese per il mangiare, per la salute, per lo studio. Molti si arrangiano come possono quando fanno la spesa o quando devono prendere un mezzo pubblico, rischiando multe e controlli.<br />
Gli sportelli stanno incontrando tutto questo e stanno provando ad attrezzarsi per sperimentare nuove forme di riappropriazione e di (auto) organizzazione sociale; quindi il momento di confronto proposto a Napoli ha un grande valore e potrebbe essere anche un bel trampolino di lancio per preparare al meglio le mobilitazioni di primavera.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra questione che è stata sollevata e che attraversa molti spazi abitativi occupati e non solo, vedi le lotte nella logistica, è quella dei migranti. <strong>La battaglia per la chiusura dei Cie</strong> e dei Cara, il tema dell’accoglienza e dei diritti, della cancellazione della Bossi/Fini senza il ritorno alla Turco/Napolitano, si intrecciano con la quotidianità meticcia che il nostro percorso ha reso clamoroso con la sollevazione del 19 ottobre: per questo la rete abitare nella crisi non può sottrarsi dalla necessità di capire cosa sta accadendo in Italia e di agire. È necessario quindi mobilitarsi per la chiusura dei centri di detenzione chiamati Cie e Cara (e non per una loro “umanizzazione”), interrogare il paese sull’uso delle risorse e sulla loro gestione, sulla funzione del terzo settore e il ruolo delle cooperative che gestiscono fondi destinati ai rifugiati e all’accoglienza; porre con forza la questione della rotture di qualsiasi legame fra il permesso di soggiorno ed il contratto di lavoro. Il ragionamento sulle mobilitazioni necessarie e sul previsto vertice europeo sull’immigrazione di giugno 2014, all’inizio del semestre italiano UE, non va rinviato. Dopo l’iniziativa sotto al sede del PD dei movimenti romani e le varie iniziative contro Cie/Cara bisogna capire come andare avanti anche in forma nazionale condivisa.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è affrontato, provando a non farlo da specialisti, anche del tema repressione. Più che altro ci si è soffermati sul paradigma<strong> legalità/legittimità</strong>, in quanto nell’affermare sovranità e diritti spesso la soglia giudiziaria sopportabile viene necessariamente oltrepassata. Proprio dentro questa disponibilità sociale a violare la legge per garantirsi un tetto, per difendere una valle, per reclamare reddito e dignità, per opporsi ad uno sfratto, per rifiutare di soccombere sotto tariffe e ticket, per non subire il ricatto del lavoro precario o in nero, per avere diritti di cittadinanza incondizionati, si profila un percorso di riflessione comune sul tema delle repressione e del controllo sociale che non sviluppa solo con la solidarietà agli indagati, imputati, condannati. Si immagina una pressione forte nei confronti di chi giudica e di chi scrive le leggi, sia per impedire rappresaglie giudiziarie su chi si ribella e lotta rivendicando il diritto alla resistenza, sia per affermare la legittimità di un blocco stradale o di un’occupazione, di un rifiuto attraverso forme di riappropriazione e di interdizione forte del saccheggio dei territori e delle nostre vite, per difendere, in sostanza la possibilità di sviluppo di un movimento in grado di mettere in discussione questo presente di sfruttamento e miseria. Si è cominciato a parlarne e bisogna proseguire. Per questo la proposta lanciata per il<strong> 22 febbraio di una giornata di lotta e solidarietà con gli indagati No Tav</strong> viene assunta dall’assemblea fiorentina di Abitare nella crisi e rilanciata con forza dentro la prospettiva ed il percorso che ci porterà alla costruzione di una <strong>due giorni di dibattito e manifestazione nazionale che proponiamo a Roma per il 14 e 15 marzo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultimo, si è ragionato sulla <strong>prospettiva europea</strong> di sviluppo dei movimenti. Molte, fra l’altro, sono le esperienze di lotta sul terreno del diritto all’abitare che stanno prendendo corpo in diverse città e paesi d’Europa. L’assemblea di Abitare nella crisi assume come centrale la dimensione dell’intreccio europeo delle esperienze di lotta e di movimento. Per questo, oltre a ricercare sinergie che possano portare ad una mobilitazione europea diffusa in occasione del vertice UE sulla disoccupazione giovanile, ha preso corpo l’idea di costruire un momento di incontro e di confronto fra le realtà e le reti europee. Anche su questo il cantiere è aperto.</p>
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		<title>12G Abitare nella Crisi a Firenze: Prepariamo la settimana di lotta dal 15 al 22 gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 17:50:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il decreto milleproroghe, oltre ad aumentare il prelievo dalle tasche di ogni abitante attraverso aumenti d’imposta e delle tariffe, ha varato anche il rinvio degli sfratti per finita locazione (mettendo una toppa al decreto che andava in scadenza proprio con la fine di Dicembre). Una sospensione di sei mesi per quelle famiglie che rientrano nei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il decreto milleproroghe, oltre ad aumentare il prelievo dalle tasche di ogni abitante attraverso aumenti d’imposta e delle tariffe, ha varato anche il rinvio degli sfratti per finita locazione (mettendo una toppa al decreto che andava in scadenza proprio con la fine di Dicembre). Una sospensione di sei mesi per quelle famiglie che rientrano nei requisiti delle cosiddette categorie protette. Parliamo di nuclei con un reddito lordo annuo di 21mila euro con figli a carico, ultrasessantacinquenni, diversamente abili con invalidità superiore al 66% o malati terminali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante famiglie vengono salvate da questo provvedimento? Forse un migliaio, a fronte di oltre 260mila sfratti per morosità già esecutivi. Un inutile intervento di pelosa salvaguardia, funzionale a coprire l’assenza del previsto decreto sulla casa annunciato dal ministro Lupi in pompa magna ad Ottobre. Anche gli appelli dei sindaci e dell’Anci sono rimasti lettera morta, la dottrina Lupi quindi sta per produrre altra emergenza e ulteriore precarietà abitativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro che ripresa dunque, qui milioni di persone non sapranno come affrontare i prossimi mesi e la crisi sembra destinata ad appesantire ancora di più la già difficile esistenza di tant*. La settimana di mobilitazione dal 15 al 22 gennaio, lanciata da “Abitare nella crisi” nella due giorni di Torino e Cosenza, assume ora una più rilevante importanza e l’appuntamento per prepararla proposto a Firenze il 12 Gennaio va organizzato con cura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ipotesi predominante nella definizione dei decreti legge del governo Letta sta nell’utilizzo delle risorse economiche da destinare alle banche, così da rimettere in moto finanziamenti utili alle grandi opere, ai grandi eventi, all’erogazione di mutui, al sostegno delle imprese. Un’idea tutta interna all’attuale modello di sviluppo e che produrrà ulteriore consumo di suolo e grande precarietà. Le sortite di Renzi e le attenzioni di Landini ci raccontano uno scenario dove le condizioni di reddito e la difesa dei diritti vengono messi in secondo piano rispetto all’affermazione di nuovi poteri e nuovi potentati, con le lobbies che combattono tra loro per spuntare qualche soldo e garantirsi rendite di posizione e poltrone.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche sul fronte dei migranti abbiamo ascoltato tante parole e assistito a colpi di teatro. Ora dobbiamo muoverci per impedire che questi giochi vengano fatti sulla pelle di chi arriva in Italia e fa i conti con un’accoglienza dai tratti criminali. Questo non è più accettabile e il protagonismo dei rifugiati e dei migranti sta saldandosi sempre più con le lotte con la precarietà e per il reddito, intrecciando vecchi e nuovi diritti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella settimana di mobilitazione dal 15 al 22 gennaio si possono connettere le lotte.</strong> Dal diritto alla casa al trasporto pubblico, alla salute, allo studio, al reddito, alla difesa dell’ambiente e del patrimonio pubblico, all’accoglienza e alla libertà di movimento. Un diritto all’abitare dunque declinato dentro una diversa qualità della vita e un diverso modello di sviluppo, in aperto contrasto con le direttive europee e i diktat imposti ed eseguiti dal governo Letta, sostenuto in primis dal Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il corteo nazionale sul trasporto pubblico e contro le privatizzazioni che il 20 gennaio attraverserà Roma</strong> segnala una sofferenza e un disagio profondi, sentimenti che riempiono le giornate di molt*, come diviene sempre più insopportabile la condizione di precarietà che pesa sulle nostre vite.<strong> Trasformiamo questa giornata nel giorno della rabbia metropolitana e dei territori</strong>, liberiamo le energie che quotidianamente impieghiamo nei picchetti antisfratto e della logistica, negli scioperi e nell’invasione di aree in difesa del suolo contro grandi opere ed eventi, nel blocco della produzione e nel rifiuto del ricatto del lavoro precario, nella richiesta di assunzioni e di reddito garantito, nel riconoscimento dei diritti di cittadinanza, allo studio, alla salute, alla dignità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le reti e i movimenti che hanno costruito la sollevazione del 18 e del 19 Ottobre si assumono la responsabilità di rilanciare, nello spirito dell’assedio e dell’acampada di Porta Pia, una mobilitazione generale che deve saper valorizzare le differenze e tutte le energie disponibili verso l’esondazione di primavera, in occasione del vertice sulla disoccupazione giovanile annunciato dal presidente del consiglio Letta e previsto per aprile 2014.</p>
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		<title>La sollevazione continua: in Movimento per riprenderci tutto!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 12:43:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La due giorni di assemblea di movimento che si è tenuta a Roma presso l&#8217;università La Sapienza e presso l&#8217;occupazione abitativa di via delle Province, ha condiviso una valutazione estremamente positiva della potenza di movimento espressa attorno e dentro la settimana di mobilitazione che ha portato al 19O, pur nella consapevolezza di trovarsi soltanto all&#8217;inizio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2013/11/roma9n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-37" alt="roma9n" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2013/11/roma9n-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>La due giorni di assemblea di movimento che si è tenuta a Roma presso l&#8217;università La Sapienza e presso l&#8217;occupazione abitativa di via delle Province, ha condiviso una valutazione estremamente positiva della potenza di movimento espressa attorno e dentro la settimana di mobilitazione che ha portato al 19O, pur nella consapevolezza di trovarsi soltanto all&#8217;inizio un processo di conflitto e trasformazione dell&#8217;esistente.<br />
Vengono in modo particolare sottolineati alcuni elementi centrali nel processo di costruzione che devono continuare a caratterizzare i percorsi avvenire: costruire dentro pratiche di confronto e condivisione plurali ed orizzontali, senza parlamentini di movimento e burocratici comitati promotori, il rifiuto netto delle logiche della rappresentanza istituzionale e d­ella delega nonché la fine della mediazione, punti alla base del processo che si è aperto a partire dalla giornata di mobilitazione del 19O. In questo senso il movimento si pone dentro l&#8217;idea di sviluppo di percorsi di autorganizzazione che tengano sempre agganciato il piano dei bisogni a quello dei sogni e della politica, della trasformazione radicale dell&#8217;esistente, dentro una prospettiva di sviluppo autonoma del conflitto e, dentro questo, di costruzione dell&#8217;alternativa.<br />
L&#8217;idea di mettere al centro i movimenti sociali come spazi non solo di conflitto ma anche di protagonismo fuori e contro gli assetti istituzionali e statuali, è emersa rafforzata da quanto prodotto sino ad ora. Di più, la composizione determinata e meticcia che si è espressa con il 19O, ha dimostrato di saper eccedere e straripare, facendo intravedere la possibilità di processi di ampia ricomposizione sociale e di andare molto oltre la semplice sommatoria dei movimenti e delle lotte esistenti, aprendo di fatto un nuovo spazio di movimento accessibile e praticabile dalle diverse figure e soggettività del precariato metropolitano.<br />
Mettere al centro i territori e le pratiche reali di conflitto e di riappropriazione come è avvenuto nei mesi e nelle settimane precedenti al 19O e si è continuato a produrre come assedio e sollevazione permanente fino alla giornata del 31 Ottobre scorso.<br />
Per questo si ritiene importante sviluppare forme di illegalità diffusa e di massa come rifiuto di una crisi che sotto il ricatto del debito, vogliono far pagare con scellerate politiche di austerity che stanno determinando lo smantellamento sistematico e un livellamento verso il basso dei diritti sociali. Una crisi del capitale che è semplicemente strumento di sopraffazione della politica neoliberista sulle nostre vite e sui nostri territori. Illegalità diffusa e di massa come sabotaggio degli ingranaggi del capitale ed allo stesso tempo di riappropriazione di reddito e vita.<br />
La rabbia che si esprime nelle piazze è parte integrante e motore dei processi di conflitto e di trasformazione che vengono portati avanti. Non ci sono né buoni né cattivi, ma attori protagonisti di un percorso collettivo di conflittualità come è stato anche il 15 ottobre 2011. Non si può accettare che in pochi paghino per quello che tutti vogliamo costruire. Dalla discussione sviluppata emerge, quindi, la necessità di definire una sfida che ci permetta di proseguire ed accrescere la sollevazione e l&#8217;assedio permanente, ma anche di fissare i contenuti centrali di una nuova avventura collettiva che abbia respiro e prospettive, che sappia mettere in campo forme di radicamento e di contropotere sempre più forti ed incisive.<br />
Le prossime tappe dell&#8217;assedio e della sollevazione, di fatto sono già sul tappeto:  La mobilitazione nazionale degli studenti prevista per il 15 novembre e il 6 dicembre prossimo. La giornata di mobilitazione nazionale diffusa sui territori prevista per il 16 novembre sui temi del rifiuto delle grandi opere e delle nocività, sul tema della liberazione degli spazi sociali.<br />
L&#8217;assedio previsto per il 20 novembre prossimo in occasione del vertice di governo Italia – Francia da costruire mettendo al centro, accanto al tema della sovranità sui nostri territori, la questione delle risorse che vengono ancora destinate alle banche ed alle grandi opere e che vanno invece riconquistati per dare risposta ai settori sociali che stanno pagando la crisi del capitale: diritto alla casa, reddito, salute, diritto alla formazione etc&#8230;<br />
Le giornate del 29 e 30 novembre con mobilitazioni diffuse in ogni città sul tema della casa e dell&#8217;abitare (blocco generalizzato degli sfratti, piano di emergenza per le case popolari, battaglia contro la vendita del patrimonio pubblico, assalto al demanio e all&#8217;invenduto). E il prossimo rilancio su scala nazionale della campagna di boicottaggio alla Granarolo contro cui stanno lottando i facchini di Bologna e l&#8217;intero movimento di lotta della logistica, che promette già nuovi appuntamenti di sciopero anche su altri fronti del settore.<br />
Dentro ed oltre questi appuntamenti condivisi, per i ragionamenti affermati sopra, è necessario prendersi cura del percorso collettivo anche attraverso momenti di confronto tematico e di sviluppo di nuovi conflitti. La prima occasione sarà l&#8217;assemblea prevista per il 21 novembre presso l&#8217;occupazione dei rifugiati di piazza Indipendenza Roma sul tema della libertà di circolazione e di movimento. A questo passaggio seguiranno altri momenti di confronto fra lotte, pratiche, soggettività.<br />
Per dare respiro e forza ai territori si propone, inoltre, per Dicembre un mese di lotta contro il carovita e la precarietà, che sperimenti a partire dalle diverse soggettività del precariato metropolitano di nuove forme conflitto, di pratiche di riappropriazione quotidiane (ticket sanitari, bollette, etc..), rafforzando soprattutto quelle lotte e quelle pratiche che permettono di riconquistare reddito e di liberare spazi e tempi di vita, condividendo la giornata di mobilitazione contro il lavoro festivo nei centri commerciali promossa per l&#8217;8 dicembre su scala nazionale dal sindacalismo conflittuale. Questo percorso delineato si proietta anche verso l&#8217;ipotesi di nuove mobilitazioni collettive e generalizzate verso la primavera, e nuove sollevazioni.</p>
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