Serata ad Acrobax a sostegno del progetto – Cena, concerto e dancehall

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“Il Giardino per Renato è un percorso di progettazione partecipata e autocostruzione nato all’interno di Ingegneria della Sapienza dall’incontro di diversi studenti nel comune intento di ricordare un amico, un compagno. Ricordare Renato nel luogo in cui aveva studiato, far conoscere la sua storia, gli ideali che ha difeso fino alla fine. Non una commemorazione, non una targa. Fare memoria attraverso la conoscenza e la riappropriazione di spazi per costruire relazioni, confronti, esperienze. Diffondere la cultura della tolleranza e del rispetto e combattere ogni forma di fascismo. Insieme a chi gli voleva bene e ha lottato sempre al suo fianco.”

serata a sostegno del progetto con la collaborazione di All Reds Basket & Renoize

Programma
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PROPONI! – GPR 0.0 – Stato di fatto, feb2012

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All’interno di questo articolo (per entrare clicca sul titolo dell’articolo o su “Leggi tutto“) è possibile fare proposte sotto forma di commento alle foto. Se sei all’interno dell’articolo, cliccando sul testo sovrastante la foto (“clicca qui per aggiungere una nota“), puoi selezionare un’area sulla foto ed apporre il tuo commento, che insieme alle altre proposte formerà la base di partenza della progettazione del giardino per Renato.

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L’angoscia degli amici: chi ha ucciso Renato?

Checchino Antonini
Fonte: Liberazione, 29 agosto 2006

Chi ha ucciso Renato è sceso da una macchina grigia con il coltello in mano. E ha mirato direttamente al petto. Poi ha ferito chi era con lui. La sua ragazza e l’amico di sempre. Erano le cinque del mattino di domenica. Renato Biagetti aveva 26 anni ed era stato a un concerto reggae sul litorale romano, a Focene, una frazione di Fiumicino. Una serata tranquilla, come tante altre. Fino all’alba quando sta per tornare a Roma, nel quartiere di Grotta Perfetta. Proprio fuori dal chiosco, sulla spiaggia, una macchina grigia metallizzata accosta la vettura dove Renato e i suoi amici sono appena saliti. «E’ finita la festa?». «Sì? E allora perché non ve ne andate a Roma?!», ha detto uno dei due che era a bordo prima di scendere con la lama tra le dita. Tre colpi al cuore e ai polmoni di Renato. E ferite più lievi per i suoi compagni di sventura. Leggi tutto