Serata ad Acrobax a sostegno del progetto – Cena, concerto e dancehall

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“Il Giardino per Renato è un percorso di progettazione partecipata e autocostruzione nato all’interno di Ingegneria della Sapienza dall’incontro di diversi studenti nel comune intento di ricordare un amico, un compagno. Ricordare Renato nel luogo in cui aveva studiato, far conoscere la sua storia, gli ideali che ha difeso fino alla fine. Non una commemorazione, non una targa. Fare memoria attraverso la conoscenza e la riappropriazione di spazi per costruire relazioni, confronti, esperienze. Diffondere la cultura della tolleranza e del rispetto e combattere ogni forma di fascismo. Insieme a chi gli voleva bene e ha lottato sempre al suo fianco.”

serata a sostegno del progetto con la collaborazione di All Reds Basket & Renoize

Programma
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L’omicidio di Focene. Perizie e testi: «Aggressione non rissa»

Non fu una rissa ma un’aggressione a freddo quella che causò la morte di Renato Biagetti: sua madre Stefania e suo fratello Dario, gli avvocati, i suoi amici dell’Acrobax sono certi, a questo punto delle indagini preliminari, che gli atti di indagine sono più chiari della manipolazione mediatica che tentò di rubricare il fatto alle voci “rissa tra balordi”. Leggi tutto

Lettera aperta a Roma e ai giornalisti: «In questa città dove c’è chi va a ballare e c’è chi sta in agguato con un coltello» – Gli amici e le amiche di Renato

31 agosto 2006

Leggiamo gli articoli su Renato ma sembra che non parlino di lui né di quello che è realmente accaduto. Allibiti e sconcertati dai mezzi di informazione nazionale abbiamo sentito la necessità di parlarvi davvero di Renato e di quello che ha vissuto.

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Sabato 1 settembre. Un fiore per Renato, per non dimenticare. (2007)

Erano le 5 del mattino del 27 agosto 2006 quando all’uscita da una festa reggae presso il Buena Onda sul litorale di Focene, veniva aggredito e ucciso con 8 coltellate, da due giovani del luogo, Renato Biagetti. Un’aggressione premeditata avvenuta in pochi secondi. Pochi secondi e tanta ottusa e insensata follia, per infliggere otto coltellate dirette a punti vitali che hanno ucciso uno di noi…tutti noi. La sua unica colpa: essere lì, a quella festa, con la sua compagna e i suoi amici. La sua unica colpa essere considerato diverso, altro, estraneo a quel territorio. E’ con quella frase “è finita la festa? e allora che cazzo ce state a fa qua! tornatevene a Roma!” che sono iniziati gli attimi più sconvolgenti e violenti della vita di Renato e di chi quella sera era insieme a lui. Leggi tutto

Corteo per ricordare Renato: «Usa il cervello, butta il coltello» (settembre 2006)

24 settembre 2006
Ieri pomeriggio a Focene si è tenuta la manifestazione in memoria del 26enne romano ucciso a coltellate lo scorso 27 agosto mentre con due amici lasciava la festa reggae organizzata sulla spiaggia per la fine della stagione balneare
di Davide Varì

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Renoize

Renoize/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

Renoize è un progetto che realizza uno dei sogni di Renato, messo in piedi negli anni grazie all’impegno ed al sudore dei suoi compagni. E’ una sala prove / studio di registrazione che porta il suo nome, ma non solo. Qui sotto trovate la descrizione del progetto, estratta dal sito ufficiale che trovate linkato in fondo all’articolo.

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L’angoscia degli amici: chi ha ucciso Renato?

Checchino Antonini
Fonte: Liberazione, 29 agosto 2006

Chi ha ucciso Renato è sceso da una macchina grigia con il coltello in mano. E ha mirato direttamente al petto. Poi ha ferito chi era con lui. La sua ragazza e l’amico di sempre. Erano le cinque del mattino di domenica. Renato Biagetti aveva 26 anni ed era stato a un concerto reggae sul litorale romano, a Focene, una frazione di Fiumicino. Una serata tranquilla, come tante altre. Fino all’alba quando sta per tornare a Roma, nel quartiere di Grotta Perfetta. Proprio fuori dal chiosco, sulla spiaggia, una macchina grigia metallizzata accosta la vettura dove Renato e i suoi amici sono appena saliti. «E’ finita la festa?». «Sì? E allora perché non ve ne andate a Roma?!», ha detto uno dei due che era a bordo prima di scendere con la lama tra le dita. Tre colpi al cuore e ai polmoni di Renato. E ferite più lievi per i suoi compagni di sventura. Leggi tutto