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	<title>Movimento di Lotta per la Casa  &#187; Comunicati</title>
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		<title>SE TOCCANO UNO, TOCCANO TUTTI. LIBERTA&#8217; PER I COMPAGNI DI PADOVA!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 20:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro compagni del Comitato Lotta per la Casa sono stati sottoposti agli arresti domiciliari stamattina a Padova. Conosciamo questi compagni, le loro battaglie, la loro generosità con cui quotidianamente lottano contro gli sfratti e la speculazione. La magistratura li accusa di aver costituito un &#8220;associazione a delinquere&#8221; (!?) finalizzata alle occupazioni di case sfitte e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro compagni del Comitato Lotta per la Casa sono stati sottoposti agli arresti domiciliari stamattina a Padova. Conosciamo questi compagni, le loro battaglie, la loro generosità con cui quotidianamente lottano contro gli sfratti e la speculazione.<br />
La magistratura li accusa di aver costituito un &#8220;associazione a delinquere&#8221; (!?) finalizzata alle occupazioni di case sfitte e al blocco degli sfratti tramite i picchetti.<br />
In realtà, i compagni di Padova sono accusati di aver fatto quello che bisogna fare quando i diritti vengono calpestati e le ingiustizie sociali diventano quotidiane.<br />
I compagni di Padova sono colpevoli di lottare per il diritto alla casa, esattamente come quotidianamente si fà qui a Firenze e tante altre città. E per questo hanno la nostra massima solidarietà e sostegno. Ma non solo: li vogliamo liberi il prima possibile!<br />
Le loro lotte &#8211; evidentemente &#8211; hanno fatto paura alle vere associazione per delinquere: quelle composte da costruttori e palazzinari e alimentate dagli intrecci tra speculazione e politica. E così la Magistratura è arrivata in soccorso degli indifendibili con arresti e perquisizioni, cercando di impaurire e fermare un movimento che dal sud al nord del paese rivendica &#8220;casa, reddito e dignità per tutti&#8221;.<br />
Un film già visto anche qui a Firenze, dove l&#8217;accusa di &#8220;associazione per delinquere&#8221; qualche anno fà veniva utilizzata per attaccare il movimento studentesco dell&#8217;Onda e ottenere l&#8217;arresto &#8220;preventivo&#8221; di alcuni compagni. Ma le nostre lotte sono inarrestabili.<br />
Giù le mani da chi lotta per il diritto alla casa!</p>
<div>
<p>Liberare tutti vuol dire lottare ancora&#8230;</p>
<p>Movimento di lotta per la casa Firenze</p>
</div>
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		<title>Occupazione dello stabile ASL a Calenzano</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 14:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito all&#8217;occupazione dello stabile ASL di via Salvanti a Calenzano: - Lo stabile fa parte del gruppo di tre immobili coinvolti nello scandalo che ha travolto l&#8217;Asl 10: dichiarazioni false, gare pilotate, favori, sperpero di denaro pubblico, gravi violazioni delle norme sugli appalti. Le persone indagate sono sei, tra cui l’ex direttore del Dipartimento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> In merito all&#8217;occupazione dello stabile ASL di via Salvanti a Calenzano:</p>
<p>- Lo stabile fa parte del gruppo di tre immobili coinvolti nello scandalo che ha travolto l&#8217;Asl 10: dichiarazioni false, gare pilotate, favori, sperpero di denaro pubblico, gravi violazioni delle norme sugli appalti. Le persone indagate sono sei, tra cui l’ex direttore del Dipartimento risorse tecniche della Asl Fabio Tittarelli e all’ex direttore amministrativo David Vannozzi. I reati a vario titolo contestati sono falso in atto pubblico, truffa aggravata, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Nel 2009 l&#8217;Asl è arrivata a pagare fino al 74% in più del loro valore di mercato gli immobili, per poi lasciarli inutilizzati fino ad oggi. Milioni di euro dei cittadini bruciati per una speculazione finalizzata ad arricchire i soliti.</p>
<p>- Per lo stabile di via Salvanti la Asl ha speso 4 milioni e 800 mila euro. Ma durante il processo in corso una perizia del geometra Stefano Morandi, consulente dei pm Giuseppina Mione e Luca Turco, ha stimato il suo valore in 3 milioni 400 mila. Ma non solo: lo stabile non era in alcun modo utilizzabile agli scopi sanitari per cui erano destinati fondi spesi per l&#8217;acquisto.</p>
<p>- Il Movimento denuncia lo spreco di denaro pubblico a fronte dei crescenti tagli alle spese sociali (dalle politiche abitative a alla sanità) e richiede l&#8217;assegnazione di emergenza dello stabile alle famiglie in emergenza abitativa.<br />
- La cosiddetta &#8220;accoglienza&#8221; dei senza-casa fa parte della stessa logica di spreco di denaro pubblico a favore esclusivo dei (soliti) privati. Si spende fino a 70 euro al giorno per una donna con un bambino &#8220;ospiti&#8221; in una struttura, per 2100 euro al mese. L&#8217;occupazione e l&#8217;autorecupero delle strutture pubbliche inutilizzate è a costo zero per la collettività.</p>
<p>- Ci è già successo durante la scorsa occupazione al Ponte di Mezzo di un altro degli edifici coinvolti nello scandalo Asl di essere accusati di stare occupando uno stabile pronto all&#8217;utilizzo sociale. In quel caso fu paventato &#8211; e poi smentito dai fatti &#8211; l&#8217;immediato utilizzo dell&#8217;immobile da parte del Comune per l&#8217;emergenza profughi. Ora sentiamo parlare in un imminente inaugurazione di uffici Asl nello stabile di via Salvanti. Cosa c&#8217;è oltre il proclama? E soprattuto, perchè nessuno vuole che si parli dello scandalo Asl 10?</p>
<p>Movimento di lotta per la casa Firenze
</p></div>
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		<title>#19D Corteo PRIMA I POVERI, la  polizia carica</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 19:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE LIBERA! Centinaia di persone oggi in piazza Duomo per la manifestazione Prima i poveri! La polizia ha caricato due volte i manifestanti per impedire che il presidio si muovesse dall&#8217;angolo della piazza. Diversi feriti, tra cui un uomo trasportato in ospedale dopo essere stato colpito mentre era a terra. Nonostante la violenza della polizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>FIRENZE LIBERA! Centinaia di persone oggi in piazza Duomo per la manifestazione Prima i poveri! La polizia ha caricato due volte i manifestanti per impedire che il presidio si muovesse dall&#8217;angolo della piazza. Diversi feriti, tra cui un uomo trasportato in ospedale dopo essere stato colpito mentre era a terra. Nonostante la violenza della polizia la manifestazione è proseguita sfilando per il centro per concludersi in piazza annigoni. Una piazza metticia che ha visto tante persone sfidare i divieti a manifestare nel centro storico (consegnato dalla questura ai fascisti di Fratelli d&#8217;Italia): famiglie in emergenza abiatativa e giovani, lavoratori e disoccupati, italiani e migranti si sono resi protagonisti di questa giornata di lotta. UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA REDDITO E DIGNITA&#8217; PER TUTTI!</p>
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		<title>Dalla Marcia delle Periferie, torneremo in Centro</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 20:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[austerità]]></category>
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		<description><![CDATA[La pioggia incessante non ha fermato la prima Marcia delle Periferie per la Giustizia Sociale. Trecento persone e quattro chilometri di corteo, da Rifredi a Novoli passando dal Ponte di Mezzo, per gridare il “No!” agli sfratti e agli sgomberi, ai tagli alla sanità pubblica, alla svendita del patrimonio pubblico, alla precarietà e allo sfruttamento [&#8230;]]]></description>
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<p>La pioggia incessante non ha fermato la prima Marcia delle Periferie per la Giustizia Sociale. Trecento persone e quattro chilometri di corteo, da Rifredi a Novoli passando dal Ponte di Mezzo, per gridare il “No!” agli sfratti e agli sgomberi, ai tagli alla sanità pubblica, alla svendita del patrimonio pubblico, alla precarietà e allo sfruttamento sul lavoro.</p>
<p>“Vogliamo casa, sanità, reddito salario e dignità”. Queste le rivendicazioni che ha unito famiglie sotto sfratto e occupanti a studenti in lotta contro il nuovo calcolo ISEE, lavoratori della sanità a semplici abitanti della periferia. Una rappresentazione vera e genuina della voglia di riscossa che inizia a farsi largo in dei territori – materiali e sociali – in cui l&#8217;insoddisfazione che deriva dalle politiche di gestione della crisi che acuiscono l&#8217;impoverimento generalizzato è sempre più diffusa.</p>
<p>Porre di fronte a un governo che “riforma” ogni aspetto della vita delle persone, dalla casa alla sanità, dalla scuola ai diritti sul lavoro, in nome di un “interesse generale” che non è altro che l&#8217;interesse di ricchi e potenti, la necessità di riscatto, di autorganizzazione sociale e di determinazione nel pretendere e riprendere pezzo dopo pezzo ciò di cui abbiamo bisogno e i diritti che ci vengono negati è la sfida che stiamo affrontando.</p>
<p>Scendere in strada nei quartieri con una marcia meticcia vuol dire puntare il dito contro i veri responsabili, andando oltre la retorica di chi ci vuole divisi tra italiani e stranieri nel litigarci le briciole. Individuare il nemico comune come causa di problemi diversi, che vanno dagli sfratti ai tagli alla sanità, dalla riforma dell&#8217;iISEE alla limitazione dei diritti sul lavoro, rende possibile parlare dal basso alla rabbia e alla frustrazione di chi si vive ogni giorno questi problemi nell&#8217;isolamento.</p>
<p>È una sfida difficile che prende corpo ogni giorno nelle battaglie quotidiane per difendere le nostre case da sfratti e sgomberi, per difendere i territori da grandi opere e nocività, per pretendere dignità di fronte a servizi sociali e istituzioni che ci vorrebbero asserviti.</p>
<p>È a partire dalle periferie in cui quest&#8217;ipotesi si sta facendo spazio che, forti dell&#8217;iniziativa di oggi, torneremo in piazza il 24 ottobre verso il centro cittadino, per riversare la nostra rabbia contro chi, su tutti i livelli, è responsabile delle scelte politiche di guerra nei confronti dei poveri e degli impoveriti.</p>
<p>Porteremo sotto i palazzi del governo della città la dignità di chi lotta ogni giorno e la determinazione nel pretendere il blocco generalizzato di sfratti e sgomberi, l&#8217;abolizione del Piano Casa di Renzi e la requisizione e assegnazione delle case vuote delle grandi proprietà.</p>
<p>Consapevoli che è una battaglia lunga e complessa, ma anche che uniti si può vincere, continueremo ad avere la pretesa di una redistribuzione della ricchezza e il coraggio di riprenderci ciò che ci spetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ponte di Mezzo:  uniti si vince&#8230; per questo ci vogliono divisi.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 17:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, in via Ponte di Mezzo 27 (di fronte all&#8217;ormai noto edificio Asl, occupato e sgomberato dopo essere stato al centro di un pesante scandalo) si sarebbe dovuta tenere un “assemblea dei cittadini” per discutere del possibile arrivo di alcune decine di profughi nella struttura. Ci siamo recati all&#8217;assemblea insieme a decine di uomini [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera, in via Ponte di Mezzo 27 (di fronte all&#8217;ormai noto edificio Asl, occupato e sgomberato dopo essere stato al centro di un pesante scandalo) si sarebbe dovuta tenere un “assemblea dei cittadini” per discutere del possibile arrivo di alcune decine di profughi nella struttura.<br />
Ci siamo recati all&#8217;assemblea insieme a decine di uomini e donne, tra cui molti migranti, con la volontà di partecipare all&#8217;assemblea e a un confronto vero tra abitanti del territorio sui temi dell&#8217;immigrazione e dell&#8217;emergenza abitativa.<br />
Arrivati nel cortile di via Ponte di Mezzo 27, molti abitanti dei condomini interni ci hanno detto di non essere a conoscenza di nessuna assemblea e hanno espresso la loro contrarietà all&#8217;assemblea stessa e al fatto che si svolgesse in una loro proprietà privata. Da lì a qualche minuto il quadro ha iniziato ad essere chiaro: non c&#8217;era nessuna “assemblea dei cittadini”, ma solo un tentativo di infiltrazione e strumentalizzazione da parte dell&#8217;estrema destra. Nelle ultime settimane, infatti, fascisti di ogni risma (da Casapound a Forza Nuova) avevano già tentano di aizzare il quartiere contro l&#8217;arrivo dei migranti e fomentare una guerra tra poveri sul territorio con volantinaggi e striscioni, agitando lo slogan “Prima gli italiani”. Un slogan stupido, che mira a nascondere la realtà sociale che ci parla di 11000 alloggi vuoti a Firenze a fronte di 3000 famiglie (tra italiani e migranti) in attesa di una casa popolare&#8230;<br />
E&#8217; a questo punto che, dopo essere usciti dal cortile, decine di uomini e donne, italiani e migranti hanno formato un muro popolare e meticcio per impedire la vergognosa iniziativa orchestrata dai fascisti sotto mentite spoglie.<br />
Fascisti che verso solo verso le 21.30 sono venuti allo scoperto e dopo le solite provocazioni, ben protetti da polizia e carabinieri, hanno dirottato la loro iniziativa nell&#8217;attico di una nota palazzinara (proprietaria di decine di alloggi in zona, nonché dell&#8217;ex Cinema Manzoni), conosciuta per affitti altissimi richiesti anche per case prive dei requisiti di abitabilità e rifilati soprattutto ai migranti.<br />
Un immagine patetica, che la dice lunga su chi sta spingendo la guerra tra poveri nelle periferie e chi si nasconde dietro i fascisti: speculatori, palazzinari e padroni. Ecco svelati quali “Italiani” vengono prima di tutti per CasaPound&#8230;<br />
Noi continueremo a stare da questa parte della barricata, insieme alla gente dei quartieri popolari, insieme a chi subisce sfratti e caro-affitti, la povertà, lo sfruttamento, consapevoli che italiani e migranti nelle periferie condividono gli stessi problemi e i responsabili siedono ai piani alti della società. Chi crea divisioni e alimenta i razzismi fa il gioco di chi governa, e non avrà mai spazio nei nostri quartieri. Intanto, le battaglie quotidiane per conquistare diritti e dignità continuano, nonostante il caldo, anche al Ponte di Mezzo. Prossimo obiettivo: sanatoria per tutti gli occupanti ERP. Uniti si vince&#8230; per questo ci vogliono divisi.</p>
<p>Movimento di Lotta per la Casa</p>
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		<title>Sul 1 Maggio a Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2015 10:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[1 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Come Movimento di Lotta per la casa di Firenze abbiamo partecipato alla manifestazione NoExpo del 1 Maggio nello spezzone dell&#8217;abitare e delle lotte sociali. Expo è la vetrina del capitalismo nazionale e internazionale pagata con i soldi pubblici: il meccanismo è lo stesso di tutte le grandi opere come la tav. Si favoriscono le speculazioni mentre i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come Movimento di Lotta per la casa di Firenze abbiamo partecipato alla manifestazione NoExpo del 1 Maggio nello spezzone dell&#8217;abitare e delle lotte sociali.<br />
Expo è la vetrina del capitalismo nazionale e internazionale pagata con i soldi pubblici: il meccanismo è lo stesso di tutte le grandi opere come la tav. Si favoriscono le speculazioni mentre i servizi pubblici si cancellano e le case popolari si vendono.<br />
Expo è un nuovo modello di lavoro: 18.500 volontari, divieto di sciopero, operai morti nei cantieri, il tutto &#8220;per l&#8217;Italia è una grande occasione&#8221;.<br />
Expo è paradigma dello &#8220;sviluppo&#8221; che il governo Renzi sta portando avanti dal Jobs Act al Piano Casa, dalla Buona Scuola allo Sblocca Italia: più miseria, meno welfare e più sfruttamento per tutti noi per aiutare i potenti ad uscire dalla crisi.<br />
Come si poteva accettare in silenzio la provocazione che il giorno della festa dei lavoratori fosse la passerella del governo e degli industriali per presentare a tutto il mondo la fiera della speculazione e dello sfruttamento?<br />
Siamo partiti per Milano dopo mesi di sgomberi e manifestazioni militarizzate. Il nostro pullman è stato fermato e perquisito, a caccia di “pericolosi antagonisti”, con l&#8217;unico risultato di farci arrivare in ritardo.<br />
Siamo arrivati in piazza insieme a migliaia di persone, che come noi lottano ogni giorno per la casa, per la propria vita e contro questo governo.<br />
Di fronte alla provocazione di una “zona rossa” che ancora una volta vuole il centro della città riservato a ricchi e potenti, non possiamo che schierarci a fianco di chi ha rivendicato con forza la libertà di movimento tentando  di muoversi verso i simboli del potere finanziario e della speculazione economica.<br />
Di fronte a chi ci nega la residenza e se ne frega se i nostri figli vanno o no a scuola, di fronte a chi permette che centinaia di persone muoiano nel Mediterraneo, non sono certo le vetrine rotte a suscitare la nostra indignazione.<br />
Siamo tornati da Milano consapevoli che, per quanto mal indirizzata, la rabbia che la piazza ha espresso è la stessa rabbia che anima i tanti percorsi di lotta quotidiana che affermano bisogni e desideri contro le leggi del mercato.<br />
Se i media parlano di città devastata, tocca a chi lotta spiegare che sono la speculazione e gli appalti mafiosi che devastano davvero le città.<br />
Se i media parlano di manifestazione pacifica rovinata, tocca a chi lotta spiegare che non ci sono buoni e cattivi: c&#8217;è da una parte chi ci sfrutta, specula sulle nostre vite e mette in fila leggi infami per poterlo fare ogni giorno di più, dall&#8217;altra c&#8217;è chi la crisi la subisce e decide di reagire.<br />
Tocca a chi lotta organizzarsi perché si costruisca ogni giorno e in ogni territorio un&#8217;opposizione sociale capace di mettere in crisi non solo una &#8220;festa dei padroni&#8221; come quella del 1 maggio a Milano, ma l&#8217;intero modello di &#8220;sviluppo&#8221;.<br />
Tocca a chi lotta essere capace di comunicarlo ogni giorno di più, nei territori come nelle piazze, a tutti quelli che stanno, come noi, dalla parte giusta.<br />
La nostra piena solidarietà a tutti gli arrestati. Tutti liberi subito!</p>
<p>Movimento di lotta per la casa Firenze</p>
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		<title>Sull&#8217;occupazione del 28 marzo in via del Romito 55</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2015 12:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lottaxlacasa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[via del Romito]]></category>

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		<description><![CDATA[LETTERA APERTA ALLA CITTA&#8217; DI FIRENZE Ieri pomeriggio al termine di una giornata di denuncia dello spreco di denaro pubblico e delle condizioni di abbandono degli stabili sgomberati, una quindicina di famiglie in precarieta&#8217; abitativa hanno occupato una decina di alloggi in Via Del Romito 55. Oggi restiamo, come sempre, sconcertati e allibiti dalle dichiarazioni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>LETTERA APERTA ALLA CITTA&#8217; DI FIRENZE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri pomeriggio al termine di una giornata di denuncia dello spreco di denaro pubblico e delle condizioni di abbandono degli stabili sgomberati, una quindicina di famiglie in precarieta&#8217; abitativa hanno occupato una decina di alloggi in Via Del Romito 55.<br />
Oggi restiamo, come sempre, sconcertati e allibiti dalle dichiarazioni di guerra contro le nuove poverta&#8217;, dalle costanti minacce di sgomberi e di manganelli, ma il periodo e&#8217; questo e ordine e disciplina sono l&#8217;amaro pane da ingoiare quotidianamente&#8230;<br />
Peccato, pero&#8217;, che storia e cultura sono parte della memoria viva di tutta la citta&#8217; e nessuno si deve permettere di offendere i valori e la memoria di migliaia di donne e uomini.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>CENNI STORICI&#8230;</strong><br />
Siamo alla fine degli anni 60, l&#8217;ingegnere Giorgio perrone Compagni, figlio di Dino Perrone Compagni, viene allontanato e licenziato dallo IACP, oggi casa SPA, perche&#8217; approffittava delle ditte dello IACP per propri fini personali&#8230;infatti stava realizzando, in combutta con altri, due palazzi a Sesto Fiorentino, e uno stabile nuovo di zecca a Firenze, in Via Del Romito 55 appunto&#8230;<br />
Forma le SAS LAURELLA E RIOMAGGIORE, e con un sistema di vessazioni e raggiri truffa centinaia di inquilini, modificando a suo piacimento i contratti a equo canone allora esistenti&#8230;il sistema era complesso e spregiudicato, l-inquilino doveva sottoscrivere un contratto di cinquanta pagine che imponevano di pagina in pagina aumenti spropositati del canone mensile.<br />
Molti inquilini hanno denunciato il sistema di truffa e le societa&#8217; sono state messe sotto inchiesta dalla Magistratura. Alcuni inquilini sono stati perseguitati dai pagamenti e dai pignoramenti sino al loro paese.<br />
I processi a carico delle SAS RIOMAGGIORE E LAURELLA sono stati molteplici. Oltre al reato di truffa aggravata le societa&#8217; in questione sono state messe sotto inchiesta anche per associazione a delinquere.<br />
Nel 1996 i comuni di Sesto Fiorentino e di Firenze si costituirono parte civile a tutela degli inquilini. Molte le condanne alle societa&#8217;che pero&#8217; misteriosamente venivano sempre assolte nei ricorsi in cassazione&#8230;<br />
Dopo oltre venti anni la societa&#8217; Riomaggiore e stata sciolta e il nuovo nome ROMITO SAS, inutile dire chi e&#8217; il presidente..gli alloggi in aperto stato di decomposizione e di abbandono, mentre a Sesto Fiorentino nel 2011 le case vuote sono state giustamente rioccupate&#8230;<br />
Un panorama di furberie e di truffe che appartiene alle cosche della speculazione che meta&#8217; Firenze conosce benissimo, e che tutti i partiti hanno ricominciato a tutelare, per scatenarsi contro la famiglia sfrattata oppure i profughi delle tante guerre&#8230;la storia delle occupazioni e degli sgomberi a Firenze e sesto f. la raccontiamo a parte, per non prendere troppo spazio&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DICHIARAZIONI STORICHE&#8230;</strong><br />
<em> OTTOBRE 1995</em><br />
Comunicato congiunto degli assessori alla casa Alberto Tirelli di Firenze e Claudio Martini di Sesto Fiorentino&#8230;.In caso di condanna alle societa&#8217; Laurella e Riomaggiore i sindaci dei Comuni di Sesto Fiorentino e di Firenze provvederanno a immediata REQUISIZIONE DEGLI STABILI&#8230;requisizione mai avvenuta&#8230;<br />
<em> NOVEMBRE 1998</em><br />
Lettera del QUESTORE RUGGERO al prefetto di Firenze&#8230;mi rifiuto di eseguire una ordinanza di sgombero per lasciare, alle porte dell&#8217;inverno, decine di famiglie all&#8217;addiaccio, sopratutto davanti a simili misfatti dei soggetti proprietari&#8230;<br />
<em> OTTOBRE 2011</em><br />
Dichiarazione stampa del sindaco di Sesto Fiorentino Claudio Gianassi, mai tenero nei confronti delle occupazioni&#8230;la vera responsabilita&#8217;e&#8217; quella di lasciare alloggi vuoti per decine di anni da parte di societa&#8217; che operano in modo estremamente dubbio&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A fronte di questa situazione occorre scegliere da che parte stare, senza nessun indugio&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E per concludere ricordiamo frammenti di storie e di memorie vive, che la storia ci consegna come passaggio tra generazioni. Il padre di Giorgio Perrone e&#8217; stato segretario dei Fasci di Combattimento della Toscana sino al 1930, di famiglia nobile e&#8217; considerato come mandante morale della mattanza di antifascisti nelle province di Grosseto e di Massa, questo per non dimenticare da che parte stare&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><em>miti e quieti come sempre<br />
il Movimento di Lotta per la Casa di Firenze</em></p>
</div>
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		<title>10 marzo: la polizia carica per difendere la legge Saccardi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 16:00:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2015/03/10989031_390678674466617_1791068765278754750_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-596" alt="cariche" src="https://www.inventati.org/lottaxlacasa/wp-content/uploads/2015/03/10989031_390678674466617_1791068765278754750_n.jpg" width="800" height="533" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri pomeriggio eravamo in tanti sotto la Regione Toscana a manifestare per il diritto alla casa, contro la Legge Saccardi, contro la devastazione sociale che quotidianamente va in scena a colpi di sfratti e sgomberi.<br />
C&#8217;erano le famiglie sfrattate, morose perchè impossibilitate a pagare affitti che si aggirano tra gli ottocento e i mille euro, che con la Legge Saccardi perderanno anche quella piccola possibilità di accedere ad una casa popolare.<br />
C&#8217;erano gli inquilini delle case popolari che rischiano di vedersi aumentare i canoni di affitto e di essere etichettati come (finti) ricchi e quindi perdere i diritto all&#8217;alloggio in cui vivono per essere rispediti su un mercato degli affitti inaccessibile.<br />
C&#8217;erano gli abitanti degli stabili occupati. Occupanti per necessità che dopo essere stati sfrattati si sono visti abbandonati dalle istituzioni e si sono organizzati dentro il movimento per riprendersi il diritto a una casa, occupando stabili vuoti da anni (o decenni) di proprietà di banche e speculatori. Quel pezzo di città che secondo la Legge Saccardi non potrà nemmeno più partecipare ai bandi per le case popolari. Quel pezzo di città che rappresenta gli effetti più drammatici della crisi e dell&#8217;austerità e che si vuole non vedere.<br />
C&#8217;erano le famiglie sgomberate mercoledì scorso, sbattute da un giorno all&#8217;altro in mezzo a una strada (in piena emergenza meteo) per riconsegnare stabili interi all&#8217;abbandono e permettere agli operai di murarli e danneggiarli al punto di renderli inabitabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo arrivati in tanti. Arrabbiati e rumorosi come era naturale che fosse. Abbiamo chiesto un incontro, convinti che prima di andare a votare una legge così scellerata, il Consiglio dovesse ascoltare le istanze delle persone scese in piazza, che dovesse tenere conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma più che un “templio della democrazia” la sede della Regione Toscana ieri sembrava una trincea di guerra: i blindati di polizia si perdevano a vista d&#8217;occhio, e almeno cento erano gli agenti schierati in tenuta antisommossa di fronte a uomini e donne a mani nude. Erano lì per impedirci di entrare, a fare da guerdia a una classe politica che sa solo nascondersi di fronte alla realtà sociale. A difendere gli indifendibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oltre al danno, la beffa. Inizia una trattativa, e il presidente del Consiglio Regionale accetta di incontrare i manifestanti in una sala capace di ospitare almeno 150 persone. Il tempo passa, e l&#8217;incontro viene rinviato di 15 minuti in 15 minuti. Dopo circa due ore arriva la comunicazione: “l&#8217;incontro è saltato, il consiglio si rifiuta di incontrarvi”.</p>
<p style="text-align: justify;">La comunicazione viene data da dietro ad una cancellata che separa la “gente” dal “palazzo”. Dietro la cancellata, anche lì, carabinieri in tenuta da guerra. Una scena eloquente sullo stato di legittimità sociale in cui versano le cosiddette “istituzioni democratiche”.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; a quel punto che torniamo tutti in strada, vogliamo partire in corteo. Sembra tutto tranquillo, ma un reparto di polizia non lascia partire la manifestazione e parte con una carica a freddo sui manifestanti a colpi di manganelli. Gli altri reparti si accodano subito dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui giornali di oggi leggiamo versioni dei fatti che definiremmo deliranti, se non conoscessimo la malafede che ci sta dietro: una questura che lancia il sasso e nasconde la mano, delle istituzioni costrette a mentire per salvare la faccia.</p>
<p style="text-align: justify;">“La polizia ha carica dopo un fitto lancio di bottiglie”. Falso.<br />
“L&#8217;incontro è stato cancellato dopo un lancio di bottiglie e petardi”. Falso.</p>
<p style="text-align: justify;">I manifestanti si sono limitati a difendersi dalla carica.<br />
L&#8217;incontro è stato annullato per una scelta politica precisa da parte del Consiglio: fregarsene e prendere in giro chi vive l&#8217;emergenza abitativa e “osa” venire a contestare le politiche renziane.<br />
Non passa neanche un minuto tutti sono già pronti a strumentalizzare il ferimento del nostro compagno Lorenzo, colpito accidentalmente da una bottiglia oltre che da una manganellata. Quello che non si dice è che non è stato l&#8217;unico ferito: danni certamente minori, ma pure gravi, hanno provocato i manganelli della polizia ad almeno altri tre manifestanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultimo anno abbiamo visto una donna paralizzarsi metà del corpo durante uno sgombero violento, un altra donna venire manganellata e poi calpestata da un plotone di celerini, un nostro attivista pestato da agenti in borghese in pieno stile squadrista.</p>
<p style="text-align: justify;">Le istituzioni stanno affrontando l&#8217;emergenza abitativa come un problema di ordine pubblico. Stanno utilizzando eserciti di polizia contro uomini e donne sfrattate. Le istituzioni hanno dichiarato guerra agli ultimi, e ci sono anche i feriti. Questo è il punto, e la questione è politica.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta per il diritto alla casa continua. E se l&#8217;infame Legge Saccardi verrà approvata ad occupare nelle prossime settimane non ci saranno soltanto i 150 sgomberati degli ultimi giorni ma decine di famiglie sotto sfratto che non avranno altra scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">CASA, DIRITTI E DIGNITA&#8217; PER TUTTI!</p>
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		<title>Ancora in piazza contro gli sgomberi. Martedì MANIFESTAZIONE contro la Legge Saccardi!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2015 21:26:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo gli sgomberi di mercoledì, che hanno lasciato senza casa 150 persone tra cui 50 bambini, continua la mobilitazione del Movimento di lotta per la casa. Nel pomeriggio le famiglie sgomberate sono scese nuovamente in piazza nel quartiere che due giorni fà ha subito una militarizzazione vergognosa e inedita. Un corteo ha attraversato Novoli per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli sgomberi di mercoledì, che hanno lasciato senza casa 150 persone tra cui 50 bambini, continua la mobilitazione del Movimento di lotta per la casa.<br />
Nel pomeriggio le famiglie sgomberate sono scese nuovamente in piazza nel quartiere che due giorni fà ha subito una militarizzazione vergognosa e inedita.</p>
<p>Un corteo ha attraversato Novoli per tornare sotto la sede del Partito Democratico, vero responsabile degli sgomberi e dell&#8217;emergenza abitativa in corso.</p>
<p>Al di là del ponte, su via Baracca, la bruttissima scena di decine di poliziotti in assetto anti-sommossa che a due giorni di distanza continuano a presidiare un edificio vuoto e murato. Si tratta dello stabile di via Baracca 18, sgomberato mecoledì scorso, di proprietà di Unipol-Sai. Un edificio costruito e lasciato vuoto per più di dieci anni, fino alla sua occupazione da parte di famiglie sfrattate.</p>
<p>Dopo l&#8217;assedio alla sede PD di mercoledì sera, quando centinaia di persone hanno espresso la propria rabbia per la giornata di sgomberi ricevendo cariche da parte della polizia, il sergretario &#8220;democratico&#8221; aveva definito la sede PD un luogo &#8220;aperto all&#8217;incontro e al dialogo&#8221;.<br />
Ancora una volta, però, sgomberati e occupanti non hanno trovato porte aperte nè persone disposte ad ascoltare le proprie istanze. Anche qui, ad accoglierli solo decine di poliziotti in assetto anti-sommossa.</p>
<p>Mentre Casapound esprime la propria solidarietà al PD, nelle periferie aumenta l&#8217;indignazione e la rabbia verso una classe politica asservita ai poteri forti e sempre pronta a mostrare i muscoli con i deboli.</p>
<p>La giornata di oggi segna un altro passaggio verso la manifestazione di martedì 10 marzo contro la Legge Saccardi, che andrà a contestare la riunione del Consiglio Regionale della Toscana. Un appuntamento centrale per le lotte per il diritto alla casa che sta raccogliendo molte adesione tra quel pezzo di città solidale che dentro la guerra ai poveri ha scelta la parte giusta della barricata.</p>
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		<title>SULLA GUERRA ALLE CASE OCCUPATE DICHIARATA DAL PARTITO DEMOCRATICO</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 23:28:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi 4 marzo le forze dell’ordine, sguinzagliati dalla giunta PD, hanno sgomberato due palazzi occupati dal movimento di lotta per la casa. 150 persone sbattute in mezzo alla strada con una trentina di minori è il risultato dell’operazione di polizia che ha visto più di 200 poliziotti bloccare completamente un quartiere e sperperare i soldi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi 4 marzo le forze dell’ordine, sguinzagliati dalla giunta PD, hanno sgomberato due palazzi occupati dal movimento di lotta per la casa. 150 persone sbattute in mezzo alla strada con una trentina di minori è il risultato dell’operazione di polizia che ha visto più di 200 poliziotti bloccare completamente un quartiere e sperperare i soldi pubblici blindando gli edifici sgomberati per restituirli al degrado e alla speculazione. Un’ operazione di guerra contro chi vive l’emergenza abitativa e la precarietà: chi governa la città e la nazione preferisce spendere le risorse per imbastire queste folli operazioni invece di garantire il sacrosanto diritto ad una casa popolare per tutti e tutte. Un diritto che la giunta regionale si sta preparando a cancellare con una nuova legge regionale che esclude dall’accesso alle case popolari non solo chi occupa per necessità ma anche centinaia di famiglie in graduatoria oppure sotto sfratto.<br />
Due giorni fa un’ assemblea pubblica di più di cento persone ha annunciato una contestazione di massa alla Legge Saccardi per il 10 marzo, data in cui è prevista la sua approvazione. Impossibile non leggere gli sgomberi di oggi è come un tentativo vigliacco da parte del Partito Democratico di zittire le proteste contro le sue politiche scellerate e anti-popolari. Siamo abituati, questo è il renzismo.<br />
Due sgomberi pienamente politici, non legati alle richieste della proprietà ma solamente alla volontà delle istituzioni di attaccare quel pezzo di città che si organizza e lotta per i propri diritti e che da mesi costituisce fieramente un vero e proprio bastone tra le ruote ai progetti di austerità e sacrifici imposti con arroganza alle classi più deboli.<br />
Da una parte è stata sgomberata la nuova occupazione di Via Benedetto Marcello, che aveva da venerdì dato casa a 100 persone in emergenza abitativa, dopo aver già subito 2 settimane fa un altro sgombero immediato. Se le leggi tutelano sempre meno il diritto alla casa, sempre più persone si trovano a organizzarsi per occupare stabili vuoti da anni. Non sarà la forza militare della polizia che sgombera a modificare questo dato di fatto!<br />
Dall’altra non è un caso che sia stato anche lo stabile di via Baracca 18 ad essere sgomberato. Non solo una casa per cinquanta persone, ma anche uno spazio sociale e un punto di riferimento per l’intero movimento. Lo spazio da alcuni mesi ospitava già una palestra popolare gratuita e iniziative culturali, oltre ad essere sede per riunioni e assemblee. Ricordiamo che questo edificio è di proprietà di Unipol, uno dei colossi economici legati al Partito Democratico, costruito per poi lasciarlo vuoto per anni… come del resto rimarrà vuoto ancora. Ancora una volta si interviene a difesa delle banche e si ignorano diritti e dignità delle persone.<br />
A Firenze assistiamo a cento sfratti al mese. Undicimila case sfitte. Tremila famiglie in attesa di casa popolare. Fiumi di soldi pubblici sprecati nel grande “magna-magna” delle strutture per l’emergenza abitativa e nelle “grandi opere inutili” come la TAV. Non ci stancheremo mai di ripetere questi dati.<br />
Abbiamo ragione. E’ per questo che non ci arrendiamo!<br />
Non c’è da scandalizzarsi se centinaia di persone abbiamo indirizzato la loro rabbia contro la sede del Partito Democratico. Sono cose da mettere in conto quando un partito di governo dichiara guerra alla fascia di popolazione più povera e più torturata da crisi e austerità. Una cosa è sicura: i danni alla sede del Partito Democratico non sono nemmeno equiparabili alla barbarie di chi oggi ha lasciato 150 persone (tra cui 50 bambini) al freddo e alla pioggia.</p>
<p>Ci rivedremo come sempre nelle strade. Il 10 marzo tutti in piazza contro la Legge Saccardi!</p>
<p>Movimento di Lotta per la Casa</p>
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