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Italia. Magistratura Democratica: legge Fini e' fascista!Una proposta di legge fascista, che contrasta con la Costituzione e cheportera' ad un arretramento delle garanzie per i cittadini oltre aprodurre un'invasione di campo rispetto alle competenze affidate alleRegioni in materia sanitaria. Cosi' l'associazione MagistraturaDemocratica.L'occasione e' stata quella del seminario organizzato insiemeall'Associazione Antigone e al Forum Droghe: "Droghe e diritto penalemassimo. La proposta Fini e le alternative possibili", svoltosi oggi aRoma. Nel mirino c'era la filosofia di fondo ma anche le singole sceltedel provvedimento che, hanno denunciato i relatori, cancella l'esito delreferendum del '93, reintroducendo il divieto di uso di qualsiasisostanza stupefacente, oltre a parificare dal punto di vistasanzionatorio tutte le sostanze. Ed e' proprio questo uno degli aspettiche fa ipotizzare un contrasto con la Costituzione. "Sulla proposta dilegge pesa una grossa ipoteca di carattere costituzionale perche' siripristinano norme abrogate dal referendum", ha attaccato Franco Maisto,sostituto Pg a Milano, che parla di una legislazione "in odio" all'esitodi quella consultazione popolare e di stampo "perbenista e autoritario"."E' una proposta di legge fascista non solo perche' non tiene contodella realta' , visto che tra l'altro accorpa in un'unica norma penalechi compra 200 milligrammi di hashish e il capo di Medellin, ma ancheperche' vuole utilizzare uno strumento violento rispetto a scelteindividuali", denuncia a sua volta Giuseppe Cascini, Pubblico Ministeroa Roma. Anche per lui il provvedimento dovrebbe finire davanti allaCorte Costituzionale e non solo perche' vanifica il risultato delreferendum: "non si puo' punire il consumo, non e' lecito farlo sulpiano costituzionale", spiega, visto che rientra nella categoria degliatti lesivi contro se stessi.A lanciare l'allarme sulla restrizione delle garanzie e' l'ex direttoredel Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria Alessandro Margara,che richiama l'attenzione sulle norme che attribuiscono al Prefetto e alQuestore l'applicazione delle sanzioni amministrative. "Si crea unregime di accertamento sottratto alle garanzie del processo", haspiegato Margara, che vede nella proposta Fini anche "un'interferenza"nelle competenze delle Regioni: "tutto quello che riguarda lariabilitazione, cioe' il superamento della tossicodipendenza, e' dicompetenza delle Regioni. Allo Stato spetta solo enunciare i principi".Cosa che non accade con la legge Fini che percio' comportera'"un'invasione nella competenza delle Regioni".