Firenze – Sgomberato l’Ex Indiano: sabato manifestazione

Riceviamo dai compagni dell’Indiano sgomberati e pubblichiamo:

NON ABBIAMO OCCUPATO INVANO, TORNERA’ L’INDIANO! 

Nel pomeriggio di mercoledì 14 dicembre le cosiddette forze dell’ordine hanno effettuato lo sgombero dell’Indiano, la palazzina in fondo al parco delle Cascine che un mese e mezzo fa avevamo deciso di occupare e di far rivivere.
Vigili urbani, digos e polizia hanno irrotto nell’edificio approfittando di uno dei pochi momenti in cui nessun occupante si trovava all’interno, impedendo poi a chiunque di avvicinarvisi per le successive ore.

Molte erano le persone perplesse nel vedere un tale schieramento di celere e digos che impediva loro il passaggio. Un pezzo del parco è stato infatti militarizzato per parecchie ore, impedendo tra l’altro ad alcuni compagni e compagne di raggiungere il presidio in solidarietà.

In questo mese e mezzo abbiamo tentato di diffondere e far conoscere la storia di un edificio che da più di trent’anni è oggetto di speculazioni da parte delle varie giunte che si sono susseguite. In seguito agli sgomberi dei precedenti tentativi di autogestire lo spazio, l’Indiano è poi stato quasi sempre condannato a rimanere vuoto e in balìa dell’incuria. Anche il PD e la giunta Nardella hanno voluto ribadire, in linea con la politica repressiva che li contraddistingue, la loro urgente intenzione di soffocare ogni tentativo di rendere questa città un posto più vivibile alle tante persone che non si rispecchiano nel modello di città vetrina dedita al mero lucro, al turismo di lusso e a modelli di socializzazione piatti e preconfezionati.

Proprio per questo avevamo deciso, il 29 ottobre scorso, di restituire alla collettività un edificio immerso nel verde, per farne un luogo di socialità e di aggregazione in cui chiunque potesse esprimersi liberamente. Durante questa breve esperienza tantissimi hanno avuto l’occasione di conoscere l’Indiano: eventi ed iniziative di ogni genere, corsi di lingua e di batteria, concerti, dibattiti e laboratori sperimentali hanno animato e fatto vivere il posto quasi quotidianamente. Con le domeniche dedicate ai frequentatori del parco, ai loro cani e ai bambini eravamo riusciti a collegarci con questi e con gli abitanti dei quartieri popolari limitrofi.

Le serate musicali sono forse state le occasioni che hanno permesso una maggiore aggregazione, offrendo la possibilità a tanti musicisti di potersi esprimere al di fuori dei circuiti commerciali e a tanti giovani di divertirsi senza gli opprimenti divieti che i localini per benestanti e la movida fighetta impongono.

Con i tanti dibattiti, le mense sociali e la costruzione di un’assemblea No Borders volevamo inoltre ribadire la nostra solidarietà ai migranti, agli sfruttati, alle tante vittime del sistema capitalistico che come noi si sentono schiacciati e posti ai margini di questo mondo.

Ma non basterà uno sgombero per metterci a tacere. La voglia di continuare questo percorso e di portare avanti questa giovane esperienza autogestionaria non sarà certo soffocata dai loro vani tentativi intimidatori. Non sarà un’inferriata saldata alle porte dell’Indiano ad impedirci di continuare a rompere le catene di questa società, a vomitare il nostro odio sul loro mondo, sulle loro regole, sulle loro costrizioni, sulle loro gabbie e sui loro confini.

Questo sabato dalle 19.30 scendiamo tutt* in piazza S. Spirito e facciamo rivivere ciò che l’Indiano ha significato durante questo primo mese e mezzo di vita! 

LA NOSTRA PASSIONE PER LA LIBERTA’ E’ PIU’ FORTE DI OGNI AUTORITA’!

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