18/12/03 |

Euskal Herria >
PROPOSTA DAVANTI A LE ELEZIONI SPAGNOLE
La lista proautodeterminación avrebbe dodici deputati solo uguagliando i risultati precedenti.
·Extrapolando dati delle passate statali ed autonomistiche, PP-UPN avrebbe 7 o 8 seggi, ed il PSOE, 5. L'unione offerta dalla sinistra indipendentista basca parte da un blocco di circa 820.000 elettori
Il blocco per l'autodeterminazione proposto dalla sinistra indipendentista basca di fronte alle elezioni di marzo nello Stato spagnolo si trasformerebbe senza dubbio nella prima forza in Euskal Herria. Secondo l'estrapolazione degli ultimi risultati elettorali, tanto quelli degli statali del 2000 come quelli delle autonomistiche di 2001 e 2003, in termini puramente quantitativi questa unione raggiungerebbe tra gli undici ed i dodici deputati, lasciando a PP-UPN in 7 o 8, al PSOE in 5, senza contare l'effetto moltiplicatore di una proposta di questo tipo. Sarebbe la prima forza in tre herrialdes e seconda in Nafarroa.

Ramón Sola
IRUÑEA

Un esercizio aritmetico di politica virtuale consistente in sommare i voti delle formazioni a favore dell'autodeterminazione che hanno concorso alle ultime elezioni conclude che la coalizione proposta dalla sinistra indipendentista basca l'altro ieri in Bergara sommerebbe undici o dodici deputati a Madrid solo ripetendo i suoi attuali appoggi, vicino a 820.000 negli ultimi eventi autonomistici celebrati, in maggio di 2001 in Arava, Bizkaia e Gipuzkoa, ed in maggio di questo anno in Nafarroa.
Simile risultato si ottiene a partire dall'estrapolazione dei risultati delle ultime elezioni statali, celebrate nel 2000. Applicando alla sinistra indipendentista basca il voto calcolato come nullo nelle passate autonomistiche in quelli generali si limitò ad astenersi, e sommando gli appoggi ottenuti allora da PNV ed EA in solitario, sembra improbabile che altre formazioni come IU entrino in questa formula, la candidatura pro-autodeterminazione sommerebbe un seggio in Araba, cinque in Bizkaia, quattro in Gipuzkoa ed uno in Nafarroa, dove non rimarrebbe molto lontano da strapparne un altro ad UPN.
Al margine del semplice risultato di seggi, rimarrebbe chiaro che i difensori dell'autodeterminazione sono la prima forza con differenza in Arava dove il PP vinse nel 2000, Bizkaia e Gipuzkoa, e passerebbero ad essere secondi in Nafarroa, superando l'opzione del PSOE.
Il risultato in deputati di questo blocco di forze indipendentiste basche e progressisti guadagnerebbe ancora un posto in più se l'estrapolazione si fa in base ai risultati delle ultimi autonomistiche. La somma degli appoggi di PNV, EA ed Eh il 13 maggio di 2001 salì a 76.312 voti in Araba, a 395.198 in Bizkaia ed a 271.020 voti in Gipuzkoa rispettivamente. E di quegli accumulati in Nafarroa il passato 25 di maggio tra il voto nullo propugnato da AuB e gli appoggi alle liste di Aralar, PNV-EA e Batzarre raggiunse i 76.000.
Con queste cifre e l'applicazione della Legge D'Hont, l'unione esposta in Bergara darebbe come frutto dodici deputati favorevoli all'autodeterminazione nel Congresso dei Deputati: uno per Nafarroa, (coi risultati attuali il secondo rimane appena a 4.000 voti vista), due per Arava, uno più di quelli riusciti secondo l'estrapolazione delle ultime statali, quattro per Gipuzkoa e cinque per Bizkaia. In questi due herrialdes, gli indipendentisti baschi otterrebbero una nitida "maggioranza assoluta" su PP e PSOE nella ripartizione di seggi.
Questo calcolo puramente aritmetico e senza valore scientifico non tiene in conto altre questioni che potrebbero giocare in favore della lista unita, come il logico effetto moltiplicatore del quale normalmente beneficiano questo tipo di coalizioni. In realtà, nell'estrapolazione basata nelle precedenti statali bisogna ricordare che allora EA e PNV concorsero ancora a parte. E potrebbe vedersi anche favorito per l’ "effetto calamita" creato abitualmente da questo tipo di alleanze, come rimase manifesto nei comizi di ottobre del 1998, dopo la firma dell'Accordo di Lizarra - Garazi.
Inoltre, le cifre delle ultime elezioni in Nafarroa, base per l'estrapolazione in quell'herrialde, rimasero condizionate per l'illegalizzazione. L'interlocuzione basca avrebbe perfino davanti a Madrid più forza che IU
Nell'ipotesi che la proposta della sinistra indipendentista basca prosperi, il giorno dopo delle elezioni il blocco basco che accorrerebbe a Madrid a reclamare l'autodeterminazione sarebbe sicuramente di fatto la quarta forza nella principale camera legislativa statale, quando non la terza. In realtà, ci sono attualmente solo tre gruppi che abbiano più deputati che gli undici o dodici prevedibili: il PP che conta con maggioranza assoluta di 183 scanni; il PSOE che ha 125; e CiU che conta con 15 e per il quale si prevede un calo importante nella linea dei risultati delle recenti elezioni in Catalunya.
La lista indipendentista basca supererebbe così IU che a dispetto del suo carattere di formazione con ampio insediamento nell'insieme dello Stato non dispone più che di otto scanni nella chiamata Camera Bassa spagnola. Lì, oggigiorno la formazione basca con più rappresentatività è il PNV che ha sette deputati. EA conta solo su uno. Ambedue rimangono in franca minoranza davanti ai dieci riusciti in marzo di 2000 per PP-UPN ed i sei del PSOE nei quattro herrialdes. -

 

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